<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402</id><updated>2011-09-20T18:22:31.596+02:00</updated><category term='euro2008'/><category term='rubriche'/><category term='storia'/><category term='libri'/><category term='interviste'/><category term='calcio italiano'/><category term='vari'/><category term='economia'/><category term='olimpiadi08'/><category term='calcio internazionale'/><title type='text'>storie di sport</title><subtitle type='html'>La partita non la vincono gli eroi giovani e belli. La partita la vince chi resta sul campo quando gli altri ne hanno avuto abbastanza. E di solito a resistere un secondo più a lungo sono gli stortignaccoli, le vesciche di grasso, i ragionieri, i meschini che non gli daresti una lira...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>150</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-5199122988099375903</id><published>2011-03-03T11:24:00.002+01:00</published><updated>2011-03-03T11:26:54.253+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='interviste'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio italiano'/><title type='text'>Il reality Cervia / l'Unità</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.calciatori-online.com/images/articoli/20071128_reality-campioni-il-sogno.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="107" width="150" src="http://www.calciatori-online.com/images/articoli/20071128_reality-campioni-il-sogno.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;L’A.S. Cervia 1920 milita nel girone B dell’Eccellenza emiliano romagnola. Nella sua storia, che s’incammina lentamente verso il centenario, non c’è mai stato il professionismo, sfiorandolo negli anni Sessanta e nei primi di questo millennio.&lt;br /&gt;In compenso, però, c’è stato un reality che è riuscito a portare una squadra di dilettanti alla ribalta nazionale per due anni, in cui il Cervia, ricostruito ad hoc, è finito sotto le telecamere, appassionando ragazze e ragazzi per le gesta e le vicende di Lorenzo Spagnoli piuttosto che Davide Bertaccini, Cristian Arrieta invece che Diego Armando Maradona junior.&lt;br /&gt;Si chiamava “Campioni, il sogno”, ma dopo cinque anni il sogno è svanito e i campioni non si sono mai manifestati. Molti di quei calciatori giocano ancora tra i dilettanti, altri hanno cercato fortuna in televisione, quasi tutti, chi più chi meno, hanno deciso di lasciarsi affascinare dalla normalità.&lt;br /&gt;«Non si era mai vista una squadra di calcio che scendeva in campo con i 3/11 decisi dal pubblico; un difensore, un centrocampista e un attaccante che sconvolgevano il lavoro dell’allenatore, potendo poi seguire in diretta le dinamiche che si scatenavano all’interno dello spogliatoio», ricorda Federico Lampredi, livornese, uno degli autori del programma ideato da Stefano Magnaghi e Alessandro Saba per la regia di Roberto Cenci.&lt;br /&gt;Inizialmente fu uno shock che travolse movimento e spettatori. In Italia non s’era mai visto un reality su una squadra di calcio dilettante, che grazie alla televisione e a uno sponsor importante poteva aspirare a ribalte impensabili, sfiorando la serie C e partecipando per la prima volta alla Coppa Italia (perdendo 6-0 contro l’Ascoli).&lt;br /&gt;Secondo Lampredi, oggi al GF11, il reality non aveva punti deboli, semmai interromperlo è stata un’occasione sprecata: «Fare 40.000 spettatori, di cui 25.000 bambini, alla Favorita con il Palermo, dopo la gara di campionato contro la Juventus è stato incredibile, così come quando Shevchenko ha chiesto l’autografo a Giuffrida. Forse è mancata la componente femminile, poter raccontare i ragazzi anche fuori del calcio», sospira giurando amore eterno a quella che sente come una delle sue creature più riuscite; per la cronaca Lampredi scriveva i testi di Ilaria D’Amico.&lt;br /&gt;Sui costi, però, non si esprime: «Seguivamo una squadra di paese con i mezzi da serie A, costoso? Rispetto a cosa? Al di là dello snobismo per il reality come mezzo di comunicazione e per la rete che lo mandava in onda, sono convinto che abbiamo narrato il calcio visto dal basso, come nessuno ha mai fatto prima e dopo».&lt;br /&gt;Cervia e avversari raccontati come Don Camillo e Peppone, una suggestione che è costata 30 milioni di euro il primo anno e 15 il secondo: «Ma questo programma – insiste Lampredi – ha un grande futuro», paventando un ritorno al reality calcio, magari una volta ripresi dalla sbornia di questi ultimi anni.&lt;br /&gt;Qualche scoria è rimasta: «… eravamo finti ma sembravamo veri, eravamo catorci ma sembravamo Porsche», ha ricordato Emanuele Morelli, oggi assicuratore a Milano Marittima; Manuel Paesani, bersaglio preferito della Gialappa’s e dell’allenatore, Ciccio Graziani, è finito a fare il tronista a “Uomini e Donne”: «Non avevo voglia di restare a farmi insultare senza poter ribattere. È stata un’esperienza che non mi ha lasciato molto, perché devi frequentare le feste e a me non andava di stare in quel mondo», oggi gioca nel Castrocaro.&lt;br /&gt;Francesco Gullo, che millantava un passato nel Basilea, ha aperto una scuola calcio, Daniele Rossi è diventato avvocato, Giorgio Alfieri è passato da “Uomini e Donne” per poi fare una comparsata nel film “Vita Smeralda”. La maggior parte, però, ha continuato a giocare a calcio.&lt;br /&gt;La prima edizione è stata vinta da Cristian Arrieta, Lorenzo Spagnoli e Fabio Borriello, fratello di quello vero, che hanno fatto la preparazione con Inter, Juventus e Milan. Borriello ha giocato tre anni in C2, poi nella B svizzera per arrivare, anche lui, a “Uomini e Donne”. Spagnoli oggi gioca nell’Imolese in Eccellenza dopo alcune stagioni in C2 e forse è quello che ci ha creduto di più, anche se una volta ha detto: «Calcisticamente parlando non lo rifarei», pur rimanendogli nel cuore quei due anni vissuti pericolosamente e il mese con la Juventus. Arrieta, probabilmente, è quello che ha fatto più carriera e oggi milita nella MLS con i Philadelphia Union. Dopo il sogno ha giocato nel Lecco, Lecce e tramite internet è sbarcato a Porto Rico, due stagioni alla grande con gli Islanders, in una specie di serie B statunitense, per poi fare il grande salto.&lt;br /&gt;Un’occasione sprecata? Forse. A noi, però, resta il dubbio che, Cervia reality a parte, il calcio minore non interessi le grandi platee e, se è vero, che siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, evidentemente in testa abbiamo solo la Champions, televisione permettendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Francesco Graziani&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Francesco Graziani è forse l’unico vero grande vincitore di “Campioni, il sogno”. L’allenatore nel pallone che, puntata dopo puntata, ha saputo costruire una nuova immagine mediatica, riproposta poi come opinionista e non solo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Facciamo un bilancio?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«È stata un’esperienza molto bella da ogni punto di vista. A me piace allenare, farlo attraverso la televisione è stato importante perché ha messo in evidenza i miei lati migliori, apprezzati dal pubblico, soprattutto dai giovani».&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Com’era il materiale a disposizione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Avevamo la possibilità di regalare un sogno al Cervia e anche a tanti ragazzi, grazie alla visibilità che il programma gli avrebbe dato, sapendo che avremmo dovuto batterci con squadre più forti della nostra. Ho trovato ottimi ragazzi, educati, rispettosi e anche bravi a giocare».&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Chi più chi meno…&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Ho avuto a disposizione ottimi calciatori, qualcuno anche più forte della categoria, ma non si trattava solamente di fare una formazione competitiva».&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cioè?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Era pur sempre un reality, quindi quando facevano i provini tenevano in considerazione sia il talento sia la telegenia, sicuramente c’è stato qualcuno bravo col pallone ma inadatto al programma e allora ha prevalso la logica del reality».&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Perché ha chiuso dopo due stagioni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Non lo so, di certo era un progetto costoso, ma l’idea di rifarlo c’è ancora. Il ricordo più forte è stata la partita col Palermo, davanti a 40.000 persone. Ecco in quel momento abbiamo avuto la consapevolezza dell’interesse che avevamo suscitato con il Cervia e con un gruppo di ragazzi sconosciuti che erano diventati degli idoli a livello nazionale».&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rifarlo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Con altri personaggi, magari quando sarà calata l’inflazione dei reality in televisione, ma ogni tanto i vertici di Mediaset mi dicono di tenermi pronto».&lt;br /&gt;&lt;b&gt;È vero che le altre squadre non vi sopportavano?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Barzellette. Ogni volta che c’era una partita prendevano 15.000 euro solo per posizionare le telecamere, più il pubblico. Mi ricordo che una volta andammo in un paese che generalmente faceva 80-100 spettatori, furono costretti a montare tribune di tubi innocenti e fecero 2.500 paganti; il presidente mi disse che con quei soldi sarebbero andati avanti per altri cinque, sei, anni».&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Però il calcio minore in televisione non ha tutto questo spazio?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Se non sbaglio la Rai trasmette un anticipo e un posticipo di serie D, ma non riesce a coprire tutte le squadre. La promozione televisiva è fondamentale, altri gironi avrebbero fatto carte false pur di avere il nostro Cervia, senza dimenticare l’indotto che ogni domenica portava in città migliaia di persone».&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il giocatore e il ragazzo più bravo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Lorenzo Spagnoli è stato sicuramente il più talentuoso, mentre Davide Bertaccini era un ragazzo splendido, meraviglioso».&lt;br /&gt;Bertaccini è rimasto al Cervia, mentre in panchina è arrivato Matteo Domeniconi, anche lui ex del reality, entrambi plasmati da Ciccio Graziani. Nel suo curriculum anche le comparsate nei due film di Lino Banfi e ne I Cesaroni, ma ha sfondato con la semplicità dei sogni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-5199122988099375903?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.cervia1920.it/' title='Il reality Cervia / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/5199122988099375903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=5199122988099375903&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/5199122988099375903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/5199122988099375903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2011/03/la.html' title='Il reality Cervia / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-497341165103595952</id><published>2011-02-09T12:28:00.000+01:00</published><updated>2011-02-09T12:28:09.446+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rubriche'/><title type='text'>L'angolo del gobbo 54 / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.calciomercato.it/imagenes/original/NEWS_1241096400_morganti.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="288" width="470" src="http://www.calciomercato.it/imagenes/original/NEWS_1241096400_morganti.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;La sudditanza psicologica esisteva, adesso ne ho le prove.&lt;br /&gt;Premetto, su Calciopoli la penso come Roberto Beccantini, che non a caso è stato preso di mira dai tifosi (?) juventini, questo però non dovrebbe far dormire sonni tranquilli a chi ancora si riempie la bocca di quelle parole e di quelle immagini, perché il mio spirito legalitario non è ad squadram, ma ad calcium.&lt;br /&gt;Mi spiego meglio. Se, come affermano tutti gli antijuventini (ergo, tutti gli italiani che non tifano Juventus, si sa l’Italia è il Paese dell’invidia e del tifo contro) Calciopoli era un sistema che permetteva alla Juventus di vincere a dispetto dei santi (tra questi, però, nemmeno un dirigente sportivo), per quel sistema la squadra bianconera ha pagato e ha pagato come mai nessun’altra società nella storia del calcio mondiale (chi afferma il contrario è un idiota o come minimo un ignorante!).&lt;br /&gt;Dalle mie parti quando si paga un conto, senza sconti, si è in pari con tutti e si ricomincia da zero. Invece con Calciopoli e con la Juventus no, perché fa comodo a molti, cosa?&lt;br /&gt;Be’, poter nascondere le proprie nefandezze e le proprie incompetenze dietro l’idea prostituita che i bianconeri sono potenti, che contro di loro si rischia sempre oltre i propri demeriti sul campo, che è sempre la stessa Juventus, quella da offendere e infamare, nonostante Calciopoli.&lt;br /&gt;Detto tra noi, se fossi nella dirigenza bianconera denuncerei per diffamazione (e incompetenza regolamentare) quei tifosi (?) del Cagliari che hanno gridato «ladri, ladri!», dopo che la loro squadra ha sonoramente perso contro una Juventus ‘appena’ ritrovata.&lt;br /&gt;Chi si comporta così (tifosi avversari, Zamparini, Delio Rossi, ecc.) nega intrinsecamente l’esistenza di Calciopoli, perché se quel sistema esisteva la Juventus ha pagato caro e ha pagato tutto, se esisteva questa è una nuova Juventus (una provinciale di lusso ha scritto Simone Stenti sulla stampa.it), se questa è una nuova Juventus non ha niente a che fare con sudditanze varie.&lt;br /&gt;Ed è quanto mai evidente che la sudditanza psicologica esisteva. Basta riguardare Chievo-Juventus, Juventus-Roma di Coppa Italia, Palermo-Juventus e via discorrendo, insomma i bianconeri sono diventati una squadra come le altre e come le altre si lamenta degli errori (non torti, ma errori) arbitrali.&lt;br /&gt;La sudditanza psicologica esisteva ieri non tanto per i macroscopici errori a danno della Juventus oggi, quanto per l’atteggiamento che gli arbitri hanno nei confronti dei giocatori bianconeri, diciamo esageratamente autoritario, quasi a volersi far vedere, a voler dimostrare che loro no, loro mai…&lt;br /&gt;Se ragionassi come un romano o un laziale qualunque, se ragionassi come un fiorentino o un antijuventino qualunque, da Chievo-Juventus in poi dovrei dire che si è chirurgicamente eliminato i bianconeri dalla corsa al titolo, ma io a queste dietrologie non ci sto.&lt;br /&gt;L’Italia, però, è il Paese dei sudditi pronti a pestare a sangue il dittatore una volta disarcionato, ecco mi pare che stia accadendo la stessa cosa…&lt;br /&gt;&lt;b&gt;1. continua&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-497341165103595952?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='L&apos;angolo del gobbo 54 / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/497341165103595952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=497341165103595952&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/497341165103595952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/497341165103595952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2011/02/langolo-del-gobbo-54-il-brivido.html' title='L&apos;angolo del gobbo 54 / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-4858917344940947538</id><published>2010-11-18T16:22:00.002+01:00</published><updated>2010-11-18T16:24:21.571+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vari'/><title type='text'>Pac Man / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.thedailyinquirer.net/wp-content/uploads/2010/01/manny-pacquiao.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 296px; height: 248px;" src="http://www.thedailyinquirer.net/wp-content/uploads/2010/01/manny-pacquiao.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La strada da Kibawe, Filippine, ad Arlington, Texas, è lunga come otto giri del mondo, quelli che Manny Pacquiao ha fatto intorno a se stesso e alla storia della boxe, diventando il recordman di mondiali vinti in altrettante categorie alla velocità della luce, conquistando il soprannome di Pac Man.&lt;br /&gt;La faccia del ragazzo cresciuto a General Santos, sull’isola filippina di Mindanao, è come un libro nel quale è stampato il destino di un vincente, sin dal giorno in cui scappò di casa imbarcandosi per Manila, dopo aver visto morire il suo caro amico Mark Penaflorida.&lt;br /&gt;Ne ha fatta di strada Pacquiao da quando è diventato professionista, 1995, e l’ha fatta risalendo la china della povertà come nella più classica tradizione pugilistica, ne ha fatta così tanta che oggi i soldi non sono più un problema, permettendogli di realizzare l’altro suo grande sogno: entrare in politica e aiutare la propria gente.&lt;br /&gt;Ci ha provato la prima volta nel 2007 senza successo, ma la sconfitta per Manny è solo un mezzo per imparare la lezione e puntare dritto l’obiettivo, così nel maggio di quest’anno è stato eletto in parlamento sconfiggendo Roy Chiongbian, membro del clan di Sarangani che occupava il seggio da trent’anni. «Anche se è molto popolare – ha detto Reynaldo Costantino, sindaco di uno dei sette comuni della provincia, che ha ricevuto da Pacquiao 1,6 milioni di dollari in tre anni da investire in progetti –, senza il suo denaro non avrebbe vinto le elezioni, fattore determinante per affermarsi nelle Filippine».&lt;br /&gt;Veloce a combattere, svelto a imparare, Manny Pacquiao ha messo in moto la macchina elettorale due anni prima, una macchina piena di soldi e di promesse: «Voglio aiutare le persone, soprattutto nella mia provincia. C’è molta gente povera. Mi piacerebbe essere ricordato non solo per le mie imprese sul ring ma anche per aver servito il mio popolo».&lt;br /&gt;Battendo il messicano Antonio Margarito ha incassato 15 milioni di dollari, esclusi gli introiti della pay per view. Nel 2009 Time gli ha dedicato la copertina, ma solo altri due incontri, uno dei quali con Mayweather, lo separano dai titoli di coda di una carriera irraggiungibile.&lt;br /&gt;La sua storia è simile a quella del nicaraguense Alexis Arguello, campione del mondo in tre categorie diverse, morto suicida l’1 luglio del 2009. Considerato uno dei più forti pugili di sempre, è stato guerrigliero sandinista. Espropriato dei propri beni ed esiliato negli Stati Uniti dai suoi stessi compagni, per aver sposato punti di vista anticomunisti, passa nei Contras e a Miami diventa l’idolo degli anticastristi. Nel 1990 torna in patria dopo la vittoria di Violeta Chamorro e nel 2008 viene eletto sindaco di Managua nelle file dei compagni di una volta. Una vita da romanzo terminata precocemente in circostanze ancora tutte da chiarire.&lt;br /&gt;Ma Manny Pacquiao ha scelto per se un finale diverso, figlio di uno degli slum più poveri di Mindanao, con la licenza elementare e un inglese approssimativo, ha trovato nella boxe il riscatto sociale e nei soldi uno strumento per realizzare qualcosa di più concreto che l’eterea gloria di un ring.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-4858917344940947538?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.unita.it/' title='Pac Man / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/4858917344940947538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=4858917344940947538&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4858917344940947538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4858917344940947538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/11/pac-man-lunita.html' title='Pac Man / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-1960447576200182443</id><published>2010-11-04T12:15:00.005+01:00</published><updated>2010-11-04T12:21:56.996+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='interviste'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio italiano'/><title type='text'>La storia di Bismark / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://tmw-storage.tccstatic.com/storage/img_notizie/thumb/1209937701bismark.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 260px;" src="http://tmw-storage.tccstatic.com/storage/img_notizie/thumb/1209937701bismark.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;È una storia africana quella di Bismark Ekye, una storia iniziata a Nkawkaw, nel sud del Ghana, a circa centocinquanta chilometri da Accra, una storia di polvere e cuoio, di sogni di bambino e di una maturità consumata alla periferia dell’impero calcio.&lt;br /&gt;«I miei genitori sono insegnanti, mia madre d’inglese, mio padre d’agricoltura – racconta Bismark –, e avrebbero voluto che anch’io continuassi a studiare dopo la scuola secondaria, ma il football era il mio grande amore».&lt;br /&gt;Ekye in ghanese significa “uomo forte”, Bismark invece è di origine tedesca, il nome di un colono dove lavorava sua nonna. Un uomo chiamato destino sarebbe un titolo troppo facile per chi non ha mai dimenticato la polvere delle prime partite sulla strada, la trafila nella squadra del paese e il grande salto nel Vecchio Continente, grazie al Torneo di Viareggio.&lt;br /&gt;«Era il 1999 e arrivai in Italia con l’Okwawu United – ricorda Bismark Ekye –. Passai alla Pistoiese, un anno e poi all’Aglianese. Francesco Buglio in panchina, l’allenatore che mi ha insegnato di più e che mi ha plasmato come calciatore, Massimiliano Allegri (attuale allenatore del Milan, n.d.r.) in campo. Un gran giocatore, con cui m’intendevo a meraviglia. Vincemmo il campionato e mi volle la Fiorentina in C2. Ad Agliana stavo bene, ma Firenze era il salto di qualità, significava vestire la maglia di una squadra conosciuta in tutto il mondo».&lt;br /&gt;Suo il gol contro il Rimini che regala ai colori viola la matematica promozione in C1, che diventerà subito B grazie al ripescaggio. Da allora per Bismark è iniziata un’altalena che a causa di un grave infortunio l’ha visto sparire dai professionisti, nell’attesa di tornare al meglio ed esordire tra i dilettanti toscani, a Cortona in Prima categoria.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Vinci il campionato con la Fiorentina e poi vai in Svizzera, perché? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«A Firenze dovevano arrivare Obodo e Nakata così ero passato al Ravenna. Potevo restare in Italia, ma i dirigenti del Vaduz mi convinsero ad andare nel campionato svizzero, un’esperienza nuova che m’intrigava, anche se m’accorsi presto che nel Paese della pallamano il calcio era un’altra cosa».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Le differenze maggiori? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Be’, l’attenzione della gente, la professionalità di allenatori e massaggiatori, la ribalta mediatica».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Poi l’infortunio al ginocchio... &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Due volte, prima delle Olimpiadi di Atene del 2004 e prima dei Mondiali del 2006 in Germania, con il Ghana rispettivamente eliminato al primo turno e agli ottavi di finale, due esperienze mancate. Con il Vaduz ho fatto anche la Coppa Uefa e proprio nella partita contro il Beveren mi sono lesionato il menisco del ginocchio sinistro, mi operano in Svizzera, male, e torno comunque in campo. La seconda operazione, con ripulitura della cartilagine, a Innsbruck, in Austria, è perfetta ma il fisioterapista non mi aiuta e resto due mesi fermo, iniziando da allora un lento e faticoso recupero».&lt;br /&gt;E una discesa lenta e inesorabile che passa attraverso la Fortis Juventus, nel Mugello, il Trivento, in Molise, la Lunigiana, il Borgotaro, in Emilia Romagna e domani forse Cortona, nell’aretino: «A Pontremoli ho trovato un medico che cura anche i giocatori dell’Inter e che mi ha aiutato a tornare in forma, ma il fastidio è passato solo negli ultimi mesi».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Chi ti è stato più vicino in questi anni difficili? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Mio padre, mia madre, mio fratello, le mie sorelle, gli amici veri. Mia moglie e mia figlia di due anni e mezzo, che mi danno tanta forza, ma anche Maggio e il mio procuratore Pallavicino che mi chiedono come sto e cosa voglio fare della mia vita».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Qual è oggi la vita di Bismark Ekye? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Vivo a Poggibonsi, dove risiede anche mio fratello, mi alleno sperando di tornare a giocare e lavoro a Siena: faccio consegne per i ristoranti».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Rimpianti? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Nessuno, la vita è un continuo andare avanti, guardarsi indietro non ha senso e poi giocare a calcio mi ha reso più forte mentalmente. Con la Fiorentina ho fatto anche tanta panchina, ma quando l’allenatore mi faceva entrare ero sempre pronto. Lo sono ancora, un infortunio non ti può fermare, non puoi mai sapere cosa sarà domani, calciatore o altro sei sempre tu».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Sogni? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Il dolore è passato, il fisico è in forma, la voglia è tanta, il talento c’è ancora, mi basterà scendere in campo e ritrovare il ritmo partita per far funzionare al massimo il motore che è dentro di me».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Perché Cortona? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Perché conosco dei giocatori, mi hanno detto “se vieni ti diverti”. Non sono partiti bene e io non vedo l’ora di dare il mio contributo».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Quasi tutti quando pensano a un calciatore pensano a un privilegiato, è sempre così? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«La mia storia racconta il contrario. E comunque in serie C (attuale Lega Pro, n.d.r.) e in serie D è diverso. Ci sono giocatori che restano mesi senza stipendio, nelle categorie maggiori possono fare fatica, ma alla fine vengono pagati. Ci si dimentica che anche questo è un lavoro, che lontano dai riflettori ci sono trasferte, ritiri e quando non riscuoti ti passa la voglia, come in qualsiasi altro mestiere e pur sempre meglio di tanti altri».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Tu sei nero e africano, il razzismo che parte ha nella tua vita? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Nessuna, per fortuna. Nemmeno in campo, dove spesso sei solo il giocatore avversario bravo, nero o bianco non importa. Io credo che se parli con amore l’altro ti risponde con amore e se tu tratti con rispetto chi ti sta di fronte l’altro ti porterà rispetto. È quello che mi hanno insegnato, è quello che ho fatto, è ciò che ho trovato. Il futuro del calcio non ha colore, lo sta dimostrando la Germania e presto sarà così anche in Italia. Balotelli? Credo che la sua storia abbia poco a che vedere col razzismo».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Cosa manca al calcio africano per fare il salto di qualità? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«La mentalità, i giocatori africani devono imparare a dare il cento per cento per tutta la partita. Più giocano in Europa, più acquisiscono una mentalità pragmatica e vincente. Per lo stesso motivo si scelgono spesso Ct stranieri e anche perché quando fanno le convocazioni utilizzano solo il merito. Gli allenatori africani sono legati a conventicole e favori, cose che con il campo hanno poca dimestichezza».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Il giocatore che ricordi con più affetto? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Di Livio, eravamo vicini di spogliatoio. Si scherzava, ma lui sapeva sempre cosa dire a un giovane, sapeva come farci crescere, mettendo la sua esperienza internazionale al servizio della squadra».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Musulmano o cattolico? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Cristiano».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Cosa ti piace di più dell’Italia? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Il calcio».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Di meno? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Gli ultrà e le violenze allo stadio che allontanano i veri tifosi».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Cosa ti manca di più del Ghana? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Il caldo (ride, n.d.r.)».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Un giorno lontano, in Italia o in Ghana? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Oggi dico Italia, domani chissà».&lt;br /&gt;A 29 anni e 500 addominali il giorno, in attesa dell’ok della Lega Dilettanti, Bismark Ekye attende il suo momento con la consapevolezza che, come recita un vecchio adagio: ieri è passato, domani è un mistero, oggi è un dono. Il sogno di un bambino ghanese di Nkawkaw che continua a inseguire un pallone nei campi polverosi di periferia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-1960447576200182443?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.unita.it/' title='La storia di Bismark / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/1960447576200182443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=1960447576200182443&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1960447576200182443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1960447576200182443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/11/la-storia-di-bismark-lunita.html' title='La storia di Bismark / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-471421232172165441</id><published>2010-10-05T11:14:00.003+02:00</published><updated>2010-10-05T11:18:10.691+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rubriche'/><title type='text'>L'angolo del gobbo 41 / il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.numericellulare.it/img/numeri.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 460px; height: 365px;" src="http://www.numericellulare.it/img/numeri.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dopo le prime sei giornate di campionato la classifica è più ingarbugliata che mai. In molti dicono che ancora non sono venuti fuori i veri valori e che quando accadrà ne capiremo di più sulle sorti del torneo. E nell’indecisione se la Lazio è una vera grande, se il Cesena è una finta piccola, se la Roma è una piccola grande e così via nessuno ha saputo dirci se questa serie A è equilibrata oppure no, e se lo è, verso il basso o verso l’alto?!&lt;br /&gt;Anch’io, lo ammetto, mi sono fatto avviluppare da questi pensieri, e allora mi sono messo a fare un po’ di conti per capire soprattutto cosa intendono per equilibrato i vecchi tromboni preposti all’onanismo opinionista.&lt;br /&gt;Come alle elementari sono ripartito da zero. Per cui, il nostro campionato è composto da venti squadre che giocano dieci partite ogni fine settimana, con trenta punti in palio, né più né meno, i punti quelli sono e quelli restano. Ovviamente a seconda della vittoria, del pareggio e della sconfitta vengono poi ripartiti tra le varie squadre, ma la somma sarà sempre trenta.&lt;br /&gt;Se, per assurdo, dieci squadre vincessero sempre con le altre dieci e pareggiassero fra di loro, avremmo, la matematica non è un’opinione, un campionato spaccato in due, con dieci squadre in testa e le altre in coda distaccate di tanti punti. Sarebbe questo un campionato equilibrato? Evidentemente no.&lt;br /&gt;I tromboni di cui sopra ci dicono spesso che un campionato è bello quando è equilibrato e quindi combattuto, ergo come quello attuale. Invece no, i soliti dicono e scrivono che questo campionato è sì equilibrato ma verso il basso perché non c’è nessuna grande che domina e alcune provinciali stanno al momento sopra la loro media stagionale.&lt;br /&gt;Io, per la questione matematica di cui sopra, non sono per niente d’accordo con questa tesi. Se i punti in palio sono sempre gli stessi un campionato equilibrato significa una maggiore ripartizione degli stessi, quindi una classifica corta e nessuna fuga in avanti. Per questo l’attuale serie A è bella e combattuta, incredibilmente invece c’è chi numeri alla mano (!) sostiene esattamente il contrario, sottolineando antichi deficit scolastici.&lt;br /&gt;Se poi vogliamo parlare di calcio ed evidenziare chi gioca meglio (premettendo che ancora non sono riuscito a vedere per bene tutte le squadre), dico Lazio (in molti hanno dimenticato come giocava bene il Napoli di Reja), dico Napoli, dico Palermo. Poi ci sono squadre come Cesena, Bari, Brescia e Chievo che hanno dato meno continuità alle loro performance, mentre Inter, Milan e Juventus, per motivi tutti diversi, ancora non hanno trovato il leitmotiv della loro stagione.&lt;br /&gt;La mia speranza è che si vada avanti con questa classifica corta e con questo torneo combattuto, dove tanti possano sognare lo scudetto o la Champions. E se trovate qualcuno che vi dice che questo è un torneo di basso profilo, spernacchiatelo…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-471421232172165441?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='L&apos;angolo del gobbo 41 / il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/471421232172165441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=471421232172165441&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/471421232172165441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/471421232172165441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/10/langolo-del-gobbo-41-il-brivido.html' title='L&apos;angolo del gobbo 41 / il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-4487450644362506043</id><published>2010-09-07T11:28:00.003+02:00</published><updated>2010-09-07T11:31:04.272+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><title type='text'>Le Far Øer contestate / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.haisentito.it/wp-galleryo/faer-oer-caccia-balene/faer-oer.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 450px; height: 300px;" src="http://www.haisentito.it/wp-galleryo/faer-oer-caccia-balene/faer-oer.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La sfida di questa sera contro l’Italia non sarà una passeggiata di salute per i semiprofessionisti delle Isole Far Øer. Non bastavano, infatti, le cattive condizioni dell’impianto della Rondinella, dove si sono allenati e dove un giocatore si sarebbe infortunato alla caviglia, e un’accoglienza al limite del fair play.&lt;br /&gt;Oggi dovranno affrontare anche l’ira dell’organizzazione Sea Shepherd che protesterà fuori dello stadio Franchi contro il massacro delle balene pilota nelle Far Øer, tra l’Atlantico e il Mar di Norvegia.&lt;br /&gt;Si chiama Grindadrap ed è sia un’attività economica che un hobby, che i faroesi considerano parte integrante della propria tradizione culturale e non condividono la tesi di che ne chiede l’abolizione. All’inizio di ogni estate circa un migliaio di balene dalle pinne lunghe viene spinto sulle spiagge e ucciso in un bagno di sangue con ami, lame e funi. Attività che si cerca in tutti i modi di tenere nascosta per evitare di compromettere il turismo, in una guerra di nervi tra cacciatori e media.&lt;br /&gt;Tradizione che non sfugge a Sea Shepherd, l’ala estremista di Greenpeace che ha ufficialmente ripudiato qualunque legame rifiutando di aiutarla nel suo lavoro: «Non andremo ad aiutare persone che hanno dichiarato che useranno la violenza».&lt;br /&gt;Ovviamente a Firenze la protesta consisterà nel volantinaggio e nell’informare i tifosi accorsi allo stadio sul massacro delle balene. Certo che ce ne corre da quando si protestava contro nazioni straniere per le reiterate violazioni dei diritti umani.&lt;br /&gt;Le Far Øer hanno già perso le prime due partite contro Estonia e Serbia, questa sera al Franchi saranno le vittime sacrificali dell’Italia di Prandelli. Potrebbero così comprendere cosa significhi mettersi nei panni di una balena inerme, ma dipenderà dalla cattiveria dei cacciatori azzurri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-4487450644362506043?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.wikipedia.org/wiki/Isole_F%C3%A6r_%C3%98er' title='Le Far Øer contestate / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/4487450644362506043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=4487450644362506043&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4487450644362506043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4487450644362506043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/09/la-far-er-contestate-lunita.html' title='Le Far Øer contestate / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-639167608108208044</id><published>2010-09-01T13:04:00.002+02:00</published><updated>2010-09-01T13:06:47.147+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><title type='text'>Il calcio ad Haiti dopo il sisma / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://assets.espn.go.com/i/eticket/20100427/photos/etick_haiti_yves09_290.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 414px;" src="http://assets.espn.go.com/i/eticket/20100427/photos/etick_haiti_yves09_290.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il calcio come medicina, una terapia intensiva capace di risollevare le anime disperate di un Paese straziato dal terremoto e prim’ancora da povertà endemica e dittatori sanguinari.&lt;br /&gt;Un sogno o forse un’utopia, pura follia di chi non si vuole arrendere all’evidenza, quella che il 12 gennaio di quest’anno s’è presentata sotto forma di sisma, magnitudo 7.3, radendo al suolo Haiti e la sua popolazione: 300.000 vittime riconosciute, un milione e mezzo di sfollati, privati di quel poco o niente che scandiva la loro esistenza nei quartieri ghetto di Port-au-Prince.&lt;br /&gt;Quel giorno la Federazione di calcio haitiana aveva organizzato due riunioni e ha perso 36 membri, tra cui Philogène Labaze, allenatore dell’Under 17 ai Mondiali del 2007 in Corea del Sud, vinti dalla Nigeria, dove Haiti raccolse uno storico pareggio contro la Francia.&lt;br /&gt;Sul manto sintetico, inaugurato nel 2004 contro il Brasile di Ronaldinho, dello stadio Sylvio Cator vivevano 7.500 persone, tra tende di fortuna e improvvisate cucine a carbone. Identica situazione a Léogane, 30 chilometri a ovest della capitale, e in tutte le zone colpite dal terremoto. Molti calciatori si sono salvati perché quasi tutti i club si stavano allenando all’aperto quando è arrivata la scossa e da questo esile miracolo la Federazione ha messo il punto per ripartire. Il primo passo è stato il più doloroso, liberare gli stadi dagli sfollati con l’aiuto della polizia che, visto il passato sanguinario al soldo della famiglia Duvalier, da queste parti non riscuote grandi simpatie. Insieme alla promessa di una tenda a famiglia: «Il calcio – si è giustificato Yves Jean-Bart, presidente della FHF – deve riprendere i suoi spazi e aiutare la gente a distrarsi».&lt;br /&gt;Con l’aiuto della compagnia telefonica Digicel, che sponsorizza anche la Ligue Haitienne, il massimo campionato nazionale, a Port-au-Prince ha preso il via un torneo giovanile al quale hanno assistito 2.500 spettatori. Una passione contagiosa che si è sparsa per il Paese dando vita a mini tornei nelle città più colpite dal sisma. Durante i Mondiali, l’ONG Viva Rio ha organizzato un campionato del mondo parallelo nella bidonville di Martissant, denominata il quartiere dei banditi, con 32 squadre come le nazionali presenti in Sudafrica, composte da bambini di 11 e 12 anni, con in palio borse di studio scolastiche e l’accesso alla scuola calcio dell’organizzazione non governativa.&lt;br /&gt;In questo paradiso dimenticato da Dio e dagli uomini si tifa più che altro per Argentina e Brasile, un tifo esasperato che ha provocato quattro morti per l’eliminazione della formazione allenata da Dunga, morti per crisi cardiaca, omicidio o presunto suicidio.&lt;br /&gt;I manifesti inneggianti le due sudamericane per circa un mese hanno coperto quelli con gli slogan contro il presidente della Repubblica René Préval e allora sorge il dubbio che il calcio serva, ancora una volta, a far dimenticare tutto il resto. Come la rivolta del 2004 che ha costretto alle dimissioni e all’esilio il presidente Jean-Bertrand Aristide che aveva sconfitto a sua volta Jean-Claude Duvalier, per poi sciogliere l’esercito e organizzare un corpo di polizia civile. Dopo un governo ad interim retto dal presidente della Corte di cassazione, Boniface Alexandre, René Préval è stato eletto nel 2006, tra proteste e accuse di brogli elettorali da parte dei suoi avversari.&lt;br /&gt;Haiti è il paese meno sviluppato di tutto l’emisfero settentrionale. Nel 2008, secondo la Banca Mondiale, il PIL era di 6,69 miliardi di dollari. Nella classifica dell’Indice di sviluppo umano è 153° su 177 paesi, l’80 per cento della popolazione vive in una condizione di povertà degradante e il 54% ha un reddito inferiore a un dollaro al giorno. Il terremoto è solo l’ultimo, in ordine temporale, grande supplizio che gli haitiani sono costretti a sopportare.&lt;br /&gt;Nonostante tutto, la notizia della qualificazione alla Gold Cup della Nazionale femminile, che ha vinto cinque partite su cinque, eliminando tra le altre anche Cuba, ha suscitato grande entusiasmo. Mentre l’Under 15 maschile ha partecipato ai Giochi Olimpici della Gioventù di Singapore. Anche testimonial come Emilio Butragueno ed Emmanuel Petit si sono mossi per rilanciare il calcio ad Haiti, la FHF ha ricevuto 300.000 dollari dalla Fifa subito dopo il sisma e altri 4 milioni sono stati stanziati per un programma quinquennale, 2011-2014, di più largo respiro.&lt;br /&gt;La prima pietra è stata la ripresa del campionato, iniziato l’1 agosto, con sedici squadre, delle quali una si chiama Don Bosco, in nome del fondatore delle congregazioni dei Salesiani. L’ultimo campione, nel Clausura 2009, è stato il Racing Club Haitien ed è da qui che riparte il football dell’isola, con il 60% della popolazione sotto i venticinque anni e la speranza che la ricostruzione, anche quella calcistica, sia un volano economico per riportare i sogni nei cuori terrorizzati dal terremoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; 1937 &lt;/b&gt; Anno di nascita del campionato di calcio haitiano, 10 volte ha vinto il Racing Club Haitien, 6 il Violette AC, 5 il FICA, 3 a pari merito Aigle Noir AC, Etoile Haitienne, Excelsior AC e Baltimore SC.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; 1974 &lt;/b&gt; L’unica partecipazione della nazionale di Haiti ai Campionati del mondo di calcio, l’attuale capitano Frantz Bertin, francohaitiano, gioca nell’OFI Creta ed è passato anche dalla Juventus.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; 52 &lt;/b&gt; Gli anni di aspettativa di vita ad Haiti, 74 morti ogni mille bambini nati ne fanno uno dei paesi con la più alta mortalità infantile.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; 16 &lt;/b&gt; Le squadre che giocano la Ligue Haitienne, 4 retrocessioni; le prime quattro del Clausura e dell’Apertura si giocano il Super Otto, denominato anche Coppa Digicel, dallo sponsor.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-639167608108208044?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.unita.it/' title='Il calcio ad Haiti dopo il sisma / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/639167608108208044/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=639167608108208044&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/639167608108208044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/639167608108208044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/09/il-calcio-ad-haiti-dopo-il-sisma-lunita.html' title='Il calcio ad Haiti dopo il sisma / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-1828824494683491397</id><published>2010-08-31T13:03:00.002+02:00</published><updated>2010-08-31T13:07:08.535+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rubriche'/><title type='text'>L'angolo del gobbo / il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.calciobook.it/wp-content//sinisa01g.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 230px;" src="http://www.calciobook.it/wp-content//sinisa01g.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe troppo facile iniziare la nuova stagione di questa mia ‘particolare’ rubrica parlando dell’arbitro Gervasoni, assolutamente inadatto (come i suoi assistenti) a una gara di serie A così importante. Perché tra un Ibra che ritorna sul luogo del delitto e una Juventus che stecca, in troppi si sono dimenticati che al Franchi si giocava Fiorentina-Napoli e anche questo non è certo un buon segno, né del nostro calcio e nemmeno del nostro giornalismo sportivo.&lt;br /&gt;Ma tant’è, meglio abituarsi subito al peggio.&lt;br /&gt;Una cosa è certa, la moviola in campo sarebbe un ottimo strumento contro la violenza, per la cultura sportiva e, soprattutto, per l’equità di un torneo importante come il nostro. Molti furbacchioni vi spacciano la moviola di parte (venduta… al miglior offerente) come la panacea di tutti i mali, ma quella televisiva è per definizione l’incultura sportiva mentre in campo eviterebbe tutti quei mal di pancia che a fine stagione lasciano l’amaro in bocca e la convinzione che qualcuno o qualcosa ci ha fottuti.&lt;br /&gt;La premessa di questa stagione, invece, (per quello che mi concerne) è un’altra. Non mi piace Mihajlovic, non mi è mai piaciuto come persona, come calciatore e ora come allenatore. Non ha mai rappresentato il mio ideale di calcio e comportamentale (soprattutto comportamentale), ergo non lo stimo. Immagino le felici espressioni che a molti di voi verranno in mente adesso e non tutte educate…&lt;br /&gt;Detto questo, rappresenta una sterzata nello stile viola che Prandelli ha rappresentato fino a maggio, ma, curiosamente, potrebbe non essere un male. La Fiorentina dei Della Valle ha raccolto tanti applausi ma nessun alloro, tutto sembrava girare intorno a quest’aura di eleganza e fair play, che Mihajlovic spazza via sin dal suo incedere.&lt;br /&gt;Ecco, Sinisa pare rappresentare l’anima più popolare di Firenze, quella lontana anni luce dal suo passato e della sua storia, con una grinta e una presenza in campo che potrebbero essere le armi vincenti di questa nuova Fiorentina e che le hanno permesso di raddrizzare una gara allucinante, dimostrando valori sconosciuti fino a ieri. Chissà…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-1828824494683491397?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it' title='L&apos;angolo del gobbo / il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/1828824494683491397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=1828824494683491397&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1828824494683491397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1828824494683491397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/08/langolo-del-gobbo-il-brivido-sportivo.html' title='L&apos;angolo del gobbo / il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-8467563109035358514</id><published>2010-08-28T12:03:00.003+02:00</published><updated>2010-08-28T12:06:40.319+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio italiano'/><title type='text'>Tutto il 'fascino' economico della serie A / Il Foglio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.lufbra.net/pageassets/club/indoorfootball/leagues/serie_a-logo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 193px;" src="http://www.lufbra.net/pageassets/club/indoorfootball/leagues/serie_a-logo.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Media spettatori tra le più basse d’Europa, seri problemi d’ordine pubblico, nonostante i provvedimenti legislativi degli ultimi anni, stadi fatiscenti, a parte qualche eccezione, business incentrato sui diritti televisivi. Ecco, in poche righe, tutto il ‘fascino’ della serie A che prende il via sabato in attesa del sesto scudetto consecutivo dell’Inter, avversari dissolvendo.&lt;br /&gt;Proprio il club di Massimo Moratti risulta il più virtuoso della campagna acquisti che si sta concludendo in questi giorni con soli 8.800.000 euro spesi e ben 45,2 milioni incassati, grazie soprattutto alle cessioni di Balotelli (29,5) Jiménez (3,7) e Quaresma (7,3). Un trend che conferma l’atteggiamento austero dei nerazzurri visto che anche nella passata stagione il saldo risultò positivo per circa 15 milioni di euro, avendone incassati 108,9 e spesi 94. Senza dimenticare, però, che nelle ultime cinque campagne estive l’Inter ha speso la bellezza di 247.700.000 euro (fonte transfermarkt.de), il costo di quattro scudetti, una Champions League, una Coppa Italia e tre supercoppe italiane, senza contare il monte ingaggi.&lt;br /&gt;Sempre meglio della Juventus che nelle ultime quattro stagioni, da quando è tornata in serie A, ha speso la bellezza di 212.400.000 euro (e ancora è alla ricerca di un difensore e un attaccante) senza vincere niente. Con un passivo di quasi 17 milioni è stata eletta la regina del mercato anche se è ancora in attesa di vendere giocatori come Zebina, Camoranesi, Grosso e forse anche Trezeguet, come Diego passato al Wolfsburg per 15 milioni. Soprattutto per non perdere di vista il fair play finanziario che in questi ultimi anni è stata la cifra della dirigenza bianconera con un patrimonio tra i più solidi della serie A, insieme a quello della Fiorentina, e un bilancio in utile, contro il maxi indebitamento delle due squadre milanesi, che infatti stanno invertendo la rotta: al 30 giugno 2009 l’Inter dichiarava un debito verso le banche di 48,3 milioni di euro.&lt;br /&gt;La cifra che colpisce di più è il totale delle uscite delle venti squadre di serie A: poco più di 242 milioni di euro. Sempre meno della Premier League che ha speso 364.885.000 euro con un passivo di oltre 233 milioni, ma decisamente più di Liga (229,7), Ligue 1 (129,4) e Bundesliga (107,7). Insieme all’Inter, infatti, solo Udinese, Catania, Bari, Roma e Napoli hanno chiuso in attivo il mercato; senza dimenticare gli oltre 41 milioni spesi dal Genoa, pur incassandone 22,5, o i 18 spesi dalla Fiorentina e i 10 di Parma e Bologna, per non dire dei 27,9 messi sul piatto dalla Lazio, che registra un passivo di nemmeno 3 milioni grazie alla cessione di Kolarov al Manchester City. Un po’ come il Palermo che ha incassato 17 milioni dalla vendita di Cavani e Kjaer, per investirne altrettanti su cinque giocatori, tra cui Munoz, Pinilla e Maccarone.&lt;br /&gt;D’altra parte, come sottolineato in un recente studio di StageUp, i soldi dei diritti televisivi porteranno i conti della serie A in utile operativo. “Grazie ai maggiori ricavi dalla vendita collettiva”, infatti, “i club italiani, mantenendo inalterata la struttura dei costi, avranno in media un reddito operativo positivo di 400.000 euro, rispetto a una media in rosso per 8,3 milioni della stagione 2008-09”. Il contratto che scade nel 2012 prevede 911 milioni l’anno (fonte futebolfinance.com), il secondo più remunerativo in Europa dopo quello della Premier League. Questi numeri evidenziano uno sbilanciamento dei ricavi sui diritti media che potranno essere riequilibrati solamente con una maggiore attenzione al marketing e al merchandising in attesa di gestire lo stadio di proprietà, gestione che secondo StageUp non potrà prescindere da una innovazione e una formazione manageriale adeguata.&lt;br /&gt;A questa ultima considerazione sono in parte legate le presenze allo stadio che nell’anno della Juventus in B hanno raggiunto il livello minimo di 19.711 spettatori medi, con un picco minimo medio di 2.800; contro i 25.570 della stagione scorsa che ha registrato due picchi medi: 80.018 e 7.657. Cifre che esprimono un’altra anomalia del tifo italiano spostato in gran parte verso Juventus, Milan, Inter tanto da spingere i tifosi delle altre squadre a sperare in una Superlega Europea che le possa risucchiare per sempre. Frutto di un’idea romantica e vecchia di calcio quando anche Cagliari, Fiorentina, Lazio, Sampdoria, Roma, Verona e Napoli vincevano lo scudetto, ma folle sotto il profilo economico, visto che sono le grandi a trainare il business della serie A, nel bene come nel male.&lt;br /&gt;In fondo il calcio italiano altro non è che uno spicchio del Paese reale, sempre diviso tra strappi in avanti e nostalgia del passato, qualunque esso sia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-8467563109035358514?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilfoglio.it/' title='Tutto il &apos;fascino&apos; economico della serie A / Il Foglio'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/8467563109035358514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=8467563109035358514&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/8467563109035358514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/8467563109035358514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/08/tutto-il-fascino-economico-della-serie.html' title='Tutto il &apos;fascino&apos; economico della serie A / Il Foglio'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-4164712956066650803</id><published>2010-08-27T17:58:00.004+02:00</published><updated>2010-10-05T11:18:40.181+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>La diarchia economica Barça-Real / Il Foglio</title><content type='html'>Ottantuno milioni di buoni motivi per dimostrare che è ancora lo Special One, 81 milioni di euro per cercare di sbiadire i colori blaugrana dalla Liga, conquistata quattro volte negli ultimi sei anni, gli stessi che hanno impresso a fuoco il libro della storia che racconta il primo Mondiale vinto dalla Spagna. José Mourinho, riparte da qui, dall’ennesima campagna acquisti milionaria per costruire una squadra, questa è la volta del Real Madrid, a sua immagine e somiglianza, a uno sguardo ancora superficiale: pochi lustrini e più equilibrio, ma non per questo meno galactica.&lt;br /&gt;Inutile dire che il club di Florentino Perez è quello che ha speso di più con Raul, Guti e Metzelder partiti a parametro zero e un -81 milioni nel bilancio merengue (fonte transfermarkt.de). Segno meno come il Barcellona, che, però, registra un passivo di soli 4,5 milioni, avendo acquistato Villa (40) e Adriano (9,5), per liberarsi di Yaya Touré (30) e Chygrynskiy (15). A ben guardare il bilancio totale del mercato spagnolo il saldo è positivo (6.065.000 euro), con quasi 236 milioni in entrata e 229,7 in uscita.&lt;br /&gt;La situazione debitoria della Liga (che abbiamo avuto modo più volte di sottolineare) legata mani e piedi alla diarchia Real-Barcellona ha costretto molti club a vendere i pezzi migliori cercando di rafforzarsi senza incidere sul bilancio. Il Valencia, per esempio, ha incassato 83.550.000 euro, spendendone 26.300.000, prendendo alcuni giocatori a parametro zero e facendo rientrare molti prestiti. Il Getafe ha venduto giocatori per 21 milioni, il Siviglia per 16, il Deportivo La Coruna e il Villareal per 12, l’Espanyol per 11,8. Dopo merengues e azulgrana l’Atletico Madrid ha speso quasi 23 milioni e il Malaga 13.845.000, mentre gli altri passivi sono tutti inferiori ai 6 milioni di euro.&lt;br /&gt;Sarà quindi un campionato sottotono? Mediaticamente no, perché tutto sarà, come al solito, concentrato sul duello tra Barcellona e Real Madrid, tra Guardiola e Mourinho, che ha già dato un assaggio del suo atteggiamento nella semifinale di Champions League, un giro di prova con il contratto delle merengues in tasca. Con la stampa spagnola già sul piede di guerra e decisamente meno accondiscendente di quella italiana. Non è un caso, infatti, che le due grandi non siano per niente interessate alla vendita collettiva dei diritti televisivi, da sole incassano circa 240 milioni di euro l’anno, contro i 500 di tutte e venti le squadre della Liga (fonte futebolfinance.com).&lt;br /&gt;La scorsa stagione il campionato spagnolo ha rischiato lo stop per il mancato pagamento degli stipendi da parte di molte squadre, indebitate con le banche, e secondo alcuni economisti il problema è da ricercarsi nella diarchia che assorbe quasi tutte le energie e i ricavi, dai diritti televisivi al merchandising, sebbene né Real Madrid né Barcellona rappresentino due modelli sostenibili: il primo perché fuori dai canoni del fair play finanziario, il secondo perché troppo chiuso nel barcellonismo, molto simile al separatismo politico della Catalogna, esaltato dai risultati sportivi.&lt;br /&gt;In questi ultimi mesi la gestione di Juan Laporta è al setaccio da parte della presidenza di Alexandre Rosell, succedutogli il 13 giugno. Si parla di 210 milioni di debiti bancari e di 61 con i giocatori, tanto da dover chiedere alle banche un credito di 155 milioni da rimettere in cinque anni (fonte Don Balon): 25% da La Caixa, 25% dal Santander, 10% da la Caja Madrid e il resto da altri istituti. Una situazione che pochi sospettavano e che è il conto da pagare per il dominio spagnolo, europeo e mondiale dell’ultimo lustro. Se il Barça vuole sopravvivere è atteso da anni di austerità e non è detto che in questi giorni non si decida a vendere Ibrahimovic al miglior offerente per far rifiatare le casse della società, sia per i soldi in entrata sia per quelli risparmiati sull’ingaggio. Sarà un caso, ma dei cinquanta giocatori più pagati nella scorsa stagione ben 17 giocavano in Spagna e di questi 6 erano del Real e addirittura 8 del Barcellona.&lt;br /&gt;Evidentemente non basta che merengues e blaugrana siano le regine della classifica dei ricavi (401,4 milioni il Real, 365,9 il Barcellona), così come non sorprende che da alcuni anni anche l’Athletic Bilbao si sia votato allo sponsor di maglia, settore che vede la Liga in trend positivo: 5,6% (fonte stageup.com). In fondo il campionato spagnolo continua a essere uno dei più appetiti, da pubblico e giocatori, poche pressioni, scarsi problemi d’ordine pubblico, attenzione dei media massima. Ma gli scricchiolii del logoramento economico, Real Madrid, Atletico Madrid, Valencia e Barcellona mettono insieme 2.011 milioni di euro di debiti (fonte sporteconomy.it), si fanno sentire anche ai confini di Eldorado.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-4164712956066650803?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.lfp.es/Default.aspx?tabid=65&amp;IDLanz=2' title='La diarchia economica Barça-Real / Il Foglio'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/4164712956066650803/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=4164712956066650803&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4164712956066650803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4164712956066650803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/08/la-diarchia-economica-barca-real-il.html' title='La diarchia economica Barça-Real / Il Foglio'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-3867066534695380747</id><published>2010-05-24T09:42:00.002+02:00</published><updated>2010-05-24T09:45:40.860+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>La quarta stella / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://mastio.de/resources/306771982.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 441px; height: 400px;" src="http://mastio.de/resources/306771982.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per l’Italia l’edizione numero 18 dei Mondiali inizia in pieno scandalo Calciopoli, un vero e proprio terremoto per il calcio italiano che porterà alla retrocessione della Juventus in B e alla penalizzazione di Fiorentina, Lazio, Milan, Reggina e Arezzo.&lt;br /&gt;Come nell’82, per motivi diversi da allora, la Nazionale italiana si ritrova al centro delle polemiche, c’è addirittura chi vorrebbe ritirarla e mandare in campo una rappresentativa di dilettanti, nel classico costume italico che è bene farsi del male da soli.&lt;br /&gt;È in questo clima che Marcello Lippi, colpito dallo scandalo negli affetti personali, riesce a compattare il gruppo capace di vincere il quarto mondiale azzurro quando nessuno ci credeva e quando in molti, italiani, speravano il contrario.&lt;br /&gt;La Nazionale, fondata sul blocco Juve, inizia bene con il Ghana, che raggiungerà gli ottavi di finale, ma il pareggio contro gli Usa scatena subito la critica contro il Ct e i ragazzi, con De Rossi che si fa espellere per una gomitata, prima di due statunitensi, convinti probabilmente di giocare a football americano.&lt;br /&gt;La vittoria contro la Repubblica Ceca ci spalanca le porte degli ottavi e ci permette di evitare il Brasile. Anzi, l’Italia si ritroverà in una parte del tabellone decisamente felice fino alla semifinale. Se, infatti, nell’82 la Nazionale batte tutte le squadre più forti, nel 2006 il cammino è molto diverso.&lt;br /&gt;Senza grosse sorprese quello delle grandi con l’Olanda che esce negli ottavi contro il Portogallo. Mentre agli azzurri tocca l’Australia di Hiddink, capace di qualificarsi seconda dietro il Brasile. La superiamo con un rigore generoso segnato da Totti allo scadere, dopo aver giocato quasi tutta la partita in dieci per la scandalosa espulsione di Materazzi e nei quarti ci tocca l’Ucraina di Shevchenko che spazziamo via con un secco 3-0.&lt;br /&gt;Le semifinali sono Germania-Italia e Portogallo-Francia. A Dortmund l’Italia gioca la sua gara più bella, sia sotto l’aspetto tattico che tecnico e la vittoria nei minuti finali dei supplementari con gol di Grosso e Del Piero ricorda altre immaginifiche sfide, siamo la bestia nera dei tedeschi.&lt;br /&gt;In finale ci tocca la Francia che ha eliminato Spagna e Brasile, prima dei portoghesi. Dopo pochi minuti Materazzi commette una sciocchezza su Malouda, rigore che Zidane segna dopo averlo fatto sbattere sulla traversa. Materazzi di testa pareggia e sarà l’eroe della serata. La Francia gioca, noi soffriamo, Buffon para e Toni segna un gol di testa regolare che l’arbitro annulla. Ai rigori sbaglia Trezeguet e il cielo diventa azzurro sopra Berlino.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Un Ct andata e ritorno &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Cinque scudetti, una Coppa Italia, 4 supercoppe italiane, una Champions League, una Supercoppa Europa, un’Intercontinentale e una Coppa del Mondo, insieme a dieci premi come tecnico. Questo è in sintesi Marcello Lippi che ha legato il suo nome alla Juventus e alla Nazionale, per sempre. Forse per questo inviso ai più, ma anche per una gestione post Mondiale che ha lasciato l’amaro in bocca. Solo i diretti interessati sanno la verità su quello che è successo durante i campionati del mondo e subito dopo per far decidere a Lippi di lasciare la panchina dell’Italia. Il figlio implicato in Calciopoli era una delle motivazioni più accreditate. Fatto sta che l’Italia è poi passata a Donadoni che è rosolato a fuoco lento sulla gratella della critica per uscire di scena dopo l’eliminazione nei quarti di finale europei, ai rigori, contro la Spagna. Appena in tempo per tornare sulla panchina della Nazionale e riportarla ai Mondiali, che tra meno di un mese si disputeranno in Sudafrica. Un giochino che la Federazione ha accettato obtorto collo non avendo altre soluzioni a portata di mano e avendo, nel frattempo, ‘cancellato’ Claudio Gentile, vincitore dell’Europeo Under 21 (nel 2004 in Germania).&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Materazzi, re per una notte &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La leggenda narra che quando il Perugia veniva chiamato a Coverciano a fare da sparring partner fosse poi rispedito a casa di corsa per l’eccessiva aggressività in campo di Materazzi, peggio del suo compagno di squadra Balotelli, da lui tanto criticato. Fatto sta che Marco Materazzi è stato uno degli eroi dei Mondiali tedeschi, e l’eroe indiscusso della finale. Il suo gol di testa ci ha riportato in partita e la testata che è costata l’espulsione a Zidane ci ha, molto probabilmente, regalato l’errore di Trezeguet e la quarta Coppa del Mondo. Quando è concentrato Materazzi pare Beckenbauer, ma quando gli scende la catena diventa il peggior avversario di se stesso, nonostante sia stato eletto miglior difensore italiano nel 2007. Lippi riuscì a tirare fuori il meglio del ragazzo di Lecce, nonostante la negativa esperienza vissuta all’Inter, squadra con la quale Marco ha vinto tutto. Cosa abbia detto a Zidane poco importa, nel calcio conta quello che ha fatto il francese, non nuovo a certe uscite di testa. Peggio quello che è stato scritto sul Marco nazionale dopo, in Italia, quasi a giustificare Zinedine. Una delle tante occasioni perse dall’intellighenzia e da un certo giornalismo sportivo e no che di calcio non ci capisce nulla.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Berlino, 9 luglio 2006 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stadio Olimpico&lt;br /&gt;ITALIA-FRANCIA 6-4 rig.&lt;br /&gt;Reti: 7’ Zidane (F) rig., 19’ Materazzi (I).&lt;br /&gt;Sequenza rigori: Pirlo (I) gol, Wiltord (F) gol, Materazzi (I) gol, Trezeguet (F) traversa, De Rossi (I) gol, Abidal (F) gol, Del Piero (I) gol, Sagnol (F) gol, Grosso (I) gol.&lt;br /&gt;Italia: Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso, Gattuso, Pirlo, Camoranesi (86’ Del Piero), Perrotta (61’ Iaquinta), Totti (61’ De Rossi), Toni. Ct: Lippi.&lt;br /&gt;Francia: Barthez, Sagnol, Thuram, Gallas, Abidal, Vieira (56’ Diarra), Makélélé, Ribery (100’ Trezeguet), Zidane, Malouda, Henry (107’ Wiltord). Ct: Domenech.&lt;br /&gt;Arbitro: Elizondo (Argentina)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-3867066534695380747?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='La quarta stella / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/3867066534695380747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=3867066534695380747&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/3867066534695380747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/3867066534695380747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/05/la-quarta-stella-il-brivido-sportivo.html' title='La quarta stella / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-4255359536321445260</id><published>2010-05-13T10:32:00.005+02:00</published><updated>2010-05-13T11:27:57.318+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vari'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='interviste'/><title type='text'>L'uomo che ha fermato Valverde / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/d/db/Ivano_Fanini.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 450px; height: 543px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/d/db/Ivano_Fanini.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se il Giro riposa Ivano Fanini no. Il presidente della squadra Amore &amp; Vita, infatti, continua la sua battaglia contro il doping e contro un ciclismo che ha perso molta della sua credibilità. Negli ultimi quindici anni sono oltre 500 i ciclisti fermati, squalificati o morti, un numero impressionante che pare non preoccupare nessuno.&lt;br /&gt;Una battaglia che ha preso piede anche su Facebook dove è stato fondato l’Ivano Fanini Fans Club, dove gli appassionati del ciclismo pulito, se esiste ancora, lo incitano ad andare avanti e lo ringraziano per tutto quello che ha fatto e sta facendo.&lt;br /&gt;Proprio alcuni giorni fa il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, ha tuonato contro la vittoria di Valverde al Giro di Romandia: «È scandaloso vederlo ancora correre e vincere», ma pochi sanno che il corridore spagnolo è stato fermato grazie a un’intuizione di Fanini.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Adesso sarà ricordato come l’uomo che ha fermato Valverde… &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Il ciclista spagnolo, numero uno al mondo, stravince da anni barando e doveva essere fermato per doping. Ma nessuno faceva niente, così ho avuto l’idea di fermarlo in Italia ed è stata scoperta la sua frode. Spero proprio che sia squalificato, al più presto, anche a livello internazionale».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; La carovana del Giro è rientrata in Italia. Un giudizio su questa edizione? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Anche quest’anno, purtroppo, il Giro sarà dominato da campioni (si fa per dire) che hanno avuto problemi col doping. Questo perché la ricerca per sfuggire ai controlli è più avanti della lotta alle sostanze dopanti».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Angelo Zomegnan, ha dichiarato che questa sarà l’edizione con più controlli di sempre, cioè prima durante e dopo. Ci saranno 520 controlli la metà dei quali a sorpresa e con un ispettore medico in più… &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«I controlli mirati e a sorpresa, se fatti seriamente, sono soldi ben spesi ma gli altri non servono a niente perché, se programmati, i risultati saranno sempre tutti ok. Non si deve lasciare la possibilità agli organizzatori di stabilire i controlli come vogliono loro, tanto più se alla partenza ci sono metà dei corridori che sono stati coinvolti o hanno in corso casi di doping. Tra questi si salva solo Basso perché adesso sta correndo pulito e quindi va piano. Se tutti i corridori fossero puliti come lui vincerebbe il Giro. Ho molta fiducia anche nel campione del mondo Cadel Evans».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Cosa si può fare oggi contro il doping? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Devono essere l’UCI e la WADA a imporre per regolamento i propri controlli a sorpresa e a tutti i livelli, Pro Tour, Professional e Continental comprese e a 360°, cioè in tutte le categorie a partire dagli Allievi e dagli Juniores, dove esiste addirittura il doping di squadra. I soldi risparmiati dai controlli inutili possono servire per aumentare quelli a livello giovanile, dove per ora sono praticamente inesistenti. Immaginate se questi venissero messi in atto…».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Cosa accadrebbe? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Tutti i corridori sarebbero controllati anche solo due volte l’anno, mirati e a sorpresa, se non cambiano il sistema doping, verrebbero trovati tutti positivi e con la radiazione entro due stagioni si fermerebbe il ciclismo. Stando ai fatti sembra che sia questo ciò che vogliono. È un paradosso ma in fondo nasconde una tragica verità che, purtroppo, pare l’unico modo per ritrovare credibilità e tutelare la salute dei futuri ciclisti».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Qualche passo avanti è stato fatto? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Sì, grazie soprattutto ai Nas, alla Guardia di Finanza e a varie procure. Ma c’è ancora molto da fare. Pensate che solo nei professionisti negli ultimi 15 anni, tra corridori fermati, squalificati e morti, siamo ad oltre 500. E se non cambiano le cose, questo numero è destinato ad aumentare velocemente».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Come si fa a far finta di niente? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«I passaporti biologici sono utili solo se l’UCI li usa senza guardare in faccia nessuno e poi vanno eliminati i certificati medici depositati che autorizzano a usare determinati medicinali, perché chi è malato deve stare a casa. La stagione è lunga e le gare sono fin troppe, c’è il tempo di curarsi, guarire e tornare alle corse senza certificati».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Perché ha deciso di andare contro tutti, attirando inimicizie e isolamento? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Il problema doping è scoppiato, inizialmente, dal mancato blitz dei Nas al Giro d’Italia ’96. Da allora ho pagato tanto per le mie posizioni e denunce ma niente vale quanto il mio obbiettivo. Voglio essere ricordato per aver cambiato e salvato il ciclismo con le mie battaglie contro il doping. Per me è diventata una missione di vita, per l’infinito amore che nutro verso questo sport. Come sono riuscito io a uscire dall’omertà, spero che i tanti scandali riescano a convincere tutto il movimento a fare altrettanto».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Di recente ha incontrato il ministro Roberto Maroni, cos’è emerso dalla vostra ‘chiacchierata’? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Spero che il ministro dell’Interno ascolti quello che gli ho detto e cioè che intensifichi il lavoro dei Nas e della Guardia di Finanza per aumentare i loro controlli e di conseguenza le indagini delle procure, gli unici in questi anni che hanno concretamente lavorato per migliorare il ciclismo».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Preoccupato? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Con tutti i casi in corso e che presto coinvolgeranno altri nomi altisonanti, mi chiedo: dove andremo a finire?».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-4255359536321445260?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.facebook.com/group.php?gid=120753210168&amp;ref=ts' title='L&apos;uomo che ha fermato Valverde / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/4255359536321445260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=4255359536321445260&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4255359536321445260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4255359536321445260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/05/luomo-che-ha-fermato-valverde-lunita.html' title='L&apos;uomo che ha fermato Valverde / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-7666456829333085998</id><published>2010-05-11T18:35:00.002+02:00</published><updated>2010-05-11T18:37:21.526+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Misteri d'Oriente / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.calciopro.com/wp-content/uploads/2009/03/byron-moreno.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 450px; height: 391px;" src="http://www.calciopro.com/wp-content/uploads/2009/03/byron-moreno.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per la prima volta nella storia i Mondiali si giocano in Asia. È la politica di Blatter che per farsi rieleggere all’infinito sposta i paletti del buon senso oltre i limiti consentiti e se nel ’94, negli Stati Uniti, si giocava alle 12 col sole a picco, per i diritti televisivi, il clima di Corea del Sud e Giappone non è meno improbo.&lt;br /&gt;L’Italia è guidata da Giovanni Trapattoni, uno dei tecnici più vincenti della storia, che però in azzurro non avrà altrettanta fortuna. La squadra è un bel mix delle formazioni più forti del campionato, con qualche sorpresa, come l’innesto di Doni che non darà i frutti sperati; in compenso, come quattro anni prima, c’è Christian Vieri ispirato sotto porta, ma non basterà.&lt;br /&gt;Il calcio dell’Est Europa viene spazzato via al primo turno, con Russia, Polonia e Croazia che riescono a mettere insieme tre punti a testa in gironi sulla carta tutt’altro che proibitivi. Ma le vere sorprese arrivano dagli altri gruppi.&lt;br /&gt;Clamoroso quello che accade nel girone A con Francia, Uruguay, Senegal e Danimarca. I campioni del mondo in carica perdono subito la prima contro gli africani, mentre la Danimarca ha ragione dell’Uruguay, dopo i pareggi della seconda giornata tutto si decide all’ultima dove la Danimarca fa secca la Francia e il Senegal pareggia 3-3 contro i sudamericani. Francia, campione del mondo e d’Europa in carica, a casa con l’Uruguay, mentre il Senegal ottiene una storica qualificazione.&lt;br /&gt;Bene Brasile, Spagna, sorprendono Turchia, Corea del Sud, Stati Uniti, Irlanda, Messico e Giappone. Clamoroso il tonfo dell’Argentina che perde la sfida decisiva contro l’Inghilterra, che si “vendica” grazie a un rigore di Beckham.&lt;br /&gt;E l’Italia? È un girone di qualificazione strano, Vieri segna, ma contro Croazia, due volte, e Messico suoi gol regolari vengono annullati, ci salva Del Piero che di testa ci porta agli ottavi.&lt;br /&gt;Qui succede di tutto, l’Italia sbaglia partita contro la Corea del Sud di Hiddink, ma l’arbitro Moreno ci mette del suo. Peggio andrà alla Spagna contro i coreani nei quarti di finale con l’arbitro egiziano Ghandour, capace, in cooperativa col guardalinee, di annullare un incredibile gol di testa degli iberici. Così come il Brasile usufruirà contro il Belgio di un clamoroso regalo arbitrale.&lt;br /&gt;La Corea del Sud arriva quarta, terza la sorprendente Turchia, mentre Brasile e Germania, per la prima volta, si giocano il Mondiale. Decide Ronaldo: doppietta, quinto titolo per il Brasile (secondo personale) e capocannoniere dei Mondiali con 8 reti.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Il re è tornato &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Doppietta decisiva in finale, gol decisivo in semifinale, capocannoniere con 8 reti. Il quinto Mondiale del Brasile è targato Ronaldo è fa notizia. Lo stesso campione che era uscito malconcio dagli spogliatoi nel ’98, in Francia, e sommerso dalla critiche “doping”. Lo stesso giocatore vittima di tanti infortuni al ginocchio maledetto che avevano fatto piangere gli appassionati di calcio e i suoi ritorni che li avevano fatti emozionare. Lo stesso che dopo il Mondiale lascerà l’Inter che l’aveva curato e coccolato per andare a Madrid, senza riconoscenza. Questo è Ronaldo, uno dei giocatori più forti di sempre cui gli infortuni hanno tolto un pezzo importante di carriera. Le vittorie e gli allori non gli sono certo mancati, sia col Brasile, che nelle squadre di club, anche se non ha mai vinto la Champions League, nonostante le cinque stagioni col Real. Quando era “giovane e bello” i suoi dribbling e la sua velocità parevano invincibili, ma gli infortuni e una vita privata non proprio da atleta ne hanno mortificato il finale europeo. Con il Milan l’ultimo campionato prima di tornare in Brasile al Corinthians, con cui ha vinto un campionato paulista e una Coppa nazionale. Nel 2006 il quarto mondiale.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Fischia il Trap &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Sette scudetti, 2 coppe Italia, una Supercoppa Italiana, 1 campionato tedesco, una Coppa di Lega tedesca, un campionato portoghese, uno austriaco. Tre coppe Uefa, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Uefa, una Coppa dei Campioni, una Coppa Intercontinentale. Due seminatori d’Oro. Uno degli allenatori più vincenti d’Italia e del mondo, Giovanni Trapattoni, è arrivato in Nazionale col plauso generale, ma i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative. La Nazionale vice campione d’Europa è troppo nervosa e nonostante un buon potenziale e un Vieri in forma mondiale, 4 reti dopo le 5 di Francia ’98, si farà eliminare dal golden gol della Corea del Sud al 117’: dopo l’espulsione di Totti e un rigore contro parato da Buffon, nonostante fosse passata in vantaggio. Dopo l’eliminazione da parte della Corea del Nord nel ’66, il 2002 resterà nella storia e peccato che sia legata al Trap, che va così a fare compagnia a Mondino Fabbri. Anche perché, complice l’arbitraggio dilettantesco di Moreno, Giovanni Trapattoni sarà confermato per Euro 2004, dove riuscirà a qualificarsi per poi essere sbattuto fuori al primo turno, questa volta Totti si fa squalificare per uno sputo. Una delusione enorme dalla quale s’è abbondantemente ripreso e oggi è Ct dell’Irlanda.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Yokohama, 30 giugno 2002 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stadio Internazionale&lt;br /&gt;BRASILE-GERMANIA 2-0&lt;br /&gt;Reti: 67’ e 79’ Ronaldo.&lt;br /&gt;Brasile: Marcos, Cafu, Lucio, Roque Junior, Edmilson, Roberto Carlos, Gilberto Silva, Ronaldo (90’ Denilson), Rivaldo, Ronaldinho (85’ Juninho Paulista), Kleberson. Ct: Scolari.&lt;br /&gt;Germania: Kahn, Linke, Ramelow, Neuville, Hamann, Klose (74’ Bierhoff), Jeremies (77’ Asamoah), Bode (84’ Ziege), Schneider, Metzelder, Frings. Ct: Völler.&lt;br /&gt;Arbitro: Collina (Italia)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-7666456829333085998?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='Misteri d&apos;Oriente / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/7666456829333085998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=7666456829333085998&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/7666456829333085998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/7666456829333085998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/05/misteri-doriente-il-brivido-sportivo.html' title='Misteri d&apos;Oriente / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-1207903650885540223</id><published>2010-05-10T11:34:00.003+02:00</published><updated>2010-05-10T11:38:54.363+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Alles les bleus / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://newsimg.bbc.co.uk/media/images/41854000/jpg/_41854294_di_biagio203.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 203px; height: 152px;" src="http://newsimg.bbc.co.uk/media/images/41854000/jpg/_41854294_di_biagio203.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dopo sessant’anni la Francia torna a organizzare la Coppa del Mondo di calcio. Nel ’38 l’Italia di Vittorio Pozzo aveva vinto il suo secondo titolo consecutivo, ma la Nazionale di Cesare Maldini non ha lo stesso spessore e arriva al torneo con il tormentone Baggio, convocato a furor di popolo e di stampa, sparigliando le carte del Ct. Ne seguirà una staffetta con Alessandro Del Piero, quasi mai decisivo in azzurro, e tanti rimpianti per il suo impiego a singhiozzo, anche se alla fine l’Italia esce imbattuta ai rigori contro i futuri campioni, rigori che come nel ’90 e nel ’94 ci condannano, una iattura che finirà solamente nel 2006.&lt;br /&gt;La Francia è nel gruppo C contro Arabia Saudita, Sudafrica e Danimarca, un gruppo che supera facilmente, con il vento in poppa, vincendone tre su tre con 9 gol fatti e solo uno subito, quello del danese Laudrup.&lt;br /&gt;Le grandi d’Europa e del Sudamerica ci sono tutte, mancano le squadre dell’Est, Bulgaria a parte, mentre i Balcani sono rappresentati da Jugoslavia e Croazia, che otterrà un risultato storico.&lt;br /&gt;Fa scalpore l’eliminazione della Spagna, ad opera di Nigeria e Paraguay, così come quella del Belgio che lascia strada a Olanda e Messico. Ma gli africani sono un fuoco fatuo e perdono 4-1 contro la Danimarca negli ottavi di finale. Su questo lato del tabellone il Brasile elimina il Cile con lo stesso risultato e poi i danesi 3-2 in una delle partite più belle.&lt;br /&gt;La sfida tra Argentina e Inghilterra, sempre più sentita dopo l’86, finisce ai rigori a favore dei sudamericani, che poi perderanno un bel quarto di finale contro l’Olanda che gioca un bel calcio e s’impone come una delle possibili favorite.&lt;br /&gt;La marcia della Francia, nella parte bassa del tabellone, è lenta ma inesorabile. Batte a fatica il Paraguay con rete di Blanc in mischia, poi fa fuori l’Italia ai rigori, rischiando di soccombere per una prodezza di Roberto Baggio che manda a lato una girata sulla quale Barthez nulla avrebbe potuto. E come accade per i predestinati ecco i due capolavori. Prima la semifinale contro la Croazia che passa in vantaggio ma cede alla doppietta del difensore Thuram. Poi la finale contro il Brasile, che si era imposto ai rigori con l’Olanda nell’altra semifinale.&lt;br /&gt;Ronaldo, il giocatore più atteso, sta male, entra in campo ma non si regge in piedi e le ipotesi su quello che è accaduto negli spogliatoi si scatenano a bocce ferme, scivolando anche sull’idea di un doping sbagliato. Zidane gioca la sua partita monstre e con una doppietta regala ai francesi il primo titolo iridato.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Zizou, re per una notte &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Zinedine Zidane è stato uno dei più grandi giocatori francesi e forse del mondo. Il forse è dovuto ai tanti buchi neri che riguardano la sua vita lontana dal campo sui quali alcuni giornalisti francesi hanno cercato di far luce, scoprendo zone grigie poco edificanti dell’incensato campione transalpino, di origini algerine. Il Mondiale del ’98 doveva essere quello di Ronaldo, ma alla fine è stato il suo, anche se con qualche difficoltà di troppo, espressione di un carattere che nasconde un’aggressività repressa. Lo dimostra l’espulsione contro l’Arabia Saudita, sotto di due gol. Una partita facile e calma nella quale commise un fallo sciocco quanto cattivo, gli succederà ancora con la Juventus e con la Francia, rimettendoci una qualificazione in Champions League e un Mondiale. La finale col Brasile resterà però negli occhi degli appassionati come la sua partita, lui che di finali ne aveva già perse due con i bianconeri non riuscendo ad essere mai decisivo. Le due testate con cui affonda i verdeoro sono l’icona di una carriera, nel bene e nel male. Due gol che sanciscono la vittoria di una Nazionale francese multietnica, eredità di un vecchio impero che ha regalato alla nazione la gioia più grande, ripetendosi due anni dopo con gli Europei.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Ricomincio da tre &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver giocato con Vicenza, Fiorentina, Juventus e Milan, Roberto Baggio gioca il suo terzo mondiale da calciatore del Bologna, una grande soddisfazione per la città felsinea che nel ’97-98 si gode un Baggio mai visto prima, capace di segnare ben 22 reti in campionato, record personale, anche se pochi decisivi. Dopo le cinque stagioni con i bianconeri e le due a Milano, l’ingaggio da parte dei rossoblu appare una pensione anticipata per uno dei più grandi talenti del calcio italiano, snobbato dalle grandi squadre e costretto ad arrangiarsi in periferia, non sarà l’ultima volta. Ai Mondiali, per dirla tutta, Baggio ci va per meriti personali ma anche grazie a una campagna stampa senza precedenti; i media s’imbizzarriscono al solo pensiero che un fuoriclasse come lui non giochi almeno tre campionati del mondo, dopo il terzo posto nel ’90 e il secondo nel ’94, con suo grande merito. Grazie anche a un Del Piero infortunato Roberto trova spazio a scapito dello juventino tenendo alta la bandiera azzurra. Segna anche due gol, uno decisivo per il passaggio del turno contro il Cile, conquistandosi e battendo un calcio di rigore. Nei quarti di finale contro la Francia per poco non segna e butterà dentro il primo rigore della serie. Con Inter e Brescia il suo finale di carriera.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Parigi, 12 luglio 1998 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stadio Saint Denis (de France)&lt;br /&gt;FRANCIA-BRASILE 3-0&lt;br /&gt;Reti: 27’ e 45’ Zidane, 93’ Petit.&lt;br /&gt;Francia: Barthez, Thuram, Desailly, Leboeuf, Lizarazu, Deschamps, Petit, Karembeu (57’ Boghossian), Zidane, Djorkaeff (Vieira), Guivarc’h (66’ Dugarry). Ct: Jacquet.&lt;br /&gt;Brasile: Taffarel, Cafu, Aldair, Junior Baiano, Roberto Carlos, Cesar Sampaio (75’ Edmundo), Dunga, Leonardo (45’ Denilson), Rivaldo, Bebeto, Ronaldo. Ct: Zagallo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-1207903650885540223?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='Alles les bleus / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/1207903650885540223/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=1207903650885540223&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1207903650885540223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1207903650885540223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/05/alles-les-bleus-il-brivido-sportivo.html' title='Alles les bleus / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-8597279701558790525</id><published>2010-04-23T10:44:00.001+02:00</published><updated>2010-04-23T10:47:02.686+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Delusione Mondiale / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://gunnerscalcioa5.files.wordpress.com/2008/03/schillaci_toto.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 208px; height: 240px;" src="http://gunnerscalcioa5.files.wordpress.com/2008/03/schillaci_toto.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I Mondiali di Italia ’90 prim’ancora che un evento sportivo sono stati uno scempio edilizio, sia dentro che fuori gli stadi. Cattedrali nel deserto che avevano nel Delle Alpi di Torino l’esempio dell’elefantismo sciocco e incompetente, mentre gli altri non sono stati migliorati rispetto a ciò che erano, lasciando in eredità degli impianti che ancora oggi c’impediscono di correre al pari della Francia per Euro 2016, in attesa di una legge dello stato che dia il via libera alla costruzione di teatri del football di terza/quarta generazione. Insomma, la solita occasione sprecata.&lt;br /&gt;Lo sarà anche dal punto di vista sportivo in un campionato del mondo che l’Italia meritava di vincere per il gioco e per i numeri espressi. Ma il karma di Vicini ha messo insieme un secondo posto negli Europei Under 21 ’86, persi ai rigori contro la Spagna, un terzo posto a Euro ’88, sconfitti dall’Urss, e un terzo posto a Italia ’90, sconfitti solo ai rigori da una triste Argentina e battendo l’Inghilterra nella finale di consolazione.&lt;br /&gt;Come nel ’70 e nel ’78, una delle più belle nazionali azzurre di sempre non raccolse quello che meritava: 10 gol fatti, 2 subiti, 6 vittorie e un pareggio sul campo, rigori a parte. Forse non c’è altra rappresentativa che è stata capace di fare un cammino del genere in un Mondiale, ma tant’é.&lt;br /&gt;Non è una manifestazione esaltante e le due semifinali terminate ai rigori, entrambe finite 1-1 e la deludentissima finale, una delle più brutte di tutti i tempi, ne rappresentano il corollario.&lt;br /&gt;L’Olanda campione d’Europa in carica è tra le grandi favorite, come l’Italia, ma non ingrana mai la marcia giusta: con tre pareggi viene ripescata tra le migliori terze e negli ottavi di finale esce contro la Germania Ovest di Beckenbauer che ha una rosa d’eccellenza e il solito gioco tosto ed efficace.&lt;br /&gt;Sorprendono Camerun (il calcio africano che sale) a Cecoslovacchia, l’Eire e la Jugoslavia che raggiungono i quarti di finale. Ma è soprattutto il Mondiale di Roberto Baggio, usato a corrente alternata dal Ct azzurro Vicini, e Schillaci, l’attaccante della Juventus che aveva vinto Coppa Uefa e Coppa Italia e che finirà capocannoniere del torneo con 6 gol.&lt;br /&gt;L’Italia vince il girone con Cecoslovacchia, Austria e Usa, poi elimina Uruguay ed Eire per arrivare alla semifinale di Napoli contro l’Argentina. Una partita storta che i fischi dei napoletani ai rigoristi azzurri rendono ancora più amara.&lt;br /&gt;Gli italiani, stupidamente, si ‘vendicano’ fischiando l’inno argentino all’Olimpico e tifando Germania. Lo scarso arbitro Codesal è il degno interprete della finale, negando un rigore all’Argentina e fischiando quello decisivo, che non c’è, ai tedeschi. Brehme non sbaglia e cala il sipario.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Totò, re per un’estate &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Gli osservatori stranieri che videro per la prima volta Totò Schillaci non credevano che fosse un neofita delle grandi platee. Cresciuto nell’Amatori Palermo, passò al Messina in C2 raggiungendo insieme la B. Attaccante di manovra, ottimo nel palleggio, segnava poche reti, ma nel secondo campionato cadetto, improvvisamente, imboccò la via del gol diventando un satanasso degli ultimi sedici metri. Rapido, micidiale nel dribbling stretto in area, si era trasformato in un rapinatore coraggioso e potente. Due stagioni dopo, Boniperti lo portò alla Juventus, quando ancora i bianconeri avevano il coraggio di rischiare sul mercato, con i quali segnò 15 reti e con Zoff in panchina mise in bacheca terzo posto, Coppa Italia e Uefa. Approdato in Nazionale, ai Mondiali Schillaci arriva come riserva, ma il suo sguardo spiritato diventerà l’icona delle notti magiche azzurre fino alla grande delusione della semifinale contro l’Argentina di uno spento Maradona. Cannoniere della manifestazione, dopo la Juventus passò all’Inter inanellando stagioni di magre in attesa che tornasse a segnare come prima, colpito da continui problemi fisici e personali ha terminato la carriera nel Jubilo Iwata, con successo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Cinque difensori e zero spettacolo &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La drammatica povertà spettacolare di Italia ’90 va di pari passo con l’involuzione tattica di quegli anni. La maggior parte delle rappresentative sposa una mentalità e uno schieramento etichettati come “all’italiana”, quando proprio la Nazionale di Vicini è quella che offre un gioco fresco e offensivo senza mettere a repentaglio il reparto arretrato, che subirà solamente due gol, di cui uno per una papera di Zenga. La difesa a cinque che il Belgio aveva fatto intravedere in Messico, quattro anni prima, s’è diffusa e, clamorosamente, una delle nazionali ad adottarla è il Brasile di Lazaroni. Il Ct verdeoro rompe con la tradizione proteggendo i due marcatori centrali, Mozer e Ricardo Gomes, con un libero classico, Mauro Galvao. I due laterali, Jorginho e Branco, restano difensori propulsori, ma il modulo rivela la propria debolezza riducendo il numero dei centrocampisti dai piedi buoni, storicamente vera forza del Brasile. Non disponendo di grandi fuoriclasse (forse per la prima volta nella sua storia) i brasiliani vanno incontro al fallimento, sconfitti dal contropiede dell’Argentina negli ottavi di finale. Incredibilmente anche l’Inghilterra contro l’Olanda ricorre al libero e la Germania Ovest campione del mondo non è da meno.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Roma, 8 luglio 1990 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stadio Olimpico&lt;br /&gt;GERMANIA OVEST-ARGENTINA 1-0&lt;br /&gt;Reti: 84’ Brehme (G.O.) rig.&lt;br /&gt;Germania Ovest: Illgner, Berthold (72’ Reuter), Brehme, Augenthaler, Kohler, Buchwald, Littbarski, Hässler, Völler, Matthäus, Klinsmann. Ct: Beckenbauer.&lt;br /&gt;Argentina: Goycochea, Sensini, Lorenzo, Simon, Ruggeri (46’ Monzon), Serrizuela, Burruchaga (54’ Calderon), Troglio, Dezotti, Maradona, Basualdo. Ct: Bilardo.&lt;br /&gt;Arbitro: Codesal (Messico)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-8597279701558790525?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='Delusione Mondiale / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/8597279701558790525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=8597279701558790525&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/8597279701558790525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/8597279701558790525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/04/delusione-mondiale-il-brivido-sportivo.html' title='Delusione Mondiale / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-912624915791756789</id><published>2010-04-21T17:20:00.008+02:00</published><updated>2010-04-21T17:30:45.987+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio italiano'/><title type='text'>La Juve desaparecida / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_7pmRaVDVMzs/SrTwtfvkf1I/AAAAAAAACCQ/AvUmnjVSaL4/s400/claudio_ranieri.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_7pmRaVDVMzs/SrTwtfvkf1I/AAAAAAAACCQ/AvUmnjVSaL4/s400/claudio_ranieri.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una squadra scomparsa, sparita, anzi, peggio, buttata via con presunzione e pressappochismo. Avete indovinato, stiamo parlando della Juventus, ma non di quella allenata da Zaccheroni che rischia seriamente di non entrare in Europa dopo diciannove anni, bensì quella che poteva essere e non è stata e che in queste stagioni di magre avrebbe fatto particolarmente comodo.&lt;br /&gt;Stiamo parlando di giocatori come Criscito, Palladino, Sculli, Balzaretti, Nocerino, Miccoli e chi più ne ha più ne metta, ragazzi che stanno facendo la fortuna di Genoa e Palermo e che in bianconero non hanno avuto la giusta considerazione per affermarsi e conquistare un posto da titolari.&lt;br /&gt;Alcuni sono cresciuti nel settore giovanile della Juventus, altri sono stati acquistati e poi ributtati nel mare aperto del mercato fino a perderli definitivamente e il destino vuole che molti di loro abbiano e abbiano avuto un rendimento buono e costante di cui hanno beneficiato altre squadre, Genoa e Palermo, appunto, su tutte. Già proprio quel Palermo che è lanciatissimo verso il quarto e ultimo posto per la Champions League.&lt;br /&gt;Se poi volessimo fare anche un po’ di dietrologia, c’è da sottolineare che l’attuale dirigenza non è responsabile di questo spreco, perpetrato sotto la Triade, con metodi e modalità che lasciano perplessi sulle reali o presunte competenze via via sfoggiate.&lt;br /&gt;Con un rapido sguardo alla serie A, senza considerare la B e la Lega Pro, e prendendo in esame solamente giocatori italiani ne vien fuori un 4-3-1-2 tosto e garibaldino, con una panchina lunga e uno degli allenatori migliori del nostro campionato: Gian Piero Gasperini, già vincitore del Viareggio con la Primavera della Juventus, uno juventino docg a cui è stato dato il benservito nel 2003, un po’ com’è successo a Ranieri l’anno scorso.&lt;br /&gt;Perché quando si vince e quando la presunzione s’impadronisce delle competenze, reali o presunte, nessuno vuol sentir parlare di progetti, di stile Barcellona, di settore giovanile, ma solo di soldi e diritti televisivi, di Champions e scudetti, che poi durano il tempo di una stagione, mentre i sogni realizzati durano per sempre.&lt;br /&gt;Nessuno avrebbe mai potuto prevedere tutti questi infortuni e debacle tecniche, ma pagare a peso d’oro giocatori in la con l’età (colpa che l’attuale dirigenza s’è accollata in toto) e fare a meno di calciatori bravi e più economici è un paradosso del football del terzo millennio che alla lunga presenta il conto.&lt;br /&gt;La Juventus con Buffon pensava di avere risolto a vita il problema del portiere, ma queste ultime due stagioni hanno dimostrato il contrario e forse era meglio richiamare Mirante alla base piuttosto che confermare Chimenti, oppure, in altri momenti, non buttare via De Sanctis, che potrebbe anche andare al Mondiale.&lt;br /&gt;Nota decisamente più dolente quella della difesa e qui si apre il vaso di Pandora di una gestione scellerata che nel tempo si è disfatta di Criscito, Balzaretti, Moretti, Molinaro, Cassani, Andrea Masiello e volendo anche Paci e Aronica. Che ne dite, c’è del buon materiale per costruire un ottimo reparto difensivo, considerando Chiellini l’unica e insostituibile colonna d’Ercole?&lt;br /&gt;È vero, il calcio è anche altro, gestione dello spogliatoio, carattere del calciatore, rapporto con la dirigenza e, probabilmente, ci sono stati motivi extra tecnici che hanno spinto, nel tempo, a buttare via giocatori su giocatori, altrimenti sarebbe incomprensibile e difficile da spiegare.&lt;br /&gt;Fabrizio Miccoli, da questo punto di vista il caso più eclatante, lo screzio con la Triade l’ha pagato caro, o almeno così pensavano i ruffiani di corte, ma dopo la Fiorentina e il Benfica è tornato più forte e più maturo di prima. Se poi riuscirà nell’impresa Champions con i rosanero la vendetta sarà completa, dopo le “purghe” rifilate alla Juventus sia all’andata che al ritorno.&lt;br /&gt;Restando in Sicilia e pensando alle fatiche e ai soldi spesi per trovare uno come Felipe Melo a qualcuno verrà pure da piangere rivedendo il Nocerino degli ultimi tempi, ma nessuno ha avuto la pazienza di aspettarlo e di farlo crescere, come si dovrebbe fare in ogni grande club che si rispetti. Di questo passo i Pedro e i Bojan Krkic a Barcellona non sarebbero mai nati.&lt;br /&gt;Guardare la Juventus attuale e fare i confronti potrebbe apparire impietoso, quasi come sparare sulla Croca Rossa, ma la squadra di oggi, tra le tante cose che si leggono in questi giorni, è anche il frutto di un patrimonio buttato via e per il quale sono stati spesi anche diversi milioni di euro in entrata, non sempre recuperati in uscita, ma quando si vince a queste cose si da meno peso.&lt;br /&gt;Il peso che hanno, per esempio, Sculli e Lanzafame, oppure Rocchi, nelle squadre d’appartenenza, così come lo stesso Milanetto o Maresca, che si è tolto delle gran belle soddisfazioni col Siviglia e che ha pagato il cattivo rapporto con la Triade.&lt;br /&gt;Ma come diceva Seneca «Molti potrebbero arrivare alla saggezza se non avessero la presunzione di esserci già arrivati».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Top 11, 4-3-1-2 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;CENTER&gt; Mirante/Parma (De Sanctis/Napoli)&lt;br /&gt;Cassani/Palermo A. Masiello/Bari Aronica/Napoli Balzaretti/Palermo&lt;br /&gt;Bentivoglio/Chievo Nocerino/Palermo Perrotta/Roma&lt;br /&gt;Miccoli/Palermo (Palladino/Genoa)&lt;br /&gt;Sculli/Genoa Lanzafame/Parma (Rocchi/Lazio) &lt;/CENTER&gt;&lt;br /&gt;Allenatore: Gasperini/Genoa (Ranieri/Roma)&lt;br /&gt;In panchina: Blasi/Palermo, Bonetto/Lazio, Brighi/Roma, Criscito/Genoa, Maresca/Olympiakos, Milanetto/Genoa, Molinaro/Stoccarda, Moretti/Genoa, Paci/Parma, Paro/Bari, Piccolo/Chievo, Rossi/Siena, Scardina/Chievo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; I conti non tornano &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Alla Juventus i conti non tornano. Non tornano in classifica con 15 punti in meno rispetto all’anno scorso, non tornano per quanto riguarda il materiale tecnico a disposizione e nemmeno con i soldi. La serie B alla Vecchia Signora è costata la rescissione del contratto di sponsorizzazione Tamoil, 240 milioni di euro per dieci anni, 24 a stagione. New Holland ne paga 11, ma la Fiat ha deciso di sciogliere l’accordo con la società bianconera, che per i prossimi due campionati avrà sulle maglie BetClic, società di scommesse, per 8 milioni cadauno. Insomma, sedici milioni in meno rispetto a quattro anni fa. Dovrebbe arrivare anche un secondo sponsor, per la maglia di riserva, ma l’operazione è legata alla qualificazione europea della Juventus, al momento seriamente in difficoltà. Il club bianconero con la prematura eliminazione dalla Champions e il timore di non tornarci rischia di perdere qualche decina di milioni di euro. E l’Europa League? Roba da serie B, tanto che se la Juve l’avesse vinta avrebbe intascato poco meno di 4 milioni di euro. Si vocifera, per una società comunque sana e tra le meglio messe in Italia dal punto di vista patrimoniale, che siano pronti circa 80 milioni di euro per la campagna acquisti. Ma è sempre più probabile che per costruire la Juventus del futuro sia necessario sacrificare sull’altare del mercato Buffon e Trezeguet su tutti, in attesa di clamorosi sviluppi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-912624915791756789?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.unita.it/' title='La Juve desaparecida / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/912624915791756789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=912624915791756789&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/912624915791756789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/912624915791756789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/04/la-juve-desaparecida-lunita.html' title='La Juve desaparecida / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7pmRaVDVMzs/SrTwtfvkf1I/AAAAAAAACCQ/AvUmnjVSaL4/s72-c/claudio_ranieri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-5579183843122340030</id><published>2010-04-17T14:21:00.002+02:00</published><updated>2010-04-17T14:47:45.531+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>La mano de d10s / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.justnapoli.it/wp-content/uploads/2008/01/la_mano_maradona.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 300px;" src="http://www.justnapoli.it/wp-content/uploads/2008/01/la_mano_maradona.png" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I Mondiali tornano in Messico per la seconda volta nonostante il terremoto dell’anno prima. In realtà l’organizzazione era stata affidata, in un primo momento, alla Colombia che però dovette arrendersi alle difficoltà economico-organizzative interne.&lt;br /&gt;Tra le nuvole di Città del Messico la generazione dell’82, quella che aveva regalato il terzo titolo mondiale all’Italia, svanisce sotto i colpi della critica che non aveva perdonato a Bearzot di aver vinto contro tutto e contro tutti e nel solito mancato ricambio generazionale. Il Ct aveva vinto in Spagna aspettando che Paolo Rossi si risvegliasse e così fu, ma in Messico attese invano che la squadra mosaico prendesse forma attorno a un Altobelli sontuoso, che segnò 4 reti in quattro partite. La netta sconfitta contro la Francia di Platini, campione d’Europa in carica, negli ottavi di finale segnò la fine dell’era Bearzot.&lt;br /&gt;Il gruppo A lo vince l’Argentina di Maradona e Valdano con il Ct Bilardo martoriato dalla stampa locale per badare più al risultato che allo spettacolo. Il Messico, come nel ’70, arriva ai quarti di finale, costringendo la Germania Ovest ai rigori, sorprendono Paraguay e Marocco, mentre si rivede l’Inghilterra con Lineker capocannoniere. Il calcio totale olandese, finalista nel ’74 e nel ’78, invece è assente per la seconda volta consecutiva e di quella rivoluzione nessuno parla più.&lt;br /&gt;Si vede un buon calcio con le conferme di Spagna e Danimarca dagli Europei e con la crescita dell’Urss di Lobanovski, cresciuta sul blocco della Dinamo Kiev. Ma è il Belgio, dopo essersi qualificato tra le migliori terze, a ingranare la marcia giusta e a eliminare Urss e Spagna, ai rigori, prima d’incappare nell’Argentina e aggiudicarsi il quarto posto dietro la Francia.&lt;br /&gt;Platini si fa beffa di un ottimo Brasile, bello e perdente come quattro anni prima, per poi cadere sotto i colpi della solita Germania Ovest, che conquista la terza finale in quattro edizioni.&lt;br /&gt;E Maradona? La sua Argentina, definita una squadra di comprimari guidati dal genio del “Pibe de Oro”, fatica negli ottavi contro l’Uruguay, il derby de La Plata, e nei quarti affronta l’Inghilterra con tutta la tensione post guerra delle Malvinas. Quello che accade è passato alla storia come “la mano de Dios”, fatto sta che al 51’ Maradona salta su un campanile che scende davanti a Shilton, il quale tenta un’improbabile uscita con i pugni, il campione del Napoli fa altrettanto e insacca, di mano. L’arbitro convalida e gli inglesi attoniti assistono al 2-0 di Diego che salta mezza squadra e insacca. Il gol della bandiera di Lineker è solo per la gloria e il resto è una polemica che continua ancora oggi. Maradona, poi, schianta da solo il Belgio in semifinale e guida l’Argentina al secondo titolo iridato contro la Germania Ovest, inventando l’assist che manda in gol Burruchaga, è 3-2 e gli argentini impazziscono di gioia.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Penalty capitale &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nei quarti di finale, la bella partita tra Francia e Brasile, con reti di Careca e Platini, finisce ai rigori. Uno di questi ha creato un giallo sul regolamento malamente risolto dalla Fifa. Bellone tira, la palla colpisce il palo, torna in campo, batte sulla schiena del portiere verdeoro Carlos, va in gol e l’arbitro rumeno Igna convalida. Giusto o sbagliato? Secondo la regola 7 la fase del calcio di rigore termina nel momento in cui il pallone torna in gioco, ma qui non si tratta di penalty durante la gara. Nel bollettino “Fifa News” del gennaio 1985 si legge: «Se il pallone torna in gioco dopo aver colpito il portiere, la traversa o un palo e rimbalza in campo, l’azione è terminata». Ma nello specifico si fa trapelare la voce che Igna abbia visto Carlos deviare il pallone prima che questi colpisse il palo. L’imbarazzo è generale. Il Brasile protesta ma debolmente per due motivi: i precedenti aiuti arbitrali ed evitare di mettere in difficoltà il connazionale Havelange, presidente della Fifa. Si ripesca una delibera della Commissione internazionale arbitri dell’84 in cui il gol deve essere ritenuto valido, ma il rimedio appare peggiore del male. L’International Board nell’87 taglierà la testa al toro stabilendo che anche se tocca il portiere e va in gol il rigore è valido, ma un anno prima il Brasile aveva subito l’errore dell’arbitro.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Tattica o genio? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;I Mondiali dell’86 non regalano grosse novità tattiche, la zona pura non va più di moda, soprattutto in difesa, a parte l’Inghilterra e l’Urss di Lobanovski. Si pensa più a distruggere che a creare e spicca la linea difensiva del Belgio a cinque, che Scoglio definirà “zona sporca”, con Renquin libero staccato, due centrali, Grun e Demol, e due esterni che possono dare manforte al centrocampo, Gerets e Vervoort. Anche Bilardo si diletta con Brown schierato come libero vecchio stampo che però coordina la tattica del fuorigioco, tipica della difesa a zona. L’Urss di Lobanovski appare il laboratorio più interessante, quasi un aggiornamento del calcio totale olandese. Il Ct dichiara di aver abolito le categorie dei calciatori dividendoli solamente in difensori ed aggressori e chiedendo a tutti un pressing asfissiante a partire dagli attaccanti. Il gioco risulta rapido ed efficace, ma alla fine è molto dispendioso e la squadra crollerà dopo un inizio folgorante. Però, quello messicano è soprattutto il Mondiale di Maradona, il genio che sovrasta la tattica e che porta l’Argentina al suo secondo titolo iridato nel giro di otto anni. Partito in sordina giocherà al meglio di se stesso le gare decisive, dimostrando di essere il calciatore più forte del mondo, “mano de Dios” a parte o compresa, secondo i punti di vista.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Città del Messico, 29 giugno 1986 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stadio Azteca&lt;br /&gt;ARGENTINA-GERMANIA OVEST 3-2&lt;br /&gt;Reti: 22’ Brown (A), 55’ Valdano (A), 73’ Rummenigge (G.O.), 81’ Völler (G.O.), 83’ Burruchaga (A)&lt;br /&gt;Argentina: Pumpido, Cuciuffo, Olarticoechea, Batista, Ruggeri, Brown, Burruchaga (89’ Trobbiani), Giusti, Enrique, Maradona, Valdano. Ct: Bilardo.&lt;br /&gt;Germania Ovest: Schumacher, Berthold, Briegel, Eder, Förster, Jakobs, Brehme, Mattahäus, Rummenigge, Magath (61’ Hoeness), Allofs (46’ Völler). Ct: Beckenbauer.&lt;br /&gt;Arbitro: Arpi Filho (Brasile)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-5579183843122340030?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='La mano de d10s / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/5579183843122340030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=5579183843122340030&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/5579183843122340030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/5579183843122340030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/04/la-mano-de-d10s-il-brivido-sportivo.html' title='La mano de d10s / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-2371592256776176043</id><published>2010-04-14T15:34:00.002+02:00</published><updated>2010-04-14T15:37:59.439+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>L'hombre del partido / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.usfoggiagol.it/albums/La-storia-dellItalia-ai-mondiali/paolorossi.sized.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 333px;" src="http://www.usfoggiagol.it/albums/La-storia-dellItalia-ai-mondiali/paolorossi.sized.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I Mondiali di Spagna ’82 rappresentano un importante spartiacque per la generazione dei quarantenni. L’Italia, infatti, sale sul tetto del mondo dopo 44 anni e lo fa battendo i più forti, giocando un buon calcio, tra mille polemiche e qualche ombra di troppo, insomma all’italiana.&lt;br /&gt;Dopo il gioco fatto vedere in Argentina quattro anni prima in molti si aspettano una Nazionale schiacciasassi fin dall’inizio, ma così non è, anzi. L’Italia di Bearzot ha alle spalle troppe ruggini, dal quarto posto nell’Europeo giocato in casa e vinto dalla Germania Ovest allo scandalo del calcio scommesse dell’80.&lt;br /&gt;Anche questa volta vince il blocco Juve con sei giocatori in rosa e tutti titolari, da Zoff a Paolo Rossi. L’esordio contro la Polonia è discreto, Tardelli colpisce anche una traversa al termine di una partita dominata ma non concretizzata e la polemica che covava sotto la cenere esplode contro Bearzot e i giocatori; nessuno tra i giornalisti si salva e solo alcuni furbacchioni potranno dire alla fine di aver creduto dall’inizio nella sua Italia, si sa il carro del vincitore è sempre troppo capiente.&lt;br /&gt;I pareggi contro Perù e Camerun accendono il fuoco e gli azzurri si qualificano grazie alla differenza reti contro gli africani, per giunta con l’ombra della combine. Il sorteggio fa il resto mettendoci nel girone di Brasile e Argentina, la squadra più forte e i campioni in carica.&lt;br /&gt;Nel silenzio stampa, però, si forgia il gruppo di Bearzot che batte Maradona e compagni, ma il vero capolavoro è contro i verdeoro. Paolo Rossi, criticatissimo e assente fino a quel momento, si sveglia segnando tre gol che ci regalano la semifinale e, soprattutto, un’Italia aggressiva e spumeggiante con Bruno Conti mattatore di una squadra convinta dei propri mezzi tecnici e tattici. Peccato solo per quel gol regolare annullato ad Antognoni, sarebbe stato 4-2.&lt;br /&gt;In semifinale ci tocca la Polonia con Boniek squalificato. È una partita difficile e molto dura, con il numero 10 viola che deve uscire con 5 punti di sutura e salterà la finale. Ma l’Italia è un rullo compressore e vince con una doppietta del solito Rossi che diventerà cannoniere dei Mondiali con 6 reti.&lt;br /&gt;In finale ci raggiunge l’avversario per eccellenza, quella Germania Ovest che con noi non ha mai avuto vita facile. È una squadra stanca, che ha superato la Francia di Platini solo ai rigori rimontando da 1-3 a 3-3, e dopo un primo tempo equilibrato nel quale Cabrini sbaglia un calcio di rigore crolla sotto i colpi degli azzurri che stravincono dando spettacolo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Il ragazzo che giocava guardando le stelle &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Di quel Mondiale quasi tutti ricordano Paolo Rossi e Bruno Conti, giustamente, ma ingiustamente in molti hanno dimenticato Giancarlo Antognoni, regista della Fiorentina, che giocò in maniera eccellente tutte le partite, meno la finale per infortunio. Un karma negativo per chi ne aveva subito uno gravissimo già nell’81, lo scontro con Martina, e per chi si dovrà nuovamente fermare due anni dopo. Antognoni era il metronomo del centrocampo azzurro, da lui passavano tutti i palloni, coadiuvato dai vari Oriali, Tardelli, Conti, capace di smistare il gioco come pochi altri, sempre con la testa alta e con un tiro da lontano che faceva tremare i portieri. Si può dire che la presenza di un giocatore viola nell’Italia campione del mondo è diventata una cabala, dopo Giancarlo nell’82, infatti, è stata la volta di Toni nel 2006. Nella Nazionale di Bearzot, poi, i calciatori della Fiorentina erano diversi, insieme ad Antognoni c’erano anche Graziani, Galli, Massaro e Vierchowod, con questi ultimi tre in panchina. Una specie di blocco ombra che poté fregiarsi del titolo di campione del mondo. Per Giancarlo quel titolo rappresentò l’apice di una carriera che Gianni Brera riassunse così: «Il ragazzo che giocava guardando le stelle».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Ripassa lo straniero &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nell’82, dal punto di vista tattico, è ancora una volta l’Italia a farla da padrone con un collettivo che sapeva valorizzare il talento dei singoli, da Paolo Rossi a Bruno Conti, che occupava ogni zona del campo pressando sistematicamente il portatore di palla altrui, capace di rapide ripartenze e con giocatori polivalenti il cui simbolo era Marco Tardelli, difensore, centrocampista e attaccante. Un gioco che non disdegnava le marcature strette, come quelle passate alla storia di Gentile su Maradona e Zico, improponibili con i regolamenti di oggi. Un Mondiale che registrò alcune belle sorprese come l’Irlanda del Nord e l’Algeria, fregata dalla combine tra Austria e Germania Ovest, senza dimenticare la solita inconsistenza dell’Inghilterra e una Francia incapace, fino al ’98, di centrare la finale pur giocando un ottimo calcio. Resisteva l’Austria e il calcio africano muoveva i suoi primi passi. Per l’Italia è anche il primo Mondiale nel quale pescare a mani basse dopo l’apertura al secondo straniero. La Juventus costruirà la fortunata coppia Platini-Boniek, mentre Falcao era già della Roma e Prohaska dell’Inter. Così, per i club nostrani, iniziava una nuova era sotto il segno iridato.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Madrid, 11 luglio 1982 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stadio Santiago Bernabeu&lt;br /&gt;ITALIA-GERMANIA OVEST 3-1&lt;br /&gt;Reti: 57’ Rossi (I), 68’ Tardelli (I), 81’ Altobelli (I), 83’ Breitner (G.O.)&lt;br /&gt;Italia: Zoff, Gentile, Cabrini, Bergomi, Collovati, Scirea, Conti, Tardelli, Rossi, Oriali, Graziani (8’ Altobelli; 89’ Causio). Ct: Bearzot.&lt;br /&gt;Germania Ovest: Schumacher, B. Förster, Briegel, Kaltz, K.H. Förster, Stielike, Littbarski, Dremmler (61’ Hrubesch), Fischer, Breitner, Rummenigge (69’ H. Müller). Ct: Derwall.&lt;br /&gt;Arbitro: Coelho (Brasile)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-2371592256776176043?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='L&apos;hombre del partido / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/2371592256776176043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=2371592256776176043&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/2371592256776176043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/2371592256776176043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/04/lhombre-del-partido-il-brivido-sportivo.html' title='L&apos;hombre del partido / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-5137408311407878848</id><published>2010-04-07T10:06:00.005+02:00</published><updated>2010-04-07T11:50:22.148+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='interviste'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio italiano'/><title type='text'>In panchina con Galderisi / Il Calcio Illustrato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://doc.arezzoweb.it/notizie/20091118_Giuseppe_Galderisi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 470px; height: 280px;" src="http://doc.arezzoweb.it/notizie/20091118_Giuseppe_Galderisi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La parola d’ordine è il gruppo, sia che si tratti della squadra che del suo ristretto staff di collaboratori. È su questo che punta Giuseppe Galderisi allenatore dell’Arezzo. Una scommessa per due: gli amaranto sognano di tornare in B, l’ex centravanti del Verona tricolore di affermarsi definitivamente come tecnico dopo tanta gavetta.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Il modulo si adatta agli uomini o gli uomini al modulo? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Un allenatore ha sempre dei moduli preferiti, ma non si può mai prescindere dal materiale umano a disposizione. Io e il mio staff cerchiamo, innanzi tutto, d’individuare le caratteristiche e le qualità dei giocatori che abbiamo e non forziamo mai un modulo rispetto a un altro.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Pregi e difetti del 4-4-2? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;L’importante, per me, è che la squadra faccia la partita con la giusta mentalità offensiva. Schierarsi in un modo o in un altro significa solo essere ordinati in fase di non possesso, per stare bene in campo, non sprecare energie e saper dare una mano ai compagni di squadra. La cosa più importante è non lasciare mai i centrali difensivi due contro due.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Pregi e difetti del 4-2-3-1? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;È un modulo che ho fatto spesso e volentieri. In questo caso si deve lavorare più sulla duttilità degli attaccanti in fase di non possesso. Ad Arezzo lo sta facendo bene Maniero e a volte anche Chianese.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Tra i due quale preferisce? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Adoro il 4-2-3-1.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Qual è quello che fino ad oggi le ha dato maggiori soddisfazioni? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Non saprei, ma credo che sia più importante la mentalità. Ad Avellino ho giocato anche con il 3-4-1-2 per proteggere meglio la zona nevralgica, ma senza mai andare a 5 in difesa, al massimo a 4 per coprire in fase di non possesso, ma sempre con l’altro laterale pronto ad aggredire e ripartire. L’importante è occupare bene le corsie esterne.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; C’è un tecnico al quale s’è ispirato? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ho avuto grandissimi allenatori, da Vicini a Maldini, Bearzot, sono cresciuto con Trapattoni, poi Bagnoli, Liedholm, Sandreani, che sotto l’aspetto tattico mi ha dato molto. Quando hai avuto a che fare con allenatori così importanti tutto ciò che ti hanno trasmesso te lo ritrovi come bagaglio d’esperienza.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Dopo Sacchi, Zaccheroni e Ancelotti chi sarà il prossimo innovatore del calcio italiano? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Be’, in Italia c’è una nuova generazione molto preparata e con grande fantasia. Si guarda sempre ai massimi sistemi, ma anche nelle categorie inferiori abbiamo fior d’allenatori. La cosa più importante è far divertire i giocatori e mandarli in campo con lo spirito giusto, allora vedrai la differenza tra una palla che va sul palo e una che finisce in rete.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Perché in Italia si parla poco di tattica? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Perché, alla fine, interessa pochi, invece ci vorrebbe molta più attenzione per tutto il lavoro settimanale che c’è dietro una partita. Adesso, però, anche gli inglesi si sono messi a privilegiare le vicende private piuttosto che la tattica. In questo modo si perdono di vista squadre come il Cagliari, il Chievo, il Parma, il Bari e il Genoa, che giocano diversamente ma tutte un ottimo calcio.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Che tipo di rapporto preferisce instaurare con i giocatori? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Schietto. Amo il dialogo, ridere, scherzare, adoro vedere nella mia seconda casa (lo spogliatoio, ndr) persone con la giusta allegria, giocatori che arrivano prima e vanno via più tardi perché stanno bene. Se crei una grande complicità col gruppo arrivano anche i punti, perché si producono sinergie ed energie positive.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; È più importante impostare bene una partita o saperla leggere durante il suo svolgimento? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Prepararla bene è fondamentale ed è anche importante saperla leggere, ma senza snaturare le proprie idee.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Qual è la cosa più importante che chiede ai suoi ragazzi? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Meritarsi il rispetto, vivere bene insieme, allenarsi al 200 per cento, fare le cose che vengono chieste. Se un giocatore sa lavorare e essere allegro al tempo stesso è sulla buona strada, se non ci riesce è importante che sappia prima lavorare.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Dando per scontato che l’aspetto fisico è fondamentale, quanto conta in percentuale quello psicologico? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il segreto è tutto lì. Ho vissuto in prima persona esperienze in cui squadre con meno qualità e meno campioni hanno reso dieci volte di più perché il gruppo era compatto e dentro lo spogliatoio trovava tutta la forza di cui aveva bisogno, eliminando la paura. Lo scudetto vinto col Verona di Bagnoli, in questo senso, è un esempio lampante di quanto sia importante l’aspetto psicologico di un gruppo. Ma quando ho allenato la Viterbese è accaduto qualcosa di straordinario. La società mi ha esonerato, ma dopo il primo allenamento senza di me i giocatori sono andati dai dirigenti chiedendo di farmi tornare, mettendo in ballo stipendio e premi. Da quel momento la squadra è diventata invincibile e non ce n’era più per nessuno.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; La fa arrabbiare di più un gol mancato o un movimento sbagliato? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Quando si arriva davanti alla porta si può anche sbagliare, ci sta. Peggio è quando c’è il giocatore indolente che pensa individualmente e non ha voglia di fare cinque metri in più, perché così facendo mette in difficoltà il compagno e di conseguenza tutta la squadra. Questa è la cosa peggiore.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Nel suo modo di giocare c’è un calciatore più importante degli altri o sono tutti ugualmente essenziali? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Tutti sono importanti, ma alcuni hanno quell’esperienza e quel carisma che può incidere sull’andamento di una partita. Portiere, difensore che comanda, centrocampista che sa accorciare e attaccante che sa tenere la palla, questa è una spina dorsale che ogni squadra dovrebbe avere.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; In Prima Divisione conta più la tattica o la determinazione? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La tattica è importante, il bel passaggio, il bel cross, ma senza determinazione non si va da nessuna parte. Si deve essere sempre attenti, concentrati e determinati.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Il 4-2-4 è un escamotage dettato dall’emergenza di rimontare una partita o potrebbe essere un modulo buono per tutte le stagioni? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Quando possiamo lo facciamo, chiedendo ai giocatori dalle doti maggiormente offensive di essere più attenti in mezzo al campo in fase di non possesso. Per questo è fondamentale tenere alta la squadra, perché meno facciamo giocare l’avversario e meno soffriamo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Il percorso del Mister &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Galderisi ha iniziato ad allenare nel 2000 a Gubbio. Poi ha messo in fila Cremonese, Giulianova, Viterbese, Sambenedettese, Avellino, Foggia e Pescara, prima di approdare all’Arezzo. Negli Stati Uniti, alla fine della sua carriera di attaccante, ha fatto il secondo di Walter Zenga ai New England Revolution. Molti elogi e anche molte difficoltà societarie hanno costellato sino ad oggi la sua carriera di tecnico. Arezzo potrebbe essere la panchina e la piazza giusta per affermarsi definitivamente.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; IL PREPARATORE ATLETICO &gt; Massimo Sangiorgi &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Massimo Sangiorgi, romagnolo, è il preparatore atletico dell’Arezzo. Un professionista di lungo corso che ha incontrato Galderisi nel 2005 alla Viterbese e da allora, a parte una stagione, lavorano sempre insieme: Sambenedettese, Foggia, Pescara e, appunto, Arezzo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Che rapporto ci deve essere tra il preparatore atletico e l’allenatore? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Grande complicità e intesa, il preparatore deve essere il terzo occhio, capire se c’è da integrare l’allenamento con lavori specifici e valutare bene se ben fatto quello con la palla.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Il preparatore deve conoscere la tattica come l’allenatore o ne può fare a meno? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;È importante conoscere come l’allenatore vuole che giochi la squadra, sapere qual è il suo spirito e la sua mentalità.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Come viene monitorata la condizione atletica dei giocatori? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Essendo subentrati abbiamo fatto delle valutazioni con i test di forza, poi la condizione aerobica la valutiamo di settimana in settimana con i cardiofrequenzimetri.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Quale è il periodo più difficile, sotto l’aspetto fisico, durante la stagione? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La sosta invernale. Diventa fondamentale capire come la squadra è arrivata fino a quel momento, sia sotto l’aspetto fisico che psicologico. È chiaro che se ci sono i risultati e i giocatori sono sereni è più facile mantenere buoni livelli di lavoro, altrimenti facciamo dei richiami specifici rispetto alle carenze riscontrate. In linea di massima preferisco continuare a lavorare sempre con buona intensità per mantenere una buona condizione fisica, monitorando con attenzione gli infortunati.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; IL SECONDO &gt; Daniele Cavalletto &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Il lavoro si pianifica e si gestisce insieme. Io studio le squadre avversarie, mi confronto con Galderisi, poi ne parliamo con i ragazzi nella riunione del sabato. Durante la partita prendo appunti, per non dimenticarmi quello che ho visto, a volte serve per correggere le cose in corso altre per discuterne in settimana. Durante l’allenamento, se il mister vuole seguire qualcuno o qualcosa in particolare io sto con l’altra parte del gruppo. È anche un modo per responsabilizzare al massimo ognuno di noi».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; ALLENATORE PORTIERI &gt; Carmine Amato &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Il portiere è un ruolo delicato che ha innanzi tutto bisogno di tanta tranquillità e di sapere con precisione chi è il primo e chi il secondo, casi specifici a parte. Una volta i portieri lavoravano sempre da soli, ma oggi, oltre ad avere una sufficiente tecnica di base con i piedi, il numero 1 deve partecipare anche alle rifiniture tattiche. Giocando a zona il portiere fa parte dell’elastico difensivo: scende la difesa scende il portiere, sale la difesa e lui sale con essa. Con i giovani si lavora molto sulla tecnica oltre che sulla psicologia, mentre con chi è già affermato si lavora soprattutto sulla seconda».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Il Galderisi Soccer Team &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;L’idea del Galderisi Soccer Team è nata negli Stati Uniti insieme a Valderrama, poi Galderisi è andato a giocare altrove ma l’esperienza americana gli è rimasta addosso e quando è tornato in Italia ha fondato, tra mille difficoltà, la sua scuola calcio. Oggi la Galderisi Soccer team compie dieci anni di attività, ha più di 100 ragazzi e 10 allenatori preparatissimi. Il secondo all’Arezzo, Daniele Cavalletto, viene proprio da questa esperienza. L’idea è quella di far giocare tutti senza escludere nessuno, insegnandogli i rudimenti del calcio ma anche come comportarsi e tanta educazione. I ragazzi che arrivano alla fine del percorso partecipano a un torneo con i pari età delle società dove ha militato Galderisi, dal Verona al Milan, dal Padova alla Juventus. Una manifestazione nata otto anni fa che è diventata un vero e proprio fiore all’occhiello della scuola calcio. «Ridere, scherzare, star bene insieme, saper accettare la sconfitta e vivere la vittoria – dice Galderisi – questo è quello che insegniamo».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Alimentazione &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ognuno all’interno della società ha il suo ruolo ben definitivo, con grande collaborazione e senza invasioni di campo. Lo staff sanitario, quindi gestisce l’alimentazione secondo le caratteristiche dei giocatori e l’intensa attività sportiva cui sono sottoposti.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Psicologia &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Questo è un aspetto che Galderisi cura in prima persona, avendo dovuto gestire in passato situazioni complicate sotto l’aspetto societario. Creare un gruppo compatto capace di ridere e disperarsi insieme producendo sinergie uniche: «Quando sarò diventato bravo come allenatore avrò uno psicologo preparatissimo», sottolinea sorridendo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Staff medico &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Mi hanno sempre insegnato a rispettare tutte le persone che vivono intorno a una squadra, a maggior ragione chi si occupa della salute dei giocatori». Una volta la settimana riunione con il Ds Ceravolo perché tutti siano messi al corrente di tutto, soprattutto sullo stato fisico dei giocatori: «Più c’è dialogo, più siamo forti».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Agenda settimanale &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;LUNEDÌ Si stacca la spina per riflettere sulle cose fatte, senza esaltarsi troppo per una vittoria, o piangersi addosso per una sconfitta, la parola d’ordine è decantare.&lt;br /&gt;MARTEDÌ È un allenamento importante, si parla anche un po’ della domenica, ma senza rimanere troppo nello spogliatoio, meglio parlare un po’ alla volta e allenarsi con grande intensità.&lt;br /&gt;MERCOLEDÌ Doppio allenamento, cercando di dividere bene il lavoro fisico e quello tattico. Grande intensità e grande qualità, non tanto per correre, quanto per far correre la palla e usare più velocemente il cervello.&lt;br /&gt;GIOVEDÌ Amichevole o partitella ad hoc di un’ora per provare qualche schema e affinare i meccanismi.&lt;br /&gt;VENERDÌ Studio degli avversari, si prova qualche situazione tattica specifica per alcuni giocatori, per reparto e sulle palle inattive.&lt;br /&gt;SABATO Rifinitura rapida e brillante.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; La chicca &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La partita che ha fatto scoccare la scintilla tra Galderisi e i tifosi amaranto è stato il derby con il Figline di Torricelli. L’Arezzo era in svantaggio e l’allenatore ha schierato la squadra con un modulo particolarmente offensivo riuscendo a rimontare e vincere per 3-2. In pratica un 4-2-4 molto simile alla Diagonal brasiliana degli anni Cinquanta, anche se in quel caso i terzini erano tre, i centrocampisti quattro, disposti a rombo, e tre attaccanti, con le ali che diventavano delle punte aggiunte. «Noi lo usiamo spesso e volentieri – afferma Giuseppe Galderisi – chiedendo ai giocatori dalle doti più offensive di essere maggiormente attenti in mezzo al campo quando perdiamo palla. Non l’abbiamo fatto solo col Figline, ma anche a Benevento e Novara, con Erpen e Croce o De Oliveira. L’idea è che in fase di non possesso tutti siano al tempo stesso difensori e attaccanti, con il più vicino che cercherà di recuperare il pallone, tenendo sempre alta la squadra e impedendo agli avversari di giocare».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Difesa &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Per Galderisi è fondamentale proteggere la zona centrale, quella più nevralgica e dove l’avversario può fare più male. Ad Arezzo, con i giocatori a disposizione, la schiera sempre a quattro, chiedendo ai due laterali anche un lavoro suppletivo sulle fasce. Sia che si schieri col 4-4-2, molto utilizzato ultimamente, che il 4-2-3-1, modulo che predilige.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Centrocampo &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nel gioco offensivo di Galderisi l’intensità è fondamentale, i centrocampisti devono saper accorciare bene e soprattutto devono pressare gli avversari per tenerli il più lontano possibile dall’area di rigore, creando così ripartenze corte che esaltino i laterali e gli inserimenti degli attaccanti.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Attacco &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;In questo momento l’Arezzo gioca con due punte, Chianese e Maniero, ma nel 4-2-3-1 quella più avanzata deve saper lavorare di più tenendo palla e facendo salire la squadra, soprattutto gli esterni spiccatamente offensivi come Erpen e Croce, per creare superiorità in attacco e andare in gol.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Ernesto Terra &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Classe ’78, Terra è il perno della difesa amaranto, bravo negli anticipi, forte di testa, sa far salire la squadra e a volte andare anche in gol. Ha giocato nel Sora in C e in B con Catania, Pescara, Atalanta, Arezzo e Grosseto, prima di tornare all’ovile.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Crocefisso Miglietta &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nato il 20 febbraio 1981 a Brindisi, Miglietta sta conquistando partita dopo partita la fiducia di tecnico e tifosi, dopo un approccio così così, diventando un punto fermo del centrocampo di Galderisi.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Vincenzo Chianese &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Classe ’76, la rincorsa del bomber dell’Arezzo è partita da lontano, esordendo in B con l’Atalanta nel ’94-95. Da allora si è diviso tra B, C e una stagione in A con la Salernitana: 18 presenze e nessun gol. La sua performance migliore a Ravenna nel 2006-07 con 19 reti in 32 partite.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-5137408311407878848?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.arezzocalcio.it' title='In panchina con Galderisi / Il Calcio Illustrato'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/5137408311407878848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=5137408311407878848&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/5137408311407878848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/5137408311407878848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/04/in-panchina-con-galderisi-il-calcio.html' title='In panchina con Galderisi / Il Calcio Illustrato'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-689907532507593289</id><published>2010-04-01T13:05:00.003+02:00</published><updated>2010-04-01T14:30:56.102+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Il mondiale desaparecido / Il Birivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.calcio-giocato.com/immagini/argentina78.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 425px; height: 340px;" src="http://www.calcio-giocato.com/immagini/argentina78.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I Mondiali del 1978 sono pieni di ombre e sospetti, non solo sportivi. La decisione di giocare in Argentina è a dir poco drammatica. Il Paese è in mano ai generali che stanno eliminando gli oppositori, scientificamente, uno a uno e i desaparecido diventeranno il fantasma di una coscienza che si sveglierà solo grazie alle mamme e alle nonne di Plaza de Majo.&lt;br /&gt;Alcuni pensano che la presenza dei giornalisti stranieri potrebbe essere un deterrente per la violenza del regime, ma si sbagliano. I generali vogliono evitare ogni fuga di notizie e il terrore aumenterà a dismisura fino ai voli della morte, dove centinaia di persone venivano gettate vive nell’oceano.&lt;br /&gt;In pratica, mentre tutti raccontano i campionati del mondo, a migliaia muoiono e scompaiono per sempre nel drammatico vortice del regime fascista argentino. Per i generali, il Mondiale ha un solo grande scopo, dimostrare la grandezza organizzativa e sportiva del Paese. Ci riusciranno.&lt;br /&gt;All’appello mancano l’Uruguay, lontano anni luce dai due titoli iridati, l’Inghilterra, che continua a collezionare figuracce, e la Cecoslovacchia, fresca vincitrice degli Europei.&lt;br /&gt;È una bella manifestazione nella quale spicca l’Italia di Enzo Bearzot, a cui Bernardini ha lasciato il testimone. La Nazionale è costruita sul blocco Juve, con 9 giocatori in rosa e ben 8 in campo, e sarà quella che giocherà il miglior calcio del torneo, con un’innovativa “zona mista” che in patria già facevano Trapattoni e Radice.&lt;br /&gt;Nel gruppo 1 ci toccano Francia, Ungheria e Argentina. Le battiamo tutte, imponendo il nostro gioco e la forza di attaccanti come Paolo Rossi e Roberto Bettega. Ma l’inutile vittoria contro i padroni di casa porterà in dote arbitraggi strani e un affaticamento dei titolari che sarà decisivo contro Olanda e Brasile. Per molti un’occasionissima sprecata, invece il quarto posto argentino sarà solo l’aperitivo del Mondiale spagnolo.&lt;br /&gt;Dagli altri gironi vengono fuori Polonia, Germania Ovest, Austria, Brasile, Perù e l’Olanda orfana di Cruijff.&lt;br /&gt;Il Brasile deve fare i conti con la combine tra Argentina e peruviani, che si fanno sconfiggere per 6-0 mandando i padroni di casa in finale a dispetto dei verdeoro, che avevano gli stessi punti. L’Italia, invece, tiene testa ai campioni in carica, batte l’Austria di Krankl e soccombe, con due tiri da lontano, contro l’Olanda.&lt;br /&gt;La finale con l’Argentina è da tregenda, con colpi proibiti e un arbitraggio al limite della decenza che favoriscono i padroni di casa sotto gli occhi dei generali. La squadra di Happel riesce ad agguantare i supplementari, ma cade sotto i colpi di Mario Kempes. Gli argentini gioiscono nel bagno di sangue del regime.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Galeotto fu il premio &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Quando l’Italia affronta l’Argentina ha due possibilità. La prima: tentare di vincere il girone per restare a Buenos Aires ed evitare Brasile e padroni di casa nella corsa verso la finale. La seconda: non stuzzicare gli argentini, già pesantemente aiutati dai fischietti e predestinati alla finalissima. Oltretutto Bearzot, a parte la staffetta Antognoni-Zaccarelli, altro che Mazzola-Rivera (andate a rivedervi i tabellini di quelle partite) a fatto giocare sempre gli stessi e vorrebbe far riposare qualche giocatore, soprattutto quelli del blocco Juve. Ma alla fine, contro l’Argentina, il Ct schiera la squadra tipo, i giornalisti sono increduli, cosa era successo? In panchina sarebbero dovuti andare Causio, Bettega, Rossi, Antognoni e Cabrini, ma se non avessero giocato non avrebbero preso il premio e così non vollero essere sostituiti. Bearzot non poté farci niente e battendo l’Argentina ci giocammo qualche chance in più per andare in finale. L’Italia arrivò quarta, ma espresse il gioco migliore, nonostante il parterre de roi delle avversarie, anche se l’Olanda senza Cruijff non era più la stessa.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Il mondo è Mario &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nella prima fase Mario Kempes, classe ’54, non aveva destato una grande impressione, anche perché non era un attaccante classico e come centravanti si trovava a disagio. Non appena, però, Menotti lo schierò con maggiore libertà d’azione, in pratica da rifinitore di centrocampo, esplose con tutta la classe e la forza che aveva, diventando la figura di maggior spicco dell’Argentina e dei Mondiali del ’78, che non riuscì ad esprimere tanti altri fuoriclasse. Forte fisicamente, coraggioso nei contrasti, abile nel palleggio in corsa e micidiale nel tiro, vinse con 6 reti la classifica marcatori, coronando con quest’alloro personale la vittoria della squadra e diventando anche un’icona generazionale. Cresciuto nell’Instituto Cordoba, si rivelò nel Rosario Central per poi passare al Valencia, con cui vinse una Coppa di Spagna, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea. Da “mercenario” giocò i Mondiali, per tornare qualche anno dopo al River Plate, poi ancora Valencia, Hércules, poi in Austria con First Vienna e St. Polten, per finire in Indonesia con il Pelita Jaya. Nel 2001 stava per diventare allenatore del Fiorenzuola, C2, perché un imprenditore milanese che voleva acquistare la società lo voleva con sé insieme a un folto gruppo di giocatori argentini, ma l’affare non andò in porto.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Buenos Aires, 25 giugno 1978 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stadio Monumental&lt;br /&gt;ARGENTINA-OLANDA 3-1 dts&lt;br /&gt;Reti: 38’ Kempes (A), 81’ Poortvliet (O), 104’ Kempes (A), 114’ Bertoni (A)&lt;br /&gt;Argentina: Fillol, Olguin, Tarantini, L. Galvan, Passerella, Ardiles (65’ Larrosa), Bertoni, Gallego, Luque, Kempes, Ortiz (74’ Houseman). Ct: Menotti.&lt;br /&gt;Olanda: Jongbloed, Jansen (72’ Suurbier), Poortvliet, Brandts, Krol, Haan, W. Van de Kerkhof, Neeskens, Rep (58’ Nanninga), R. Van de Kerkhof, Rensenbrink. Ct: Happel.&lt;br /&gt;Arbitro: Gonnella (Italia)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-689907532507593289?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it' title='Il mondiale desaparecido / Il Birivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/689907532507593289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=689907532507593289&amp;isPopup=true' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/689907532507593289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/689907532507593289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/04/argentina-mondiale-desaparecido-il.html' title='Il mondiale desaparecido / Il Birivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-186441577565152757</id><published>2010-03-31T09:00:00.002+02:00</published><updated>2010-03-31T09:02:50.444+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio italiano'/><title type='text'>No Civitas, no Champions / il Riformista</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://universogigliato.files.wordpress.com/2009/09/cittadella.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 443px; height: 305px;" src="http://universogigliato.files.wordpress.com/2009/09/cittadella.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una nuova Fiorentina, un nuovo modo di viverla ma, soprattutto, un sistema diverso di finanziarla. Idee portanti che stavano dietro la “Cittadella viola”, progetto fortemente voluto da Diego Della Valle, presidente onorario della squadra toscana, che al momento della sua duplice presentazione, prima con la giunta Domenici poi con quella Renzi, aveva ricevuto apprezzamenti a 360°; a parte il fatto che l’unica area ritenuta idonea è quella di Castello, tra Firenze e Sesto Fiorentino, attualmente bloccata per l’omonima inchiesta giudiziaria.&lt;br /&gt;Settanta, forse novanta, ettari con lo stadio, parco tematico sul calcio, stile Eurodisney, un’area commercial ‘Downtown’, dove le griffe del centro storico avrebbero potuto replicarsi, aree verdi, un museo, gallerie d’arte e tanta Fiorentina, con palestre e campi d’allenamento.&lt;br /&gt;Tanta roba per Firenze, abituata a fare i conti con una città immobile dal Rinascimento e con una squadra sempre alla periferia del calcio che conta, come attaccata a un elastico che la illude prima di ributtarla da dove era venuta.&lt;br /&gt;Ma anche otto anni sono tanti, anni d’investimenti e, riteniamo, di promesse per chi aveva salvato il colore viola dall’oblio pedatorio. È nel 2002, infatti, che i Della Valle prendono la Fiorentina in C2 e in men che non si dica la riportano in A e poi in Champions, a sfidare sogni impossibili e arbitri improbabili.&lt;br /&gt;La Civitas viola, in prospettiva, rappresentava l’unico grimaldello capace di ancorare definitivamente gli imprenditori marchigiani al Giglio e questo a un calcio importante e sostenibile al tempo stesso. Pensata quasi come Tommaso Campanella aveva immaginato la Civitas Solis, di filosofico aveva ben poco, fissando i paletti di un business nel business che potesse rendere autosufficiente la Fiorentina.&lt;br /&gt;«Un progetto completo per creare un’area dove sport, commercio, vita sociale e cultura convivano – aveva detto Diego Della Valle – con un occhio di riguardo per i più giovani. Un’idea per cercare di far restare Firenze e la Fiorentina al vertice del calcio italiano e in quello europeo, pur senza gli introiti televisivi delle grandi».&lt;br /&gt;Insomma, tutto pareva procedere per il meglio, anche perché, dopo essere stata snobbata nella campagna elettorale che aveva visto Renzi, l’Obama de noantri, opposto all’ex viola Giovanni Galli, la Civitas viola era tornata di grande attualità.&lt;br /&gt;Nel frattempo la tifoseria, che non si è eccitata più di tanto di fronte alla querelle «Cittadella sì, Cittadella no», disquisiva sul tesoretto che la società avrebbe potuto spendere nella campagna acquisti di gennaio, quanto? «Dovremo essere bravi a far fruttare quanto c’è a disposizione – aveva detto il Ds Corvino – ovvero cinque milioni di euro l’anno per tre anni, oltre a quello che riusciremo a produrre». Dove per produrre s’intende anche cedere, come i 25 milioni ‘prodotti’ grazie a Felipe Melo.&lt;br /&gt;Senza dimenticare che la Fiorentina è una delle società italiane patrimonialmente messa meglio e pronta a recepire le regole del fair play finanziario volute da Platini.&lt;br /&gt;Nonostante, poi, la grana Mutu, Corvino è stato bravo a intervenire sul mercato, portando a Firenze giovani di grandi speranze, pronti da una parte a rilanciare le ambizioni della società, dall’altra a essere, eventualmente, rivenduti a peso d’oro.&lt;br /&gt;Nel mezzo c’è stata anche la polemica sui ‘campini’ che ha portato alle dimissioni dell’assessore allo Sport del Comune di Firenze, Barbara Cavandoli, poiché dopo l’accordo s’era vista recapitare una convezione riscritta dalla Fiorentina che ha dichiarato irricevibile.&lt;br /&gt;Una cosa è certa, il calcio per sopravvivere ha bisogno di un nuovo modello di business e la Fiorentina ha bisogno della Cittadella, no Civitas no Champions.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-186441577565152757?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilriformista.it/' title='No Civitas, no Champions / il Riformista'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/186441577565152757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=186441577565152757&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/186441577565152757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/186441577565152757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/03/no-civitas-no-champions-il-riformista.html' title='No Civitas, no Champions / il Riformista'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-4961450222235366038</id><published>2010-03-27T12:22:00.003+01:00</published><updated>2010-03-27T12:43:58.943+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio italiano'/><title type='text'>Il disastro bianconero / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mondosportblog.com/wp-content/uploads/2009/10/blanc.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 540px; height: 400px;" src="http://www.mondosportblog.com/wp-content/uploads/2009/10/blanc.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La fidanzata d’Italia ha il vestito stracciato, il trucco sbaffato e un tacco rotto, reduce da un’altra notte da dimenticare, passata con l’uomo sbagliato. Non è la prima volta che le accade, ma oggi i suoi spasimanti dubitano che possa tornare bella come prima, sotto sotto molti non ci credono più, perché sanno che non basterà un bagno ristoratore e un fine settimana in una spa, il restyling dovrà essere totale.&lt;br /&gt;Nel caso della Juventus, perché è di lei che stiamo parlando, però la lista degli uomini sbagliati è lunga e arcinota, dal presidente Blanc a scendere, in una scala di valori che non hanno più niente da dire.&lt;br /&gt;La squadra bianconera è letteralmente implosa nelle proprie contraddizioni e nelle proprie difficoltà economiche, solo un progetto rivoluzionario e a lunga scadenza potrà riportarla sulla via del successo, in fondo è già accaduto.&lt;br /&gt;La Juve di Ferrara e Zaccheroni, infatti, nei risultati e nella preparazione societaria degli stessi, ricorda da molto vicino quella della stagione ’90-91, quella per intendersi allenata da Gigi Maifredi, che restò fuori dalle coppe europee dopo 28 anni di qualificazioni ininterrotte.&lt;br /&gt;Mote le similitudini, a iniziare dal fatto che, classifica alla mano, oggi sarebbe fuori dalle coppe così come vent’anni fa.&lt;br /&gt;Nei primi Novanta la Juventus era reduce dall’era Platini e aveva dato evidenti segni di cedimento strutturale, da una parte alla ricerca di un nuovo Trapattoni, dall’altra di un nuovo re del calcio, senza riuscirci. Tanto da incappare anche nell’acquisto vergognoso di Ian Rush, giocatore del Liverpool nella tragica finale dell’Heysel.&lt;br /&gt;Erano anni bui e Giampiero Boniperti pensò di affidarsi a un vecchio idolo del Comunale, Dino Zoff. L’ex campione del mondo aveva tra le mani una squadra operaia con alcuni solisti di valore quali Schillaci, Casiraghi, Marocchi e l’ucraino Zavarov, che alla fine sarà ceduto e considerato uno dei flop più grossi tra gli stranieri arrivati in Italia.&lt;br /&gt;Una squadra che poco poteva contro il Milan, il Napoli e l’Inter di allora, ma che seppe aggrapparsi ai valori della tradizione e di un gioco semplice e redditizio, a tratti anche spettacolare, che portò una quarto posto il primo anno, un terzo il secondo, con la conquista contestuale di Coppa Uefa e Coppa Italia. Un successo incredibile che, però, non bastò, soprattutto ai tifosi abituati a ben altri palcoscenici e a ben altri giocatori.&lt;br /&gt;Fu così che la famiglia Agnelli decise di allontanare Boniperti e di affidare la presidenza a Luca Cordero di Montezemolo, il quale si trovò in dote Roberto Baggio, strappato alla Fiorentina, e Luigi Maifredi considerato, nell’agiografismo sacchiano di quegli anni, un tecnico emergente per vincere e divertire.&lt;br /&gt;Il risultato fu disastroso. La sconfitta nell’ultima giornata contro il Genoa lasciò la Juve fuori dall’Europa, dopo aver perso per strada Coppa Italia e Coppa delle Coppe, eliminata in semifinale dal Barcellona. Però, quella squadra pareva capace di tutto, lo dimostrano i due 5-0 rifilati a Parma e Roma e la vittoria contro il Napoli di Maradona. Insomma, aveva un’anima, non ben definita ma ce l’aveva.&lt;br /&gt;E visto che nel calcio la storia pare non insegnare niente a nessuno, ecco che dopo la serie B con Deschamps, la proprietà ha snobbato il terzo e il secondo posto di Ranieri, che ha portato la Juventus in Champions dalla porta principale, per rimescolare le carte e rifare gli stessi errori di vent’anni prima: sia in società che in panchina, con persone impreparate al calcio e, cosa peggiore, al lignaggio bianconero, Blanc da una parte, Ferrara e Zaccheroni dall’altra.&lt;br /&gt;Al peggio, però, non c’è mai fine e l’impasse attuale sul mercato segna il dato di un futuro sempre più incerto e sportivamente pericoloso, con gran parte della tifoseria ottusa dalle vittorie passate e incapace d’accontentarsi come nel post Platini.&lt;br /&gt;Parallelismi convergenti che accomunano le due stagioni peggiori della storia juventina. Anche nei giocatori, allora Luppi e De Marchi, adesso Zebina e Grygera, vent’anni fa Baggio e Di Canio, oggi Diego e Felipe Melo. Senza contare i soldi buttati via e quelli che potrebbe perdere in caso di mancata qualificazione europea.&lt;br /&gt;Curioso che anche nello sponsor i due momenti si somiglino. Upim e New Holland, infatti, sono società del gruppo madre, ergo è come se la proprietà pagasse due volte, invece che prendere soldi freschi da uno sponsor esterno.&lt;br /&gt;Errori su errori che i risultati sportivi non aiutano a risolvere. Anche perché una squadra che non vince non attira investimenti. Era accaduto nel post Trapattoni, accade oggi nel post Calciopoli e chi invoca ancora la triade sappia che la Juventus non paga solo la retrocessione in B e la rescissione del contratto con Tamoil, ma anche quell’immagine arrogante e prepotente costruita da Moggi, Giraudo e Bettega che nel terzo millennio pesa come un macigno sulla firma di un contratto pubblicitario. Basti pensare cosa accade agli atleti che tradiscono la moglie, figuriamoci il resto.&lt;br /&gt;Quel disastro sportivo, con Maifredi liquidato senza nemmeno una seconda chance (l’ebbe pure Marchesi), provocò un arroccamento sul passato con il ritorno di Boniperti e Trapattoni, alla fine arrivò un’altra Coppa Uefa, prima di tornare a vincere scudetti e coppe con Marcello Lippi, ma questa è un’altra storia.&lt;br /&gt;Da qui alla fine del campionato ci sono ancora 8 paragrafi da scrivere, prima di chiudere il libro bianconero di questa stagione. Tutto può ancora succedere, ma ciò che più conta sarà il dopo con il probabile ritorno della famiglia Agnelli in rampa di lancio, un nuovo allenatore e una nuova Juventus. Solo allora tornerà ad essere la fidanzata d’Italia.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Numeri &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;8 le stagioni senza scudetto nel post Platini&lt;br /&gt;6 le stagioni senza scudetto dall’ultima affermazione, considerando Calciopoli&lt;br /&gt;3 i trofei conquistati nel post Platini, 2 Uefa e una Coppa Italia&lt;br /&gt;0 i trofei conquistati dopo il Lippi bis, considerando Calciopoli&lt;br /&gt;13 i trofei conquistati con Marcello Lippi in panchina&lt;br /&gt;6 le finali, tra Coppa Italia e coppe europee, perse da Lippi con la Juventus&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-4961450222235366038?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.unita.it/' title='Il disastro bianconero / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/4961450222235366038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=4961450222235366038&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4961450222235366038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4961450222235366038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/03/il-disastro-bianconero-lunita.html' title='Il disastro bianconero / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-461154328021866849</id><published>2010-03-25T15:55:00.002+01:00</published><updated>2010-03-25T15:59:22.806+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>La fantasia al potere, la coppa ai panzer</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_sport/2007/11/26/1196094983480_1970-gerdmuller-bayern.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 600px; height: 400px;" src="http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_sport/2007/11/26/1196094983480_1970-gerdmuller-bayern.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La decima edizione della Coppa del Mondo saluta l’alba del calcio totale, ma premia ancora una volta la concretezza tecnica e tattica dei tedeschi che non si lasciano sfuggire l’occasione di vincere il titolo in casa.&lt;br /&gt;Tra le assenze clamorose spiccano quella dell’Urss, che s’era rifiutata di giocare lo spareggio col Cile per protesta politica contro il regime di Pinochet, e quella dell’Inghilterra, eliminata dalla forza emergente della Polonia di Lato, che sarà cannoniere principe del Mondiale con 7 reti.&lt;br /&gt;L’Italia, come il Brasile, è tra le favorite, ma collezionerà un’altra incredibile figuraccia, con l’accusa di aver chiesto alla Polonia la combine per passare il turno. Per il calcio azzurro post dopoguerra non c’è pace, a parte il biennio ’68-70, in cui vince l’Europeo e perde la finale messicana contro i verdeoro.&lt;br /&gt;Ma dopo l’Olanda del calcio totale è la Germania Ovest la Nazionale più forte, già campione d’Europa e col Bayern Monaco che iniziava a spadroneggiare in Coppa Campioni dopo gli anni d’oro di Ajax e Feyenoord, una forza sottovalutata.&lt;br /&gt;La curiosità maggiore è nel gruppo 1 dove le due Germanie si scontreranno nell’ultima gara, entrambe non hanno difficoltà contro Cile e Australia e la qualificazione è un gioco da ragazzi o quasi. Fatto sta che nella gara fratricida Sparwasser passerà alla storia segnando il gol della storica vittoria dell’Est sull’Ovest, una vittoria più politica che sportiva, che portava la Germania più forte al secondo turno evitando Olanda e Brasile. Tutto calcolato? Sì, no, forse, chissà.&lt;br /&gt;Olanda e Svezia eliminano Bulgaria e Uruguay, Jugoslavia, altra forza nascente del calcio europeo, e Brasile fanno fuori Scozia e il malcapitato Zaire, vittima di una cattiva gestione federale, mentre nel gruppo 4 la Polonia domina e l’Italia torna a casa dopo una vittoria, un pareggio e una sconfitta per la differenza reti favorevole all’Argentina di Mario Kempes.&lt;br /&gt;L’Olanda domina poi il gruppo A vincendo tre partite su tre e segnando 8 gol senza subirne: è la favorita per la vittoria finale e il suo calcio abbaglia oltre le effettive qualità. Nel gruppo B la Germania Ovest non si distrae e arriva in finale, anche se Polonia e Jugoslavia non sono facili da superare.&lt;br /&gt;Il 7 luglio a Monaco l’Olanda parte forte e al primo minuto passa su rigore, i tedeschi pareggiano dopo 25 minuti sempre dagli undici metri, poi Müller chiude i conti. La Germania Ovest, come contro l’Ungheria, ha “rubato”? No, hanno vinto i più forti, sia tatticamente che nei singoli capaci di tenere testa a una squadra che aveva fatto la fine della cicala sperperando energie e occasioni, infine incapace di rimontare sbattendo contro il muro eretto da Beckenbauer e compagni.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Il calcio totale &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Non vince i Mondiali, ma l’Olanda di Rinus Michels (Ct anche nell’88 quando gli orange vinceranno l’Europeo) è la grande novità tattica della manifestazione iridata. Una filosofia basata sul superamento della specializzazione dei ruoli e su una condizione atletica spinta ai massimi livelli. Ma l’Olanda è l’Olanda non solo per questo, ma perché in ogni reparto gli interpreti di quella filosofia erano tra i più forti giocatori del momento, tedeschi a parte. In porta l’anziano Jongbloed diventava spesso il libero aggiunto, capace di spingersi fino a centrocampo. Davanti a lui Suurbier sulla destra e Krol a sinistra sono i padroni instancabili delle rispettive fasce laterali, mentre al centro, schierati rigorosamente a zona presidiano la difesa Rijsbergen e Haan. In mezzo al campo il regista è Van Hanegem, supportato dal mediano Jansen e con Neeskenes tuttofare più avanzato. In attacco Rep a destra e Rensenbrink a sinistra sono le ali dell’angelo Cruijff che segna, arretra, inventa e svaria da inafferrabile prestigiatore del pallone. L’uso sistematico del pressing e del fuorigioco spezza il gioco altrui e prepara le ripartenze letali, alle quali a rotazione partecipano tutti i giocatori. Questo, però, non gli servì a vincere il Mondiale.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Il Lato del gol &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Grzegorz Lato, stella dello Stal Mielec, con il quale ha giocato 295 partite segnando 117 gol, era un bombardiere lunatico, dal dribbling micidiale e dal grande fiuto del gol. Lo stesso che che in Germania gli permise di portare la Polonia al terzo posto, che bisserà nell’82. In compenso può vantare un oro olimpico nel 1972 e un argento quattro anni dopo. Curioso che in quella Nazionale conquistò il posto da titolare solo in vista del Mondiale, per il grave infortunio che tolse di mezzo Lubanski, il grande centravanti che nel ’72 era stato decisivo per l’oro delle Olimpiadi. Lato si sottopose alla dura preparazione fisica del Ct Gorski e alla Coppa del Mondo esplose come cannoniere. Impiegato sulla fascia, meglio a sinistra, e capace di scambiare facilmente la posizione con l’ala Gadocha, ricamava con la raffinatezza dell’artista e scaricava in porta con potenza e precisione. Lasciata la Polonia giocò nel Lokeren in Belgio e in Messico nell’Atlante. In Nazionale ha segnato 45 reti in 100 presenze, record polacco. Incredibile il gol col quale mise in ginocchio il Brasile nella finale del terzo posto: un diagonale secco e potente che superò Leao, dopo aver fatto 70 metri di campo con il pallone incollato al piede. Dal 2008 è presidente della Federcalcio polacca.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Monaco, 7 luglio 1974 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stadio Olimpico&lt;br /&gt;GERMANIA OVEST-OLANDA 2-1&lt;br /&gt;Reti: 1’ Neeskens (O) rig., 26’ Breitner (G.O.) rig., 44’ Müller (G.O.)&lt;br /&gt;Germania Ovest: Maier, Vogts, Breitner, Schwarzenbeck, Beckenbauer, Bonhof, Grabowski, Hoeness, Müller, Overath, Hölzenbein. Ct: Schön.&lt;br /&gt;Olanda: Jongbloed, Suurbier, Krol, Haan, Rijsbergen (68’ De Jong), Jansen, Rep, Neeskens, Cruijff, Van Hanegem, Rensenbrink (46’ R. Van de Kerkhof). Ct: Michels.&lt;br /&gt;Arbitro: Taylor (Inghilterra)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-461154328021866849?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='La fantasia al potere, la coppa ai panzer'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/461154328021866849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=461154328021866849&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/461154328021866849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/461154328021866849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/03/la-fantasia-al-potere-la-coppa-ai.html' title='La fantasia al potere, la coppa ai panzer'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-3873396116389064520</id><published>2010-03-21T10:35:00.004+01:00</published><updated>2010-03-21T10:39:56.184+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Il fair play finanziario / Il Calcio Illustrato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i.telegraph.co.uk/telegraph/multimedia/archive/01125/michel-platini_1125537c.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 460px; height: 288px;" src="http://i.telegraph.co.uk/telegraph/multimedia/archive/01125/michel-platini_1125537c.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E la montagna partorì il topolino, dove la montagna sono i debiti accumulati dai club e il topolino è proprio il calcio, sport che sotto i colpi dei segni negativi dei bilanci rischia, prima o poi, di fare una brutta fine; la crisi finanziaria globale, in questo senso, non è stato altro che un primo avvertimento per tutti i settori dell’economia.&lt;br /&gt;«Non è più sostenibile – ha detto Carlo Tavecchio, Presidente LND – che per fare calcio ad altissimi livelli si debbano dilapidare patrimoni privati o innestare procedure di indebitamento vorticose che superano di gran lunga i 100 milioni di euro».&lt;br /&gt;Parole che fanno da sponda a quanto già dichiarato e urlato ai quattro venti da Michel Platini, presidente Uefa: «Il mondo dello sport non può tollerare gli eccessi finanziari. La volontà di operare in questa direzione è comune, ora è necessario tracciare una rotta che certo non dovrà riportarci al calcio pionieristico delle origini, ma almeno consentirci di garantire che lo spirito originale che anima questo sport non venga tradito».&lt;br /&gt;Per questo Platini ha redatto cinque regole chiave che rappresenteranno la tavola del fair play finanziario e che entreranno in vigore a partire dalla stagione 2012-2013, subito dopo gli Europei. La più interessante è sicuramente la numero 3: “Quattro volte l’anno saranno effettuati controlli accurati sulle spese e saranno considerati illegittimi gli esborsi di capitale abnormi dei grandi magnati per coprire le perdite”.&lt;br /&gt;Due esempi su tutti: l’Inter e il Chelsea. La squadra londinese aveva un debito di 821 milioni di euro, prima in Inghilterra e in Europa, ma il magnate russo Roman Abramovich l’ha azzerato trasformandolo in azioni, che ha poi acquistato in blocco e che oggi detiene. Potrà rifarlo quando le regole (regole, è bene dirlo subito, osteggiate dai club e da alcune federazioni) di Platini entreranno in vigore? Forse, anche perché se c’è una cosa che la crisi globale ci ha insegnato è che la fantasia di certi meccanismi è illimitata.&lt;br /&gt;Sarà più difficile, se non impossibile, invece per Massimo Moratti immettere capitale fresco per tenere in piedi il giocattolo Inter, tanto che la ferma posizione del presidente Uefa sul fair play finanziario ha irritato e non poco i vertici nerazzurri: «Non abbiamo debiti con le banche»… Al 30 giugno 2009 l’Inter ha dichiarato debiti verso le banche pari a 48,3 milioni di euro; il consolidato del Milan a fine 2008 dichiarava 119,5 milioni di debiti verso le banche. Anche per i rossoneri, infatti, vale il discorso fatto per i cugini e la vendita di Kakà è stato il segnale preciso di un nuovo corso finanziario.&lt;br /&gt;In Europa, tra i club più indebitati Inter e Milan occupano il sesto e il settimo posto, ma ciò che più risalta agli occhi è che 7 prenderanno parte agli ottavi di finale di Champions League, 2 ai sedicesimi di Europa League.&lt;br /&gt;È evidente quindi che, nonostante gli stadi di proprietà (fenomeno europeo, fuorché in Italia), il merchandising, i diritti televisivi e gli sponsor il club s’indebita per vincere e primeggiare, acquistando a peso d’oro giocatori che poi saranno strapagati e per il cui ingaggio spesso non basta quanto incassato in un’intera stagione con tanto di Champions League in bacheca.&lt;br /&gt;Numeri e considerazioni che ci fanno intuire quanto sia vicino il corto circuito per il calcio professionistico europeo, con presidenti che a parole criticano il vicino per la conduzione disgraziata e poi fanno peggio solo perché hanno milioni di euro da investire. E qui sorge spontanea un’altra domanda, visto che nulla si crea e nulla si distrugge: tutti questi soldi da dove vengono? Da quali attività? Se legali, chi ci rimette in prima persona?&lt;br /&gt;Ci sono poi aspetti prettamente sportivi. Il primo riguarda i tecnici bulimici che ad ogni infortunio chiedono subito il sostituto caricando il club di spese ulteriori. Quanto sarebbero o saranno forti questi allenatori quando entreranno in vigore le regole del fair play finanziario? Perché non lanciano più giovani in Prima squadra?&lt;br /&gt;Questa domanda va a toccare l’altro argomento: i vivai. Se ben interpretate queste regole dovrebbero esaltare le strutture dei settori giovanili, dai quali ogni società cercherà di trarre il meglio: o per produrre in proprio i campioni del domani o per fare cassa e continuare a vivere dignitosamente nel mondo del calcio. Esempi italiani in questo senso non mancano.&lt;br /&gt;C’è infine un problema di cultura sportiva. I tifosi (o presunti tali) sapranno accettare i passi indietro della squadra del cuore che smetterà di acquistare campioni e vincere come prima? Saranno capaci di pazientare e aspettare i giovani del vivaio? Saranno capaci di accontentarsi dell’Europa League?&lt;br /&gt;Noi crediamo di no, ma il fair play finanziario non può più aspettare.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Le 5 regole di Platini* &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;1. Se un club vuole partecipare alle competizioni europee deve avere due bilanci su tre, negli ultimi tre anni, in positivo e quello in rosso dovrà essere ridotto&lt;br /&gt;2. Si potrà spendere tanto solo per le spese “virtuose” (stadi, giovanili, infrastrutture, ecc.) e meno per quelle “pericolose” come gli ingaggi e i cartellini ultramilionari&lt;br /&gt;3. Quattro volte l’anno saranno effettuati controlli accurati sulle spese e saranno considerati illegittimi gli esborsi di capitale abnormi dei grandi magnati per coprire le perdite&lt;br /&gt;4. Si aumenterà il controllo sui grandi approvvigionamenti di capitale tramite sponsor “fittizi”&lt;br /&gt;5. Per chi non rispetta il regolamento sono previste multe pensantissime e sanzioni fino all’esclusione dalle competizioni europee&lt;br /&gt;*entreranno in vigore dalla stagione 2012-13&lt;br /&gt;&lt;b&gt; I club più indebitati d’Europa &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Manchester Utd 770 mln di euro&lt;br /&gt;Real Madrid  563 mln&lt;br /&gt;Atletico Madrid 510 mln&lt;br /&gt;Valencia  500 mln&lt;br /&gt;Barcellona  438 mln&lt;br /&gt;Inter   395 mln&lt;br /&gt;Milan   390 mln&lt;br /&gt;Arsenal  354 mln&lt;br /&gt;Liverpool  334 mln&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Modello Arsenal, la squadra dei giovani talenti &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Dieci milioni di euro. È questa la cifra investita nel settore giovanile dall’Arsenal nel 2008 e nel 2009 sono stati spesi 7 milioni per il cartellino di Aaron Ramsey. Se c’è, infatti, un club che crede veramente nella politica del vivaio questi sono i Gunners di Arsène Wenger, manager della squadra londinese dal 1996 e con un futuro in società dietro una scrivania. In questi anni ha vinto 3 campionati, 4 FA Cup e 4 Community Shield, centrando il double nel ’98 e nel 2002; in mezzo anche una finale di Champions persa contro il Barcellona. L’Arsenal è uno dei club più importanti al mondo, con uno stadio di proprietà, tifosi fedeli al di là del bene e del male e un progetto che si basa sui giovani e la loro valorizzazione. Wenger non è uno di quegli allenatori che costringe il club a fare sacrifici economici e se qualcuno s’infortuna pesca nel settore giovanile. Fabregas, Walcott, Vela, Ramsey, Nasri, Wilshere, Bendtner, Song, Djorou e Diaby sono solo alcuni dei nomi dei tanti lanciati dall’Arsenal, senza contare che in Premier League militano più di 40 calciatori provenienti dal suo vivaio; vorrà pur dire qualcosa. In pratica, quello che una squadra italiana spesso spende per un giocatore over 30 i Gunners lo investono su un giovane di belle speranze che li renderà competitivi e che quando sarà ceduto, vedi Adebayor, arricchirà il club.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-3873396116389064520?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.uefa.com' title='Il fair play finanziario / Il Calcio Illustrato'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/3873396116389064520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=3873396116389064520&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/3873396116389064520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/3873396116389064520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/03/il-fair-play-finanziario-il-calcio.html' title='Il fair play finanziario / Il Calcio Illustrato'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-1767112167763386481</id><published>2010-03-18T10:30:00.002+01:00</published><updated>2010-03-18T10:33:26.467+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Una Rimet è per sempre / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.calshop.biz/diario/wp-content/uploads/2006/07/4-3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 285px;" src="http://www.calshop.biz/diario/wp-content/uploads/2006/07/4-3.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’assegnazione della nona edizione della Coppa del Mondo premiò il Messico che era in gara con l’Argentina. Il Paese centroamericano, al momento di decidere, fu considerato socialmente e politicamente più stabile e alle Olimpiadi del ’68, che con la strage di studenti in Piazza delle Tre Fontane dimostrarono drammaticamente il contrario, si aggiunsero i Mondiali del 1970.&lt;br /&gt;Se il Sudamerica registrava il crollo tecnico dell’Argentina, l’Europa doveva fare i conti con le assenze di Francia, ormai decaduta, Spagna, che non seppe trovare ricambi agli assi del Real d’oro, e Ungheria, il cui vivaio era drammaticamente prosciugato.&lt;br /&gt;In compenso c’era l’Inghilterra, di diritto in quanto campione in carica, e l’Italia di Ferruccio Valcareggi, che era riuscito ad amalgamare un’ottima generazione di talenti capace di vincere l’Europeo due anni prima, l’unico conquistato dagli azzurri ancora oggi.&lt;br /&gt;Facile il girone di qualificazione con Galles e Germania Est, e abbordabile quello di Puebla e Toluca che gli azzurri vinsero battendo la Svezia e pareggiando contro Uruguay e Israele.&lt;br /&gt;Dopo edizioni rissose e tecnicamente poco avvincenti come quelle del ’62 e del ’66, il Mondiale del ’70 riuscì nello spettacolo a esprimere il miglior calcio delle diverse scuole continentali. Molto combattuto il gruppo con Brasile e Inghilterra, nel cui scontro è stata registrata quella che è considerata la parata più bella di tutti i tempi di Banks su Pelé. Urss e Messico dominarono il gruppo 1, Germania Ovest e il Perù di Cubillas il gruppo 4.&lt;br /&gt;Nei quarti di finale all’Italia toccano i padroni di casa del Messico, travolti 4-1, mentre il Brasile elimina il Perù, mai veramente in partita, l’Uruguay l’Urss, e la Germania Ovest si vendica dell’Inghilterra, con rete di Müller ai supplementari.&lt;br /&gt;Le semifinali, Italia-Germania Ovest e Brasile-Uruguay, dimostrano il valore della competizione con ben sette titoli iridati in campo. I verdeoro strapazzano la Celeste, mentre all’Azteca di Città del Messico si compie il capolavoro di una generazione, non solo calcistica.&lt;br /&gt;L’Italia sparagnina e con la staffetta Mazzola-Rivera passa all’8’ con Boninsegna e si mette in difesa, una spallata di Rosato costringe Beckenbauer a giocare col braccio appeso al collo, ma al 91’ (tempo scaduto, visto che non esisteva il recupero), Schnellinger segna il pareggio e porta due nazionali stanchissime ai supplementari. Con le squadre lunge ne viene fuori quella che è passata alla storia come la “partita del secolo” e il 4-3 finale di Rivera scatena in patria una festa di popolo mai vista prima.&lt;br /&gt;In finale, però, il Brasile dei cinque numeri 10 vince 4-1 e si aggiudica per sempre la Coppa Rimet.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Il Brasile dei numeri 10 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;I verdeoro che si presentano a Mexico ’70 sono un’affascinante scommessa i cui semi erano stati gettati da Joao Saldanha, successore di Vicente Feola, esonerato dopo il fiasco inglese. Con una Nazionale da ricostruire, soprattutto nella carta d’identità, e un Pelé impegnato a promuovere la propria immagine e gettare le basi del proprio futuro senza calcio, Saldanha pensò bene d’inserire in squadra anche Tostao, funambolo dai piedi sapienti e dall’eccezionale senso del gol, spinto anche dai media locali. Il Brasile nel girone di qualificazione segnò la bellezza di 23 reti, 10 delle quali erano di Tostao e 6 di Pelé. Silurato senza motivo Saldanha, il nuovo Ct Zagallo proseguì sulla stessa strada mettendosi in testa di far giocare i cinque numeri 10 più forti del Brasile: Pelé, Santos, Tostao, Cruzeiro, Gerson, San Paolo, Jairzinho, Botafogo, e Rivelino, Corinthians; a ben guardare la migliore espressione del calcio paulista. La loro intelligenza tattica fece il resto con Pelé trequartista, Tostao centravanti, Jairzinho ala destra, Gerson regista e Rivelino tornante di sinistra. Il risultato? Il Brasile vinse tutte le partite, come in una marcia trionfale, segnando 19 reti e subendone 7, anche se il cannoniere principe fu Muller con 10.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; I sei minuti che sconvolsero l’Italia &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;L’avventura italiana in Messico sembrava ben preparata, con una squadra legata al Ct Valcareggi grazie anche alla vittoria di due anni prima nell’Europeo. Di quella spedizione fece anche parte Walter Mandelli, presidente del Settore tecnico, voluto da Franchi per “proteggere” il Commissario tecnico ed evitare che si ripetesse un altro caso Fabbri. Sarà lui l’uomo dello scandalo e non sappiamo quanto consapevolmente. Fatto sta che Rivera aveva preso come un affronto personale l’esclusione di Lodetti dai 22 e respirava puzza di bruciato, sbottando con i giornalisti alla vigilia della manifestazione nell’hotel di Città del Messico. Vero è che mentre difesa e centrocampo preferivano Mazzola, gli attaccanti tifavano per il milanista. Insomma, era la solita lotta fratricida tra due primedonne di due grandi club italiani, con l’aggiunta che Mandelli s’era legate al dito le dichiarazioni pubbliche di Rivera. Questi gioca 45’ minuti contro Israele, altrettanti con il Messico e i tre quarti della partita del secolo. Ma col Brasile andrà in campo solo nei sei minuti finali, scatenando l’ira popolare contro Mandelli. Si vociferò che dopo l’1-1 del primo tempo si volesse privare il milanista dell’eventuale vittoria sul campo: una follia pagata cara.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Città del Messico, 21 giugno 1970 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stadio Azteca&lt;br /&gt;BRASILE-ITALIA 4-1&lt;br /&gt;Reti: 18’ Pelé (B), 37’ Boninsegna (I), 66’ Gerson (B), 71’ Jairzinho (B), 86’ Carlos Alberto (B)&lt;br /&gt;Brasile: Felix, Carlos Alberto, Everaldo, Clodoaldo, Piazza, Brito, Jairzinho, Gerson, Tostao, Pelé, Rivelino. Ct: Zagallo.&lt;br /&gt;Italia: Albertosi, Burgnich, Facchetti, Bertini (74’ Juliano), Rosato, Cera, Domenghini, Mazzola, Bonsinsegna (84’ Rivera), De Sisti, Riva. Ct: Valcareggi.&lt;br /&gt;Arbitro: Glöckner (Germania Est)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-1767112167763386481?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='Una Rimet è per sempre / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/1767112167763386481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=1767112167763386481&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1767112167763386481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1767112167763386481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/03/una-rimet-e-per-sempre-il-brivido.html' title='Una Rimet è per sempre / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-6951921049907160824</id><published>2010-03-17T09:25:00.002+01:00</published><updated>2010-03-17T09:30:13.007+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Le aquile che non volano mai / Linea Bianca</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.iffhs-media.de/9-Africa/9-Africa-57.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 600px; height: 359px;" src="http://www.iffhs-media.de/9-Africa/9-Africa-57.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nascere il 25 dicembre e chiamarsi Emmanuel, “Dio è con noi”, è qualcosa di più che una banale casualità, è come se il destino si fosse divertito a tracciare un cammino prestabilito verso l’alto dei cieli.&lt;br /&gt;Emmanuel Amunike l’alto dei cieli spera di raggiungerlo più tardi possibile e dopo aver lasciato il calcio giocato, nel 2004, si è seduto in panchina. Oggi, a 39 anni, è l’allenatore degli Ocean Boys F.C., squadra della Nigerian Premier League.&lt;br /&gt;Il suo nome e il suo volto è di quelli che non puoi scordare, soprattutto se sei italiano e appassionato di football. È stato l’ala di quella Nigeria che nel ’94 vince a sorpresa il gruppo D dei Mondiali statunitensi, è stato l’uomo che ha messo all’angolo l’Italia di Sacchi negli ottavi di finale, è stato il gol che nel ’96 regalò l’oro olimpico alle aquile nigeriane e al calcio africano.&lt;br /&gt;Quando il sorpasso sembrava imminente, quando sul continente culla dell’uomo pareva sorgere l’alba di un nuovo Eldorado pallonaro.&lt;br /&gt;Il football sa regalare certi momenti, con una predestinazione quasi imbarazzante. La Nigeria che si rivela nel primo mondiale a stelle e strisce, fa esperienza, matura e sempre con un tecnico olandese, due anni dopo, si arrampica sul tetto del mondo vincendo le Olimpiadi, conquistando la medaglia d’oro dopo aver battuto Brasile e Argentina, come in un sogno, come l’Italia di Bearzot.&lt;br /&gt;Era l’82, Amunike aveva solo dodici anni, e il calcio africano si rivelò al mondo: Camerun e Algeria fecero parlare di sé contro Italia e Germania Ovest. Quattro anni dopo toccò al Marocco mettere in fila Inghilterra, Polonia e Portogallo, per poi fermarsi contro la punizione di Matthäus, negli ottavi di finale. Nel ’90, in Italia, l’exploit del Camerun che raggiunge i quarti di finale e si arrende all’Inghilterra, in una magnifica partita che finisce 2-3 ai supplementari.&lt;br /&gt;Nel ’94 Emmanuel Amunike ha ventiquattro anni ed è titolare della Nigeria che si qualifica per i campionati del mondo. Gli occhi sono, erroneamente, puntati sulla Colombia, c’è chi la da addirittura come possibile finalista, ma i sudamericani sono un flop clamoroso, mentre le aquile nigeriane umiliano Bulgaria e Grecia, piegandosi solamente all’Argentina, dopo avergli messo paura, e vincendo il girone.&lt;br /&gt;Il sorteggio le mette di fronte alla criticatissima Italia di Arrigo Sacchi e proprio Amunike, al 25’, segna la rete che spalanca le porte dell’inferno azzurro, inferno dal quale ci tirerà fuori Roberto Baggio più che gli schemi e le idee sacchiane.&lt;br /&gt;L’Italia vola in finale, che perderà ai rigori, ma la Nigeria resta impressa nella memoria di molti, così come i suoi giocatori più rappresentativi. S’inizia a parlare di calcio africano come calcio del futuro, là dove la forza fisica e la resistenza sposano il talento e la disciplina tattica, quando riesce. Rashidi Yekini, già capocannoniere del campionato portoghese col Vitoria Setubal, Finidi George, che giocava nell’Ajax, Daniel Amokachi, che quell’estate passa dal Bruges all’Everton, Jay-Jay Okocha, colonna dell’Eintracht Francoforte, Sunday Oliseh, che arriva alla Reggiana dallo Standard Liegi, ed Emmanuel Amunike, che sbarca in Europa allo Sporting Lisbona, sono le facce di quel miraggio, un miraggio che durerà a lungo e che ancora oggi qualcuno è pronto a riesumare alla prima falsa apparizione dell’oasi.&lt;br /&gt;Senza dimenticare le tristi penne assoldate dai mercanti di giocatori, le quali peroravano la causa per aprire le porte di un nuovo bazar che non ha mai dato frutti maturi in quantità, almeno non quanti le promesse.&lt;br /&gt;Così, la Nigeria, che nel ’94 aveva vinto la Coppa d’Africa e che aveva messo paura all’Argentina e all’Italia, si presenta alle Olimpiadi del ’96 con importanti credenziali che, però, vengono snobbate. Brasile, Argentina, Portogallo e Italia hanno il vento in poppa degli allibratori, soprattutto le due sudamericane con Ronaldo, Roberto Carlos, Crespo e Zanetti.&lt;br /&gt;Nella ricorrenza del centenario dei Giochi moderni Atlanta e la Coca Cola vincono il barrage contro Atene all’insegna di un colossale affare in cui tutto è votato allo show e allo sfruttamento commerciale. Sono anche le Olimpiadi dell’attentato ordito da Eric Robert Rudolph in nome di un sedicente ultracristianesimo contro il “regime” di Washington, che uccise due persone e ne ferì undici senza riuscire a interrompere la manifestazione.&lt;br /&gt;È una Nigeria diversa rispetto a quella di due anni prima, ai conosciuti Oliseh, Okocha, Amokachi e Amunike, si aggiungono Babayaro, West, Babangida, Ikpeba e Kanu.&lt;br /&gt;Nel gruppo D (come destino) il Brasile perde la prima contro il Giappone, mentre le aquile africane battono l’Ungheria di misura. È solo un assaggio che mette in evidenza un nuovo giovane talento: Nwankwo Christian Kanu, nemmeno ventenne e già in forza all’Ajax, che non se ne fa sfuggire uno.&lt;br /&gt;Anche il Giappone si piega alla Nigeria, mentre i brasiliani iniziano a scaldarsi con un trio da paura: Ronaldo, Juninho e Bebeto, fresco campione del mondo. Ronaldo decide anche lo scontro diretto, mentre nel gruppo C l’Italia di Pagliuca e Cannavaro, Nesta e Tommasi, affonda contro Messico e Ghana.&lt;br /&gt;Per capire l’importanza e l’autorevolezza del trionfo nigeriano basterebbe guardare la griglia dei quarti di finale, più che un’olimpiade pare un mondiale Under 23, ci sono tutte le squadre più forti. Argentina e Brasile per il Sudamerica, Spagna, Portogallo e Francia per l’Europa, Ghana e Nigeria per l’Africa, con l’incognita Messico che si arrende sotto i colpi di Okocha e Babayaro.&lt;br /&gt;Tabellone alla mano la finale annunciata è Argentina-Brasile, una finale attesa da tutti che darebbe lustro al torneo di calcio, spesso ai margini dei giochi, quasi sopportato in quanto massima espressione dello sport professionistico. Le semifinali mettono di fronte Portogallo-Argentina e Nigeria-Brasile, per i bookmaker non c’è storia, dimenticando che il Dio Eupalla è dispettoso e imprevedibile.&lt;br /&gt;Crespo, capocannoniere a pari merito con Bebeto, spiana la strada alla Seleccion, ma tra Nigeria e Brasile succede di tutto. I verdeoro vanno sul 3-1, Ikpeba e Kanu al 90’ pareggiano i conti. Al Davide nigeriano bastano poi quattro minuti per stendere il presuntuoso, e non è la prima volta nella sua storia, Golia brasiliano. Ancora Kanu e il suo golden gol scatena l’ira di Dio: a Brasilia un manipolo di folli assale l’ambasciata nigeriana provocando ingenti danni.&lt;br /&gt;La finale con l’Argentina è un film già visto, con i sudamericani che vanno in vantaggio due volte e due volte si fanno rimontare. Al 71’ entra Amunike al posto di Ikpeba, “Dio è con noi” e anche l’arbitro Collina che convalida in evidente fuorigioco il suo gol: è 3-2, è oro olimpico, è la Nigeria sul tetto del mondo, è il calcio del futuro diventato presente a se stesso, dopo aver battuto le squadre più forti sulla faccia della terra in quel momento.&lt;br /&gt;Dimenticando che la Nigeria ha vinto 3 mondiali Under 17, insieme a 3 secondi posti, e il Ghana 2 con 2 secondi posti, un terzo e un quarto.&lt;br /&gt;Quel trionfo ha rappresentato lo stato di grazia del calcio africano, come un’aquila che resta immobile in cielo sorretta solo dalle correnti ascensionali e dalla sua apertura alare. Nel 2000 toccherà al Camerun di Eto’o la stessa dolce sorte, ai rigori contro la Spagna di Xavi, Gabri e Puyol, ma quell’oro olimpico ha un significato completamente diverso, l’utopia era già stata svelata.&lt;br /&gt;Ai mondiali francesi, infatti, il sogno continua e il miraggio pure. Questa volta è la Spagna a fare da sparring partner alla Nigeria, ma qualcuno inizia ad accorgersi che dietro la forza fisica e il talento individuale manca tutto il resto. Negli ottavi di finale è la Danimarca a spazzare via gli ultimi dettagli con un “imprevedibile” 4-1.&lt;br /&gt;Il calcio africano è alle corde e non ha mantenuto la promessa. Nel 2002 il Senegal eguaglia il Camerun del ’90, dopo aver eliminato Uruguay, Francia e Svezia, perdendo poi contro la Turchia, e nel 2006 il Ghana fa passerella negli ottavi di finale contro il Brasile.&lt;br /&gt;Il miraggio del calcio del futuro è stato creato ad arte anche da Joseph Blatter che con i voti delle federazioni africane è riuscito a tramandare se stesso oltre ogni aspettativa. Con il Mondiale sudafricano ha raggiunto l’apice di quella strategia, che dovrebbe dare i suoi frutti con una nuova rielezione nei giorni della diciannovesima edizione della coppa del mondo.&lt;br /&gt;La presenza di sei formazioni africane, Algeria, Camerun, Costa d’Avorio, Ghana, fresco campione del mondo Under 20, Nigeria e Sudafrica, n’è il corollario. A loro spetterà dimostrare che il calcio africano non è quella promessa mancata, quel miraggio creato ad hoc, non è solo il mercato nel quale attingere, non è più continente a cui rubare i ragazzini per poi pentirsi e tornare a fondare scuole che, ad ora, non stanno dando alcun risultato.&lt;br /&gt;Solo la Nigeria e l’Algeria, al momento, hanno un Ct autoctono, gli altri sono francesi, brasiliani e bosniaci. Cosa c’entra? Con le dovute differenze è come se si trattasse di un neocolonialismo pedatorio, come se le nazionali che vanno per la maggiore non avessero ancora la capacità di autogovernarsi, come se il meglio del calcio africano, per mostrarsi, dovesse indossare vestiti europei e sudamericani.&lt;br /&gt;I Mondiali sudafricani rappresentano l’ultima chiamata, la grande occasione per dimostrare a tutti che oltre Samuel Eto’o c’è un mondo. Ma è proprio questo il punto: una scuola africana ancora non esiste e finché non esisterà è difficile parlare di calcio del presente, figuriamoci del futuro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-6951921049907160824?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.liminaedizioni.it/linea-bianca.php' title='Le aquile che non volano mai / Linea Bianca'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/6951921049907160824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=6951921049907160824&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/6951921049907160824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/6951921049907160824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/03/le-aquile-che-non-volano-mai-linea.html' title='Le aquile che non volano mai / Linea Bianca'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-3255757369388913370</id><published>2010-03-15T10:49:00.002+01:00</published><updated>2010-03-15T10:51:22.316+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>La prima volta dei Maestri / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.calcio-giocato.com/immagini/calcio20.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 425px; height: 289px;" src="http://www.calcio-giocato.com/immagini/calcio20.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nel 1966 il calcio torna nella culla che l’ha generato. L’ottava edizione della Coppa del Mondo si gioca così in Inghilterra che si prepara al ruolo da predestinata.&lt;br /&gt;Alfred Ramsey aveva portato l’Ipswich Town dalle serie minori alla conquista del campionato e fu chiamato a guidare la Nazionale, promettendo lacrime e sangue e disegnando quel 4-4-2 che farà la fortuna del calcio inglese a livello di club, dopo l’unica vittoria iridata.&lt;br /&gt;Una vittoria sulla quale pesano, come altre volte, le decisioni arbitrali, sia nel match rissa contro l’Argentina che nella finale contro al Germania Ovest. La palla di Hurst, per chi ancora avesse dei dubbi, sbatte sulla traversa e poi torna in campo e non in gol, come invece sancisce l’arbitro svizzero Dienst. Errore che butta nello sconforto i tedeschi, consapevoli di essere diventati vittime sacrificali tanto da subire il 4-2 finale dallo stesso Hurst.&lt;br /&gt;È un Mondiale bello solo nel finale grazie, soprattutto, al Portogallo di Eusebio, vera grande rivelazione che raggiungerà uno storico terzo posto.&lt;br /&gt;E l’Italia? Il Campionato del Mondo inglese per noi passa alla storia come quello della Corea, sinonimo di umiliazione e vergogna. Nonostante l’ottimo girone di qualificazione.&lt;br /&gt;Da sottolineare la defezione delle squadre africane contro l’iniziale ammissione del Sudafrica, che diserterà di conseguenza, le quali protestavano contro il regime di apartheid.&lt;br /&gt;Gli azzurri hanno un buon vivaio, ma questo è il frutto dei club e non della Federazione che ancora una volta mostrerà la sua pochezza. Finalmente viene scelto un Ct unico, Edmondo Fabbri, capace di portare il Mantova dalla Quarta serie alla A, ispirandosi a un gioco d’attacco arioso e spettacolare. Milan, Bologna e Inter sono i club più forti dove può pescare per costruire una Nazionale di grande spessore, ma ancora una volta le polemiche interne al gruppo, la sua idiosincrasia alla diplomazia e la debolezza di fronte all’opinione pubblica faranno abortire il progetto.&lt;br /&gt;L’Italia vince male col Cile, perde peggio contro l’Urss, nostra bestia nera, e si fa male da sola contro la Corea del Nord zeppa di dilettanti. È la fine dell’ennesima disavventura iridata che costerà a Fabbri un’intera carriera.&lt;br /&gt;Vanno avanti le predestinate, ma nei quarti l’Europa si vendica del trattamento subito in Cile quattro anni prima, a farne le spese questa volta sono l’Uruguay contro la Germania Ovest e l’Argentina contro l’Inghilterra, con Urss e Portogallo a fare da terzi incomodi. Le semifinali sono finalmente delle gran belle partite e la finale disegnata regala gol e spettacolo, insieme con il giallo del non gol di Hurst. I Maestri vincono così quello che ancora oggi è il loro unico mondiale.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Il complotto coreano &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il ritorno in Italia della Nazionale di “Mondino” Fabbri è da tregenda, la partenza viene rinviata ad hoc e non si sa ancora dove sbarcherà l’aeroplano. Quando gli azzurri, però, scendono a Genova, in nottata, li attende comunque una pioggia di pomodori. La Federazione li ha abbandonati ed è partita prim’ancora della sfida contro la Corea del Nord, ma il “nemico pubblico”, per tutti, è il Ct che si nasconderà al mondo per far dimenticare la figuraccia, continuando a pagarne le conseguenze lungo tutta la sua carriera da tecnico. Pensare che prima del Mondiale avrebbe dovuto prendere il posto di Herrera all’Inter e forse sarebbe stato meglio così per tutti. In agosto “Stadio” pubblica le clamorose rivelazioni di nove azzurri, secondo le quali sarebbero stati dopati all’incontrario, cioè in modo da non rendere e da soccombere sotto lo strapotere fisico degli avversari. In realtà, pare, che sia tutto frutto di un lavoro certosino di Fabbri per difendersi dalle accuse, mentre il medico della Nazionale querela. Il Ct subirà anche una commissione d’inchiesta, alla fine di un’incredibile vicenda sportiva che sottolineava la debolezza del calcio azzurro, mentre i nostri club vincevano in Europa e nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; La pantera nera &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Grande rivelazione del Mondiale inglese è il Portogallo di Coluna, Torres ed Eusebio, giocatori di quel Benfica che aveva già vinto la Coppa dei Campioni ed era passata alla storia come una delle squadre più forti di sempre. Sarà proprio il Brasile campione del mondo in carica, lontano da un sano ricambio generazionale e con Pelé ancora una volta infortunato, a farne le spese nel girone di qualificazione, dominato dai lusitani, che faranno di un sol boccone della Corea del Nord nei quarti con un roboante 5-3. Match che, però, mise in evidenza la pochezza difensiva della Nazionale portoghese, sulla quale infierirà anche l’Inghilterra in semifinale. Il Portogallo resta, comunque, una delle più belle sorprese della manifestazione anche dal punto di vista del gioco e con 9 reti Eusebio, definito “la pantera nera”, vince la classifica dei cannonieri. Mozambicano, classe ’42, possedeva una velocità incredibile, correndo in 100 metri in 11”, alla quale sapeva aggiungere dribbling inarrestabili e un fiuto del gol da vero fuoriclasse. Il Benfica lo scoprì giovanissimo e ne fece la sua stella capace di segnare, secondo i suoi agiografi, 744 gol in 716 partite giocate. Logorato da sei operazioni al ginocchio chiuse la sua carriera ad Hong Kong.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Londra, 30 luglio 1966 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stadio Wembley&lt;br /&gt;INGHILTERRA-GERMANIA OVEST 4-2 dts&lt;br /&gt;Reti: 12’ Haller (G.O.), 18’ Hurst (I), 78’ Peters (I), 90’ Weber (G.O.), 101’ e 120’ Hurst (I)&lt;br /&gt;Inghilterra: Banks, Cohen, Wilson, Stiles, J. Charlton, Moore, Ball, Hurst, R. Charlton, Hunt, Peters. Ct: Ramsey.&lt;br /&gt;Germania Ovest: Tilkowski, Höttges, Schnellinger, Beckenbauer, Schulz, Weber, Haller, Seeler, Held, Overath, Emmerich. Ct: Schön.&lt;br /&gt;Arbitro: Dienst (Svizzera)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-3255757369388913370?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='La prima volta dei Maestri / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/3255757369388913370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=3255757369388913370&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/3255757369388913370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/3255757369388913370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/03/la-prima-volta-dei-maestri-il-brivido.html' title='La prima volta dei Maestri / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-3285998512039173820</id><published>2010-03-04T15:05:00.002+01:00</published><updated>2010-03-04T15:08:13.109+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Manè del destino / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.guim.co.uk/sys-images/Football/Pix/pictures/2009/5/21/1242916943271/Garrincha-skins-Welsh-def-001.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 460px; height: 276px;" src="http://static.guim.co.uk/sys-images/Football/Pix/pictures/2009/5/21/1242916943271/Garrincha-skins-Welsh-def-001.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’assegnazione dei Mondiali al Cile è uno di quei misteri della storia del calcio ancora irrisolti. D’altra parte lo sport diventata sempre più popolare, iniziava a generare business e la rassegna iridata era una passerella mediatica ed economica irrinunciabile.&lt;br /&gt;A spingere molto perché la sesta edizione della Coppa del Mondo fosse assegnata al Paese andino fu il Brasile, campione in carica, operazione che gli tornerà indietro con gli interessi, arbitrali, durante il torneo.&lt;br /&gt;Uno dei tornei più brutti e rissosi che si siano mai giocati, dove l’Italia riuscirà a collezionare un’altra figuraccia, cercando di dare tutte le colpe all’arbitro inglese Aston, che favorirà in un match violento i padroni di casa del Cile.&lt;br /&gt;A parole, dopo la mancata qualificazione del ’58, si dice di voler tornare a valorizzare i vivai, ma nella pratica sarà ancora una Nazionale farcita di oriundi, tra cui quell’Altafini già campione del mondo col Brasile quattro anni prima. Solo Rivera e Bulgarelli rappresentano i due diamanti grezzi di un gruppo che di lì a pochi anni vincerà l’Europeo (manifestazione che vede la luce nel 1960) e sarà protagonista al Mondiale messicano.&lt;br /&gt;Il Brasile è il grande favorito, ma rispetto destano la Spagna di Herrera, la solita Germania Ovest, un rinata Ungheria e la Cecoslovacchia del portiere Schroiff. Soprattutto quest’ultima segna un importante spartiacque, espressione di un calcio molto atletico, dove il talento restava nelle retrovie, capace di mettere in fila formazioni più forti sulla carta fino a raggiungere la finale.&lt;br /&gt;Le partite sono molto dure e Pelé s’infortuna lasciando il palcoscenico a Garrincha, che sarà il grande mattatore auriverde.&lt;br /&gt;Gli azzurri pareggiano 0-0 contro la forte Germania Ovest, rivale di sempre, ma perdono la seconda contro il Cile 2-0, finendo in nove contro undici. È passata alla storia come la “partita della vergogna” in cui i giocatori italiani caddero nella trappola della rissa per esserne alla fine travolti. La facile vittoria contro la Svizzera è l’ultimo atto prima del ritorno in patria.&lt;br /&gt;Il Cile frega anche l’Urss nei quarti di finale, dai quali escono vittoriose Jugoslavia, Cecoslovacchia e il Brasile di Garrincha che da solo stende l’Inghilterra. In semifinale i cechi abbattono la Jugoslavia, mentre il Brasile del solito Garrincha, poi espulso, ha ragione dei padroni di casa.&lt;br /&gt;Garrincha riuscirà a giocare la finale al termine di una conduzione arbitrale scandalosa, ma i brasiliani erano stati lo sponsor migliore del Cile iridato, tutto gli era concesso. Anche spalancargli la strada verso il secondo titolo consecutivo, abbattendo la Cecoslovacchia di Masopust grazie ad Amarildo, sostituto di Pelé.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Brasile vecchio fa buon brodo &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il Brasile campione in carica che si presenta in Cile è per la maggior parte la squadra che aveva vinto quattro anni prima, con Mauro e Zozimo al posto di Bellini e Orlando. La vera novità sarà il forfait di Pelé, curato a dovere dai tacchetti avversari, ma Garrincha da una parte e Amarildo dall’altra non lo faranno rimpiangere, regalando al Ct Aimoré Morerira, che aveva sostituito Feola in precaria salute, il titolo di campione del mondo. Rispetto al ’58 il gioco auriverde non era cambiato di molto, dalla Diagonal del ’50 si era passati al 4-2-4 che, grazie all’intelligenza tattica di Zagallo, capace di stare dietro le punte con altrettanta sagacia tattica, diventò un 4-3-3 più facile da assimilare anche dagli Europei, la cui evoluzione tattica languiva, mentre il Catenaccio prendeva sempre più piede in Italia. I Mondiali del ’62 sanciscono, inoltre, con l’avvento delle squadre dell’Est, grazie anche alla nascita del Campionato Europeo per Nazioni (voluto dal francese Henry Delaunay), l’evoluzione atletica del football. In soldoni una squadra poteva sopperire allo scarso talento con preparazioni e prestazioni fisiche mai contemplate sino ad allora. Il Brasile soffrì molto e fu anche molto aiutato dagli arbitri, una stucchevole non notizia che si protrae fino ai giorni nostri.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; L’ennesima figuraccia del calcio italiano &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Messo da parte il Cile, arrabbiato con l’Italia anche per alcuni articoli che avevano sottolineato la situazione difficile del Paese andino, e l’arbitro Aston, antesignano di Moreno, la Nazionale azzurra dal secondo dopoguerra, tragedia di Superga compresa, non riusciva a trovare il bandolo della matassa. Le lotte intestine alla Federazione e tra questa e il Coni, tra grandi club e tra questi e gli altri, avevano spinto il movimento calcistico tricolore in una situazione di stallo che non trovava soluzione. Le continue polemiche e, soprattutto, i continui esperimenti non giovavano alla squadra e la spedizione cilena ne sarà degna dimostrazione. Tutto questo, inoltre, impediva a qualsiasi tecnico di poter appoggiarsi a un blocco e su quello costruire un gruppo solido. Dovendo invece accontentare tutti la Nazionale diventava un mosaico senza capo ne coda e soprattutto incapace di ottenere risultati importanti. Gli oriundi la faranno ancora da padroni per alcuni anni, finché la generazione dei Rivera e dei Mazzola, con Valcareggi in tolda di comando, ci regalerà stagioni di grande prestigio internazionale. Ma fino ad allora saranno solo vacche magrissime, pur disponendo di talenti importanti, spesso male impiegati come accadrà ai Mondiali inglesi del ’66.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Santiago, 17 giugno 1962 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stadio Nacional&lt;br /&gt;BRASILE-CECOSLOVACCHIA 3-1&lt;br /&gt;Reti: 15’ Masopust (C), 17’ Amarildo (B), 68’ Zito (B), 77’ Vavà (B)&lt;br /&gt;Brasile: Gilmar, D. Santos, N. Santos, Zito, Mauro, Zozimo, Garrincha, Didì, Vavà, Amarildo, Zagallo. Ct: Moreira.&lt;br /&gt;Svezia: Schroiff, Tichy, Novak, Pluskal, Popluhar, Masopust, Pospichal, Scherer, Kvasnak, Kadraba, Jelinek. Ct: Vytlacil.&lt;br /&gt;Arbitro: Latishev (Urss).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-3285998512039173820?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='Manè del destino / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/3285998512039173820/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=3285998512039173820&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/3285998512039173820'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/3285998512039173820'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/03/mane-del-destino-il-brivido-sportivo.html' title='Manè del destino / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-5102074787113938401</id><published>2010-02-25T17:55:00.002+01:00</published><updated>2010-02-25T17:58:23.285+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Ho visto un re / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.picturapixel.com/wp-content/uploads/2009/03/pele-ultima-hora-121.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 640px; height: 501px;" src="http://www.picturapixel.com/wp-content/uploads/2009/03/pele-ultima-hora-121.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Alla fine degli anni Cinquanta il calcio è ormai uno sport globale e i Mondiali rappresentano l’evento planetario per eccellenza, al quale nessuno vuole rinunciare.&lt;br /&gt;Il 1958 è l’anno della sesta edizione della Coppa del Mondo che è organizzata dalla Svezia, capace di esprimere anche una delle nazionali più forti di sempre, con campioni già affermati all’estero come il milanista Nils Liedholm.&lt;br /&gt;Un’edizione alla quale partecipano ben 51 federazioni, tra cui per la prima volta l’Unione Sovietica. Tante rappresentative che costringeranno la Fifa a organizzare le qualificazioni su base continentale. Qualificazioni che puniranno due delle nazionali più attese: l’Italia e l’Uruguay, che insieme avevano vinto 4 coppe Rimet.&lt;br /&gt;Non mancheranno, invece, i campioni del mondo in carica della Germania Ovest che confermeranno la loro competitività raggiungendo le semifinali contro la Svezia e poi il quarto posto definitivo.&lt;br /&gt;Ma i Mondiali del ’58 sono, soprattutto, quelli del Brasile e dell’astro nascente Pelé, un ragazzino di 17 anni che metterà il suo sigillo sulla prima affermazione degli auriverde e sulla storia del football.&lt;br /&gt;L’Italia paga le scelte sbagliate della Federazione e un campionato dove gli stranieri, sotto forma di oriundi, impazzano a discapito dei vivai nostrani (vi ricorda qualcosa?), oltre alle solite lotte fratricide tra i grandi club e il fallimento del blocco della Fiorentina, su cui in un primo momento la Nazionale aveva puntato. Portogallo e Irlanda del Nord ci fanno assaggiare la polvere della sconfitta e il fango della mancata qualificazione. L’unica volta, dopo il ’30, in cui gli azzurri non prendono parte ai Mondiali.&lt;br /&gt;In Svezia vengono fuori i padroni di casa, crolla l’Argentina, sorprendono la Francia e il Galles dello juventino Charles. L’Inghilterra continua a raccogliere figuracce, mentre l’Irlanda del Nord raggiunge i quarti di finale dove sarà seppellita dalle reti dell’asso franco marocchino Fontaine.&lt;br /&gt;Il Mondiale è bello e pieno di gol e in semifinale ci arrivano i migliori, registrando la scomparsa dell’Ungheria, privata dalla politica dei suoi campioni più grandi.&lt;br /&gt;Danno spettacolo Svezia-Germania Ovest 3-1 e Brasile-Francia 5-2. Ma è nei quarti contro il Galles che nasce il mito di Pelé autore del gol decisivo che si scioglie in un pianto adolescenziale, raccogliendo le carezze dei compagni.&lt;br /&gt;I sudamericani del Ct Feola sono il risultato di un’importante scrematura e gli undici che vanno in campo sono il meglio del calcio mondiale, con Pelé diamante grezzo che segnerà una doppietta nella finale contro gli svedesi.&lt;br /&gt;Il Brasile si affaccia sulla scena planetaria con una vittoria roboante ed è solo l’inizio di una cavalcata che dura ancora.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; La sinfonia auriverde &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Vicente Feola, Ct del Brasile iridato, è stato un tecnico di grande carattere e acume tattico che schierò i sudamericani con un’evoluzione della Diagonal del ’50, trasformandola in un 4-2-4 sostenuto dalla classe dei singoli interpreti. Dal portiere Gilmar, ai terzini Djalma e Nilton Santos, alle ali Garrincha a destra e Zagallo a sinistra che esaltarono un modulo fondato su schemi rapidi e incisivi, da cui venivano banditi i ricami fini a se stessi, esaltato da interpreti di valore mondiale. Garrincha era poliomielitico e con un’età cerebrale documentata dalla commissione medica pari a 8 anni, ma la sua finta frutto della gamba più corta per la malattia lo trasformò in un giocatore irresistibile che il Brasile ha amato più di Pelé. Ma il giovane attaccante sudamericano era all’inizio di una carriera che lo porterà per sempre sul tetto del mondo, tanto che ancora oggi quando ci si chiede chi sia stato il più forte calciatore di tutti i tempi il suo nome è sempre tra i primi tre, se non il primo. I brasiliani, inoltre, portarono una ventata di novità tattica contro il calcio europeo che si era fossilizzato sul Sistema, ma soprattutto un modo d’interpretare il football sconosciuto alle nostre latitudini: se gli inglesi erano i Maestri, i brasiliani rappresentavano gli allievi capaci di superarli.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Parata di stelle &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La classifica cannonieri dei Mondiali svedesi la vince il francese Just Fontaine, capace di segnare ben 13 gol. Nato in Marocco nel ’33 da padre francese si rivelò al calcio nell’Unione Sportive Marocaine, da qui lo prelevò l’Olympique Nizza, ma è nello Stade Reims che conquistò la Nazionale. Alla vigilia della Coppa del Mondo vince lo scudetto e si guadagna la maglia da titolare della Francia, fraseggiando insieme a un altro grande del calcio transalpino Rayomd Kopa. Da il meglio di sé da mezzapunta e con 13 reti in 6 partite ha stabilito un record ancora oggi ineguagliato. Una frattura alla tibia lo allontanerà dai campi di gioco a soli 27 anni. Ma i Mondiali del ’58 sono anche quelli degli svedesi Gren, Liedholm, Hamrin, Skoglund, dei tedeschi Schäfer, Seeler e Rahn, dello jugoslavo Veselinovic, del gallese Charles, senza dimenticare il brasiliano Altafini, passato agli almanacchi come “Mazola”, per la somiglianza con il mitico Valentino Mazzola. Una manifestazione ricca di stelle, gol e spettacolo che aggiungerà lustro allo sport più popolare, lanciato verso i Sessanta con l’asso degli assi, quel Pelé che giocherà tutta la vita nel Santos vincendo e segnando più di mille gol, per oltre un decennio lui sarà il futbol.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Stoccolma, 26 giugno 1958 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stadio Rasunda&lt;br /&gt;BRASILE-SVEZIA 5-2&lt;br /&gt;Reti: 3’ Liedholm (S), 9’ e 32’ Vavà (B), 55’ Pelé (B), 68’ Zagallo (B), 80’ Simonsson (S), 90’ Pelé (B)&lt;br /&gt;Brasile: Gilmar, D. Santos, N. Santos, Zito, Bellini, Orlando, Garrincha, Didì, Vavà, Pelé, Zagallo. Ct: Feola.&lt;br /&gt;Svezia: Svensson, Bergmark, Axbom, Börjesson, Gustavsson, Parling, Hamrin, Gren, Simonsson, Liedholm, Skoglund. Ct: Raynor.&lt;br /&gt;Arbitro: Guigue (Francia).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-5102074787113938401?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='Ho visto un re / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/5102074787113938401/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=5102074787113938401&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/5102074787113938401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/5102074787113938401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/02/ho-visto-un-re-il-brivido-sportivo.html' title='Ho visto un re / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-9097667601377562613</id><published>2010-02-17T15:17:00.002+01:00</published><updated>2010-02-17T15:21:34.051+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Giallo mondiale / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://m.blog.hu/ns/nst/image/pote/bern_1954/Bern_Fritz_Walter.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 300px;" src="http://m.blog.hu/ns/nst/image/pote/bern_1954/Bern_Fritz_Walter.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’organizzazione dei Mondiali del ’54 è affidata alla Svizzera, considerata dalla Fifa il paese europeo più affidabile sotto il profilo finanziario, anche se la manifestazione non sarà impeccabile.&lt;br /&gt;L’Italia arriva al torneo con Lajos Czeizler in panchina, dopo aver cambiato più volte, e senza le idee chiare. Inizialmente il Ct aveva scelto il blocco della Fiorentina, squadra emergente del campionato italiano, ma dovette desistere, complice anche il poco carattere, sotto le pressioni degli squadroni del nord. Il risultato fu una squadra senza capo né coda che vinse contro il Belgio e perse malamente due volte contro i padroni di casa, i quali con Rappan attuavano alla perfezione il verrou o catenaccio che dir si voglia.&lt;br /&gt;Si conferma l’Uruguay, in positivo, l’Inghilterra, in negativo, e l’Ungheria sfoggia tutto il talento a disposizione, mentre la Germania Ovest gioca d’astuzia e inizia un’ascesa che dura ancora.&lt;br /&gt;La manifestazione è bella, con tanti gol, spettacolo e fuoriclasse d’ogni dove. I brasiliani schierano i due favolosi terzini Djalma e Nilton Santos, soprannominato “A Enciclopedia”, il regista Didì e la fantasmagorica ala Julinho che vincerà lo scudetto con la Fiorentina. Ma sono i campioni ungheresi a spopolare: da Puskas a Hidegkuti, da Czibor a Kocsis, cannoniere con 11 reti.&lt;br /&gt;La partita più bella dei quarti di finale è Austria-Svizzera che finisce 7-5. L’Uruguay di Schiaffino, campione in carica, strapazza l’Inghilterra 4-2. La Germania Ovest supera la Jugoslavia 2-0. L’Ungheria batte il Brasile 4-2, con rissa finale e una bottiglia che si disintegra sulla testa di Puskas, già curato a dovere dalle riserve tedesche nella fase a gironi.&lt;br /&gt;In semifinale la Celeste vende cara la pelle costringendo Kocsis e compagni ai supplementari, mentre i tedeschi umiliano 6-1 l’Austria e quello che resta del Wunderteam, cioè niente.&lt;br /&gt;A Berna, il 4 luglio, Sebes commette il peccato originale schierando il fuoriclasse Puskas infortunato, succederà ancora e sempre con lo stesso risultato.&lt;br /&gt;L’Ungheria va sul 2-0 in otto minuti, inizia a sbagliare gol facili e in altri otto minuti la Germania Ovest pareggia per poi segnare il gol decisivo a sei dalla fine con Rahn. I tedeschi, sotto una pioggia battente, erano venuti fuori alla distanza, con un’impressionante forma fisica che lascerà più di un dubbio.&lt;br /&gt;L’Ungheria ha sprecato l’unica occasione che la storia gli ha concesso, mentre i tedeschi hanno iniziato allora a primeggiare senza mai smettere, con alti e bassi. Fritz Walter, Rahn, Liebrich e Posipal, insieme al Ct Herberger, gli uomini più di quella Nazionale.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Prima e doping &lt;/B&gt;&lt;br /&gt;La Grande Ungheria da alcuni è stata definita la squadra più forte di tutti i tempi e dopo la sconfitta mondiale furono in molti a dubitare dell’affermazione tedesca. Anche perché una settimana dopo la finale ben cinque giocatori vennero colpiti da un morbo itterico dalle pesanti conseguenze, tanto da costringerli all’abbandono temporaneo dell’attività. Fatto che pareva confermare il dubbio di doping massiccio cui sarebbero stati sottoposti prima di affrontare i forti ungheresi. Si disse e si scrisse di tutto. Prima che l’avevano preso nel ritiro, ma il direttore dell’albergo s’infuriò per l’accusa, lamentandosi direttamente con la Federazione tedesca, e discolpandosi facendo presente che nessuno aveva contratto l’itterizia fuorché i componenti lo staff della Nazionale. Anche le uscite post mondiali tendevano ad offuscare le immagini del trionfo, tanto da costringere i giornalisti tedeschi a più di una spiegazione e ad accusare gli austriaci di aver messo in giro le voci infamanti. L’itterizia colpì, tra gli altri, il Ct Herberger. Lo stesso Gianni Brera difese a più riprese il trionfo teutonico, vedendo nel vivaio e nella civiltà sportiva dei tedeschi il nous di un successo duraturo, tanto da farne una delle nazionali più competitive di sempre.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Il centravanti arretrato &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;L’Ungheria arrivò alla finale di Berna dopo 50 partite senza sconfitta. Il Ct Sebes adottava il Sistema ma sia lo schieramento difensivo che quello offensivo erano schierati a M con Hidegkuti nel ruolo di centravanti arretrato, mentre Puskas e Kocsis fungevano da punte avanzate. Era la massima espressione tattica del calcio dell’epoca, con la palla che per la prima volta era lanciata negli spazi all’interno di un meccanismo, quasi, perfetto. Tre terzini puri, due mediani esterni a centrocampo, due ali in aiuto e, come detto, un centravanti arretrato che fungeva quasi da trequartista capace di esaltare le doti d’inserimento delle due punte più avanzate. La cortina di ferro farà calare il sipario su una fantastica generazione di calciatori capaci di dare il meglio di sé in Nazionale e nella Honved. Alcuni scapparono in Occidente e trovarono ospitalità nella Spagna franchista, chi come Kubala al Barcellona, chi come Puskas al Real Madrid, dopo aver svernato in Italia. Anche Kocsis, il cannoniere dei Mondiali, andò al Barcellona, con cui vincerà due campionati. Considerato il colpitore di testa più forte di tutti i tempi era nato nel ’29 ed era cresciuto nelle giovanili del Ferencvaros per passare poi alla Honved costruita su indicazioni del regime comunista, dalla quale fuggirà nel ’56 dopo la fallita rivoluzione antisovietica.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Berna, 4 luglio 1954 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stadio Wankdorf&lt;br /&gt;GERMANIA OVEST-UNGHERIA 3-2&lt;br /&gt;Reti: 6’ Puskas (U), 8’ Czibor (U), 10’ Morlock (GO), 18’ e 84’ Rahn (GO)&lt;br /&gt;Germania Ovest: Turek, Posipal, Kohlmeyer, Eckel, Liebrich, Mai, Rahn, Morlock, O. Walter, F. Walter, Schäfer. Ct: Herberger.&lt;br /&gt;Ungheria: Grosics, Buzansky, Lantos, Bozsik, Lorant, Zakarias, Czibor, Kocsis, Hidegkuti, Puskas, Toth I. Ct: Sebes.&lt;br /&gt;Arbitro: Ling (Inghilterra)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-9097667601377562613?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='Giallo mondiale / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/9097667601377562613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=9097667601377562613&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/9097667601377562613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/9097667601377562613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/02/giallo-mondiale-il-brivido-sportivo.html' title='Giallo mondiale / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-1222952848301172627</id><published>2010-02-11T09:51:00.003+01:00</published><updated>2010-02-11T09:56:04.817+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>La bella e la beffa / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_E0dQC6aLJZU/SEO703LxT_I/AAAAAAAABQw/rmH5PUhWpJc/s320/mondiali%2B1950.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 223px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_E0dQC6aLJZU/SEO703LxT_I/AAAAAAAABQw/rmH5PUhWpJc/s320/mondiali%2B1950.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dodici anni, tanti ne passarono tra i Mondiali del ’38 e quelli del ’50, nel mezzo la follia e i milioni di morti della Seconda guerra mondiale. E se prima il calcio era servito per affermare la propria superiorità politica, oltre ché sportiva, nel dopoguerra diventava strumento di riappacificazione, dimenticando, in entrambi i casi, che è solo un gioco nel quale undici giocatori cercano di prevalere sugli altri undici. La Fifa assegna al Brasile l’organizzazione, premunendosi contro eventuali forfait e istituendo un rimborso spese per le federazioni che parteciperanno. L’eccesso di zelo, però, porterà a una formula assurda con solo gironi all’italiana, anche per assegnare la coppa e solo per caso Uruguay-Brasile sarà l’ultima partita, potendola così considerare la finale.&lt;br /&gt;Vittorio Pozzo esce di scena dopo le deludenti Olimpiadi del ’48 e al suo posto s’insedia una commissione tecnica guidata dal dirigente granata Ferruccio Novo che forgia la Nazionale sul blocco del Grande Torino. La tragedia di Superga a circa un anno dal Mondiale manderà in frantumi i sogni di gloria azzurri e relegherà nella leggenda una delle squadre più forti mai viste all’opera, con Valentino Mazzola indimenticabile icona.&lt;br /&gt;Tragedia che peserà come un macigno sulla spedizione azzurra. Nessuno, infatti, se la sentì di costringere i giocatori a prendere l’aereo, optando per la nave che impiegò 16 giorni di viaggio, durante i quali la Nazionale provò ad allenarsi. I risultati furono conseguenti a una scelta scellerata.&lt;br /&gt;L’Italia perde contro la forte Svezia e vince contro il Paraguay (che incontrerà nuovamente in Sudafrica dopo sessant’anni), ma è fuori.&lt;br /&gt;In Brasile mancano la forte Argentina, l’Austria, la fortissima Ungheria e l’Urss, mentre l’Inghilterra dei Maestri, alla sua prima partecipazione, è umiliata dagli Stati Uniti e dalla Spagna.&lt;br /&gt;I padroni di casa sono i vincitori designati, anche se il pareggio con la Svizzera è un campanello d’allarme che nessuno vuole ascoltare.&lt;br /&gt;Nel girone finale il Brasile di Ademir, cannoniere con 9 reti, domina la scena rifilando 7 gol alla Svezia e 6 alla Spagna. La gara con l’Uruguay viene posticipata per motivi d’incasso e per tutti è una semplice formalità. La Celeste guidata dal mitico Obdulio Varela subisce il vantaggio di Friaça, ma resta in partita e con due contropiedi manda in rete Schiaffino e Ghiggia ribaltando la storia e spingendo nel dramma un popolo intero. Sugli spalti del Maracana ci sono 200.000 spettatori che piangono, mentre alcuni muoiono d’infarto.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Il trionfo del Catenaccio &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Premesso che il Catenaccio è stata un’invenzione di Karl Rappan come Ct della Svizzera, quello messo in campo dall’allenatore della Celeste, Juan Lopez, era in realtà il Metodo rivisto e corretto: con Tejera, terzino volante che fungeva costantemente da stopper, e Matias Gonzalez che faceva il libero ante litteram. Varela, centromediano di eccelso valore, chiudeva ogni accesso all’area di rigore, rilanciando l’azione per gli interni Perez e Schiaffino. Nella finale, con una serie di meccanismi a scalare, l’ala Moran (felice intuizione di Lopez) e il centravanti Miguez arretravano risucchiando i terzini brasiliani per poter lanciare Ghiggia e, appunto, Schiaffino, che risulteranno determinanti. Fu così che il Davide uruguaiano riuscì a battere il Golia brasiliano, anche se l’Uruguay venne sottovalutata nella forza e negli uomini, considerandola erroneamente priva di fuoriclasse. La vera novità tattica fu, però, la Diagonal brasiliana, una variazione del Sistema con i quattro centrocampisti disposti a rombo e il centravanti arretrato così come l’interno sinistro per scambiarsi negli inserimenti in area. Un modulo arioso che sapeva esaltare le qualità tecniche dei brasiliani, ma al tempo stesso un gigante dai piedi d’argilla che crollò sotto le ripartenze uruguaiane.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Schiaffino e i suoi fratelli &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Juan Alberto Schiaffino, classe 1925, era un regista sobrio e sagace che sapeva far girare la palla come pochi altri. Doti tecniche notevoli e un tiro mortifero lo incoronarono cannoniere della Celeste iridata con 6 reti. Esordì in Nazionale a vent’anni, vinse 3 campionati col Penarol e altrettanti col Milan per finire la carriera nella Roma. Alla Roma arrivò anche Ghiggia dopo aver scontato una squalifica di tre anni per aver messo al tappeto un arbitro. In giallorosso vinse la Coppa delle Fiere, passato al Milan conquistò uno scudetto, totalizzando anche 5 presenze con la Nazionale italiana. Grande trascinatore, però, era Obdulio Jacinto Varela, campione del mondo a 33 anni. Centromediano dalla grinta straordinaria, fu il grande trascinatore della formazione di Lopez. Un allenatore in campo più bravo a rilanciare l’azione che nei compiti di filtro. Vinse 6 campionati col Penarol e ha giocato 52 partite con la Nazionale. Il Ct iridato, Juan Lopez, aveva 42 anni, un passato nelle categorie minori ed era stato campione di canottaggio. Da due stagioni allenava il Racing Montevideo e da tre l’Uruguay, sulla cui panchina rimase fino agli anni Sessanta, centrando la qualificazione a Cile ’62, paese nel quale si fermò per poi tornare come assistente dei Commissari tecnici.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Rio de Janeiro, 16 luglio 1950 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stadio Maracana&lt;br /&gt;URUGUAY-BRASILE 2-1&lt;br /&gt;Reti: 47’ Friaça (B), 66’ Schiaffino (U), 79’ Ghiggia (U)&lt;br /&gt;Uruguay: Maspoli, M. Gonzales, Tejera, Gambetta, Varela, R. Andrade, Ghiggia, Perez, Miguez, Schiaffino, Moran. Ct: Lopez.&lt;br /&gt;Brasile: Barbosa, Augusto, Juvenal, Bauer, Danilo, Bigode, Friaça, Zizinho, Ademir, Jair, Chico. Ct: Costa.&lt;br /&gt;Arbitro: Reader (Inghilterra)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-1222952848301172627?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='La bella e la beffa / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/1222952848301172627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=1222952848301172627&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1222952848301172627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1222952848301172627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/02/la-bella-e-la-beffa-il-brivido-sportivo.html' title='La bella e la beffa / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_E0dQC6aLJZU/SEO703LxT_I/AAAAAAAABQw/rmH5PUhWpJc/s72-c/mondiali%2B1950.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-1547174728004326038</id><published>2010-02-10T18:31:00.003+01:00</published><updated>2010-02-10T18:36:43.817+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><title type='text'>L’Académie di Sol Beni / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.spox.com/de/daten/pics/fussball/bilder/spieler/gross/3985.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 500px;" src="http://www.spox.com/de/daten/pics/fussball/bilder/spieler/gross/3985.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Abidjan sorge sul mare e a questo deve gran parte della sua fortuna economica che l’ha resa de facto la capitale della Costa d’Avorio, anche se quella ufficiale è Yamoussoukro.&lt;br /&gt;Qui, nel ’48, è nata l’ASEC Mimosas, la squadra più amata dagli ivoriani, e sempre qui, negli anni Novanta, è nato un sogno: l’Académie, dove si studiava, si mangiava, si dormiva e si giocava a calcio.&lt;br /&gt;Dall’Académie sono usciti quasi tutti i calciatori più famosi della Costa d’Avorio, che oggi giocano nei club europei, come Kolo e Yaya Touré, Eboué, Salomon Kalou, Zokora, Boka e Bakary Koné, molti dei quali colonne della Nazionale.&lt;br /&gt;“Certi uomini vedono le cose come sono e dicono: perché? Io sogno cose mai esistite e dico: perché no?”… E così ha fatto Roger Ouegnin, presidente dell’ASEC, ispirandosi a George Bernard Shaw e chiamando Jean-Marc Guillou, numero 10 della Francia nel ’78 in Argentina, capace d’immaginare un calcio ove comandassero la tecnica e il talento, per fondare l’Académie.&lt;br /&gt;Per i giovani ivoriani l’alternativa si chiama Collège St. Jean Bosco di Treicheville, nella municipalità di Abidjan, una scuola d’élite capace di aprire la strada a chance ben più importanti che diventare un calciatore, ma non tutti la pensano così, soprattutto in un Paese bello, ricco di materie prime e fragile, come molte altre nazioni africane.&lt;br /&gt;Sessanta gruppi etnici diversi, riconducibili a cinque grandi ceppi, sono difficili da tenere insieme e nel 2002 è scoppiata una sanguinosa guerra civile, tra i rivoltosi del nord guidati da Guillaume Soro e l’esercito del presidente Gbagbo, accusato di essere un dittatore. Guerra civile che ha avuto un epilogo sconcertante: nel novembre del 2004, infatti, 2 dei 3 milioni di abitanti di Abidjan hanno organizzato la caccia all’uomo bianco, che da allora non v’è più tornato.&lt;br /&gt;Il 4 marzo 2007 è stata firmata la pace, ma la situazione è ancora difficile e l’Académie non è più la stessa, il sogno di Ouegnin e Guillou di creare un ponte tra l’Africa e l’Europa è naufragato nella crisi economica e sociale in cui è caduto il Paese per colpa della guerra.&lt;br /&gt;Ouegnin, Guillou e i suoi collaboratori sono ricorsi anche al tribunale per continuare a lavorare, ma senza grande successo anche perché oggi Jean-Marc ad Abidjan è indesiderato. Proprio l’uomo che aveva cercato di esportare la formula al Beveren, un laboratorio stile Académie, dove aveva portato tanti calciatori africani. Guillou ha continuato a sognare e per questo è stato accusato di essere un negriero mentre in campo i suoi ragazzi subivano indecenti cori razzisti. Una volta licenziato per il Beveren è iniziata una discesa senza fine, giusta nemesi per chi non ha saputo condividere un sogno.&lt;br /&gt;In Belgio l’aveva seguito anche Christian Koffi Ndri, detto Romaric, dal 2008 al Siviglia, frutto di quell’idea di calcio che passava dall’esperienza dell’Académie; un sogno avverato per chi è diventato titolare della Costa d’Avorio e una grande soddisfazione per Jean-Marc, che non ha potuto continuare il suo lavoro.&lt;br /&gt;Lì sul mare, di fronte ad Abidjan, il sole tramonta ancora sui muri dell’Académie, a Sol Beni, e anche se il Paese di una volta è stato spazzato via dalla guerra civile i ragazzi continuano a sognare di diventare i nuovi académicien, per giocare a pallone, per un contratto in Europa, per continuare a sognare calcio.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; 1960 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Anno di nascita della FIF, federazione di calcio ivoriana, affiliata da subito alla Caf e dal ’61 alla Fifa. Presiede il campionato, la coppa e la Nazionale. Il presidente è Jacques Anouma, famoso per il suo rigore. Per saperne di più www.fif-ci.com.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; 1992 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il 26 gennaio 1992 la Costa d’Avorio ha vinto la sua prima, e per adesso unica, Coppa d’Africa. A Dakar, Senegal, di fronte a 47.500 spettatori gli ivoriami sconfissero il Ghana per 11-10 ai calci di rigore, dopo che anche i tempi supplementari erano terminati 0-0.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; 1993 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;L’anno di fondazione de l’Académie di Sol Beni ad Abidjan, centro di formazione della Costa d’Avorio sotto l’egida dell’ASEC Mimosas, che ha due club europei affiliati: i belgi del KSK Beveren e gli inglesi del Charlton Athletic.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; 14 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Le squadre che partecipano al massimo campionato ivoriano, l’MTN Ligue 1. La più famosa è l’ASEC Mimosas di Abidjan con gli inconfondibili colori sociali giallo e nero: 22 campionati, 16 coppe nazionali, una Champions e una Supercoppa d’Africa ne fanno uno dei club più forti del continente.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; 72 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il record di presenze nella Nazionale della Costa d’Avorio appartiene al centrocampista del Siviglia Didier Zokora, classe ’80, che ha preso parte ai Mondiali del 2006. Il record di reti segnate, 33, appartiene invece a Didier Drogba.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-1547174728004326038?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.unita.it/' title='L’Académie di Sol Beni / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/1547174728004326038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=1547174728004326038&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1547174728004326038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1547174728004326038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/02/lacademie-di-sol-beni-lunita.html' title='L’Académie di Sol Beni / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-1168579193719711039</id><published>2010-02-05T10:00:00.003+01:00</published><updated>2010-02-05T10:30:29.767+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='interviste'/><title type='text'>I 40 anni di Torricelli / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.calciopro.com/wp-content/uploads/2008/11/torricelli.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 377px; height: 377px;" src="http://www.calciopro.com/wp-content/uploads/2008/11/torricelli.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Moreno Torricelli ha compiuto 40 anni, è diventato uomo e nel frattempo anche allenatore, vil razza dannata, alla quale lui deve molto. Fu Giovanni Trapattoni a scoprire il “Geppetto” del calcio italiano e a lanciarlo nell’olimpo del pallone, facendolo esordire con la Juventus.&lt;br /&gt;Era il ’92, nel mezzo i tanti chilometri percorsi sul campo di gioco, incorniciati in una cornucopia di trofei, portata con quell’umiltà che conosce solo chi è arrivato sul tetto del mondo partendo da un magazzino di un mobilificio.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; A quarant’anni si diventa ciò che si è. Chi è oggi Moreno Torricelli? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Un ragazzo cresciuto che ha famiglia, che ha avuto tanto dal calcio e che continua a lavorarci, senza aver cambiato modo di pensare».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Diventare allenatore è stata una scelta ponderata o uno sbocco naturale? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Giocando ho avuto la fortuna di raggiungere traguardi importanti con ottimi allenatori, imparando cose che sono rimaste dentro e che hanno fatto maturare questa scelta».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; È più facile affermarsi come calciatore o come tecnico? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Come tecnico questa è la mia prima vera stagione… È stato più difficile affermarmi come giocatore, adesso, invece, porto con me un nome importante».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Cosa hai provato quando la Juventus ha chiamato e confermato un esordiente come Ferrara? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Sono stato molto contento per lui. Ciro ha iniziato a lavorare subito in società e a farsi apprezzare. È chiaro, poi, che sedersi sulla panchina della Juventus, che non vince da tempo e che ha come imperativo solo quello, sarebbe stato difficile per tutti».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Nel calcio, in campo come in panchina, c’è la meritocrazia? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Più in campo che in panchina, l’allenatore è legato ai risultati e a volte non bastano nemmeno quelli».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Cosa del “Geppetto” giocatore ti sei portato a bordo campo? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Il ragazzo che ero e l’uomo che sono diventato, con responsabilità diverse».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Giovanni Trapattoni e Marcello Lippi, chi butteresti giù dalla torre? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Nessuno dei due. Trapattoni mi ha portato alla Juventus e non so quanti allenatori avrebbe rischiato del proprio per uno sconosciuto, gli devo tutto. Con Lippi ho raggiunto il massimo come calciatore, dall’Intercontinentale alla Nazionale».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Chi ti ha insegnato di più? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Trapattoni, perché oltre al campo mi ha insegnato a gestire i rapporti con i media, cosa per me assolutamente nuova, soprattutto dopo l’esordio quando tutti insieme si sono interessati alla mia storia. Sapermi muovere su un terreno sconosciuto è stato, oserei dire, vitale».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Espanyol e Arezzo il tuo finale di carriera, t’aspettavi qualcosa di meglio? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Sono molto realista e vivo alla giornata, cercando di prendere tutto quello che viene con sano ottimismo, quindi se il destino ha voluto così sta bene anche a me. Certo non avrei mai pensato che la Fiorentina potesse fallire, ma alla fine tutto quello che ho passato mi ha fatto diventare l’uomo che sono».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; In tanti avrebbero scommesso che saresti diventato una bandiera della Juventus, invece dopo sei anni sei venuto via, perché? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Quando ho capito che non rientravo più nei piani della società ho cercato un posto dove poter continuare a dare quello che avevo dentro. La Fiorentina, con Trapattoni in panchina, era il meglio che potessi sperare e mi ha permesso di vivere altre bellissime stagioni di calcio».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Che ricordi hai di quelle in bianco e nero? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Tantissimi. Quando un gruppo fa quello che abbiamo fatto noi, in quattro anni, anche i rapporti tra giocatori e staff tecnico si cementano e resta tutto impresso a caratteri di fuoco».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Un aggettivo per definire la triade? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Moggi, Giraudo e Bettega hanno sempre mantenuto ciò che dicevano e promettevano. Il risultato? Un ottimo rapporto con tutti, sia sotto il profilo umano che professionale».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Qual è stata la qualità che ti ha permesso di essere accettato a Firenze? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Dare tutto, sudare per la causa, fare il proprio lavoro onestamente. Sono stato accettato perché mi sono impegnato dal primo all’ultimo minuto, senza risparmiarmi».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Cos’è mancato a quella Fiorentina per conquistare lo scudetto? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«La mentalità da grande squadra. Lasciare da parte l’egoismo e mettersi al servizio del gruppo, questo è mancato, perché quando i risultati sono venuti meno ognuno ha preferito pensare al proprio orticello e alla lunga questi atteggiamenti si pagano cari».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Oggi Torricelli è più Fiorentina che Juventus, perché? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Non credo. La scelta di Firenze, città bellissima, è più legata alla famiglia che al lavoro: qui sono nati due dei miei tre figli e la più grande è andata a scuola ed è cresciuta sotto piazzale Michelangelo, qui ci sono i loro amici e la nostra vita».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Per vincere conta più la società o la squadra? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«La squadra».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; E l’allenatore, in percentuale, quanto è importante? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Ai massimi livelli l’allenatore deve dare la sua impronta ma, soprattutto, essere uno psicologo, entrare nella testa dei giocatori e motivarli in ugual misura, facendoli sentire importanti anche se non giocano».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; La tua gioia più grande? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«La Champions League del ’96 con la Juventus».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Rammarichi? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Quando dai tutto di rammarichi dietro le spalle ne lasci pochi. Quello più grande riguarda la Fiorentina: non avere avuto la possibilità di rigiocarsi la promozione in A».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Se domani ti cercassero sia l’Inter (squadra della quale è tifoso, ndr) che la Juventus su quale panchina ti siederesti? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Se mi cercassero vorrebbe dire che ho fatto centro anche come allenatore. Preferenze? Per adesso nessuna».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Un giocatore come te non c’è mai stato prima e non c’è stato dopo, perché? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Diciamo che non c’è stato uno con la mia storia. Arrivare dall’Interregionale e vestire da titolare la maglia della Juventus è stato un fatto eclatante, ma non dimentico Asta del Torino, Villa del Bologna e se ci penso me ne vengono in mentre altri».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; In questi primi anni di panchina hai visto qualche Torricelli in pectore? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Fare paragoni è sempre difficile e antipatico. Guardando al mio ruolo mi piacciono Abate e Antonini, sono molto bravi, ma ognuno è uguale solo a se stesso».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Tu ci hai lavorato, quanto sono importanti i vivai per le squadre italiane? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Fondamentali. Però i settori giovanili dovrebbero essere soprattutto delle scuole di vita e troppo spesso ce lo dimentichiamo per inseguire il risultato. Impegno, sacrificio, voglia d’imparare, questo dobbiamo insegnare ai ragazzi per farli diventare gli sportivi di domani. Guai se si perdesse l’aspetto pedagogico».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Col Figline le cose stanno andando bene, pensi al futuro, alla serie A, o vivi alla giornata? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«In questo momento ho in mente solo il Figline. In prospettiva, invece, vengono fuori la competizione e la voglia di arrivare che ho avuto sin da piccolo e che mi hanno consentito di emergere come giocatore. Un domani, quindi, chissà…».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Chi è stato il primo a credere in te? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Trapattoni, ma anche Antonelli (ex del Milan, ndr) nell’Interregionale: è stato lui a cambiarmi ruolo e mentalità».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Cos’è il calcio per Moreno Torricelli? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Un gioco, mai dimenticarlo, un gioco e uno sport che ho praticato con grande passione, senza la quale difficilmente si arriva lontano».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Ti guardi indietro, cosa vedi? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Una persona realizzata che ha vissuto al massimo delle proprie possibilità, sia l’aspetto sportivo che quotidiano. Un uomo sposato che sta crescendo tre figli, cercando d’insegnargli i propri valori. Un ragazzo senza rimorsi che guarda al futuro con fiducia».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; La scheda &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Moreno Torricelli è nato a Erba, Como, il 23 gennaio 1970. Allenatore del Figline, Prima Divisione, ha giocato con Juventus e Fiorentina, vestendo anche la maglia della Nazionale. Con i bianconeri ha vinto 3 scudetti, una Coppa Italia, 2 supercoppe italiane, una Uefa, una Champions League, una Supercoppa Europea e un’Intercontinentale. Un’altra Coppa Italia l’ha vinta con i viola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-1168579193719711039?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.unita.it/' title='I 40 anni di Torricelli / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/1168579193719711039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=1168579193719711039&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1168579193719711039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1168579193719711039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/02/i-40-anni-di-torricelli-lunita.html' title='I 40 anni di Torricelli / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-5306858451531510599</id><published>2010-02-04T18:48:00.005+01:00</published><updated>2010-02-04T18:55:56.522+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Italia über alles / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/2/23/1938_Football_World_Cup_poster.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 281px; height: 400px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/2/23/1938_Football_World_Cup_poster.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nel 1938, un anno prima dalla Seconda guerra mondiale, l’organizzazione dei Campionati del Mondo di calcio viene assegnata alla Francia in onore a Jules Rimet, padre della manifestazione. In realtà la Fifa temeva che facendoli in Sudamerica si verificasse nuovamente una defezione di massa delle migliori rappresentative europee. L’Uruguay rinunciò anche questa volta, così come l’Argentina, che aveva campioni di lignaggio internazionale, e la solita Inghilterra. In compenso arrivò il Brasile con una squadra all’altezza e due fuoriclasse come il terzino Domingos da Guia, considerato il più forte del mondo, e il “diamante nero” Leonidas, centravanti dal mortifero senso del gol. L’Italia era la squadra da battere e non solo perché campione in carica, ma anche per le affermazioni continentali, la conquista dell’alloro olimpico, di enorme soddisfazione per Vittorio Pozzo, e le gare consecutive imbattuta. Il Ct ripeté la preparazione di quattro anni prima con una squadra diversa, meno talentuosa ma non meno efficace e pronta a recepire le sue indicazioni. Una formazione con meno juventini (gli insostituibili Foni e Rava) ma con più bolognesi e interisti. Perno imprescindibile si rivelò il centromediano Andreolo originario dell’Uruguay che sostituì il leggendario Monti.&lt;br /&gt;Al via manca anche l’Austria annessa dalla Germania, anche sportivamente, cosa però che non le giovò. Brasile-Polonia 6-5 sarà la partita più bella degli ottavi di finale, così come Brasile-Cecoslovacchia nei quarti, ripetuta e vinta dai sudamericani. L’Italia affronta per prima la Norvegia a Marsiglia in un clima ostile per via degli esuli politici che tifano contro, pensando di tifare così contro il regime fascista. Pozzo carica i suoi e nei supplementari Piola risolve la partita. Ancora più facile il quarto di finale contro la Francia a Parigi, grazie a una doppietta del solito Piola.&lt;br /&gt;In semifinale ci tocca il Brasile che, però, non schiera Leonidas infortunato. Il Ct chiede alla delegazione verdeoro di cedergli l’aereo prenotato per Parigi in caso di vittoria, ma la spocchia dei brasiliani rimanda la richiesta al mittente. In campo la forza e la saggezza tattica azzurra ha la meglio sulla pochezza tattica di Domingos e compagni: a Parigi ci andiamo in treno, ci aspetta l’Ungheria per la seconda finale consecutiva.&lt;br /&gt;Contro i magiari è l’apoteosi, finisce 4-2 per l’Italia che si laurea così Campione del Mondo per la seconda volta nel giro di quattro anni ed esce dal campo circondata dagli applausi del pubblico francese.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Un Fascio di polemiche &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Esistono documenti che provano l’attività partigiana di Vittorio Pozzo già nel ’43, collaborava col CLN di Biella per far passare in Svizzera i prigionieri alleati. Ma neanche questo è bastato a scagionarlo dall’accusa di aver collaborato col regime. Di sicuro il doppio saluto fascista della gara inaugurale contro la Norvegia non lo aiutò, ma non c’era niente di politico. I francesi avevano preparato una specie di trappola, lo stadio era pieno di esuli italiani sfuggiti alla persecuzione del regime fascista pronti a fischiare e insultare la Nazionale al momento del saluto romano. Pozzo lo sapeva e restò immobile con i suoi ragazzi per spezzare l’ostilità dell’ambiente. Quando le urla parvero diradarsi e le mani erano tornate ai loro posti ecco ripartire la violenta contestazione. Il Ct teme per l’approccio psicologico alla gara dei suoi ragazzi e ordina di mettersi sull’attenti e salutare di nuovo. A quel punto, però, è il pubblico neutrale che vuol vedere giocare e smorza i contestatori. Per Pozzo si trattava di una vittoria, non essersi piegati all’intimidazione significava iniziare la partita con una squadra carica e motivata, che, con qualche fatica, ebbe ragione della Norvegia, iniziando la sua trionfale cavalcata verso la Coppa Rimet.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Leonidas, il “diamante nero” &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Leonidas da Silva vinse la classifica cannonieri con 8 reti in quattro partite, score impressionante, tanto che terminerà la sua avventura in Nazionale con 25 gol in 25 gare. Emulo di Arthur Friedenreich, possedeva la classe innata dei grandi campioni brasiliani, forte nel colpo di testa nonostante la statura tutt’altro che eccelsa, era un raffinato giocoliere. Contro l’Italia non giocò perché le due precedenti gare, contro Polonia e Cecoslovacchia, erano state due vere e proprie battaglie e i segni dei tacchetti avversari l’avevano messo fuorigioco. Vittorio Pozzo aveva una grande stima di Leonidas e sicuramente non si rammaricò del forfait in semifinale. Giocava nel Flamengo, con cui vinse tre titoli carioca dal ’36 al ’39. Dopo una parentesi argentina tornò in Brasile per vestire la maglia del San Paolo, squadra con la quale ha vinto ben cinque volte il torneo paulista; ancora non esisteva il campionato unificato. Leonidas è stato uno dei grandi interpreti del futebol brasiliano, nei pregi come nei difetti. Lo stesso calcio che contro l’Italia dimostrò la scarsa sostanza a dispetto dei lustrini e delle meraviglie tecniche che sapevano incantare il pubblico. È un po’ un refrain quello del Brasile bello e perdente e accadrà ancora.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Parigi, 19 giugno 1938 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stadio Colombes&lt;br /&gt;ITALIA-UNGHERIA 4-2&lt;br /&gt;Reti: 5’ Colaussi (I), 7’ Titkos (U), 16’ Piola (I), 35’ Colaussi (I), 70’ Sarosi I (U), 82’ Piola (I)&lt;br /&gt;Italia: Olivieri, Foni, Rava, Serantoni, Andreolo, Locatelli, Biavati, Meazza, Piola, Ferrari, Colaussi. Ct: Pozzo.&lt;br /&gt;Ungheria: Szabo, Polgar, Biro, Szalay, Szücs, Lazar, Sas, Vincze, Sarosi I, Zsengeller, Titkos. Ct: Schaffer.&lt;br /&gt;Arbitro: Capdeville (Francia)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-5306858451531510599?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='Italia über alles / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/5306858451531510599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=5306858451531510599&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/5306858451531510599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/5306858451531510599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/02/italia-uber-alles-il-brivido-sportivo.html' title='Italia über alles / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-1276116482228584248</id><published>2010-01-28T12:53:00.003+01:00</published><updated>2010-01-28T12:58:43.140+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>La coppa nel Pozzo / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/3/37/WorldCup1934poster.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 606px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/3/37/WorldCup1934poster.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nove. Erano nove i giocatori della Juventus nei ventidue che Vittorio Pozzo guidò alla conquista del primo mondiale azzurro.&lt;br /&gt;Era il 1934 e l’Italia ebbe l’onore e l’onere di organizzare la seconda edizione della Coppa del Mondo di calcio, dopo il successo che la manifestazione aveva avuto in Uruguay con la vittoria dei padroni di casa.&lt;br /&gt;Sono loro stavolta i grandi assenti, un po’ per ripicca verso quelle nazionali europee che avevano snobbato il torneo del ’30, un po’ per la distanza e un po’ per l’avvento del professionismo che, a Montevideo come da altre parti, stava creando non pochi problemi a club e rappresentative.&lt;br /&gt;Per il regime fascista l’occasione è ghiotta e non se la lascia sfuggire, trasformando l’evento in uno spot politico, grazie anche a un piccolo miracolo organizzativo, anche se il vero miracolo è quello sportivo griffato Vittorio Pozzo.&lt;br /&gt;Il Ct, fortemente voluto dal presidente Arpinati, conosce il calcio e può contare sul blocco juventino, capace di vincere ben cinque scudetti consecutivi proprio in quel periodo. Tanto che Pozzo, per la preparazione atletica della Nazionale, si avvalse della collaborazione del tecnico bianconero, Carlo Carcano.&lt;br /&gt;Alle qualificazioni parteciparono 32 nazioni e, Inghilterra e Uruguay a parte, in Italia arrivarono le più forti, tutto il meglio del calcio europeo e mitteleuropeo insieme con Argentina e Brasile. Il risultato furono partite molto combattute, soprattutto sotto l’aspetto fisico, e scontri epici come i quarti di finale tra Austria e Ungheria e Cecoslovacchia-Svizzera 3-2, considerata la partita più bella dei Mondiali.&lt;br /&gt;Dopo aver strapazzato gli Stati Uniti agli azzurri tocca la Spagna del mitico Zamora, il portiere che, si diceva, ipnotizzava gli attaccanti avversari. Vista anche l’acerrima rivalità politica tra i due paesi la partita si risolse in un duello rusticano e con la ripetizione della stessa, poiché la prima era finita 1-1 anche dopo i tempi supplementari. Nella seconda fu un gol di Meazza a regalarci la semifinale vinta poi contro i fortissimi austriaci per 1-0. In entrambi i casi gli avversari si sono poi lamentati dell’arbitraggio esageratamente casalingo.&lt;br /&gt;La finale si gioca a Roma, allo stadio del Partito Nazionale Fascista, oggi Flaminio, e per battere la fortissima Cecoslovacchia, del cannoniere iridato Nejedly, ci vuole tutta l’arguzia di Pozzo che inverte le posizioni di Guaita e Schiavio, mettendo in difficoltà la difesa ceca e consentendo al secondo di segnare la rete dell’apoteosi, dopo che Orsi, nei tempi regolamentari, aveva pareggiato il gol di Puc.&lt;br /&gt;L’Italia è campione del mondo e con la Coppa Internazionale vinta qualche anno prima si candida a diventare la squadra più forte del pianeta.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Vittorio Pozzo, l’eroe dimenticato &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Vittorio Pozzo è nato il 2 marzo 1886 a Torino. Ha giocato nel Football Club Torinese, antesignano del Torino, in Svizzera nel Grasshoppers, in Francia e Inghilterra, dove l’aveva portato lo studio delle lingue. Assunto alla Pirelli era stato uno dei soci fondatori del Torino e già nel 1912, quando era segretario della Federcalcio, fu chiamato a guidare la Nazionale. Persa la moglie si trasferì a Milano dove lavorava per l’ufficio Propaganda della Pirelli facendo anche l’inviato de “La Stampa”. È qui che lo scovò Arpinati per convincerlo a riprendere in mano l’Italia e portarla al trionfo iridato. Giornalista acuto venne rimosso dall’incarico di Commissario tecnico nel 1948 per poi essere abbandonato nel dimenticatoio. Accusato, scioccamente, di connivenza col regime fascista, Pozzo ha dovuto subire l’onta della rimozione dalle glorie nazionali, lui che resta il Ct più grande di tutti i tempi, capace di vincere due mondiali, un’Olimpiade e una Coppa Internazionale. Un’infelice presenza a un quiz televisivo condotto da Mike Buongiorno lo portò a isolarsi ancora di più. È morto il 21 dicembre del ’68 in un oblio che non fa onore al calcio italiano. Oblio che portò al rifiuto d’intitolargli il nuovo stadio di Torino per i Mondiali del 1990.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Nejedly, l’interno col vizio del gol &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Con il Metodo tutti e cinque i titolari dei ruoli offensivi erano qualificati come attaccanti ma, a dispetto di questo, nel 1934 il titolo di cannoniere lo vinse Oldrich Nejedly, interno della Cecoslovacchia che perde la finale contro l’Italia. Venticinque anni, giocava nello Sparta Praga, si era rivelato come calciatore dalla grande prontezza di riflessi negli ultimi sedici metri, qualità alla quale affiancava la tipica classe dei giocatori danubiani. Nella Cecoslovacchia Cambal era l’anima del gioco e Nejedly il braccio armato con Junek, Svoboda e il funambolico Puc, in gol contro l’Italia, abili ad aprire varchi nelle difese avversarie con il loro gioco arioso e raffinato. Nejedly, grazie a un ottimo senso dell’anticipo, sapeva inserirsi alla perfezione diventando devastante sotto porta. In Italia segnò 5 reti, vinse poi quattro scudetti, una Mitropa Cup e in Nazionale chiuse con 31 reti in 44 partite. Chi, invece, ciccò completamente l’appuntamento fu l’austriaco Sindelar a segno una volta sola e assente nella finale per il terzo posto per infortunio. Finale che l’Austria perse con la Germania, che era crollata contro i forti cechi in semifinale per poi scrivere l’epilogo del Wunderteam di Meisl.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Roma, 10 giugno 1934 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stadio del Partito Nazionale Fascista&lt;br /&gt;ITALIA-CECOSLOVACCHIA 2-1 dts&lt;br /&gt;Reti: 70’ Puc (C), 80’ Orsi (I), 95’ Schiavio (I)&lt;br /&gt;Italia: Combi, Monzeglio, Allemandi, Ferraris IV, Monti, Bertolini, Guaita, Meazza, Schiavio, Ferrari, Orsi. Ct: Pozzo.&lt;br /&gt;Cecoslovacchia: Planicka, Zenisek, Ctyroky, Kostalek, Cambal, Krcil, Junek, Svoboda, Sobotka, Nejedly, Puc. Ct: Petru.&lt;br /&gt;Arbitro: Eklind (Svezia)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-1276116482228584248?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='La coppa nel Pozzo / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/1276116482228584248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=1276116482228584248&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1276116482228584248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1276116482228584248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/01/la-coppa-nel-pozzo-il-brivido-sportivo.html' title='La coppa nel Pozzo / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-1962298442880988339</id><published>2010-01-23T15:26:00.003+01:00</published><updated>2010-01-23T15:33:19.201+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>Festival sudamericano / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/2/26/1930_Football_World_Cup_poster.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 246px; height: 350px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/2/26/1930_Football_World_Cup_poster.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C’è stato un tempo in cui i sogni si avveravano, nel quale giocare con la propria Nazionale era un onore e per farlo ogni giocatore avrebbe dato la cosa più preziosa che possedeva.&lt;br /&gt;C’è stato un tempo in cui il football era qualcosa di più e di meglio che mero business ed è stato allora che uomini coraggiosi hanno dato vita a una delle avventure più belle che questo sport avesse mai potuto partorire: i Mondiali.&lt;br /&gt;Se gli inglesi, infatti, hanno inventato il calcio i francesi sono quelli che l’hanno reso ciò che è oggi, dando vita negli anni e con personaggi diversi alla Fifa, il giornalista Robert Guerin il 21 maggio 1904, alla Coppa del Mondo, Jules Rimet da presidente della Fifa il 18 maggio 1929, e alla Coppa dei Campioni, il direttore de L’Equipe Gabriel Hanot nel dicembre 1954.&lt;br /&gt;Il football aveva già fatto la sua comparsa internazionale alle Olimpiadi, snobbato e già diviso tra dilettantismo e professionismo, argomento che nel ’26 porterà le quattro federazioni britanniche a uscire dalla Fifa, ma a livello mondiale non esisteva ancora niente che potesse mettere di fronte le diverse scuole calcistiche che già si stavano delineando, tre in particolare: quella britannica, i Maestri, quella mitteleuropea, nella quale possiamo mettere anche l’Italia, e quella sudamericana, seppur con sfumature diverse.&lt;br /&gt;Assegnando i primi Campionati del Mondo di calcio all’Uruguay, vincitore delle ultime due edizioni olimpiche ed espressione all’epoca di una delle scuole migliori, Jules Rimet aveva segnato per sempre lo spartiacque tra l’epoca antica e quella moderna, facendo realizzare all’orafo, anche lui francese, Abel Lafleur, una vittoria alata in oro massiccio alta trenta centimetri e pesa milleottocento grammi che prese il nome di Coppa Rimet.&lt;br /&gt;Fu un Mondiale monco per via delle distanze e delle rinunce con Jugoslavia, Stati Uniti, Argentina e padroni di casa a fare la parte del leone. Il Brasile pagò la rinuncia ad Arthur Friedenreich, 1.329 gol in carriera, per favorire i giocatori di Rio de Janeiro, dimostrando anche poca dimestichezza con le competizioni internazionali.&lt;br /&gt;Uruguay e Argentina era la finale annunciata e non deluse le attese con lo stadio Centenario stipato e con il pallone argentino nel primo tempo e quello uruguaiano, più pesante, nel secondo. Finì 4-2 per i padroni di casa ma era iniziata una nuova era e per poco non scoppiò la guerra sul Rio de la Plata. L’argentino Francisco Varallo è l’unico superstite di quel match, se capitate nel quartiere della Boca andate nella sua tabaccheria e fatevi raccontare come andò.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; I grandi assenti &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Viva l’Uruguay, che per ripicca snobberà le due successive edizioni dei Mondiali, ma a Montevideo mancò la crema del calcio europeo. L’Italia aveva vinto la prima edizione della Coppa Internazionale, antesignana degli Europei, e aveva perso 3-2 la semifinale olimpica del ’28 contro gli uruguaiani. L’Austria altro non era che il Wunderteam di Hugo Meisl, massima espressione del football mitteleuropeo che poteva contare su un attaccante come Sindelar, soprannominato Cartavelina, ebreo suicida quando la Germania annette l’Austria. Per non parlare dell’Inghilterra che oltre ad avere inventato questo sport era sull’orlo di una grande rivoluzione tattica passando dal Metodo, emanazione della primitiva Piramide, al Sistema del quale fu grande stratega Herbert Chapman, tecnico dell’Arsenal, dando così sfogo all’espressione più offensiva del gioco. In questo modo venne a mancare anche William Ralph Dean, detto Dixie, capace di segnare 473 reti in 502 partite di campionato e 18 in 16 con la Nazionale. Sul brasiliano Friedenreich c’è anche l’ombra del razzismo, in quanto figlio di un tedesco e di una brasiliana, perciò mulatto; erano gli anni in cui in Brasile per giocare c’era chi si lisciava i capelli e si dipingeva la faccia con polvere di riso.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Il Ct campione e le stelle mondiali &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Alberto Suppici è stato il primo commissario tecnico campione del mondo, a soli 32 anni. Più che un allenatore, come lo intendiamo oggi, Suppici era un preparatore atletico, come molti altri suoi colleghi. Prima di guidare l’Uruguay aveva lavorato solamente nel settore giovanile del Penarol di Montevideo ma riuscì a portare a termine il compito assegnatogli con grande efficienza, vincendo cinque partite su cinque e portando a casa la Coppa. Preparò molto bene la Nazionale uruguaiana ed escluse il cannoniere Petrone, dopo la prima gara, che era in condizioni impresentabili. Senza dimenticare che poté contare sulla classe della Meravilla Negra, al secolo José Leandro Andrade, mediano: elegante nei disimpegni e grintoso nelle chiusure, già campione olimpico nel ’24 e nel ’28. Insieme a lui c’era anche José Nasazzi, terzino ma, soprattutto, leader indiscusso della formazione sudamericana, forte di testa, prestante fisicamente era un vero e proprio spauracchio per gli attaccanti avversari. Pedro Cea segnò ben cinque reti ed Hector Scarone una, anche se la classifica cannonieri la vinse l’argentino Guillermo Stabile, con 8 gol. Partito come riserva segnò una tripletta al debutto conquistando il diritto a scendere in campo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Montevideo, 30 luglio 1930 &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stadio Centenario&lt;br /&gt;URUGUAY-ARGENTINA 4-2&lt;br /&gt;Reti: 12’ Dorado (U), 20’ Peucelle (A), 37’ Stabile (A), 57’ Cea (U), 68’ Iriarte (U), 89’ Castro (U)&lt;br /&gt;Uruguay: Ballestrero, Nasazzi, Mascheroni, Andrade, Fernandez, Gestido, Dorado, Scarone, Castro, Cea, Iriarte. Ct: Suppici.&lt;br /&gt;Argentina: Botasso, Della Torre, Paternoster, J. Evaristo, Monti, Suarez, Peucelle, Varallo, Stabile, M. Ferreyra, M. Evaristo. Ct: Tramutola.&lt;br /&gt;Arbitro: Langenus (Belgio)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-1962298442880988339?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='Festival sudamericano / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/1962298442880988339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=1962298442880988339&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1962298442880988339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1962298442880988339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/01/festival-sudamericano-il-brivido.html' title='Festival sudamericano / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-6981584218352782155</id><published>2010-01-15T12:11:00.002+01:00</published><updated>2010-01-15T12:14:30.560+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio italiano'/><title type='text'>Paul Ince / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pitchinvasion.net/blog/wp-content/uploads/2008/06/guv.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 400px;" src="http://pitchinvasion.net/blog/wp-content/uploads/2008/06/guv.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«Sono nero, sono un patriota e voi siete fottuti». Senza tanti giri di parole questo era il motto di Paul Ince, indomito centrocampista di colore della Nazionale inglese che ha vinto ben 10 trofei, nazionali e internazionali, vestendo la maglia del Manchester United.&lt;br /&gt;Muscoli e carattere d’acciaio che gli hanno permesso di collezionare due record più unici che rari: primo capitano colored dell’Inghilterra e primo allenatore di colore della Premier League, quando nel 2008 si è seduto sulla panchina dei Blackburn Rovers.&lt;br /&gt;Raccontata così la sua potrebbe sembrare una battaglia vinta, la redenzione di un popolo intero di fronte all’eroe senza macchia e senza paura: Paul Ince e basta, l’inglese e “fottetevi” se guardate il colore della pelle.&lt;br /&gt;Quando nel ’95 lo acquistò l’Inter, con cui ha giocato due stagioni, fu accolto da graffiti razzisti sui muri del Meazza: «Sono venuto a sapere di quello che, per ora, considero solo un incidente. Se succederà ancora vorrà dire che avrò un problema e se le cose si svilupperanno in tal senso me ne andrò per il bene della mia famiglia».&lt;br /&gt;Lo stesso uomo che giocò la gara di qualificazioni mondiali contro l’Italia, a Roma, con la testa fasciata sporca di sangue: un’icona.&lt;br /&gt;Un’icona che, però, non è riuscita completamente a far dimenticare il colore della sua pelle e come lui tantissimi altri. In Premier League solo il 2% di non bianchi occupa ruoli manageriali, il 4% amministrativi e il 6% ruoli tecnici, percentuali nettamente inferiori all’incidenza delle minoranze etniche nella popolazione inglese. Nell’Europa del calcio che conta Rijkaard è uno dei pochissimi allenatori di colore, a tratti è stato il solo.&lt;br /&gt;Due volte manager del mese della Football League 2, Ince ha allenato il Macclesfield Town e l’MK Dons prima di approdare al Blackburn, dove è stato esonerato dopo 17 giornate.&lt;br /&gt;È poi tornato sulla panchina dell’MK Dons, avatar del Wimbledon FC, per dimostrare più agli altri che a se stesso che vale anche come tecnico e se pensate il contrario “fottetevi” perché un giorno, con le proprie gambe e la propria pelle, tornerà ad allenare in Premier League.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-6981584218352782155?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Ince' title='Paul Ince / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/6981584218352782155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=6981584218352782155&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/6981584218352782155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/6981584218352782155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/01/paul-ince-lunita.html' title='Paul Ince / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-787200378767874852</id><published>2010-01-14T11:01:00.002+01:00</published><updated>2010-01-14T11:16:27.001+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rubriche'/><title type='text'>L'angolo del gobbo 35 / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mondopallone.net/wp-content/uploads/2008/10/gilardino.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 311px;" src="http://www.mondopallone.net/wp-content/uploads/2008/10/gilardino.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quando penso alla Fiorentina penso spesso anche alla Nazionale. Non è uno scherzo cari cugini viola, ma un pensiero vero.&lt;br /&gt;Il merito è di Giancarlo Antognoni per come ha sempre giocato in maglia azzurra e per i mondiali vinti in Spagna nell’82, dove lui fu uno dei migliori. “Il ragazzo che giocava guardando le stelle” lo definì Brera e credo che sia uno dei complimenti più belli per l’Antognoni calciatore che, non ve lo nascondo, da ragazzino sognavo in bianconero, in fondo Giancarlo fu vicino a cambiare maglia…&lt;br /&gt;Nel 2006 è arrivata la quarta stella e nella rosa azzurra di quell’avventura c’era un altro importante giocatore della Fiorentina, Luca Toni, cui è stato, secondo me ingiustamente, negato il gol vittoria nella finale contro la Francia.&lt;br /&gt;Proprio Toni è tornato in Italia, alla Roma, per giocarsi le proprie chance mondiali, addirittura si vocifera di un patto di ferro con Totti per tornare entrambi in Nazionale, cosa che se accadesse sarebbe per me inconcepibile.&lt;br /&gt;Se, infatti, c’è una sicurezza nel mare in cui sta navigando il Ct Lippi per mettere insieme i 23 di Sudafrica 2010 il suo nome è Alberto Gilardino, è lui l’attaccante titolare della Nazionale e guai a chi lo tocca.&lt;br /&gt;Gilardino a Firenze ha ritrovato sicurezza e, soprattutto, un’efficacia sotto rete come pochi altri, capace con quelle lunghe leve di gol impossibili, trovando traiettorie immaginifiche in un ricciolo d’erba come in mezzo a una mischia. Chi ama il calcio non può non apprezzare Alberto e il suo modo di giocare, di stare anche in campo contro e con gli avversari, doti da non sottovalutare.&lt;br /&gt;Nel mio immaginario azzurro sarà quindi lui l’amuleto della squadra di Lippi, quel giocatore della Fiorentina presente che potrebbe fare la differenza, meglio e più di Toni. Generalmente l’Italia campione in carica non è mai un granché, spero tanto che Lippi da una parte e Gilardino dall’altra possano sfatare questo tabù, anche se la dea bendata potrebbe riprendersi qualcosa che ci ha dato quattro anni or sono.&lt;br /&gt;Con questo augurio vi saluto, rimandando “l’angolo del gobbo” alla prossima stagione per concentrarmi sulla storia dei mondiali che dal prossimo numero de Il Brivido Sportivo pubblicheremo a puntate. Buon calcio a tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-787200378767874852?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='L&apos;angolo del gobbo 35 / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/787200378767874852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=787200378767874852&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/787200378767874852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/787200378767874852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/01/langolo-del-gobbo-35-il-brivido.html' title='L&apos;angolo del gobbo 35 / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-4269027256700744378</id><published>2010-01-12T16:02:00.002+01:00</published><updated>2010-01-12T16:06:42.462+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><title type='text'>Berbatov vittima della mafia bulgara</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.guim.co.uk/sys-images/Football/Pix/pictures/2008/11/20/1227218490258/Dimitar-Berbatov-001.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 460px; height: 276px;" src="http://static.guim.co.uk/sys-images/Football/Pix/pictures/2008/11/20/1227218490258/Dimitar-Berbatov-001.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tre presidenti di club assassinati in meno di dieci anni e una corruzione infestante. Se 3 indizi fanno una prova, non c’è dubbio che la mafia bulgara abbia metastatizzato il calcio locale come una cellula tumorale in un corpo senza difese immunitarie.&lt;br /&gt;L’ultimo, e non per la prima volta, a farne le spese è stato il giocatore del Manchester United Dimitar Berbatov, eletto uomo dell’anno 2009 nel paese natale. L’attaccante bulgaro si è recato a Sofia per ritirare il premio e ha colto l’occasione per presentare ai media la compagna Elana e la loro figlia Dea, sorprendendo un po’ tutti, vista la sua fama di scapolo d’oro.&lt;br /&gt;La stampa bulgara, che generalmente è molto attenta a raccontare i fatti privati delle persone più in vista, ha dato grande risalto alla storia con un risultato inquietante. Margarita, la madre di “Berba”, è stata contattata da alcuni mafiosi che avrebbero chiesto 550.000 euro (o 50.000, a seconda delle fonti) per ‘proteggere’ la giovane famiglia, in caso contrario il loro obiettivo sarebbe stato la piccola Dea. Inquietante il messaggio, la sfrontatezza della criminalità organizzata bulgara e anche il fatto che fossero coinvolti dipendenti del ministero dell’Interno, tanto da non poter contare sull’aiuto della polizia.&lt;br /&gt;A questo punto Berbatov e la sua famiglia sono tornati di corsa in Inghilterra grazie a un jet privato messo a disposizione da Ferguson in persona. Nel frattempo, a Manchester, è stato rafforzato il servizio di sicurezza nei pressi dell’abitazione del calciatore e sono stati allertati anche i vicini: le segnalazioni di movimenti sospetti saranno gradite e remunerate.&lt;br /&gt;L’agente di Dimitar, Emil Dantchev ha cercato di confondere le acque e di smentire i racconti dei tabloid, ma la tensione resta alta visti anche i precedenti. “Berba”, infatti, a 18 anni ha rischiato di essere rapito su ordine del “padrino” Georgi Iliev perché lasciasse il CSKA Sofia per l’FC Levski Kjustendil.&lt;br /&gt;Alcuni mesi fa, sempre secondo i tabloid inglesi, Berbatov sarebbe stato minacciato da Georgi Stoilov, uno dei capi della mafia bulgara, per alcuni sms piccanti che l’attaccante avrebbe mandato alla modella Nikoleta Lozanova, fidanzata del malvivente. In questo caso “Berba” ha smentito sia la relazione che le minacce, adducendo le fantasie della modella alla volontà di rompere con il malavitoso; cosa che, tra l’altro, avrebbe rischiato di mettere a repentaglio la relazione con Elana, allora in dolce attesa.&lt;br /&gt;Tanto bella quanto pericolosa la Lozanova, già fidanzata col portiere del Liverpool, oggi in prestito al Twente, Nikolay Mihailov. Pare, infatti, che Nikoleta abbia rivelato a Stoilov che il suo ex la trattava male e le mancava di rispetto. Non sappiamo se sia vero o meno, ma una cosa è sicura la Ferrari di Mihailov è andata a fuoco per 20.000 euro di danni e pare che ad appiccarlo sia stato uno sgherro del boss.&lt;br /&gt;In un Paese in cui gli ultrà delle squadre di calcio sono utilizzati come agenti provocatori negli scontri di piazza, come accadde circa un anno fa, nessuno si sorprende più, ma l’uccisione in pieno centro di Sofia, alcuni giorni fa, di Boris Tsankov pone tutto sotto una luce diversa. Tsankov, ex moderatore radiofonico, stava per dare alle stampe un libro sui legami tra mafia bulgara, élite economiche e politica.&lt;br /&gt;La Bulgaria è nel mirino della Commissione europea per gli scarsi risultati nella lotta alla criminalità organizzata. È arrivato il momento, anche per i calciatori, di evitare le cattive compagnie, soprattutto se sexy e procaci.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-4269027256700744378?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://berbatov.net/' title='Berbatov vittima della mafia bulgara'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/4269027256700744378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=4269027256700744378&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4269027256700744378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4269027256700744378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/01/berbatov-vittima-della-mafia-bulgara.html' title='Berbatov vittima della mafia bulgara'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-8294403372436502534</id><published>2010-01-05T18:54:00.002+01:00</published><updated>2010-01-05T18:57:40.156+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio italiano'/><title type='text'>Il "sacchismo" / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://labandadelcalcetto.files.wordpress.com/2008/10/arrigo_sacchi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 260px;" src="http://labandadelcalcetto.files.wordpress.com/2008/10/arrigo_sacchi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tra una rivoluzione copernicana e un colpo di fortuna ci può stare di tutto. Due scuole di pensiero antitetiche che come due pianeti di un sistema solare possono apparire vicini anche se lontani e viceversa.&lt;br /&gt;Un sistema solare all’interno del quale ci sta anche il Milan di Sacchi, gli “Immortali” che, comunque la si pensi, hanno rappresentato uno spartiacque, un confine tra il prima e il dopo, tra i pro e gli anti, perché, come ogni rivoluzione che si rispetti, poiché rivoluzione è stata, non ci sono vie di mezzo, non c’è spazio per i moderati.&lt;br /&gt;Dopo vent’anni ognuno è rimasto sulla sua posizione e il “sacchismo” è spesso brandito come una clava per bocciare o promuovere i tecnici che si affacciano alla ribalta continentale.&lt;br /&gt;Perché il Milan “Made in Sacchi”, quello che vinse 5-0 contro il Real Madrid, è stato un’idea prim’ancora che una squadra, il pensiero che undici atleti capaci di giocare a calcio e di farlo all’unisono potessero molto più che il talento puro del singolo alla guida di dieci comprimari.&lt;br /&gt;Arrigo Sacchi, volenti o no, riuscì a creare una versione moderna del calcio totale, schierando la squadra col 4-4-2 e chiedendo a ogni elemento spirito di abnegazione e sacrificio sia in fase offensiva che difensiva. Risultato? Pressing asfissiante, ripartenze (ogni rivoluzione che si rispetti ha anche un suo vocabolario) fulminanti e un atteggiamento mai rinunciatario che portava la squadra ad attaccare sino al fischio finale.&lt;br /&gt;I detrattori del “sacchismo” ricordano anche l’invenzione del fallo tattico, sempre pericoloso dal punto di vista fisico e al limite dell’antisportività, per interrompere il contropiede altrui che poteva essere fatale con una difesa in linea, difesa che sarà sempre tra le più forti del campionato.&lt;br /&gt;Più che Sacchi poterono i maggiordomi di quell’idea di calcio che pensavano esportabile a prescindere dagli attori protagonisti, dimenticando che quel Milan schierava più di metà della Nazionale italiana e il nucleo di quella olandese.&lt;br /&gt;Secondo i talebani del “sacchismo” un allenatore come Trapattoni era ormai bollito (già…), dimenticando che insieme a Radice e Bearzot, negli anni Settanta, era stato il primo a far giocare la Juventus con la zona mista.&lt;br /&gt;Una scuola di pensiero i cui risultati si vedono soltanto oggi e non tutti eccellenti.&lt;br /&gt;Il primo a uscire dal guscio è stato Frank Rijkaard, il cervello di quel Milan, giocatore eclettico come pochi altri, esordendo sulla panchina dell’Olanda e scornandosi con l’Italia di Zoff, capace di conquistare la finale con una partita da tregenda e con un Toldo che raggiunse l’apice della sua carriera parando tre rigori. In sintesi era l’“antisacchismo” che vinceva sul “sacchismo”. Rijkaard si è rifatto alla guida del Barcellona dove, con due lighe, due supercoppe di Spagna e una Champions League, ha iniziato il lavoro che Guardiola ha trasformato in capolavoro. Oggi allena il Galatasaray.&lt;br /&gt;Nello stesso periodo un altro figlioccio di Arrigo ha iniziato ad allenare, il più anarchico del trio olandese e, forse, il meno portato: Ruud Gullit. Ha esordito vincendo l’FA Cup col Chelsea, ma l’anno dopo è stato esonerato. Dal Newcastle come dai Los Angeles Galaxy si è dimesso e non gli è andata meglio col Feyenoord e come tecnico federale in Olanda, oggi fa l’osservatore per il Milan.&lt;br /&gt;Marco Van Basten e Roberto Donadoni hanno messo insieme una carriera parallela, tra club e Nazionale maggiore, ma inversamente proporzionale al talento che avevano da calciatori: mai una vittoria e più critiche che elogi. Con una differenza importante, l’italiano ha saputo riconoscere il talento a disposizione e l’ha utilizzato, l’olandese invece non ha saputo mixare adeguatamente questo col collettivo. Oggi sono entrambi disoccupati.&lt;br /&gt;Della nidiata dell’89 il figlio prediletto è sicuramente Carlo Ancelotti, vice di Sacchi nell’avventura azzurra è partito poi per una gavetta che l’ha portato al Milan con cui ha vinto campionato, Coppa Italia, Supercoppa italiana, due Champions, due supercoppe europee e un Mondiale per Club, dimenticando la Coppa Intertoto con la Juventus e la Charity Shield col Chelsea. Se a questo ci aggiungiamo lo schema ad albero di Natale, in pratica un 4-3-2-1, possiamo dire che l’allievo ha superato il maestro e che del maestro non ha le spigolature ideali e tattiche.&lt;br /&gt;E gli altri? Giovanni Galli si è dato alla politica, dopo essere già stato miracolato dal Milan, Mussi ha fondato una scuola calcio a Massa, Filippo Galli e Tassotti lavorano in società sperando di spiccare il volo come allenatori, Colombo, che ha corso per tutti, dopo il settore giovanile rossonero è partito dalla serie D, Costacurta non pare portato, Franco Baresi dopo varie vicissitudini giudiziarie si è dato al marketing, Evani ha seguito la strada di Colombo, Pinato allena i portieri della Primavera rossonera, Virdis si divide tra la televisione e il commercio mentre Paolo Maldini deve ancora decidere cosa fare da grande.&lt;br /&gt;Arrigo Sacchi ha smesso di allenare da tempo e dopo il Milan degli “Immortali” non è più riuscito a vincere, si è poi riciclato come opinionista per dare buoni consigli «sentendosi come Gesù nel tempio» o perché «non può più dare cattivo esempio».&lt;br /&gt;Chissà se ogni tanto ripensa alla nebbia di Belgrado che permise al Milan di rinviare una partita compromessa, aprendogli la strada verso la sua prima Coppa dei Campioni. Sì, lo sappiamo è una cattiveria, ma il calcio non è una scienza esatta ed è stato forse questo l’errore più grosso di Arrigo, dopo la rivoluzione e il regno, volerci far digerire a tutti i costi anche l’eresia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-8294403372436502534?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.acmilan.com/infopage.aspx?id=44112' title='Il &quot;sacchismo&quot; / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/8294403372436502534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=8294403372436502534&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/8294403372436502534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/8294403372436502534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/01/il-sacchismo-lunita.html' title='Il &quot;sacchismo&quot; / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-4880458624023258997</id><published>2010-01-04T15:26:00.004+01:00</published><updated>2010-01-04T15:33:59.559+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>La crisi economica del calcio II /  Il Calcio Illustrato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.lacavese.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/veronarultrasvr80.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 464px; height: 281px;" src="http://www.lacavese.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/veronarultrasvr80.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La crisi globale ha colpito tutti i settori economici e il calcio, seppur con qualche paracadute in più, non fa eccezione.&lt;br /&gt;Entrando in argomento, il paracadute è rappresentato dal fatto che la maggior parte dei contratti, sia quelli con lo sponsor tecnico e derivati che quelli con il main sponsor, sono pluriennali. Questo significa che per adesso le cifre pattuite restano immutate e ciò apre due ipotetiche vie d’uscita. La possibilità che i prossimi contratti siano più leggeri e quindi un minore e generalizzato investimento nel football, per riprendersi dalla sbornia della crisi, oppure che passata la bufera tutto resti com’è senza grossi scossoni.&lt;br /&gt;Il segno meno, comunque, inizia a comparire e di certo non rassicura chi vive di calcio. A segnare il passo, al momento, sono gli abbonati della serie A: -22.278 rispetto alla stagione precedente. In totale gli abbonati del massimo campionato sono 340.438 con l’Inter a quota 40.000 e il Chievo, ultimo, a quota 6.954.&lt;br /&gt;Colpisce che nonostante le buone performance di Parma (13.433) e Bari (13.154), entrambe neopromosse, la stagione presenti un decremento rispetto a quella precedente. In B sono scese Torino, Reggina e Lecce, che insieme contavano 26.221 abbonati, poco meno di quanto hanno fatto emiliani e pugliesi. Sale l’Inter, crescono la Lazio e il Genoa, ma allora cos’è successo?&lt;br /&gt;È accaduto che tre piazze importanti abbiano registrato forti riduzioni dei propri abbonati: dai -3.000 del Napoli ai -4.842 della Fiorentina. Ma il vero tracollo è quello del Milan che ha perso 17.016 abbonati. Cifre importanti, segno di un malessere generale, anche se nel caso specifico il messaggio è chiaro: via Ancelotti, via Kakà, via gli abbonamenti.&lt;br /&gt;Niente a che vedere con le magre del 2006-07, quando la serie A registrò solamente 284.258 abbonati, era il primo campionato con la Juventus in B. Allo stesso tempo lontani dal picco del 1992-93 quando la cifra superò le 400.000 unità.&lt;br /&gt;Piaccia o no, la Juventus fa la sua differenza, non ci credete? Gli spettatori totali in serie A nel 2005-06 sono stati 8.046.383 (fonte www.stadiapostcards.com), con i bianconeri in B, 2006-07, sono calati a 6.819.971, per risalire a 8.575.314 nel 2007-08 e superare quota 9 milioni appena una stagione fa. Andando poi a esaminare con chi hanno fatto il picco di spettatori le varie squadre scopriamo che 5 volte l’hanno fatto con la Juventus, 5 con l’Inter, 4 col Milan, 2 con la Roma, 2 col Genoa e una con la Lazio, del Cagliari mancano i dati. Trend che vale anche per le stagioni precedenti.&lt;br /&gt;Per capire quindi se la crisi ha colpito anche il calcio che, come abbiamo visto, in serie A era in crescita di spettatori, dovremo attendere la fine di questo campionato e capire se oltre agli abbonati sono diminuite anche le presenze allo stadio.&lt;br /&gt;A ben guardare, però, la media spettatori dell’anno scorso non è incoraggiante: 25.779. C’è chi punta l’indice sul fatto che tutto il calcio, almeno quello capace di creare business, è trasmesso in televisione nello spezzatino orario da questo derivante.&lt;br /&gt;Possibile. In Inghilterra, per esempio, gli stadi sono sempre pieni e gli abbonamenti (sempre più costosi) si prenotano spesso da un anno all’altro, sarà un caso ma le partite in televisione sono centellinate e chi vuole seguire la squadra del cuore deve uscire di casa e spendere. Questo crea un meccanismo virtuoso per cui la Premiership all’estero è il torneo più appetito, partite tirate, squadre nell’élite del calcio europeo, Nazionale tornata competitiva, movimento giovanile curato e in gran fermento, stadi sempre pieni, così fa incetta di diritti televisivi, basti pensare che c’è un progetto per far giocare all’estero una giornata di campionato extra, in estremo oriente pagherebbero oro per vedere dietro casa Chelsea-Liverpool.&lt;br /&gt;Cosa manca, allora, alla seria A per affrontare la crisi con serietà? Non i campioni blasonati, perché quelli arrivano dopo, dopo gli stadi di proprietà e di terza-quarta generazione, dopo un vivaio all’altezza, dopo una Nazionale sempre competitiva e club capaci di misurarsi ogni anno in Champions League, arrivando almeno in semifinale.&lt;br /&gt;Guai, però, a confondere l’effetto con la causa, anche perché l’indebitamento, fenomeno dal quale nessun Paese è immune, è dietro l’angolo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-4880458624023258997?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.stadiapostcards.com/' title='La crisi economica del calcio II / &lt;br&gt; Il Calcio Illustrato'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/4880458624023258997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=4880458624023258997&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4880458624023258997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4880458624023258997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2010/01/la-crisi-economica-del-calcio-ii-il.html' title='La crisi economica del calcio II / &lt;br&gt; Il Calcio Illustrato'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-3079744867407451640</id><published>2009-12-22T15:52:00.002+01:00</published><updated>2009-12-22T16:05:42.953+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><title type='text'>Il ritorno di Owen / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.topnews.in/files/michael-owen.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 300px;" src="http://www.topnews.in/files/michael-owen.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Datemi una leva e solleverò il mondo”. A Michael Owen sarebbero bastate due ginocchia integre per diventare l’Archimede del calcio, ma il destino cinico e baro ha voluto per lui un altro disegno.&lt;br /&gt;Un disegno tortuoso, non c’è che dire, per chi era divenuto il più giovane giocatore a vestire la maglia della Nazionale inglese dopo Duncan Edwards, per chi nello stesso anno, con un gol alla Maradona segnato contro l’Argentina ai Mondiali di Francia, era diventato il wonder kid del football mondiale.&lt;br /&gt;Nato e cresciuto a Chester, cittadina fondata dai romani nel I secolo d.C., al confine col Galles, nell’88 ha battuto il record di reti segnato nel campionato scolastico gallese: 92 per l’esattezza, 13 più di quelli realizzati da Ian Rush.&lt;br /&gt;E come Rush è diventato un giocatore del Liverpool, cinque anni nelle giovanili e poi, finalmente, la prima squadra, la maglia rossa addosso, You’ll never walk alone nel cuore e la Mersey che scorre nel sangue. Un amore non corrisposto fino in fondo nonostante le 118 reti segnate in 216 partite di Premier League, senza contare le coppe e la Nazionale.&lt;br /&gt;Grandi doti atletiche, precisione, potenza e velocità sono le sue qualità migliori, quando gli infortuni non lo perseguitano. A queste vanno aggiunte: l’innato fiuto del gol, una grande visione di gioco e un buon colpo di testa, nonostante l’1,73 d’altezza.&lt;br /&gt;Il 2001 per Owen è l’anno di grazia, col Liverpool vince l’FA Cup, la Coppa di Lega, la Charity Shield (oggi Community Shield) la Coppa Uefa e la Supercoppa Europa, 5 conquiste che gli valgono il Pallone d’Oro: Michael è sul tetto del mondo.&lt;br /&gt;Quando, però, sulla panchina dei Reds Benitez sostituisce Houllier, Owen prende la strada di Madrid, sponda Real, a far bella mostra di sé nella bacheca dei Galacticos del primo Florentino Perez, un anno fatto di molta panchina e 13 gol.&lt;br /&gt;Con i Mondiali alle porte la decisione di tornare in Inghilterra, a Newcastle, dove Alan Shearer stava terminando la sua carriera e dove Owen pareva l’erede designato, stesso fiuto del gol, stesso modo sobrio di esultare.&lt;br /&gt;Ma il destino è pronto a presentargli nuovamente il conto e lo fa nel match dei Mondiali 2006 contro la Svezia: rottura del crociato anteriore. Il resto è dolore, fatica, sudore, recupero ma, com’era accaduto a Liverpool, nemmeno nel profondo Nord, lì dov’è nato il calcio, riesce a scalfire il cuore degli orgogliosi tifosi Magpies, che lo accusano, tra le altre cose, di scarso impegno.&lt;br /&gt;Il resto è storia di oggi, la brochure distribuita dai suoi procuratori per perorare il mercato di un ex ragazzo che crede di poter dare ancora qualcosa al calcio e a se stesso. Il resto è la storia di un nemico che gli tende la mano, quell’Alex Ferguson che gliel’aveva negata dopo Madrid, quando Owen aveva cercato di tornare in Inghilterra dalla porta principale: Manchester.&lt;br /&gt;Un altro motivo per farsi odiare a vita dalla Kop, un’altra chance per non lasciare ingiallire sul muro di una cameretta di periferia l’immagine di wonder kid.&lt;br /&gt;Adesso l’Inghilterra lo vuole in Nazionale, adesso Owen è il Cassano di Capello, adesso Sir Ferguson ha vinto la sua scommessa, mettendogli sulle spalle la maglia numero 7 che era stata di Cristiano Ronaldo.&lt;br /&gt;Con la tripletta al Wolfsburg Michael è tornato lì da dove il destino l’ha più volte cacciato. Forse non solleverà più il mondo, ma ha fatto di meglio, ha risollevato se stesso, ha riportato quella faccia da eterno ragazzo sulle pagine di tutti i giornali, quelli che il padre Terry può continuare a ritagliare e ad attaccare in quella cameretta di periferia, lì dove s’impara a soffrire e a non darsi mai per vinti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-3079744867407451640?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.wikipedia.org/wiki/Michael_James_Owen' title='Il ritorno di Owen / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/3079744867407451640/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=3079744867407451640&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/3079744867407451640'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/3079744867407451640'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/12/il-ritorno-di-owen-lunita.html' title='Il ritorno di Owen / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-7499030226000267976</id><published>2009-12-16T00:34:00.002+01:00</published><updated>2009-12-16T00:37:18.224+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rubriche'/><title type='text'>L'angolo del gobbo 33 / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/3/36/Antognoni.jpg/200px-Antognoni.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 298px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/3/36/Antognoni.jpg/200px-Antognoni.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Uno dei ricordi più belli del calcio anni Ottanta è legato alle coppe europee, a quei pomeriggi in cui, dalle due fino alle dieci, circa, di sera, si restava incollati davanti al televisore per seguire le squadre italiane.&lt;br /&gt;Per chi, come me, ama il calcio era un goduria, mi divertivo a fare i conti dei punti conquistati per vedere l’Italia salire nel ranking Uefa, era la generazione post ’82 e con quelle immagini in testa ci apprestavamo a conquistare il Vecchio Continente, o comunque ci abbiamo provato.&lt;br /&gt;Era difficile fare i compiti in quelle giornate, spesso si sfruttava l’intervallo delle partite o i tempi morti tra una gara e l’altra. Era anche un modo per imparare la geografia, conoscere città mai sentite prima e squadre che si faceva fatica anche a immaginare, era l’inizio della globalizzazione del calcio e forse non ce ne siamo nemmeno resi conto.&lt;br /&gt;Io tifavo, lo faccio ancora oggi, per le squadre italiane e non mi sono mai abbandonato all’anti qualcosa o qualcuno, per cui guardavo e gioivo delle vittorie della Fiorentina, di quelle della Roma, dell’Inter, del Milan, del Torino e della “mia” Juventus. Ricordo un Anderlecht-Fiorentina 6-2 che costò ai viola la qualificazione al turno successivo, ma ricordo anche un risultato bugiardo e un arbitraggio al limite dello scandalo.&lt;br /&gt;Questo era possibile perché la Rai mandava in onda tutte le partite, con diritti televisivi decisamente inferiori a quelli attuali, non snobbava niente e nessuno.&lt;br /&gt;Oggi l’offerta televisiva è così vasta e variegata, i diritti televisivi capaci di condizionare, economicamente parlando, la stagione di una società che è difficile pensare di tornare indietro, di tornare alla magia e alle maratone televisive di quegli anni, però credo che ci vorrebbe più rispetto per chi come la Fiorentina ha scommesso su un progetto e lo porta avanti nonostante tutto.&lt;br /&gt;Perdersi la Fiorentina che vince all’Anfield Road è come mancare la notizia del giorno e per un giornalista non c’è cosa peggiore. Il Genoa di Bagnoli che riuscì nella medesima impresa e con lo stesso risultato fu trasmessa in chiaro di pomeriggio, se non vado errato.&lt;br /&gt;Altri tempi davvero. Questa Fiorentina e il suo progetto meritano attenzione, ma anche Firenze dovrebbe iniziare a smettere di snobbare la Nazionale, che proprio lì ha la sua casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-7499030226000267976?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='L&apos;angolo del gobbo 33 / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/7499030226000267976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=7499030226000267976&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/7499030226000267976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/7499030226000267976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/12/langolo-del-gobbo-33-il-brivido.html' title='L&apos;angolo del gobbo 33 / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-220621645643933505</id><published>2009-12-11T11:25:00.012+01:00</published><updated>2009-12-11T11:52:25.513+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><title type='text'>Celtic Forever</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_UIbD3NRajyY/SyIjH7P5nWI/AAAAAAAAABc/ewDRtP5erGI/s1600-h/celtic.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 142px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_UIbD3NRajyY/SyIjH7P5nWI/AAAAAAAAABc/ewDRtP5erGI/s200/celtic.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413928321123196258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Celtic Forever &lt;/b&gt; è una cavalcata tra la miriade di successi e i tanti personaggi che hanno fatto grande il club cattolico di Glasgow, nato nel 1887 su intuizione di un prete, Fratello Walfrid, per finanziare la mensa dove trovavano un aiuto e del cibo caldo i poveri di origine irlandese della città. Dai primi Old Firm con i Rangers, ai Lisbon Lions che nel 1967 conquistarono una storica Coppa dei Campioni contro l’Inter di Herrera, fino ad arrivare ai giorni nostri, la splendida maglia a strisce bianco-verde del Celtic è divenuta un’icona, il simbolo di un’intera comunità, quella irlandese, sparsa per tutto il mondo. Una comunità che si riconosce in tutto e per tutto in un club ormai tra i più famosi del Pianeta. Non a caso anche i supporter del Celtic al Parkhead hanno adottato come loro inno il celebre “You’ll never walk alone” di liverpudliana memoria. Perché i Bhoys non cammineranno mai soli e non scorderanno mai le loro origini e la loro storia, che vale certamente la pena di essere raccontata...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-220621645643933505?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://celticforeverbook.blogspot.com/' title='Celtic Forever'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/220621645643933505/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=220621645643933505&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/220621645643933505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/220621645643933505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/12/celtic-forever.html' title='Celtic Forever'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_UIbD3NRajyY/SyIjH7P5nWI/AAAAAAAAABc/ewDRtP5erGI/s72-c/celtic.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-2001306238274083096</id><published>2009-12-11T00:07:00.003+01:00</published><updated>2009-12-11T00:10:55.718+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rubriche'/><title type='text'>L'angolo del gobbo 32 / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://lanazione.ilsole24ore.com/sport/calcio/2009/12/06/268534/images/294164-1.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 150px;" src="http://lanazione.ilsole24ore.com/sport/calcio/2009/12/06/268534/images/294164-1.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;È stato un fine settimana soddisfacente e alcuni risultati mi sono garbati parecchio.&lt;br /&gt;Juventus-Inter? No, miei cari cugini viola, perdonate lo snobismo ma a me piace il calcio e quello di sabato sera non c’assomigliava nemmeno lontanamente. Ci sarà pure un motivo se i media italiani si sturbano per un Barcellona-Real Madrid mentre quelli stranieri appena danno il risultato del cosiddetto derby d’Italia. Io la partita di sabato sera non l’ho proprio guardata: troppe parole prima, durante e dopo, troppa tensione in campo e sugli spalti, troppo poca intelligenza, soprattutto dei protagonisti e troppa furbizia.&lt;br /&gt;Se fossi stato Mourinho anch’io mi sarei fatto espellere per lasciare il dubbio su tutto quello che sarebbe accaduto dopo, ma il bravo tecnico portoghese può infinocchiare chi vuole, soprattutto coloro che pagano i diritti televisivi, ma non chi ama veramente questo sport.&lt;br /&gt;Ripeto a me piace il calcio e lo sport, qualche volta mi chiedo anche come faccio a tifare per la Juventus, ma si sa nella vita tutto si può cambiare fuorché la squadra del cuore, quindi mi tengo questa croce in bianconero e tiro dritto.&lt;br /&gt;Un amore che non è incondizionato ma che deve corrispondere anche a una precisa scala di valori quali la correttezza, la lealtà, il bel gioco, la preparazione, l’onestà intellettuale e via discorrendo.&lt;br /&gt;Quindi non posso apprezzare le squadre che sono sostenute da determinate curve ultrà (diciamo che in generale la parola ultrà mi fa venire l’orchite) o che sono allenate da persone che umanamente non apprezzo, per ciò che dicono o hanno detto e per quello che fanno o hanno fatto.&lt;br /&gt;La Fiorentina, in questo senso, mi ha regalato una piccola grande soddisfazione battendo l’Atalanta di Antonio Conte («Non vedo le cose tramutate nel campo, abbiamo problemi, proveremo a risolverli a 360 gradi», tanto per farsi un’idea…), che quando venne all’Arezzo, di fronte alle prime critiche, ebbe l’ardire di dichiarare, parola più parola meno, che non allenava gli amaranto per soldi poiché ne aveva guadagnati così tanti alla Juventus da poter garantire per le sue prossime generazioni, insomma un signore… Non gliel’ho mai perdonata e attendo con pazienza sulla riva del fiume.&lt;br /&gt;Dall’Arno sono arrivate buone notizie, così come dal Tevere. Ogni tanto il campo sa compensare i valori extracalcistici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-2001306238274083096?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='L&apos;angolo del gobbo 32 / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/2001306238274083096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=2001306238274083096&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/2001306238274083096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/2001306238274083096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/12/langolo-del-gobbo-32-il-brivido.html' title='L&apos;angolo del gobbo 32 / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-4171409659155812201</id><published>2009-12-03T17:52:00.005+01:00</published><updated>2009-12-03T18:04:15.116+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><title type='text'>L'addio di Larsson al calcio / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://in-play.buy.co.uk/files/2008/11/henrik-larsson-anton-holmquist-soasta-wikipedia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 411px; height: 599px;" src="http://in-play.buy.co.uk/files/2008/11/henrik-larsson-anton-holmquist-soasta-wikipedia.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C’era una volta un principe, diranno i nostri cari lettori.&lt;br /&gt;No, Henrik Edward Larsson non è un principe, ma quasi, sarà per la sua signorilità, sarà che ha dato tutto se stesso in ogni squadra in cui ha giocato, sarà che, in un mondo come quello del calcio, ha mantenuto la parola data. Sarà anche per il titolo di Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico che ha ricevuto nel 2006 per gli anni straordinari passati a Glasgow, sponda Celtic.&lt;br /&gt;Sicuramente la squadra che ne ha esaltato le doti di bomber con 174 gol segnati in 221 partite, vincendo nove titoli, la Scarpa d’Oro, 5 volte capocannoniere della Scottish Premier League, votato 2 volte miglior calciatore del campionato scozzese, oggi il suo nome è nella Hall of Fame dei biancoverdi cattolici.&lt;br /&gt;Adesso che ha deciso di smettere, a 38 anni, sarà ricordato per questo e non solo, perché Larsson è stato uno degli attaccanti più forti e prolifici di tutti i tempi, un po’ sottovalutato ma anche fortunato nelle scelte. In una pausa del campionato svedese, per esempio, 2006-07, è andato al Manchester United con cui ha vinto la Premier League; con il Barcellona ha giocato due stagioni, ma appena in tempo per vincere la Champions League 2005-06; con la Svezia a preso parte a tre Mondiali, ’94, 2002 e 2006, conquistando un terzo posto negli Stati Uniti.&lt;br /&gt;Oggi si direbbe un vincente, ma la sua vita e la sua carriera sono state attraversate anche da momenti difficili, come l’infortunio del 21 ottobre ’99 a Lione: tibia e perone rotti nello scontro con Serge Blanc, negli spogliatoi i compagni di squadra erano affranti, non per la sconfitta, ma per aver perso Henrik, per tutti “Henke”. Larsson torna e il 27 agosto del 2000 segna uno spettacolare 6-2 contro i Rangers di Glasgow, aperitivo di uno storico Treble per il Celtic che in quella stagione vince campionato, coppa di Lega e di Scozia.&lt;br /&gt;Nella sua carriera è stato anche attraversato dall’idea di smettere precocemente con la Nazionale, con la quale ha giocato tre Mondiali e tre Europei, e malevolmente accarezzato da un incipit di depressione, ma la famiglia e il calcio hanno fatto il resto; i figli si chiamano Janice e Jordan in onore del cestista Michael.&lt;br /&gt;Figlio di una svedese e di un capoverdiano ha colpito sempre per la sua carnagione scura e, a tratti, per un’incredibile acconciatura rasta.&lt;br /&gt;Quando ha capito che era il momento è tornato nella squadra della città natale, Helsingborg, e qui ha attaccato per sempre le scarpe al chiodo. Come ha scritto il settimanale spagnolo Don Balon: hasta siempre “Henke”, ha sido un placer. Sì, è stato un piacere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-4171409659155812201?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.unita.it/' title='L&apos;addio di Larsson al calcio / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/4171409659155812201/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=4171409659155812201&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4171409659155812201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4171409659155812201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/12/laddio-di-larsson-al-calcio-lunita.html' title='L&apos;addio di Larsson al calcio / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-4062710576846404973</id><published>2009-12-01T23:39:00.003+01:00</published><updated>2009-12-01T23:43:42.606+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rubriche'/><title type='text'>L'angolo del gobbo 31 / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://digilander.libero.it/florencerooms/fiorentina.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 229px; height: 270px;" src="http://digilander.libero.it/florencerooms/fiorentina.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un vecchio allenatore di settore giovanile soleva dire dei propri calciatori: «Bravi ragazzi, belle magline, ma il calcio è un’altra cosa».&lt;br /&gt;Se fissiamo il nostro sguardo sull’occasionissima mancata da Gilardino il vecchio adagio calza a pennello. Intendiamoci, l’attaccante viola è un ottimo giocatore e la Fiorentina a San Siro non ha sfigurato (oggi non parlo di arbitri visto che l’ho fatto la settimana scorsa e non ho cambiato idea), ma quando si fa un numero del genere e si lasciano lì, come mammalucchi, i due diretti avversari, quando poi ci si trova di fronte a Julio Cesar che nulla può la palla va buttata dentro e non contro il palo.&lt;br /&gt;Perché si può giocare più o meno bene a calcio, si può essere una squadra che fa del fair play la propria bandiera, si può avere uno degli allenatori più bravi d’Europa, ma se poi soli davanti al portiere non si fa gol… il calcio è un’altra cosa.&lt;br /&gt;La Fiorentina con l’Inter poteva perdere, stava nelle cose, però così fa male. Fa male ancor di più dopo una settimana in cui la squadra toscana è stata incensata per aver battuto il Lione ed essersi qualificata agli ottavi di Champions League, un traguardo incredibile che aumenta il tesoretto dei Della Valle, un tesoretto che a gennaio potrebbe essere investito per un finale di stagione scoppiettante.&lt;br /&gt;Io mi aspettavo almeno un pareggio, viste le premesse, come aveva detto Prandelli: «Facciamo la Fiorentina». Come al solito Cesare c’aveva visto giusto, consapevole che non è una vittoria e un risultato che fanno una stagione, non è come s’inizia ma come si finisce l’importante. In questo Firenze e la sua squadra hanno dimostrato un atteggiamento old style, mi spiego meglio.&lt;br /&gt;Una volta ai fiorenini bastava vincere contro la Juventus e non a caso hanno conosciuto anche l’onta della B e non solo. Da quando hanno capito che è importante vincere più partite per arrivare in Champions le cose sono cambiate e sono arrivate persone capaci nei ruoli chiave. Dopo la qualificazione in coppa, però, ho letto tra le righe dell’euforia e delle varie dichiarazioni la presenza di quel vecchio baco, come a dire: «Abbiamo fatto il massimo, da adesso in avanti tutto quello che viene è guadagnato». L’Inter ha dimostrato che nel calcio non ci si deve accontentare mai, se si vuole vivere alla grande.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-4062710576846404973?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='L&apos;angolo del gobbo 31 / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/4062710576846404973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=4062710576846404973&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4062710576846404973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4062710576846404973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/12/langolo-del-gobbo-31-il-brivido.html' title='L&apos;angolo del gobbo 31 / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-8301898011702850038</id><published>2009-11-27T13:29:00.004+01:00</published><updated>2009-11-27T13:40:24.338+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vari'/><title type='text'>Atleti ermafroditi / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/38949/Caster%20Semenya%20celebrates%20after%20winning%20800m%20gold%20at%20the%20world%20championships%20in%20Berlin.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 460px; height: 276px;" src="http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/38949/Caster%20Semenya%20celebrates%20after%20winning%20800m%20gold%20at%20the%20world%20championships%20in%20Berlin.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Caster Semenya sudafricana di Polokwane, campionessa mondiale degli 800 metri piani, qualunque sia l’esito ufficiale degli esami, la IAAF non ha ancora, sibillinamente, concluso il complesso iter, conserverà la medaglia d’oro vinta a Berlino.&lt;br /&gt;Questo è quello che ha annunciato il ministero dello Sport del Sudafrica e che la federazione internazionale non ha né confermato né smentito. Si sussurra di accordi tra i due enti per evitare che, dopo essere diventata (?) un caso sportivo e umano, Caster possa diventare anche un caso politico.&lt;br /&gt;Secondo le prime indiscrezioni, dai controlli fatti sulla sua sessualità, pare che al posto dell’utero e delle ovaie ci siano i testicoli, in questo caso sarebbe un ermafrodito. La federatletica sudafricana l’ha sottoposta a un controllo prima dei Mondiali, quindi sapeva e l’ha scagliata sola contro tutti solo per «riportare il Sudafrica sulla mappa del mondo», come ha dichiarato il ministro delle donne Mayende-Sibiya.&lt;br /&gt;Non sappiamo cosa resterà di Caster, di questo essere umano che dovrà fare ogni giorno i conti con ciò che è e con ciò che appare, presto però si renderà conto che qualcuno l’ha messa al pubblico ludibrio solo per vantarsi di una medaglia d’oro, consapevole che non trattandosi di doping non gliel’avrebbero tolta, un dolo che va ben oltre quello sportivo.&lt;br /&gt;Anche sulla ceca Jarmila Kratochvilova, detentrice del record sugli 800 metri piani, 1’53”28, vincitrice di varie medaglie d’oro e d’argento persino nei 400, sono circolati insistenti sospetti sulla reale identità sessuale. Sarà un caso, ma quel record dura dal 1983, perché come dicono i maligni «solo un uomo può battere un altro uomo». Gli anni Ottanta sono stati per lei quelli della consacrazione dopo malattie e infortuni che l’avevano relegata all’ombra della tedesca dell’est Marita Koch, sulla quale però pesano i sospetti del doping di stato: steroidi anabolizzanti e altre sostanze che erano illegali, ma a quel tempo non rilevabili.&lt;br /&gt;Se l’illegalità del doping aiuta, in qualche modo, a tracciare una linea retta tra ciò che è pulito e ciò che non lo è, l’intersessualità è un argomento decisamente più complicato e non solo per i semplici appassionati di sport, ma anche per il CIO e la IAAF.&lt;br /&gt;Oggi ai transessuali è consentito gareggiare, se legalmente riconosciuti di sesso maschile o femminile, dopo un biennio ormonale post-operatorio, strada che per continuare a gareggiare potrebbe percorrere anche la Semenya; ma è stato nel 1964 che il Comitato olimpico internazionale decise d’inserire il controllo cromosomico, decisione che portò al ritiro di molte atlete senza però risolvere del tutto il problema, vista la varietà delle cause che possono intervenire a livello cromosomico, ormonale e/o morfologico.&lt;br /&gt;In questo senso è emblematico il caso di Stella Walsh, o Stanislawa Walasiewicz, oro per la Polonia ai Giochi di Los Angeles, nel ’32, e argento a Berlino nel ’36, nata a Brodnica ma vissuta a Cleveland dall’età di tre mesi e divenuta poi cittadina americana. È morta il 4 dicembre 1980 colpita da una pallottola vagante durante una rapina a un supermercato e lo stesso coroner ha rinunciato a dichiararsi su quello che probabilmente è stato un caso di mosaicismo: tra quelle che vengono definite anormalità cromosomiche non altrimenti classificate. Anche la sua rivale americana Helen Stephens fu accusata di mascolinità, ma accettò di spogliarsi davanti a una commissione medica, non sappiamo se prima o dopo l’invito di Hilter per un weekend d’amore.&lt;br /&gt;Contemporaneo a Stella Walsh è il caso di Dora Ratjen, o Hermann Ratjen, atleta tedesco morto l’anno scorso, che partecipò alla gara femminile di salto in alto alle Olimpiadi di Berlino del ’36, costretto dal regime, pare, per sostituire l’atleta di origini ebraiche Gretel Bergmann, reintegrata su pressioni del CIO ma poi esclusa dalle gare. Dora e Gretel furono anche compagne di stanza, tanto il tedesco Hermann non avrebbe mai tentato di avvicinarla, rischiando il carcere. Una compagna di stanza strana e misteriosa, ma nessuna pensò che fosse un uomo. Dopo gli Europei di Vienna del ’38, però, due donne ne videro la barba e lo fecero arrestare, una volta riconosciuto come uomo, per frode. Così la medaglia d’oro vinta col record mondiale di 1,70 fu restituita.&lt;br /&gt;Ma dietro quello che è passato alla storia come un “imbroglio sessuale olimpico” c’è dell’altro. Sembra, infatti, che Hermann all’anagrafe fosse stato registrato come Dora e che solo in seguitò abbia manifestato i caratteri sessuali maschili, pur continuando a comportarsi come una donna.&lt;br /&gt;A queste storie poi si uniscono quelle degli atleti transgender, di cui abbiamo scritto, e di quelli che hanno cambiato sesso per i motivi più disparati.&lt;br /&gt;Vero è che dall’introduzione del controllo cromosomico molte atlete di levatura mondiale si sono ritirate dall’attività: la velocista polacca Ewa Klobukowska, la quattrocentista Maria Itkina, la lunghista Tatyana Shchelkanova, entrambe sovietiche, la saltatrice in alto romena Iolanda Balas, le sorelle ucraine Irina e Tamara Press, specializzate nel lancio del disco e in quello del peso.&lt;br /&gt;E chissà quante altre sono sfuggite alla rete dei controlli nel gioco XX, XY, che tanto continua ad appassionare e che non risolverà mai definitivamente la biblica dicotomia tra Adamo ed Eva.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Ermafroditismo &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;L’ermafroditismo o monoicismo è un fenomeno col quale un individuo di una determinata specie può produrre, contemporaneamente o successivamente, sia i gameti maschili sia quelli femminili. In alcune specie animali, in particolare invertebrati, il fenomeno è comune o addirittura essenziale per la riproduzione.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Transgender &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nella terminologia psicologica, psichiatrica, endocrinologica e legale il termine transgender è utilizzato in termini semplificativi per indicare una persona transessuale non operata ai genitali. Secondo questa accezione del termine quindi transgender diventa un termine per indicare solamente una sottocategoria delle persone transessuali e per separare il/la transessuale operato/a (ai genitali) da quello/a non operato/a.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Controllo cromosomico &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nel 1964 il CIO decise di introdurre il controllo cromosomico, per stabilire con certezza il sesso dell’atleta. Una decisione presa dopo le continue e formidabili prestazioni di molte atlete dell’Est Europa, della cui femminilità molti a Ovest dubitavano, dubbi che le recenti inchieste sul doping di stato nell’ex Ddr hanno formalmente avallato. Pur restando, infatti, fenomeni diversi (doping e intersessualità) è accaduto che alcune, dopo un continuo e massiccio utilizzo di testosterone, il principale ormone maschile, abbiano cambiato sesso. Eclatante il caso di Heidi Krieger, oggi divenuta Andreas.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-8301898011702850038?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.unita.it/' title='Atleti ermafroditi / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/8301898011702850038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=8301898011702850038&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/8301898011702850038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/8301898011702850038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/11/atleti-ermafroditi-lunita.html' title='Atleti ermafroditi / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-6280909387074118856</id><published>2009-11-26T11:26:00.003+01:00</published><updated>2009-11-26T11:33:31.573+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio italiano'/><title type='text'>La discesa di Toni / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tuttosport.com/images/36/C_3_Media_924836_immagine_l.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 307px;" src="http://www.tuttosport.com/images/36/C_3_Media_924836_immagine_l.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un amore intenso ma breve. Potrebbe essere archiviata così l’avventura di Luca Toni al Bayern Monaco, con Van Gaal a fare la parte del terzo incomodo.&lt;br /&gt;Sarà per le magre che l’italiano ha messo in fila dall’inizio della stagione, sarà per la crisi di risultati della squadra bavarese, sarà per il vulnus tattico dell’olandese, fatto sta che tra i due è rottura. Una rottura annunciata da Toni su Rai Tre, «Tutte le cose hanno un limite, gli ho detto quello che pensavo e il nostro rapporto è quasi finito», e ufficializzata poi da Van Gaal sulla Bild.&lt;br /&gt;Il tutto condito con uno spruzzo di veleno: Toni si prepara in vista della sfida di Champions e l’allenatore dichiara, invece, che si è “chiamato” fuori dalla rosa perché infortunato. Una caduta di stile che fa pari con la multa comminata per mancanza di disciplina all’ex giocatore della Fiorentina, per essere andato via subito dopo la sostituzione nel secondo tempo del match con lo Schalke04.&lt;br /&gt;Una situazione che stride con il Toni raccontato e incensato fino a poco tempo fa, vincitore di Bundesliga, Coppa di Germania, Coppa di Lega tedesca e della classifica marcatori con 24 reti.&lt;br /&gt;Difficile pensare che sia lo stesso giocatore al quale era stata dedicata una canzone, diventata molto popolare. Il campione del mondo che proprio in Germania aveva alzato la coppa sotto il cielo di Berlino. L’idolo delle donne teutoniche e dei tifosi del Bayern.&lt;br /&gt;Una cosa è certa, la stella di Toni in Baviera è in fase calante, passando dai 24 gol della prima stagione ai 14 della seconda, per finire allo zero attuale. In tutto l’attaccante ha messo insieme 4 presenze in campionato, una con una rete in Coppa di Germania e altrettanto in Champions League. Ha giocato anche due partite con la squadra riserve senza segnare, insomma performance lontane da quelle che lo portarono a vincere la Scarpa d’Oro nel 2006.&lt;br /&gt;«Mi piacerebbe tornare in Italia e giocarmi le mie chance per il Mondiale», ha detto ai microfoni della televisione italiana, facendo arrabbiare Van Gaal e il Bayern Monaco. Un’idea suggestiva, visto che si è parlato anche di un clamoroso ritorno alla Fiorentina, impossibile se guardato dal punto di vista di Gilardino che ama giocare da punta centrale, possibilmente solo, plausibile se legato al caso Mutu.&lt;br /&gt;Anche il Napoli, alle prese con un Quagliarella decisamente sottotono, e la Roma, da sempre alla ricerca di un attaccante italiano di peso, sembrerebbero interessate, ma l’affare è più complicato del previsto.&lt;br /&gt;Se il Bayern Monaco dovesse esonerare Van Gaal in tempi brevi Toni resterà, cercando di capire quanto spazio gli potrà garantire il nuovo allenatore. Se Van Gaal rimane Toni a gennaio sarà sul mercato.&lt;br /&gt;Secondo tuttomercatoweb.com c’era un contratto pronto col Valencia sul quale mancava solo la firma del giocatore, ma i suoi tentennamenti hanno spinto il club spagnolo a chiedere Dominguez al Rubin Kazan. Senza dimenticare il peso dei 6 milioni di euro annui che l’italiano percepisce attualmente.&lt;br /&gt;Più suggestiva l’ipotesi Roma, il cui interessamento è stato confermato dal manager del centravanti Josè Alberti a romagiallorossa.com, interessamento e non trattativa che, eventualmente, procederebbe sull’offerta di un triennale per 2,5 milioni a stagione. Difficile pensare, però, che i tedeschi possano accontentarsi di soli 5 milioni di euro per cederlo a titolo definitivo.&lt;br /&gt;Con Totti formerebbe una coppia mundial decisa a convincere Lippi per la missione sudafricana e capace, almeno nelle intenzioni, di risollevare la Roma di Ranieri, chiamata a un riscatto e possibilmente a uno strappo in avanti nella seconda parte della stagione, per rientrare in zona Champions.&lt;br /&gt;Non discutiamo l’ipotesi Roma ma, con tutto il rispetto dovuto ai protagonisti, l’idea di un attacco azzurro formato da due giocatori che insieme fanno 65 anni non ci entusiasma. Meglio l’esonero di Van Gaal.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-6280909387074118856?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.transfermarkt.de/de/spieler/5980/luca-toni/profil.html' title='La discesa di Toni / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/6280909387074118856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=6280909387074118856&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/6280909387074118856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/6280909387074118856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/11/la-discesa-di-toni-lunita.html' title='La discesa di Toni / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-1471596917001300045</id><published>2009-11-23T18:16:00.002+01:00</published><updated>2009-11-23T18:18:28.645+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><title type='text'>La Lega Atlantica / Avvenire</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www2.pictures.gi.zimbio.com/Celtic+v+Rangers+CzwFfENUVlHl.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 594px; height: 392px;" src="http://www2.pictures.gi.zimbio.com/Celtic+v+Rangers+CzwFfENUVlHl.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una lega del Nord Atlantico. È questa l’ultima idea sul tavolo del calcio europeo che ha ormai nella Champions League la sua manifestazione di punta, sia come spettacolo che come risultato economico.&lt;br /&gt;A proporla è stato Michael van Praag, presidente della Federazione olandese di calcio e comprenderebbe club belgi, portoghesi, olandesi, scandinavi più Celtic e Rangers di Glasgow.&lt;br /&gt;Le due squadre scozzesi da anni pensano a lasciare la Scottish Premier League, per vari motivi: campionato poco competitivo e quindi poco appetibile anche sotto l’aspetto dei diritti televisivi, di conseguenza scarsa concorrenza europea dei due club che si dividono la partecipazione alla ricca Champions. In verità lo sbocco naturale per entrambi sarebbe la Premier League, anche se vista la forza delle avversarie non garantirebbe un accesso sicuro all’Europa che conta, ma basterebbero i diritti televisivi sul campionato per risollevarne le sorti economiche.&lt;br /&gt;«L’Uefa, attualmente, è conservatrice e piena di paure – ha dichiarato van Praag – Io ne faccio parte, ma credo sia venuto il momento di creare una nuova lobby per aprire nuove frontiere e nuove possibilità».&lt;br /&gt;L’invito più diretto è stato rivolto proprio a Celtic e Rangers, che porterebbero con sé tanta storia, blasone e pubblico, con due stadi meravigliosi. Ma, come nell’Old Firm, la reazione è stata opposta.&lt;br /&gt;Peter Lawwell, dei biancoverdi cattolici, ha definito l’idea un “Frankenstein” calcistico, mentre il suo dirimpettaio protestante, Martin Bain, ha accolto con grandi elogi l’outing di van Praag: «È venuto il momento di un cambiamento nel calcio europeo e ci sono tanti club che la pensano come noi», aggiungendo: «La stessa Uefa sa benissimo che dovrà fare qualcosa per aiutare la crescita dei movimenti più piccoli, per proteggere la natura competitiva della Champions».&lt;br /&gt;Platini, che vuole un calcio più democratico, ha fatto chiudere il G-14, ma ha dovuto fare importanti concessioni ai club politicamente più importanti e la crisi economica sta facendo il resto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-1471596917001300045?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.avvenire.it/' title='La Lega Atlantica / Avvenire'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/1471596917001300045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=1471596917001300045&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1471596917001300045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1471596917001300045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/11/la-lega-atlantica-avvenire.html' title='La Lega Atlantica / Avvenire'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-7330639094455029249</id><published>2009-11-14T13:43:00.003+01:00</published><updated>2009-11-14T13:50:34.553+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><title type='text'>Il calcio di Dayton / il Riformista</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm4.static.flickr.com/3524/4017318608_10545ff6c1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 363px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3524/4017318608_10545ff6c1.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il cuore lusitano contro l’anima bosniaca, questa sera al “da Luz” di Lisbona s’intrecceranno in un fado struggente sognando il Sudafrica.&lt;br /&gt;Al Portogallo mancherà la prima voce di Cristiano Ronaldo, alla Bosnia Erzegovina, invece, potrebbe mancare il coraggio per osare e assestare il colpo d’incontro.&lt;br /&gt;I primi hanno tutto da perdere, i secondi da guadagnare, non foss’altro che sono la sorpresa delle sorprese.&lt;br /&gt;Un successo nato sulle spalle di tre personaggi chiave che intrecciano le loro storie con quelle della terra che rappresentano.&lt;br /&gt;Edin Dzeko, attaccante del Wolfsburg e della nazionale balcanica, è cresciuto sotto le bombe che martoriavano Sarajevo durante la guerra civile, giocando a calcio nei corridoi delle case perché nei cortili poteva diventare facile bersaglio dei cecchini cetnici. Bosniaco musulmano, ha resistito fuori e dentro di sé a tutta la disumanità possibile e ha fatto della disciplina la sua arma vincente, che gli ha permesso di conquistare la maglia da titolare in entrambe le squadre.&lt;br /&gt;Nello stesso club gioca anche il capitano della Bosnia Erzegovina, Zvjezdan Misimovic, nato a Monaco di Baviera da genitori originari di Bosanska Gradiska, Repubblica Srpska, territorio impervio che ha nascosto tanti criminali di guerra tra cui Radovan Karadzic, espressione dei serbi bosniaci. A differenza di Dzeko, che ha iniziato a giocare nello Zeljeznicar di Sarajevo, la sua carriera è tutta tedesca, dal Bayern Monaco, che non ha creduto in lui, al Bochum, dal Norimberga al Wolfsburg dei miracoli.&lt;br /&gt;Chiude il cerchio multietnico il Ct Miroslav Blazevic, croato della città bosniaca di Travnik, capace di portare la Croazia al terzo posto di Francia ’98, già commissario tecnico di Svizzera e Iran, ha legato il suo nome anche alle sorti della Dinamo Zagabria e dell’Hajduk Spalato.&lt;br /&gt;Nonostante il successo della qualificazione agli spareggi, il nome di Blazevic è collegato al caso Kodro, suo predecessore, esonerato il 17 marzo 2008 perché si era rifiutato di giocare un’amichevole con l’Iran, non reputandola una buona occasione per la squadra. Il suo esonero ha scatenato l’ira dei fan che sono scesi addirittura in piazza contro la Federazione tricefala della Bosnia Erzegovina.&lt;br /&gt;Il calcio bosniaco, infatti, sembra il frutto degli accordi di Dayton del 21 novembre ’95, con un presidente bosgnacco, bosniaco musulmano, uno croato e uno serbo, due associazioni calcistiche principali, srpska e bosniaco erzegovese, e altre minori per ogni Cantone.&lt;br /&gt;I BHFanaticos, gruppo di tifosi apertamente schierato contro la Federazione, non perdono occasione per denunciarne l’atteggiamento mafioso, anche con striscioni durante le partite della nazionale. L’accusa più grave è quella per cui ogni giocatore pagherebbe 5.000 euro per vestire la maglia della Bosnia Erzegovina, direttamente o attraverso il procuratore. Pare che Ibrahimovic, una decina di anni fa, avesse chiesto di giocare per il paese d’origine ma non aveva i soldi così gli fu sbattuta la porta in faccia.&lt;br /&gt;Proprio Kodro, con la sua serietà e rettitudine, era riuscito a ricostruire una rappresentativa competitiva, convincendo molti giocatori importanti a tornare, ma non aveva mai smesso di denunciare il sistema mafioso intorno, mostrando anche sms dei capi della federazione che chiedevano come mai non avevano giocato i “loro” ragazzi. Serietà che alla fine gli è costata l’esonero.&lt;br /&gt;Sembra che anche il campionato e i suoi esiti siano il frutto della politica di Dayton, con il perfetto intervallarsi di squadre appartenenti alle tre diverse etnie. Nel 2007 hanno vinto i bosgnacchi del Sarajevo, nel 2008 i serbi-bosniaci del Modica e nel 2009 i croati-bosniaci del Zrinjski Mostar, un caso?&lt;br /&gt;Prima del 2000 ogni etnia organizzava un campionato a parte, frutto dell’odio e delle atrocità della guerra civile.&lt;br /&gt;Questa notte in uno degli stadi che hanno visto scorrere sul proprio manto erboso la storia del calcio la Bosnia Erzegovina potrebbe sentirsi nazione per la prima volta. Ma la sua anima pare ancora troppo debole per impensierire il cuore lusitano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-7330639094455029249?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.osservatoriobalcani.org/article/frontpage/77' title='Il calcio di Dayton / il Riformista'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/7330639094455029249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=7330639094455029249&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/7330639094455029249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/7330639094455029249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/11/il-calcio-di-dayton-il-riformista.html' title='Il calcio di Dayton / il Riformista'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3524/4017318608_10545ff6c1_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-3404046786171820208</id><published>2009-11-10T09:29:00.003+01:00</published><updated>2009-11-10T09:33:22.462+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rubriche'/><title type='text'>L'angolo del gobbo 29 / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.corrieredellosport.it/images/00/C_3_Media_368300_immagine_det.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 470px; height: 288px;" src="http://www.corrieredellosport.it/images/00/C_3_Media_368300_immagine_det.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La vittoria a Udine della Fiorentina ha messo il turbo all’entusiasmo viola, in ottima compagnia nella parte alta della classifica in campionato e con un piede negli ottavi di Champions League.&lt;br /&gt;1,84 è la media punti di Prandelli in campionato (302 in 164 partite), 8 i giocatori andati in gol fino a questo momento, 7 gli assist di Vargas, 3 i gol del laterale sinistro. Numeri che dicono molto ma non tutto dell’attuale stagione.&lt;br /&gt;C’è, infatti, un numero che pochi hanno guardato e che, a mio modesto parere, è molto più importante ed esemplificativo: la Fiorentina ha un solo punto in più rispetto alla stagione scorsa. Quest’anno è quarta a pari merito con la Sampdoria, a meno 8 dall’Inter. L’anno scorso era settima a pari punti col Genoa e a meno 7 dai nerazzurri.&lt;br /&gt;L’anno scorso il Milan era a meno 1 e la Juventus a meno 3, quest’anno i bianconeri sono a meno 5 e il Milan è a meno 7. Senza un rallentamento importante dell’Inter lo scudetto è già assegnato e in giro non c’è squadra che possa contrastare la forza e la fisicità, leggasi in questo caso anche come impunità, della corazzata di Mourinho.&lt;br /&gt;La Fiorentina cercava continuità, l’ha trovata? Chissà, i numeri direbbero che meglio dell’anno scorso riesce a stare tra le grandi, ma non c’è poi tutta questa differenza, un solo punto in più in campionato e un altro punto in più di distanza dalla prima.&lt;br /&gt;Se, quindi, la grandezza viola si dovesse riassumere attraverso i numeri si farebbe una gran fatica a dimostrare che questi sono il frutto di una maggiore concretezza e di una stabilità che prima non c’era. Forse, i risultati in Champions stanno dando maggiore convinzione a tutto l’ambiente e allora i colori sono più vividi, i sorrisi più vivaci, il gruppo più compatto, ma tutta questa differenza io non la vedo.&lt;br /&gt;La Fiorentina, valori alla mano, ha le carte in regola per riqualificarsi in Champions, magari anche senza preliminari, con un buon sorteggio potrebbe anche arrivare ai quarti, ma la stagione finirà ancora una volta con tante pacche sulle spalle e nessuna vittoria in bacheca.&lt;br /&gt;Il mercato di gennaio ci dirà poi quanto la società intenderà investire veramente nella squadra, che sta facendo, questo sì, di necessità virtù con grande stile. Una formazione tra le prime in campionato e ancora in piedi in Champions meriterebbe qualche bel regalo di Natale posticipato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-3404046786171820208?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='L&apos;angolo del gobbo 29 / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/3404046786171820208/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=3404046786171820208&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/3404046786171820208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/3404046786171820208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/11/langolo-del-gobbo-29-il-brivido.html' title='L&apos;angolo del gobbo 29 / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-1033679813946676520</id><published>2009-11-09T11:57:00.002+01:00</published><updated>2009-11-09T12:00:17.020+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><title type='text'>La Corea del Nord / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.solocalcio.com/wp-content/uploads//corea-del-nord.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 436px; height: 327px;" src="http://www.solocalcio.com/wp-content/uploads//corea-del-nord.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Do You Remember? 1-0.&lt;br /&gt;C’è poco da fare, la vittoria della Corea del Nord contro l’Italia ai Mondiali inglesi ha fatto epoca, probabilmente, alla voce sport&amp;costume, lo possiamo archiviare come uno dei fatti più rilevanti del secolo scorso. Anche la Corea del Sud, nel 2002, cerco d’intimidirci con quel ricordo e poi riuscì a eliminarci.&lt;br /&gt;Il gol lo segnò il dentista non dentista, pare che avesse la qualifica ma non esercitò mai la professione, Pak Doo Ik che così fu promosso da caporal maggiore a sergente e divenne un eroe nazionale, in seguito è stato Ct della rappresentativa alle Olimpiadi di Montreal e tedoforo nel 2008. Il regime di Kim Il-Sung, “Padre della Patria”, però, non perdonò a molti suoi compagni di squadra i festeggiamenti “eccessivi” e “borghesi” dopo la vittoria contro gli azzurri, così furono condannati ai lavori forzati, mentre il loro tecnico, Myong Rae Hyon fu accusato di attività antirivoluzionarie. Da questa vicenda nel 2002 è stato prodotto un documentario, The Game of Their Lives, che racconta la storia di sette componenti la squadra del ’66 ancora vivi.&lt;br /&gt;I veti incrociati degli anni Settanta e Ottanta non hanno fatto la fortuna di una Nazionale che avrebbe avuto, comunque, poco da dire al movimento asiatico e mondiale. Niente in confronto alla squalifica comminata dalla Fifa alla Corea del Nord dopo gli incidenti del marzo 2005 durante il match con l’Iran per le qualificazioni ai Mondiali tedeschi.&lt;br /&gt;Gli iraniani erano già sul 2-0 e un rigore negato ai padroni di casa scatenò l’ira dei tifosi che iniziarono a tirare pietre, bottiglie e seggiolini, mentre un’invasione di campo costrinse i giocatori mediorientali ad asserragliarsi negli spogliatoi. La partita si concluse, in un secondo momento, a Bangkok e i due match successivi furono giocati in campo neutro senza tifosi, è stata una delle sentenze più severe mai pronunciate dalla Fifa.&lt;br /&gt;«Giocare contro l’Arabia Saudita e ottenere la qualificazione è stato un sogno – ha detto Ahn Young-Hak, uno zainichi (oriundo giapponese), centrocampista che gioca in Corea del Sud nel Suwon Samsung Bluewings – Sapevamo che dovevamo giocare al meglio e sapevamo che era l’unica chance per andare ai Mondiali, stiamo stati bravi a centrarla».&lt;br /&gt;Dopo quella del ’66 la qualificazione ai campionati del mondo del 2010 ha il sapore della vendetta consumata fredda. La Corea del Nord, infatti, ha vinto il proprio girone davanti a quella del Sud, qualificata anch’essa, all’Arabia Saudita, all’Iran, che l’aveva eliminata quattro anni or sono, e agli Emirati Arabi Uniti.&lt;br /&gt;Della formazione allenata da Kim-Jong Hun la maggior parte milita nel campionato nazionale e in particolare nella squadra 25 Aprile che prende il nome dall’armata, ma guai a dire che la rappresentativa è il portabandiera del regime. A parte Ahn Young-Hak altri tre giocano all’estero, Russia, Cina e Giappone, quasi tutti zainichi, gli unici nordcoreani ai quali è permesso espatriare e lo stesso vale per i tifosi.&lt;br /&gt;La Corea del Nord nelle qualificazioni mondiali non ha mai perso, vincendo quattro volte, pareggiando altrettanto, segnando 12 gol e subendone solamente 4. Durante questo periodo ha svolto uno stage presso l’FC Nantes, una delle académie francesi più rinomate, per far crescere il proprio livello di gioco, dove ha messo in mostra un buon gruppo, spirito di squadra e grande velocità nei movimenti in campo, evidenziando, invece, una scarsa preparazione fisica e un livello tecnico appena sufficiente. Quest’ultimo era dovuto, soprattutto, alla mancanza dei giocatori che militano all’estero e che sono stati poi determinanti nel centrare la qualificazione, gli stessi sui quali punta Kim-Jong Hun per fare bella figura in Sudafrica.&lt;br /&gt;In Francia la delegazione nordcoreana è riuscita a evitare imbarazzi e domande complicate, aiutata anche dalle autorità locali. In Sudafrica, davanti al mondo, potrebbe incontrare ostacoli maggiori alla censura operata di continuo per non far trapelare le difficoltà interne. Quelle di un Paese governato oggi da Kim Jong-Il, il Caro Leader di una nazione che detiene circa 200.000 concittadini in yodok, campi d’internamento, dove fino agli anni Novanta le torture, gli omicidi e gli stupri erano all’ordine del giorno, così come gli esperimenti medici, i lavori e gli aborti forzati. Secondo l’organizzazione missionaria Open Doors la Corea del Nord è il paese con la più forte persecuzione nei confronti dei cristiani del mondo.&lt;br /&gt;Nel ’98 in Francia Usa e Iran s’incontrarono, le due Coree l’anno già fatto nelle qualificazioni e questa doppia presenza è già storia di sport, ma la diplomazia del football, così come un tempo è esistita quella del ping pong, non pare dare risultati soddisfacenti nel lungo periodo, al di là delle classiche dichiarazioni contingentate.&lt;br /&gt;Piuttosto, visti i precedenti, speriamo che all’Italia non tocchi né la Corea del Nord né quella del Sud: Do You Remember?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; I numeri del calcio nordcoreano &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Poco più di 22 milioni di abitanti distribuiti su una superficie quadrata di 120.540 km, questa in estrema sintesi la Corea del Nord, che è entrata a far parte dell’ONU solamente il 17 settembre del ’91.&lt;br /&gt;Il K1 è il massimo campionato al quale prendono parte 15 club che però non partecipano alle competizioni continentali. La Federazione è stata fondata nel ’45 e affiliata alla Fifa nel ’58. Nel 2006 ha vinto i campionati del mondo femminili Under 20 e nel 2008 quelli Under 17, battendo in finale gli Usa per 2-1. Nel ranking mondiale occupa la 91a posizione, davanti alle Barbados e dietro al Malawi.&lt;br /&gt;Nel 2002 è stato acceso presso la Fifa un finanziamento di 450.000 dollari all’interno di Goal Project, il 25% è stato destinato alle infrastrutture, il 16 al calcio giovanile, il 29 a quello maschile e il 30 suddiviso tra movimento femminile, medicina dello sport, calcio a 5, beach football e arbitri, nonostante i due mondiali portati a casa dalle ragazze, ma in un Paese che deve fare ancora i conti con i diritti umani quelli delle donne devono per forza mettersi in fila.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-1033679813946676520?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.unita.it/' title='La Corea del Nord / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/1033679813946676520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=1033679813946676520&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1033679813946676520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1033679813946676520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/11/la-corea-del-nord-lunita.html' title='La Corea del Nord / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-1346095902963077219</id><published>2009-11-08T12:52:00.003+01:00</published><updated>2009-11-08T12:57:17.412+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><title type='text'>Cristiano Ronaldo / il Fatto Quotidiano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.sportlive.it/gallery/foto/calcio/presentazione-cristiano-ronaldo-real-madrid/presentazioneronaldo10.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 538px; height: 640px;" src="http://www.sportlive.it/gallery/foto/calcio/presentazione-cristiano-ronaldo-real-madrid/presentazioneronaldo10.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Acquistato per 94 milioni di euro, assicurato per 100, con un valore di mercato attuale di 70 e una clausola rescissoria di un miliardo.&lt;br /&gt;Più che un giocatore Cristiano Ronaldo assomiglia a una società per azioni, strano che ancora non sia quotato in Borsa e che alla sua immagine, dalla quale dipendono poi le entrate pubblicitarie e i rapporti con gli sponsor, non sia stato affiancato un rating per classificarne la rischiosità.&lt;br /&gt;Nel passaggio dal Manchester United al Real Madrid è diventato il giocatore più pagato di sempre, un punto di non ritorno criticato dai saggi e avversato dagli invidiosi. La risposta madridista allo strapotere balugrana, in una lotta che è sportiva solo per una piccola percentuale: Castiglia contro Catalogna, nazionalismo contro indipendentismo.&lt;br /&gt;La stagione monstre del Barcellona di Pep Guardiola ha lasciato il segno, una ferita difficile da rimarginare e il ritorno in plancia di comando di Florentino Perez ha riportato in auge la filosofia dei primi anni del terzo millennio, quella dei galacticos e delle Champions League. Una filosofia che si basa sull’acquisto dei giocatori più forti per produrre merchandising, vittorie e relativi guadagni, una filosofia che già una volta aveva mostrato le sue falle.&lt;br /&gt;Falle oscurate dall’acquisto di Cristiano Ronaldo, Kakà e Benzema. In teoria i galacticos erano tornati e non ce ne sarebbe stato più per nessuno, in pratica il Real Madrid fatica ancora a trovare un equilibrio e l’ingegnere Manuel Pellegrini rischia il posto, come vaso di coccio in mezzo a tanti vasi di ferro.&lt;br /&gt;In questo Real umiliato in Spagna e schiaffeggiato dal Milan in Champions League il vero grande assente è proprio Cristiano Ronaldo, il calciatore più pagato, quello più atteso (in 80.000 l’hanno accolto al Bernabeu il 6 luglio scorso, nemmeno Maradona), quello che avrebbe dovuto risollevare le sorti merengues e riportare la camiseta blanca sul tetto d’Europa e del mondo.&lt;br /&gt;Galeotta è la caviglia infortunatasi lo scorso 30 settembre nella gara di Champions contro l’Olympique Marsiglia, problema riacutizzatosi dieci giorni dopo durante Portogallo-Ungheria. Situazione che ha aperto un fronte polemico tra la società spagnola e la Federazione portoghese. Intanto, Cristiano Ronaldo è volato in Olanda dal chirurgo Cornelius Van Dijk, che l’ha operato nel 2008, per sentirsi dire che non c’è bisogno di tornare sotto i ferri, ma dovrà stare fuori ancora un mese.&lt;br /&gt;Una tegola indigeribile sia per il Real Madrid, costretto ancora una volta a inseguire il Barça in campionato e in lotta con Milan e Olympique Marsiglia per passare il turno in Champions, che per il Portogallo, impegnato nello spareggio contro la Bosnia Erzegovina per la qualificazione a Sudafrica 2010.&lt;br /&gt;Tra l’incudine e il martello, con il Ct Queiroz che ha già acceso la miccia, intendendo convocare l’attaccante per la gara del 14 novembre. Ipotesi che ha scatenato l’ira del Real e della stampa spagnola: «È impossibile che Cristiano Ronaldo possa giocare con il Portogallo», ha titolato Marca; «Da molto tempo non si allena ed ha ancora male», ha rincarato la dose Pellegrini.&lt;br /&gt;Una situazione paradossale che viene vissuta con ansia da media e tifosi, senza alcuna preoccupazione per il morale di un ragazzo di 24 anni che, comunque, fino a oggi ha dimostrato di saper passare il tempo anche quando non gioca a calcio.&lt;br /&gt;Uno dei passatempi preferiti è quello di collezionare fidanzate, una più bella dell’altra, Paris Hilton a parte. Passatempo che, pare, sia al centro di una “gufata” a cavallo tra il ridicolo e il paradossale. Lo stregone Pepe, infatti, ha deciso di creare problemi al giocatore su commissione, migliaia di euro per rovinargli la carriera pagati da un’ex fidanzata, c’è chi l’avrebbe individuata proprio in Paris Hilton, ricordate la notte brava a Los Angeles?&lt;br /&gt;Il mago, però, l’ha presa sul serio e ha comunicato pubblicamente qual è il suo reale intento: «Al massimo entro quattro mesi Cristiano non potrà più giocare a calcio». Vero o meno, il fatto in sé fa un po’ impressione, tanto che Ronado avrebbe ingaggiato un altro mago per contrastare la magia nera di Pepe, che non teme il confronto: «La mia è una combinazione esplosiva di cui solo Ronaldo soffrirà le conseguenze». A questo punto viene proprio da chiedersi cos’avrà mai fatto l’attaccante a questa ex per farla arrabbiare così.&lt;br /&gt;Intanto il Real Madrid paga più di 25.000 euro il giorno un giocatore che, se tutto va bene, resterà fuori due mesi, considerando anche l’indotto pare che Cristiano Ronaldo costi alla società qualcosa come 80.000 euro il giorno.&lt;br /&gt;La vicenda dell’attaccante portoghese, fuori dal gossip e dalle boutade, ricorda quella di Van Basten, anche lui vittima di una caviglia ballerina. A Madrid sperano che non sia così e, soprattutto, sperano di riavere presto Ronaldo in campo, quello decisivo e devastante ammirato a Manchester.&lt;br /&gt;Lo stesso che ha vinto il Pallone d’Oro, lo stesso che non è stato decisivo nelle due finali di Champions, una vinta e una persa, lo stesso che è diventato famoso con una squadra che gioca a memoria e vince da più di vent’anni.&lt;br /&gt;A Madrid ancora rimpiangono Claude Makelele che era il perno dei primi galacticos, per rimpiazzarlo senza successo sono stati spesi più di 30 milioni di euro.&lt;br /&gt;Nell’immaginario merengues Cristiano Ronaldo è l’anti-Messi, il sogno del calcio spettacolo sotto il cielo del Bernabeu, peccato che nessuno abbia pensato a comprare un mediano per trasformare quel sogno in realtà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-1346095902963077219?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578' title='Cristiano Ronaldo / il Fatto Quotidiano'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/1346095902963077219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=1346095902963077219&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1346095902963077219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1346095902963077219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/11/il-mistero-di-cristiano-ronaldo-il.html' title='Cristiano Ronaldo / il Fatto Quotidiano'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-7071942267719437022</id><published>2009-11-06T11:04:00.003+01:00</published><updated>2009-11-06T11:15:10.130+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rubriche'/><title type='text'>L'angolo del gobbo 28 / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://nove.aperion.cc/slir/w400-h450/nove/foto/pantaleo%20corvino.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 134px; height: 110px;" src="http://nove.aperion.cc/slir/w400-h450/nove/foto/pantaleo%20corvino.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«Penso a dove sarebbe la Fiorentina se ci avessero concesso i gol regolari segnati contro Lazio e Juventus. Se l’arbitro avesse valutato diversamente il fallo di Contini già ammonito su Gilardino contro il Napoli. Se ci avessero dato i due rigori di mercoledì scorso a Marassi contro il Genoa. E penso che anche contro il Catania ci siamo ritrovati a giocare in dieci per un tempo intero senza motivo a causa dell’espulsione di Dainelli. Inesistente. Un’espulsione che ci turba. Dovrei essere felice per tutto quello che ho detto sui risultati ottenuti ancora dalla Fiorentina e invece mi sento come un cane bastonato. Sono deluso. Come lo sono i ragazzi, l’allenatore e i tifosi», pensieri e parole di Pantaleo Corvino.&lt;br /&gt;Prima o poi dovrò chiedere le royalties su ciò che scrivo, altrimenti se ne impadroniscono un po’ tutti come fosse farina del proprio sacco…&lt;br /&gt;Scherzi a parte, quello che ha dichiarato Corvino dopo la partita con il Catania l’avevo già scritto io due settimane fa, alla Fiorentina mancano decisamente dei punti, ma tutto questo lamentarsi, probabilmente, è il sintomo che manca anche un po’ di carattere.&lt;br /&gt;Mi spiego meglio, quando vinceva la Juventus tutti sapevano con chi prendersela, anche quando vinceva il Milan, con tanto di televisioni al seguito, tutti se la prendevano con i bianconeri. Dopo Calciopoli, però, nessuno sa più con chi prendersela e alla fine ci siamo arrivati: la colpa è sempre dell’arbitro.&lt;br /&gt;Sbagli la campagna acquisti? La colpa è dell’arbitro. Sbagli l’allenatore? La colpa è dell’arbitro. Sbagli gol davanti al portiere? Be’, la colpa è sempre dell’arbitro.&lt;br /&gt;In questo, va detto, non aiuta l’atteggiamento di Collina, sempre polemico e puntuto, più a difesa di se stesso e del suo operato che della categoria tout court. Se Collina restasse un po’ in silenzio e dopo le partite parlassero gli arbitri sarebbe molto meglio, spiegando gli episodi più discussi regolamento alla mano.&lt;br /&gt;Perché, quando sento parlare i dirigenti, gli allenatori, alcuni colleghi, quando vedo i giocatori in campo gesticolare e vociare mi chiedo: ma c’è qualcuno in Italia che conosce il regolamento del giuoco del calcio? Evidentemente no.&lt;br /&gt;Peccato, perché, a parte la stratosferica Inter, questo sarebbe un bel campionato, ma così è un prodotto poco appetibile, soprattutto all’estero dove la moviola non sanno cosa sia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-7071942267719437022?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='L&apos;angolo del gobbo 28 / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/7071942267719437022/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=7071942267719437022&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/7071942267719437022'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/7071942267719437022'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/11/langolo-del-gobbo-28-il-brivido.html' title='L&apos;angolo del gobbo 28 / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-6773329432982774116</id><published>2009-10-28T11:24:00.003+01:00</published><updated>2009-10-28T11:27:35.848+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rubriche'/><title type='text'>L'angolo del gobbo 27 / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://api.ning.com/files/UASxAS1LaIPsBSTmYOShriIyffDw-N7afBr1UR8YmPSei-H16kIdtIsGml46Gun0j64cOYqRIPIEyhLOU1SJ2IeWwQPE5YWs/MassimoGobbi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 220px; height: 220px;" src="http://api.ning.com/files/UASxAS1LaIPsBSTmYOShriIyffDw-N7afBr1UR8YmPSei-H16kIdtIsGml46Gun0j64cOYqRIPIEyhLOU1SJ2IeWwQPE5YWs/MassimoGobbi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La Fiorentina ha vissuto una domenica da “Gobbi”.&lt;br /&gt;Non me ne voglia il giocatore viola, ma il suo cognome si sposa a pennello con questa rubrica e, purtroppo per lui, la partita contro il Napoli è stata segnata da due suoi errori, clamoroso quello su Hamsik, che altrimenti sarebbe andato all’uno contro uno con Frey, affaticato sull’affondo di Denis che scappa via sulla fascia e serve a Maggio il gol d’incontro. Proprio nel giorno in cui i “gobbi”, quelli veri, vincono a Siena e staccano la Viola di tre punti, anche se l’unica anti-Inter, come va di moda scrivere di questi tempi, che possa portare questo nome mi pare la Sampdoria, snobbata dai più, politicamente leggera, ma senza distrazioni infrasettimanali e con un Cassano mai visto prima.&lt;br /&gt;La partita contro il Napoli ha dimostrato, comunque, una cosa. La Fiorentina al completo è una squadra competitiva, una squadra che può battersi contro qualsiasi avversario, sia sul piano tecnico che agonistico, senza dimenticare la tattica, sulla quale Prandelli ha costruito un progetto, ma per essere continui serve anche la panchina lunga.&lt;br /&gt;Ecco, questo è quello che ha dimostrato la sconfitta di domenica, i viola, attacco a parte, hanno la panchina corta e se i titolari sono costretti a fare gli straordinari, come la Champions richiede, vengono a mancare fiato ed energie nervose indispensabili per tenere il passo delle migliori.&lt;br /&gt;Forse è anche per questo che, apparentemente, i tre punti lasciati sul prato del Franchi non fanno poi così male, c’è la consapevolezza di essere forti e di giocare bene a calcio. Domanda delle cento pistole: saprà Firenze resistere agli scossoni di una stagione lunga e concentrata come non mai per l’incombente rassegna iridata?&lt;br /&gt;La continuità è stato il problema della Fiorentina nella stagione scorsa e con il Napoli serviva vincere per dimostrare che il problema era stato risolto alla radice. Evidentemente così non è, evidentemente si è fatto i conti avanti l’oste, evidentemente a gennaio serve uno sforzo sul mercato per non restare impantanati nei propri equivoci. Anche perché questa squadra non vincerà la Champions, ma per tenere fede al progetto e alle promesse dovrà almeno riconfermarsi tra le prime quattro, in attesa che l’Italia venga scelta quale sede per gli Europei del 2016 (anche se la Francia è nettamente favorita) e poter rifare così lo stadio, mah…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-6773329432982774116?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='L&apos;angolo del gobbo 27 / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/6773329432982774116/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=6773329432982774116&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/6773329432982774116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/6773329432982774116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/10/langolo-del-gobbo-27-il-brivido.html' title='L&apos;angolo del gobbo 27 / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-4400086212103082323</id><published>2009-10-27T10:10:00.004+01:00</published><updated>2010-01-05T19:02:14.018+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio italiano'/><title type='text'>Fabio Capello / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.chinadaily.com.cn/sports/2007-06/29/xin_03060429091358119351.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 280px; height: 280px;" src="http://www.chinadaily.com.cn/sports/2007-06/29/xin_03060429091358119351.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’Inghilterra è il segno del destino, è il paradiso del calcio, è il sogno avverato di un uomo chiamato Capello.&lt;br /&gt;Anche Azeglio Vicini, ex Ct dell’Italia, se lo ricorda e presentandolo a Coverciano in apertura del terzo seminario d’aggiornamento, “Il calcio e chi lo racconta”, organizzato dall’Ussi e dalla Figc, si abbandona all’iconografia: «con un suo gol l’Italia vinse a Wembley per la prima volta».&lt;br /&gt;Il Commissario tecnico dell’Inghilterra arrossisce e non è emozione, semplicemente non ama parlare del passato, di quello che ha fatto, anche perché il Fabio allenatore è arrivato lì dove il Capello giocatore non ha nemmeno appoggiato lo sguardo.&lt;br /&gt;Umanità friulana, performance e umorismo british, qualche sassolino dalle scarpe, c’è tutto questo e molto di più nelle parole dell’ex allenatore della Juventus, sollecitato sulla quale ha detto: «Una società super organizzata, perfetta, dove ho potuto lavorare concentrandomi sul lavoro di tecnico. Imbarazzo? Sì, quello di aver vinto due scudetti sul campo…».&lt;br /&gt;Rispetto, delle persone e dei ruoli, all’ennesima potenza, lavoro ai massimi livelli, risultati conseguenti, in estrema sintesi il cocktail di una filosofia di vita che non prevede la parola fine, ma un continuo inseguire se stesso e i propri limiti: «Le medaglie degli scudetti bianconeri le tengo in un baule, insieme a tutti gli altri trofei, non voglio bacheche in casa».&lt;br /&gt;Guai a far scendere la polvere sulle vittorie, meglio cambiare, meglio passare per quello che non si è, meglio rimettersi continuamente in gioco rischiando in proprio, come a Madrid: «Quando dopo quattro anni di vittorie al Milan Galliani mi disse “se non vinci lo scudetto la tua avventura finisce qua” io risposi che avrei vinto e poi me ne sarei andato. E pensare che all’inizio della carriera mi avevano bollato come yes man».&lt;br /&gt;Eccolo lì Capello a vantarsi senza ricordare la bacheca che virtualmente si porta dietro le spalle, sottolineando contraddizioni ed errori di chi da sempre lo giudica e lo racconta.&lt;br /&gt;Un caudillo con idee severe e non contrattabili, le stesse che lo hanno portato sulla panchina dell’Inghilterra: «Un sogno avverato. L’Italia? No, non m’interessa».&lt;br /&gt;«Ho trovato giocatori veloci e bravissimi sul piano tecnico – dice il Ct dei suoi ragazzi – ma ho dovuto lavorare sulle loro paure, poi abbiamo iniziato il nostro cammino verso Sudafrica 2010».&lt;br /&gt;«Il vassoio? È vero, mi sono arrabbiato perché due giocatori mandavano sms durante il pranzo, ero davanti al buffet e per rimettere a posto un coperchio ho fatto cadere il vassoio, qualcuno ha scritto che l’avevo lanciato».&lt;br /&gt;Un altro sassolino che se ne va, un altro fendente a una categoria che non ama, mettendo in evidenza come in Spagna e Inghilterra i giornalisti sportivi siano decisamente più preparati, soprattutto sotto l’aspetto tattico. Non mancano, però, i tormentoni e se Lippi se la dovrà vedere con Cassano da qui alle convocazioni, a lui è toccato Owen, il golden boy inglese: «Ognuno il suo», glissa Fabio.&lt;br /&gt;Marchiato come antipatico per eccellenza, a Capello non difetta la schiettezza e racconta, attraverso aneddoti ed esperienze dirette, la superiorità del football spagnolo e di quello inglese rispetto al calcio italiano. Impietoso il confronto tra il nostro sistema e quello degli altri due Paesi, soprattutto se visto dal grandangolare delle curve: «In Spagna ti lasciano lavorare e c’è grande rispetto, così come in Inghilterra. In Italia? Ci vorrebbe più coraggio da parte d’istituzioni e società, stadi di proprietà e rispetto della legge».&lt;br /&gt;«Una volta a Roma – ricorda Fabio “Massimo” – ci hanno messo davanti a 5.000 tifosi che contestavano, ho accettato ma non ero affatto d’accordo con la società».&lt;br /&gt;Sicuramente non rammenta quando nella Capitale parlava dello strapotere del Nord, lui che da lì veniva, lui che è figlio di quello stile di vita: «In famiglia mio padre mi ha insegnato il rispetto ed io lo pretendo da parte dei giocatori e dello staff, verso tutto e tutti. Più mi faccio odiare e maggiori risultati ottengo? Se per odio s’intende il rispetto estremo ben venga».&lt;br /&gt;Nessun rammarico, nessun pentimento, nessun regalo dialettico alla risata o all’applauso facili, se lo può permettere Capello, per quello che ha vinto e per ciò che rappresenta, lui italiano di Pieris Commissario tecnico della Nazionale che ha inventato il calcio.&lt;br /&gt;Ma dall’Olimpo non dimentica quando allenava i ragazzini del Milan e catechizzava i genitori, ricordando che un tecnico deve essere anche un educatore senza compromessi, come quella volta a Madrid che durante l’intervallo un giocatore si permise d’intervenire mentre parlava: «Bene, avete già un allenatore, allora io non servo» e se ne andò.&lt;br /&gt;In sala c’è la Coppa del Mondo, l’originale, quella alzata al cielo da Cannavaro nel 2006, Capello nemmeno la guarda, esce e se la lascia alle spalle.&lt;br /&gt;Anche quella, come l’Inghilterra, è un sogno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-4400086212103082323?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.settoretecnico.figc.it/news.aspx?c=48&amp;n=706' title='Fabio Capello / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/4400086212103082323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=4400086212103082323&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4400086212103082323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4400086212103082323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/10/fabio-capello-lunita.html' title='Fabio Capello / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-6884535454625327640</id><published>2009-10-24T15:33:00.003+02:00</published><updated>2009-10-24T15:35:58.651+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><title type='text'>Rippert e l'AO Kavala / il Fatto Quotidiano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.rippert.free.fr/610x2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 610px; height: 463px;" src="http://3.rippert.free.fr/610x2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sul Mar Egeo c’è una piccola città che domina le acque da una collina rocciosa, poco più di 60.000 abitanti e un unico grande orgoglio: l’AO Kavala, la squadra di calcio neopromossa nella Super League greca che a sorpresa, dopo le prime giornate, è a ridosso della zona Uefa.&lt;br /&gt;Soldi sicuri, poca pressione da parte di pubblico e media, aspettative ridotte all’osso, sole, mare e buona cucina, l’ideale per chi ha voglia di rimettersi in gioco o per chi non ne può più dello stress di altri palcoscenici.&lt;br /&gt;Un miraggio che ha sedotto anche Guillaume Rippert. Passato dalle giovanili del Nantes, esplode nel Valenciennes e si afferma al Metz, società con la quale rescinde consensualmente il rapporto per potersi trasferire all’AO Kavala, come da questa richiesto, in cambio di un contratto triennale con cifre a quattro zeri, una casa, una macchina e un bonus alla firma che, però, tarda ad arrivare.&lt;br /&gt;Rippert chiede spiegazioni e si scontra con il padre del presidente, il quale gli urla che se non è contento può anche andarsene.&lt;br /&gt;Il miraggio si sbiadisce e i muri dorati si trasformano in una gabbia dalla quale Guillaume cerca di uscire mettendosi in contatto con la Federazione francese e con il sindacato transalpino dei calciatori, UNFP. Il difensore decide di contattare anche la Federazione greca e scopre che il suo contratto non è mai stato registrato. Controlla meglio e si accorge che nella copia in suo possesso non c’è la firma dell’AO Kavala. Il miraggio è evaporato.&lt;br /&gt;Assistito dall’UNFP e dalla Federazione greca Guillaume decide di lasciare la squadra, nonostante le insistenze della dirigenza, insistenze che si fanno sempre più pressanti e minacciose.&lt;br /&gt;Il presidente Stavros Psomiadis offre 10.000 euro al giocatore per iniziare la stagione e per fermarsi nella sua azione legale. Il tutto avviene in una stanza alla presenza di altri dirigenti e delle loro guardie del corpo con tanto di minacce assai poco velate: «Ci saranno delle rappresaglie se non accetti la nostra proposta».&lt;br /&gt;Messaggio che, però, non intimorisce Rippert deciso a riprendersi la sua vita e il suo sogno di bambino, riuscendo a tornare in Francia di corsa, tra mille peripezie, silenzi e timore per la sua incolumità.&lt;br /&gt;Il ritorno a Parigi, città in cui è nato, è l’inizio della sua seconda carriera calcistica e, forse, di una nuova vita. I primi passi sono fatti di avvocati, burocrazia e preparazione di un dossier per dimostrare il comportamento scellerato dell’AO Kavala e per liberarsi definitivamente di un incubo.&lt;br /&gt;Il caso di Guillaume Rippert è così finito davanti all’Uefa che ha liberato il calciatore da ogni dovere nei confronti della squadra greca. Nel frattempo si è accasato all’Evian Thonon Gaillard FC che milita nel National, simile alla nostra Lega Pro, a cavallo tra professionismo e dilettantismo, ritornando alle origini del football, lui che, tra le altre cose, è presidente onorario dell’Athletic Club Paris 15.&lt;br /&gt;Il calcio si è fermato a Kavala, ma Guillaume ha continuato per la sua strada, fatta di corse e di cross, di fango e di cuoio, e l’ha fatto da uomo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-6884535454625327640?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.wikipedia.org/wiki/Kavala' title='Rippert e l&apos;AO Kavala / il Fatto Quotidiano'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/6884535454625327640/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=6884535454625327640&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/6884535454625327640'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/6884535454625327640'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/10/rippert-e-lao-kavala-il-fatto.html' title='Rippert e l&apos;AO Kavala / il Fatto Quotidiano'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-7552371253979941109</id><published>2009-10-22T09:30:00.002+02:00</published><updated>2009-10-22T09:33:04.821+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio italiano'/><title type='text'>Oshadogan / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://byfiles.storage.live.com/y1pxTCQY9ABjH59rwvqC8Cn0PVAydzKOD87I1w2VuvejcEicwNAkE-KCtTc2EusogYd6F3_lRW9oX8"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 600px; height: 374px;" src="http://byfiles.storage.live.com/y1pxTCQY9ABjH59rwvqC8Cn0PVAydzKOD87I1w2VuvejcEicwNAkE-KCtTc2EusogYd6F3_lRW9oX8" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mario Balotelli aveva sei anni quando il primo giocatore di colore esordiva nella Nazionale italiana Under 21, era il 3 ottobre del ’96 e la squadra di Cesare Maldini vinceva per 3-0 a Chisinau contro la Moldavia, il suo nome è Joseph Dayo Oshadogan, padre nigeriano e madre italiana.&lt;br /&gt;Oggi gioca in Prima Divisione a Lanciano, dov’è arrivato nell’estate del 2008 dal Widzew Lodz, formazione della quale è stato anche capitano.&lt;br /&gt;Oshadogan, cresciuto nelle giovanili del Pisa, era una promessa del calcio italiano nel quale lo lancia il Foggia, passando da Catuzzi a Delio Rossi, da questi a Burgnich per finire con Mimmo Caso. Quattro stagioni, 85 presenze e 10 gol tra serie B e C1.&lt;br /&gt;Già Nazionale Under 21 Oshadogan è pronto per il grande salto che si chiama Roma. È il 1999 e il destino di questo giovane giocatore pare segnato, qualcosa però va storto e Joseph si ritrova alla Reggina senza nemmeno giocare una partita in giallorosso. Resta sullo stretto due anni ed esordisce in A, ma niente sarà più come prima.&lt;br /&gt;Con l’ambizioso Cosenza inizia bene ma finisce malissimo, con la retrocessione dei calabresi in C1 e la cancellazione della società dal calcio professionistico.&lt;br /&gt;Non tutto il male vien per nuocere e il contratto firmato col Monaco di Deschamps è una nuova vita calcistica, il sui sogno s’infrange però in sole 4 presenze nell’arco di due stagioni, nelle quali la squadra francese raggiunge anche la finale di Champions League.&lt;br /&gt;Nel 2005 arriva a Terni e dopo la retrocessione in C1 inizia un tira e molla con la società, pare per il mancato pagamento di stipendi arretrati, che finisce in tribunale e con la risoluzione del contratto.&lt;br /&gt;La leggenda narra che nel novembre del 2006, dopo le dichiarazioni dell’allenatore Raggi «Oshadogan? Pensavo si fosse dato al golf?», il difensore si presentò all’allenamento, pur risultando fuori rosa, vestito da golfista con tanto di mazze. Fu cacciato e non gli fu permesso di allenarsi.&lt;br /&gt;Il resto è storia di oggi, di qualcosa che poteva essere e non è stato, del primo giocatore italiano di colore finito nel dimenticatoio. A Lanciano è titolare fisso, lì si sente importante e forse è l’unica cosa che conta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-7552371253979941109?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.virtuslanciano.it/' title='Oshadogan / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/7552371253979941109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=7552371253979941109&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/7552371253979941109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/7552371253979941109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/10/oshadogan-lunita.html' title='Oshadogan / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-2637453650523324599</id><published>2009-10-21T18:30:00.002+02:00</published><updated>2009-10-21T18:34:22.934+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rubriche'/><title type='text'>L'angolo del gobbo 26 / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.calciomercato.it/imagenes/detalle_1/NEWS_1232556514_vargas.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 335px; height: 250px;" src="http://www.calciomercato.it/imagenes/detalle_1/NEWS_1232556514_vargas.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Togliamoci subito il dente.&lt;br /&gt;La Fiorentina sabato sera meritava di vincere contro la Juventus e non solo per il gioco espresso palla a terra, ma anche perché i giocatori viola a differenza di quelli bianconeri sapevano sempre a chi dare la palla.&lt;br /&gt;Oltretutto il gol, annullato non annullato, secondo me era valido, della serie: gobbo sì, cieco no. Così alla Fiorentina mancano altri due punti dopo quelli che gli sono stati “scippati” contro la Lazio, con un errore, a mio avviso, ben più grave. E allora?&lt;br /&gt;Be’, se la matematica non è un’opinione 15+4 fa 19 e i viola sarebbero a pari punti con l’Inter in cima alla classifica. Ma qui nessuno si arrabbia, nessuno freme, nessuno invoca complotti.&lt;br /&gt;Insomma cari cugini viola vi va bene così, vi va bene fare finta di essere competitivi, fare finta di poter lottare per lo scudetto, che di questo passo l’Inter, che è in assoluto la squadra più forte (su questo non ci piove), vincerà a mani basse e con largo anticipo, fare finta di essere quelli che sempre e comunque sono contro il palazzo.&lt;br /&gt;Forse, però, fate bene, perché Calciopoli, al di là della retrocessione in B della Juventus, ha dimostrato che il più pulito c’ha la rogna e che ci sono squadre oggi che devono ringraziare proprio i bianconeri, altrimenti chissà dove sarebbero.&lt;br /&gt;Dietrologia? Oggi va così e non mi fermo. Perché se la Fiorentina potrebbe recriminare, e non lo fa, la Sampdoria cosa dovrebbe dire? Domenica le sono stati negati due rigori sacrosanti, a Pazzini Muslera ha rotto il naso, lo doveva uccidere per vedersi fischiare contro un rigore?&lt;br /&gt;Così se ne vanno altri due punti e la Samp che poteva essere a 21, più 2 sull’Inter, è dietro a mangiarsi le mani.&lt;br /&gt;E della Roma a Milano ne vogliamo parlare? Ma anche no.&lt;br /&gt;Uscendo dal “gioco” dietrologico bisogna decidersi una volta per tutte, se gli arbitri sbagliano in buonafede, il discorso sull’errore deve finire con la partita e non regnare una settimana intera sui giornali fomentando la violenza dei cosiddetti “tifosi”.&lt;br /&gt;Ma se così non è, allora spiegatemi perché nessuno s’indigna più, nessuno sbraita e si strappa i capelli, se basta una retrocessione della Juventus una tantum (col risultato di avere 2 milioni in meno di spettatori in serie A, sorpresi?!) la possiamo anche programmare, ma poi non vi lamentate se il calcio italiano non è economicamente competitivo. Questo è il football bellezza… viola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-2637453650523324599?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='L&apos;angolo del gobbo 26 / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/2637453650523324599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=2637453650523324599&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/2637453650523324599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/2637453650523324599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/10/langolo-del-gobbo-26-il-brivido.html' title='L&apos;angolo del gobbo 26 / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-3434744606483341823</id><published>2009-10-16T17:28:00.002+02:00</published><updated>2009-10-16T17:31:41.037+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Per fare i soldi in Champions vincere non basta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://media.panorama.it/media/foto/2009/05/07/4a02eb53b33f8_zoom.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 319px;" src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/05/07/4a02eb53b33f8_zoom.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’ultimo turno di Champions League, anche se non ce n’era bisogno, ha sancito ancora una volta la scarsa competitività del calcio italiano a livello internazionale.&lt;br /&gt;L’Inter ha pareggiato con una squadra della quale appena cinque anni fa nemmeno sapevamo l’esistenza, per non parlare del Milan che si è fatto uccellare dal colpo di tacco di un difensore finlandese (!), al secolo Hannu Tihinen, centrale dello Zurigo, mica del Real Madrid. Così così la Juventus a Monaco di Baviera, la squadra di Ferrara saprà anche soffrire ma ai bianconeri il tifoso chiede la vittoria, non una salvezza tranquilla, tanto meno in Europa.&lt;br /&gt;L’unico exploit, di quelli che fanno la storia, è appannaggio della Fiorentina. Il 2-0 al Liverppol di Rafa Benitez rilancia i viola per la qualificazione agli ottavi e abbassa le quotazioni di una delle formazioni che hanno vinto di più in questa manifestazione.&lt;br /&gt;E le spagnole? E le inglesi? A loro le cose sono andate decisamente meglio con tre squadre vittoriose su quattro a testa, con cinque su otto a punteggio pieno e già lanciate verso il passaggio del turno.&lt;br /&gt;C’è un gap tra l’Italia e le altre grandi, un gap di risultati che si trasforma anche in gap economico o viceversa, se preferite.&lt;br /&gt;Nelle ultime sei stagioni la coppa è stata vinta dal Porto, dal Milan, due volte dal Barcellona, una dal Liverpool e una dal Manchester United, senza dimenticare che su sei finali ben cinque hanno visto protagoniste le squadre inglesi, con il cameo del 2008 tra Chelsea e Manchester United. Una superiorità che si legge anche nei numeri.&lt;br /&gt;Nelle ultime sei edizioni, tutte con l’attuale format, il Chelsea ha messo insieme 183.702.359 milioni di euro solo da ricavi Uefa (fonte StageUp), con un ricavo medio a edizione di 30.617.060. Primo in questa speciale classifica seguito dal Manchester United (170.783.438; 28.463.906) e dall’Arsenal (155.827.115; 25.971.186): tutte e tre hanno sempre partecipato. Sorprende semmai che i Blues non abbiano mai vinto la coppa, dimostrando che conta essere competitivi e continui più che vincenti per poter rimanere nell’élite del calcio europeo.&lt;br /&gt;Il quarto posto è dei francesi del Lione (138.839.301), a seguire Liverpool (130.730.113), Milan (130.398.715), Barcellona (128.628.047), Inter (125.762.932), Bayern Monaco (120.987.510) e PSV Eindhoven (120.525.813).&lt;br /&gt;La Roma è 12a, con quattro partecipazioni su sei (96.716.299), Juventus 14a (71.209.783; 4/6), Lazio 35a (25.926.340), Fiorentina 43a (16.815.000) e Udinese 56a (9.254.460).&lt;br /&gt;Un dato che colpisce e che sancisce lo strapotere, attuale, del calcio inglese è che l’Inghilterra in questi sei anni ha schierato solamente 4 squadre per un ricavo totale di 641.043.025 milioni di euro e medio di 160.260.756, nettamente superiore a Spagna (429.595.328, con 10 club) e Italia (476.083.529, con 7).&lt;br /&gt;Dati e numeri che ci dicono altro. Nella Premiership non c’è spazio per le outsider, perché i primi quattro posti sono sempre appannaggio delle stesse superpotenze, le cosiddette “Fab Four”: Manchester United, Chelsea, Liverpool e Arsenal. Non c’è ricambio e di conseguenza questi club diventano sempre più ricchi, imbattibili in patria e competitivi ai massimi livelli in Champions.&lt;br /&gt;La Spagna è il Paese più “democratico” da questo punto di vista, dove dietro Barcellona e Real Madrid ci sono altre 8 società che possono sperare di raccattare, a turno, un po’ di gloria e soprattutto qualche milione di euro per crescere e diventare maggiormente combattive. La vittoria del Siviglia contro il Real Madrid in campionato insieme con il primo posto nel gruppo G di Champions sono lì a dimostrarlo.&lt;br /&gt;Quattro squadre anche per la Russia, sei per Germania e Francia, constatando che in queste ultime sei edizioni della Champions vi hanno preso parte club di soli 25 paesi europei su 53 membri Uefa, alla faccia della democratizzazione di cui parla tanto Platini, ergo il passo verso la Super Lega non appare poi così lontano.&lt;br /&gt;Tra chi nelle ultime sei edizioni non ha visto nemmeno un euro, perché fino a ora non aveva mai partecipato, c’è anche lo Zurigo, così: un colpo di tacco al Milan e uno al conto in banca.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-3434744606483341823?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ilfoglio.it/' title='Per fare i soldi in Champions vincere non basta'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/3434744606483341823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=3434744606483341823&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/3434744606483341823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/3434744606483341823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/10/per-fare-i-soldi-in-champions-vincere.html' title='Per fare i soldi in Champions vincere non basta'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-6557707078693266766</id><published>2009-10-14T10:42:00.001+02:00</published><updated>2009-10-14T10:44:50.079+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rubriche'/><title type='text'>L'angolo del gobbo 25 / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.tuttosport.com/images/ansa/24/inf24xgiX_20090124_immagine_l.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 307px;" src="http://www.tuttosport.com/images/ansa/24/inf24xgiX_20090124_immagine_l.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sabato notte sapremo che campionato sarà, la doppia sfida Juventus-Fiorentina e Genoa-Inter potrebbe dare uno scossone alla classifica che ancora non ne ha avuti. Diciamo che queste prime giornate sono state un continuo coito interrotto, nelle quali si prometteva fuoco e fiamme e alla fine c’era solo il fumo.&lt;br /&gt;A dirla tutta è stata soprattutto la Juventus a deludere, perché ha avuto ben due occasioni per staccare l’Inter e l’ha sprecate, anzi non c’è proprio riuscita, pareggiando la prima e perdendo sonoramente la seconda, soprattutto sul piano del gioco.&lt;br /&gt;Tutto questo rende la sfida di sabato pomeriggio con voi cugini viola ancora più affascinante. Che Juve sarà dopo la sosta, con quale umore e quale carattere scenderà in campo, bah.&lt;br /&gt;A mio modesto parere, la sfida contro la Fiorentina potrebbe segnare la svolta della stagione bianconera, come accadde il primo anno di Lippi dopo il 2-0 rimediato a Foggia, lo spogliatoio “firmò” un patto d’acciaio che portò la Juventus a vincere lo scudetto e a inaugurare un ciclo vincente dopo gli anni di magra post Platini; nove senza scudetto.&lt;br /&gt;Temo molto, e lo dico senza indugio alcuno, la forza e lo spirito della squadra di Prandelli, che negli ultimi anni si è presa delle gran belle soddisfazioni, sia a Torino che a Firenze.&lt;br /&gt;A centrocampo sarà una bella gara tra ex, Zanetti contro Felipe Melo, anche per capire chi ha fatto veramente l’affare, carta d’identità a parte. Ma il Gilardino azzurro potrebbe essere l’arma in più della Fiorentina. L’attaccante vive di gol che ne alimentano l’autostima e le qualità, rendendolo capace di segnare reti impossibili; di contro la difesa bianconera è quella che a Dublino ha beccato due gol su palla inattiva, anche se sul primo è stato fondamentale l’errore del centrocampo, che non ha coperto sullo schema irlandese.&lt;br /&gt;Vincere contro la Fiorentina ha sempre un gusto particolare e metterebbe pressione all’Inter in quel di Geno(v)a, ma vorrei che fosse soprattutto una partita serena, nonostante la posta in palio, sul campo e sugli spalti, evitando i cori beceri e volgari, cercando di esaltare lo spettacolo.&lt;br /&gt;Quindi cari cugini viola, tanti cari e gobbi auguri in anticipo… per l’anticipo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-6557707078693266766?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='L&apos;angolo del gobbo 25 / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/6557707078693266766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=6557707078693266766&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/6557707078693266766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/6557707078693266766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/10/langolo-del-gobbo-25-il-brivido.html' title='L&apos;angolo del gobbo 25 / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-2445571078680101349</id><published>2009-10-06T18:23:00.002+02:00</published><updated>2009-10-06T18:25:50.811+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rubriche'/><title type='text'>L'angolo del gobbo 24 / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.sportlive.it/pictures/20091005/gol_fantasma.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 476px; height: 290px;" src="http://www.sportlive.it/pictures/20091005/gol_fantasma.jpeg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ho sempre pensato che parlare di arbitri fosse inutile o quanto meno dietrologico. “Facile” direte voi “sei un gobbo”, può darsi.&lt;br /&gt;Fatto sta che l’unico Paese in cui durante la settimana si parla di tutto fuorché di calcio è l’Italia, negli altri gli episodi da moviola prendono non più di cinque minuti all’interno delle trasmissioni sportive per poi parlare di football, ma quando scrivo queste cose mi sento come uno sciocco Don Chisciotte contro i mulini a vento.&lt;br /&gt;Dopo la settima giornata, però, ho avuto come un’illuminazione, qualcosa ha stuzzicato le mie stanche meningi, in particolare il gol negato alla Fiorentina e il rigore negato alla Sampdoria.&lt;br /&gt;Dopo Calciopoli gli arbitri continuano a sbagliare e la cosa che mi ha incuriosito di più di queste prima giornate di campionato è stata la scelta degli arbitri per partite di cartello come Lazio-Juventus (gol buono di Mauri), Inter-Udinese (rigore negato all’Inter), per non parlare di Fiorentina-Lazio e Sampdoria-Parma, la domanda sorge spontanea, come vengono designati gli arbitri? Qual è il criterio che stabilisce la differenza tra una partita di cartello e una partita di (per così dire) secondo livello?&lt;br /&gt;In Sampdoria-Parma è irregolare anche l’1-1 del Parma per fallo di Galoppa su Pazzini, mentre nel rigore negato allo stesso attaccante c’era anche l’espulsione per chiara occasione da gol. Da annotare altri due falli in area Samp da rigore non sanzionati.&lt;br /&gt;Ma, facendo un po’ di dietrologia, come sarebbe andata se la Sampdoria fosse passata in vantaggio su sacrosanto rigore e il Parma fosse rimasto sotto nel risultato e nel numero dei giocatori? Forse la Sampdoria avrebbe vinto e sarebbe prima a 18 punti.&lt;br /&gt;E se alla Fiorentina avessero convalidato il gol di Gilardino? Adesso sarebbe seconda al pari con l’Inter, invece i nerazzurri sono primi insieme ai doriani e la Viola è seconda sì, ma a due punti dalle prime e al pari della Juventus, meritatamente sconfitta a Palermo.&lt;br /&gt;Quello che non capisco è che una volta si sarebbe detto che questi errori erano tutti a favore della Juventus o del Milan, già designate a vincere lo scudetto. Nelle ultime cinque stagioni l’Inter ha vinto 4 scudetti, 2 coppe Italia e 2 supercoppe italiane, ma nessuno la tira in ballo. Meditate gente, meditate…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-2445571078680101349?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='L&apos;angolo del gobbo 24 / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/2445571078680101349/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=2445571078680101349&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/2445571078680101349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/2445571078680101349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/10/langolo-del-gobbo-24-il-brivido.html' title='L&apos;angolo del gobbo 24 / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-9088261220515314880</id><published>2009-10-02T17:55:00.003+02:00</published><updated>2009-10-02T18:13:33.555+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rubriche'/><title type='text'>L'angolo del gobbo 23 / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/09/30/1075719/images/22281-champion.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 160px; height: 140px;" src="http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/09/30/1075719/images/22281-champion.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Chissà se a Firenze avete imparato la lezione dei Della Valle, non proprio una lezione di stile, ma certamente una lezione di realpolitik calcistica che di questi tempi non guasta mai.&lt;br /&gt;Guai però a dimenticarla o a non far seguire a breve atti concreti, che rappresenteranno i binari sui quali i proprietari della Fiorentina cercheranno di portare avanti il loro progetto, già consolidato con l’allungamento del contratto a Cesare Prandelli. Alla fine, poi, di una delle settimane più controverse della storia viola degli ultimi anni, è arrivata una giornata di campionato di quelle che ti stampano il sorriso sulla bocca. La vittoria, contestata, contro il Livorno, ha portato la Fiorentina a meno due dalla Sampdoria, a meno uno dalla Juventus e al pari dell’Inter.&lt;br /&gt;Ancora è presto per capire che campionato sarà, ma gli impegni europei mi dicono che potrebbe essere un torneo liquido per gran parte della stagione, dove le più forti e le meglio organizzate potranno sfruttare al meglio turni favorevoli. In queste ci sta anche la Fiorentina, chiamata alla prova del nove, in Champions col Liverpool, in campionato contro Lazio e Juventus, fate un po’ voi.&lt;br /&gt;Parlare di Liverpool, per me che ho scritto “le verità sull’Heysel – Cronaca di una strage annunciata” (Libri di Sport, Bologna, 2003), non è mai facile e spero veramente e senza doppi sensi che la Fiorentina si faccia valere e possa battere gli inglesi.&lt;br /&gt;Per farlo, però, ci vorrà la migliore Fiorentina, forse quella che ancora non si è vista, ma che con Prandelli sta crescendo partita dopo partita. I “Reds” sono squadra forte e ostica, con un attaccante mortifero come Torres, al quale basta un guizzo per risolvere il match. Secondo il mio modesto e gobbo parere, anche un pareggio potrebbe bastare per continuare a cullare il sogno di passare agli ottavi di finale.&lt;br /&gt;Mi ha colpito molto, infine, la polemica di Spinelli dopo Livorno-Fiorentina. Un attacco frontale che dimostra quanto il dopo Calciopoli sia diventato, ormai, un tutto contro tutti. La cosa che mi sorprende di più, però, è che in Italia e quasi esclusivamente in Italia si continui a parlare di tutto fuorché di calcio, stai a vedere che, raschia raschia, a capirci qualcosa sono davvero in pochi?&lt;br /&gt;Cari e gobbi saluti a tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-9088261220515314880?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.violanews.com/' title='L&apos;angolo del gobbo 23 / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/9088261220515314880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=9088261220515314880&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/9088261220515314880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/9088261220515314880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/10/langolo-del-gobbo-23-il-brivido.html' title='L&apos;angolo del gobbo 23 / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-5710162691644369374</id><published>2009-09-24T14:34:00.007+02:00</published><updated>2009-10-02T18:19:44.976+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rubriche'/><title type='text'>L'angolo del gobbo 22 / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://iltempo.ilsole24ore.com/ilsassonellostagno/2008/11/04/947358/images/4622-diegodellavalle_resizeOK.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 470px; height: 280px;" src="http://iltempo.ilsole24ore.com/ilsassonellostagno/2008/11/04/947358/images/4622-diegodellavalle_resizeOK.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La settimana che ci siamo lasciati alle spalle la potremmo definire la più brutta da quando i Della Valle sono alla guida della Fiorentina. Nemmeno un gobbo avrebbe potuto sognare di meglio, ma la cosa peggiore, cari fiorentini, lo sapete qual è? È che ve la siete cucinata e condita tutta da soli. Chi non è toscano non capisce, ma chi lo è come me sa benissimo che l’autolesionismo è una malattia insita nelle nostre radici e a Firenze più che altrove. Non è la prima volta, infatti, che la città riesce ad affondare la squadra col suo comportamento e le sue polemiche.&lt;br /&gt;Le mie orecchie hanno dovuto sentire anche qualche buontempone intervistato dire che «i Della Valle vogliono fare cassa». Ma i fiorentini li leggono i conti? Sanno quanto costa mantenere una squadra di serie A tra le prime per poter partecipare alla Champions League? Evidentemente non lo sanno e ragionano, a sproposito, guidati dagli sciamani della penna che si beano di questa claque impreparata e stoltamente polemica.&lt;br /&gt;Mi piacerebbe rivederli tutti, uno ad uno, coloro i quali hanno tergiversato e tentennato sulla Cittadella Viola, non capendo o facendo finta di non capire che nel calcio moderno o si cambia radicalmente e si crea business o nessuno è più disposto a rilasciare assegni in bianco. Una società come la Fiorentina, se non riuscirà a mettersi al passo coi tempi, rischia la serie B, non per demeriti sportivi, ma per possibilità economiche.&lt;br /&gt;Va bene il tesoretto, va bene la campagna acquisti così così, ma preferite una società sana, capace di stare, non senza difficoltà, al passo con le grandi, oppure un club nuovamente a rischio fallimento per i troppi debiti? La riposta la conosco già.&lt;br /&gt;Poi c’è un altro aspetto. Le squadre competitive sono aumentate, di conseguenza la Fiorentina, che non è cresciuta, fatica ancora di più a restare nei piani alti della classifica, club che non hanno fatto campagne acquisti faraoniche ma che da anni progettano, come Genoa e Sampdoria. Hai visto mai che c’è qualcuno capace di progettare meglio che a Firenze? Possibile.&lt;br /&gt;Attenzione, quindi, a continuare su questo crinale, perché i Della Valle sono arrabbiati, Prandelli ha detto che il loro progetto è il suo, risultato? Tre pappine contro la Roma, capito mi hai?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-5710162691644369374?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='L&apos;angolo del gobbo 22 / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/5710162691644369374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=5710162691644369374&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/5710162691644369374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/5710162691644369374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/09/langolo-del-gobbo-22-il-brivido.html' title='L&apos;angolo del gobbo 22 / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-1370767108971375220</id><published>2009-09-08T09:55:00.001+02:00</published><updated>2009-09-08T09:57:19.597+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rubriche'/><title type='text'>L'angolo del gobbo 21 / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.sky.it/static/images/sezioni/sport/calcio_italiano/andrea_della_valle.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 548px; height: 345px;" src="http://static.sky.it/static/images/sezioni/sport/calcio_italiano/andrea_della_valle.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A volte mi faccio paura da solo e vi assicuro che non è un problema estetico. Quello che è accaduto nell’ultima settimana in casa viola, infatti, mi pare di averlo scritto e riscritto più volte in questa indigesta rubrica.&lt;br /&gt;I Della Valle, scrivendo fuori delle righe, sono e sono stati la salvezza della Fiorentina. Sicuramente hanno commesso e commetteranno degli errori anche loro, ma l’investimento economico per riportare Firenze e la sua squadra nell’élite del calcio italiano ed europeo è stato e continua a essere importante. Senza dimenticare che sono imprenditori che hanno sposato un progetto sportivo.&lt;br /&gt;Questo cosa significa? Significa che non avendo i petroldollari di Moratti o il bacino d’utenza che possono avere Juventus e Milan, ma forse anche Roma e Lazio, la Fiorentina e chi la guida deve saper fare bene di conto, soprattutto in campagna acquisti. Quindi, non solo saper scegliere il campione che ancora nessuno vede, ma essere bravi soprattutto in uscita, per un equilibrio tattico-economico di lungo respiro.&lt;br /&gt;L’arrabbiatura dei tifosi viola è legittima, ma, come spesso accade ed è accaduto in passato, ai cugini fiorentini piace esagerare e la loro civile contestazione non è andata giù a chi ha riportato la Fiorentina in Champions League partendo dalla C2, cosa che nessuno a Firenze dovrebbe mai dimenticare.&lt;br /&gt;È stata ricostruita una società prima che una squadra, sono stati ingaggiati professionisti di primo livello, come Prandelli e Corvino, e il club è tornato da protagonista nel calcio che conta.&lt;br /&gt;Il tifoso, però, si sa, non si accontenta mai. Ama e vuole essere corrisposto ad ogni livello, ragion per cui vorrebbe che la Fiorentina fosse più forte dell’anno scorso. Forse lo è, ma non grazie alla campagna acquisti. Se sul campo dimostrerà di esserlo, il merito sarà dei giovani che sono cresciuti e di un tecnico che da questo punto di vista è una garanzia.&lt;br /&gt;Cosa manca ancora a questo progetto? La Cittadella Viola, ovvero un meccanismo di business che aiuti i Della Valle a continuare a investire su Firenze e sulla Fiorentina. Se i tifosi continueranno a lamentarsi e la politica non darà risposte adeguate il progetto potrebbe anche non andare a buon fine. Di questi tempi nessuno è disposto più a staccare assegni in bianco, tanto meno per un sogno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-1370767108971375220?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='L&apos;angolo del gobbo 21 / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/1370767108971375220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=1370767108971375220&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1370767108971375220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/1370767108971375220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/09/langolo-del-gobbo-21-il-brivido.html' title='L&apos;angolo del gobbo 21 / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-4912110166096420024</id><published>2009-09-07T17:56:00.001+02:00</published><updated>2009-09-07T17:58:23.205+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rubriche'/><title type='text'>L'angolo del gobbo 20 / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://arseneknowsbest.files.wordpress.com/2009/07/ud-almeria-felipe-melo-253x190.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 253px; height: 190px;" src="http://arseneknowsbest.files.wordpress.com/2009/07/ud-almeria-felipe-melo-253x190.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il calcio offre spesso spunti curiosi e ironici, ma questo di certo non vi farà ridere cari cugini. Probabilmente nessuno di voi ha visto giocare la Juventus all’Olimpico contro la Roma e allora vi racconto io qualcosa.&lt;br /&gt;La formazione di Ferrara non è, come scrive qualche buontempone pro Inter o pro Milan, la principale candidata allo scudetto, anche perché ancora ci sono dei meccanismi da oliare, soprattutto nella fase difensiva, in quella di contenimento in mezzo al campo e nella gestione del vantaggio e del possesso palla.&lt;br /&gt;Vero è, però, che la Juventus vista a Roma a tratti ha divertito, è parsa tosta e per alcuni attimi devastante quando il trio d’attacco si muove verso la porta avversaria. Ma c’è un giocatore che mi è piaciuto particolarmente e si chiama Felipe Melo.&lt;br /&gt;Già, proprio qui volevo arrivare cari tifosi viola. Felipe Melo è un ottimo centrocampista, è un leader, è un combattente, ammonito anche domenica, è uno di quei giocatori che sa rompere il gioco altrui e rilanciare il proprio con altrettanta efficacia. Può sicuramente migliorare, ma ha già fatto vedere cosa custodisce nelle proprie corde.&lt;br /&gt;Ora, anch’io ho scritto abbondantemente sul calciatore nella passata stagione, ma se vi ricordate ho anche detto che Felipe Melo doveva restare a Firenze per far parte di un progetto di alto livello. Oltretutto era stato uno di quei colpi alla Corvino che lasciano gli avversari di stucco.&lt;br /&gt;Rivenderlo a una rivale come la Juventus che nel frattempo vi ha rifilato la grana Mutu, oltre a rimpiazzarlo con Cristiano Zanetti, a parte la volontà del giocatore e il guadagno spicciolo, mi è parsa un’operazione assai avventata. Se la Fiorentina vuole un futuro migliore non può disfarsi di giocatori così dopo averli scoperti.&lt;br /&gt;In questa estate vanno tanto di moda i quesiti ripetuti e allora, se permettete, sull’argomento ho deciso di cimentarmi anch’io, ma solo con tre: perché i media fiorentini hanno massacrato il calciatore? Perché Corvino l’ha venduto? Perché proprio alla Juventus?&lt;br /&gt;La Fiorentina ha iniziato bene la stagione, su questo non ci piove, è lì dove doveva e dove dovrebbe essere, ma credete che dirvi grazie per aver mandato Felipe Melo nelle braccia della Juventus sia troppo?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-4912110166096420024?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.brividosportivo.it/' title='L&apos;angolo del gobbo 20 / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/4912110166096420024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=4912110166096420024&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4912110166096420024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4912110166096420024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/09/langolo-del-gobbo-20-il-brivido.html' title='L&apos;angolo del gobbo 20 / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-5494369863040556616</id><published>2009-09-04T15:34:00.004+02:00</published><updated>2009-09-04T15:42:04.750+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><title type='text'>C'è del buono in Ucraina / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.oleole.com/media/main/images/member_photos/group1/subgrp395/anatoliytymoshchuk_214607.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 449px;" src="http://www.oleole.com/media/main/images/member_photos/group1/subgrp395/anatoliytymoshchuk_214607.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Territorio vicino, è questo il significato della parola ukraina, che deriva dallo slavo antico orientale. E forse più vicina lo è davvero dopo la prima affermazione internazionale, grazie alla conquista dell’Europeo Under 19, mai nessuna rappresentativa di Kiev era arrivata così in alto.&lt;br /&gt;Nata nel 1992 dopo il crollo dell’Unione Sovietica, l’Ucraina ha partecipato solamente ai Mondiali del 2006, dove è stata eliminata ai quarti di finale dall’Italia, sulla strada che portava a Berlino. Per gli Europei stessa solfa, anche se per il 2012 è già qualificata come paese ospitante, in teoria, perché in pratica potrebbe essere la Germania a supportare la Polonia, viste le carenze strutturali di Kiev. Yuriy Kalitvintsev, Ct dell’Under 19, ex centrocampista, nato a Volgograd, in Russia, è stato naturalizzato ucraino dopo aver giocato cinque stagioni con la Dinamo Kiev, società per la quale ha anche allenato la Primavera. Tre i pilastri di una squadra che ha fatto dell’aggressività e del gioco d’attacco le sue armi migliori, affinate nel classico 4-4-2. Il centrale difensivo Kryvtsov, il metronomo Petrov, leader della formazione ucraina, e il laterale di centrocampo Garmash.&lt;br /&gt;Con questo risultato Kalitvintsev insidia il posto del Ct della Nazionale maggiore Mychajlycenko, ex Sampdoria, alle prese con le qualificazioni mondiali. L’Ucraina è nel gruppo 6 europeo e può ancora sperare nel secondo posto che porterebbe agli spareggi, considerando che il primo è appannaggio dell’Inghilterra di Fabio Capello, ma se la deve vedere con la Croazia che attualmente ha tre punti e una partita in più.&lt;br /&gt;Con i suoi 46 milioni di abitanti la Repubblica semipresidenziale che si affaccia sul Mar Nero ha sempre espresso a livello sportivo importanti eccellenze, che hanno fatto la storia dell’Urss. Oggi, nel calcio, si deve accontentare di partecipare alla Champions League come comprimaria, senza dimenticare che proprio lo Shakhtar Donetsk, alcuni mesi fa, è stato il primo club ucraino a vincere una coppa europea, l’Uefa, oggi Europe League. Proprio gli arancioneri si dividono gli onori nazionali con la Dinamo Kiev: 4 Vyscha Liha, 6 coppe nazionali e 2 supercoppe, contro 13, 9 e 4 degli ex allievi di Lobanovski.&lt;br /&gt;L’unica volta che il campionato è stato vinto da una terza compagine è accaduto nel ’92, durante la prima edizione della Vyscha Liha, che è stata conquistata dal Tavriya Simferopoli.&lt;br /&gt;Lo smacco più grande, però, l’Ucraina l’ha subito sul piano organizzativo più che su quello sportivo. In un primo momento, infatti, insieme con la Polonia ha battuto l’Italia per l’organizzazione degli Europei 2012, ma col passare del tempo sono venute a galla gravi inadempienze, tra le quali la mancanza di strutture ricettive all’altezza della manifestazione. Pare che solamente Kiev ospiterà alcune partite, mentre il resto sarà appannaggio della Polonia e della Germania, subentrata all’ultimo momento grazie all’organizzazione e alle strutture dei Mondiali 2006. Unica consolazione? Prenderà per la prima volta parte a una fase finale di un Europeo.&lt;br /&gt;Nel frattempo il figliol prodigo è tornato a casa. Dopo le fallimentari esperienze al Milan e al Chelsea, Andry Shevchenko veste di nuovo la maglia della Dinamo Kiev, il club dov’è cresciuto. Per gli ucraini è un eroe, un eroe che cercherà di chiudere dignitosamente la carriera anche con la maglia della Nazionale.&lt;br /&gt;Sono lontani i tempi di Kontcha Zaspa e dell’orizzonte piatto di Dvirkishchyna. La “Base”, come la chiamano da queste parti, non era altro che il laboratorio della Dinamo, la caserma del Colonnello Lobanovski, quello del calcio del Duemila, quello del collettivo, quello di Blochin, Belanov, Zavarov, fino ad arrivare a Rebrov e, appunto, Shevchenko.&lt;br /&gt;Gli oligarchi hanno preso il potere, di cui è espressione anche il presidente della Federazione ucraina e della Dinamo Kiev, Hryhoriy Surkis, imputato numero uno del fallimento gestionale di Euro 2012. Così come Rinat Akhmetov, presidente dello Shakhtar Donetsk, a capo della SCM, Sistema Capital Management Group, con ricavi di oltre 6 miliardi di dollari annui, soldi capaci di fare dello Shakhtar la prima squadra ucraina, forse la più forte di tutto l’Est Europa, senza badare a spese, e di finanziare la campagna elettorale di Viktor Janukovyc nel 2004, anche se la vittoria arrise a Juscenko, dopo la ripetizione delle elezioni.&lt;br /&gt;Nel mezzo la rivoluzione arancione e la crisi energetica dovuta al braccio di ferro con la Russia, che ha messo in difficoltà l’intero continente.&lt;br /&gt;Domani a Kiev, alle 17 ora locale, l’Ucraina cercherà tre punti d’oro contro Andorra, che sino ad ora le ha perse tutte. Per Anatoliy Tymoschuk e compagni un passaggio obbligato per sognare un futuro calcistico più dignitoso e per continuare a guardare con orgoglio l’orizzonte piatto di Dvirkishchyna.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Modello Shakhtar &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Si chiama Donbass Arena ed è il fiore all’occhiello dello Shakhtar Donetsk, il nuovo stadio da 50 mila posti a sedere costato 300 milioni di euro. Un investimento in grande stile all’interno del parco Lenin Comsomol per un club che vuole sostituire la Dinamo Kiev nell’immaginario collettivo, espressione di una rinascita nazionale, con un’identità politica ben definita, che parta dal calcio. Un marchio rivolto verso l’interno ma anche verso i milioni di ucraini sparsi nel mondo. Per fare questo lo Shakhtar, dopo anni di spese pazze per i giocatori più forti che accettavano di trasferirsi all’Est, ha costruito un centro sportivo capace di ospitare più di 3.000 ragazzi, un’operazione che più d’ogni altra tenta di portar via la leadership alla Dinamo Kiev, diventata famosa per il laboratorio Lobanovski. La Donbass Arena è anche il primo stadio ucraino pronto per Euro 2012, nonostante il ripiegamento dell’Uefa, un ritardo colpa della lentezza degli investimenti governativi. Per Rinat Akhmetov, la presidenza arancionera è anche una rivalsa sociale, lui figlio di minatori, che non aveva i soldi del biglietto per vedere le partite, oggi proprietario della squadra della sua città natale.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Shevchenko e gli altri &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Andry Shevchenko è da poco tornato alla casa madre, lì dove è stato forgiato per diventare il più grande giocatore ucraino di sempre. C’è riuscito? Oggi la sua faccia campeggia su un francobollo e con l’Ucraina ha partecipato, prima volta, a una fase finale dei Mondiali. Una cosa è certa, in patria Andry è un eroe, anche se le ultime stagioni sono state fallimentari. Oleg Blochin a dirla tutta è nato a Kiev e con la Dinamo ha vinto molto, in patria e in Europa, fregiandosi, anche lui, del Pallone d’Oro. Peccato che quella si chiamasse Urss, quindi a conti fatti Shevchenko è l’espressione migliore del calcio ucraino dall’indipendenza. Con Rebrov ha rappresentato una coppia eccezionale che tante soddisfazioni ha dato alla Nazionale, dove oggi Tymoschuk, Bayern Monaco, e Voronin, Liverpool, sono i due giocatori più famosi. Per il resto, a parte Fedoriv e Levchenko che giocano in Russia, provengono tutti dai club ucraini, con Dinamo e Shakhtar a farla da padrone. Vista l’età media del gruppo Mychajlycenko potrebbe anche pescare qualche nuovo elemento dall’Under 19, ma non adesso che le qualificazioni sono alla stretta finale, magari per gli spareggi o, sognando, per i prossimi mondiali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-5494369863040556616?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ffu.org.ua/' title='C&apos;è del buono in Ucraina / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/5494369863040556616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=5494369863040556616&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/5494369863040556616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/5494369863040556616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/09/ce-del-buono-in-ucraina-lunita.html' title='C&apos;è del buono in Ucraina / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-3613342546927678865</id><published>2009-09-03T10:10:00.005+02:00</published><updated>2009-09-03T10:17:59.812+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vari'/><title type='text'>Kubica o Fisichella? / il Riformista</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.myexl.it/public/img_articoli/609/FERRARI.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 460px; height: 330px;" src="http://www.myexl.it/public/img_articoli/609/FERRARI.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A meno di clamorosi ribaltoni sarà il polacco Robert Kubica la seconda guida Ferrari, che accompagnerà Kimi Raikkonen da qui alla fine del campionato. L’annuncio ufficiale da parte della casa di Maranello dovrebbe arrivare proprio oggi, chiudendo così uno dei momenti più difficili e complicati del Cavallino che cercherà di terminare la stagione con due obiettivi: fare più punti possibili per il Mondiale costruttori e porre le basi per la squadra del futuro.&lt;br /&gt;Senza dimenticare che i piloti sotto contratto sono tre: Felipe Massa, Kimi Raikkonen e Fernando Alonso. Lo spagnolo, infatti, ha già firmato un triennale da 15 milioni di euro l’anno e, secondo le voci di corridoio, l’inchiesta che vede coinvolta la Renault non dovrebbe influire sul suo passaggio in Ferrari.&lt;br /&gt;Questa situazione, in verità, ha complicato, e non poco, le cose a Maranello, dove si doveva decidere chi affiancare al finlandese, tornato prepotentemente alla vittoria, per le ultime 5 gare, a partire dal GP d’Italia. In un primo momento Giancarlo Fisichella sembrava in pole position, anche nell’immaginario collettivo di poter finalmente vedere un pilota italiano in rosso. Ieri pomeriggio, però, il suo staff, che ha sede a Londra, non ne sapeva niente.&lt;br /&gt;“Fisico” aveva tutte le carte in regola per salire sul Cavallino e le pendenze della Force India nei confronti della Ferrari parevano il grimaldello per arrivare al pilota italiano. Secondo quanto si dice nell’ambiente, avrebbe accettato anche di fare il collaudatore nel 2010, per lasciare il posto a Felipe Massa; anche se Vijay Mallya, proprietario del team, si era opposto alla cessione. Un’opposizione che in tanti avevano battezzato di facciata, ma allora cosa avrebbe impedito a Fisichella di prendere la via per l’Italia?&lt;br /&gt;La risposta la potrebbe dare Fernando Alonso, perché il futuro della Ferrari è lui e i suoi tre anni di contratto sono lì a testimoniarlo. Quale squadra vuole il pilota spagnolo? E, soprattutto, quale compagno preferisce per puntare da subito a vincere il titolo iridato? E Raikkonen, in tutto questo, che ruolo giocherà? E Felipe Massa? Tornerà veramente a correre con la Ferrari?&lt;br /&gt;Intanto Robert Kubica si prepara a vestire di rosso e dare il meglio di se in vista della riconferma nel 2011, anno in cui dovrebbe fare coppia proprio con Fernando Alonso, per quelli che dovrebbero essere i desiderata dell’attuale pilota Renault. Proprio la casa francese potrebbe giocare un ruolo determinante in questo puzzle motoristico. Se, infatti, Alonso arriva a Maranello nel 2010, Kubica dovrebbe andare alla corte di Briatore, in attesa poi di tornare in Italia.&lt;br /&gt;Passaggi complicati che devono fare i conti con i legami contrattuali dei piloti e con le loro aspirazioni. D’altra parte, il polacco nel 2010 si ritroverebbe senza squadra per l’addio della Bmw alle corse e non vuole rimanere fermo per un anno, impasse che avrebbe rappresentato il nodo più grosso da sciogliere nell’accordo con la Ferrari. Anche se sulla Renault, attualmente, pesano come un macigno le dichiarazioni di Piquet jr.&lt;br /&gt;A lasciarci le penne è stato Luca Badoer che ha pagato caro il ritorno alle corse, senza dimenticare che non gareggiava dal 2000, ma molto probabilmente tornerà a fare il collaudatore delle rosse, ruolo che ha svolto con competenza in questi ultimi anni.&lt;br /&gt;Ora c’è da chiedersi una cosa, se Alonso correrà dal prossimo anno con la Ferrari, Raikkonen che fine farà? Tenerlo in congelatore è difficile, visto l’orgoglio del pilota e i team che farebbero a gara per prenderlo. Perché alla fine è questa la vera domanda che si stanno ponendo in molti e certamente anche a Maranello. L’incidente di Felipe Massa ha, indirettamente, scoperto un po’ troppo le carte del Cavallino, che sperava di fare le proprie mosse un po’ più al coperto e senza tanta pubblicità, come nella tradizione. Dato quasi per certo, quindi, che nel 2011 Alonso correrà insieme a Kubica, perché è così che vuole, nel 2010 chi sarà buttato giù dalla torre: Kimi Raikkonen o Felipe Massa?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-3613342546927678865?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Kubica' title='Kubica o Fisichella? / il Riformista'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/3613342546927678865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=3613342546927678865&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/3613342546927678865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/3613342546927678865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/09/kubica-o-fisichella-il-riformista.html' title='Kubica o Fisichella? / il Riformista'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-9102652209141366465</id><published>2009-09-02T13:33:00.005+02:00</published><updated>2009-09-02T15:05:05.305+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio italiano'/><title type='text'>Il caso Mutu / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.pianetazzurro.it/public/image/15mutu_asp.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 257px; height: 256px;" src="http://www.pianetazzurro.it/public/image/15mutu_asp.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Adrian Mutu non sarà squalificato dalla Fifa, per lo meno non adesso. L’attaccante della Fiorentina, allo stato degli atti, deve al Chelsea 17.173.990 euro, secondo quanto stabilito dalla Camera di risoluzione delle controversie del massimo organismo calcistico mondiale e confermato lo scorso 31 luglio dal Tas, che ha rigettato l’appello presentato dai legali dell’attaccante viola. La vicenda processuale e giuridica è assai complicata. Nel settembre del 2004, all’inizio della sua seconda stagione col Chelsea e dopo appena due presenze, Mutu fu trovato positivo alla cocaina. Il 29 ottobre fu licenziato dal club londinese, squalificato per 7 mesi e la Football Association gli comminò una multa di 20.000 sterline.&lt;br /&gt;Il Tas su questa vicenda si è già espresso altre due volte: nel 2005 e nel 2007. Due anni fa, infatti, ha semplicemente declinato la propria competenza sul caso rimandandola alla Fifa, mentre più significativa è la decisione presa quattro anni or sono, quando ha confermato la decisione degli organi della Football Association, che di fronte alla positività di Mutu alla cocaina consideravano quest’ultimo colpevole di aver rotto il suo contratto senza giusta causa.&lt;br /&gt;Quindi, il Chelsea ha licenziato il giocatore, come accade e accaduto in casi simili, con una risoluzione unilaterale del contratto, ma per la federazione inglese sarebbe stato proprio lui, col suo comportamento, ha romperlo senza giusta causa. Decisione questa già confermata dal Tas e che forse aiuta a comprendere quanto sia complicata la posizione di Mutu.&lt;br /&gt;I suoi avvocati, fino ad oggi sconfitti su tutta la linea, hanno deciso di ricorrere al Tribunale federale svizzero che dovrà verificare l’eventuale esistenza di vizi di forma nella sentenza del Tas, ricorso per il quale hanno tempo fino al 15 settembre. In un secondo momento potrebbero anche decidere di optare per la giustizia ordinaria, ma senza una deroga, che pare Mutu chiederà quanto prima, rischierebbero di esporre il calciatore a una squalifica.&lt;br /&gt;Tra le varie curiosità legali di questa vicenda c’è anche il fatto che il Chelsea potrebbe chiedere di equiparare la sentenza sportiva al diritto ordinario e rivalersi su Adrian Mutu fino al pignoramento dei beni.&lt;br /&gt;Se l’attaccante rumeno dovesse essere costretto a pagare si aprirebbero scenari impensabili nei futuri rapporti tra club e giocatori. Intanto i media di Bucarest hanno valutato il patrimonio del proprio beniamino, che si dovrebbe aggirare tra i 12 e i 13 milioni di euro. A questo punto, però, Mutu deve sperare che il suo diventi un caso internazionale, capace di coinvolgere tutte le istituzioni calcistiche, impegnate, soprattutto quelle che difendono gli interessi dei calciatori, a evitare un precedente del genere. Attenzione, però, a Michel Platini, l’Uefa per Adrian non si metterà contro la Fifa di Blatter.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-9102652209141366465?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.tas-cas.org/d2wfiles/document/3459/5048/0/Award%201644%20FINAL.pdf' title='Il caso Mutu / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/9102652209141366465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=9102652209141366465&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/9102652209141366465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/9102652209141366465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/09/il-caso-mutu-il-brivido-sportivo.html' title='Il caso Mutu / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-4287972963904190252</id><published>2009-08-28T12:51:00.002+02:00</published><updated>2009-08-28T12:55:06.486+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rubriche'/><title type='text'>L'angolo del gobbo 19 / Il Brivido Sportivo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.agliettifloricoltura.it/immagini/LAVORI%20IMPORTANTI/importanti%20005%20big%20stadio%20Franchi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 750px; height: 499px;" src="http://www.agliettifloricoltura.it/immagini/LAVORI%20IMPORTANTI/importanti%20005%20big%20stadio%20Franchi.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Va detto senza indugi, la stagione della Fiorentina è iniziata proprio alla grande: una qualificazione ai gironi Champions ripresa con le zampe, una prima di campionato riacciuffata per i capelli e una polemica “rovente” tra la società viola e il Comune di Firenze.&lt;br /&gt;Be’ cari cugini niente male davvero come inizio di quella che dovrebbe essere l’era del cinghiale bianco, ovvero della consacrazione di questa nuova forza del calcio italiano.&lt;br /&gt;Mi vorrei soffermare, innanzi tutto, su una questione: la Cittadella, che assomiglia sempre di più a quella ‘Città del Sole’ vagheggiata a cavallo tra il Sedicesimo e il Diciassettesimo secolo da Tommaso Campanella. Per farla breve: un’utopia. Il problema resta sotto traccia perché sia sul fronte sportivo che su quello cittadino le necessità primarie sono altre, ma, come ho sempre scritto, di lì passa il futuro viola e niente sarà come prima, sia in positivo che, non ve lo auguro, in negativo.&lt;br /&gt;La polemica sulla pessima condizione dei ‘campini’ d’allenamento è solo il sintomo di una malattia più profonda. Parliamoci chiaro, la società ha voluto ricordare alla nuova amministrazione quali sono le sue esigenze primarie, facendo intendere che una squadra che voglia battersi su più fronti e ai massimi livelli non si può permettere di subire certe manchevolezze.&lt;br /&gt;«I campini – ha dichiarato Mencucci – sono in condizioni inguardabili, sarà mia cura farlo presente all’assessore allo sport che venga a vedere la situazione e prenda provvedimenti. Sono preoccupato che la squadra non si possa allenare bene…». L’ad della Fiorentina non poteva essere più chiaro ed esplicito di così, semmai preoccupa la risposta dell’assessore Barbara Cavandoli che riversa tutte le responsabilità sul caldo torrido di questi giorni.&lt;br /&gt;Tutto è possibile, ma da qualche mese a questa parte mi pare che tra la Fiorentina e il Comune non corra buon sangue, rischiando di arroventare un rapporto arenatosi nel deserto della Cittadella Viola. «Ripartiremo da zero» ha detto Mencucci, già…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-4287972963904190252?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.firenzeviola.it/' title='L&apos;angolo del gobbo 19 / Il Brivido Sportivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/4287972963904190252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=4287972963904190252&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4287972963904190252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4287972963904190252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/08/langolo-del-gobbo-19-il-brivido.html' title='L&apos;angolo del gobbo 19 / Il Brivido Sportivo'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-896478127441288703</id><published>2009-08-27T15:27:00.002+02:00</published><updated>2009-08-27T15:54:28.453+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><title type='text'>Parte la Liga / il Riformista</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://guidatv.sky.it/app/guidatv/images/epgimages/34256b_Real-barcellona-visore.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 558px; height: 320px;" src="http://guidatv.sky.it/app/guidatv/images/epgimages/34256b_Real-barcellona-visore.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Valencia-Siviglia, è questo il big match dell’edizione numero 79 della Liga che prende il via questo fine settimana. Non citare subito Real Madrid e Barcellona pare quasi una bestemmia e non aiuta a comprendere tutta l’attesa che c’è intorno al campionato spagnolo e alle due grandi di sempre.&lt;br /&gt;Non sarà ancora il movimento europeo più ricco, ma di certo contenderà alla Premier League la palma di più bello e più combattuto, anche se alcuni temono che lo smottamento di una delle due big potrebbe renderlo noioso e deciso prim’ancora d’iniziare a divertirsi. Un pericolo che sulla carta non otterrebbe nemmeno una quotazione dei bookmaker, tanto sembrano forti e invincibili Merengues e blaugrana.&lt;br /&gt;In fondo cinquanta delle settantotto edizioni le hanno vinte loro, 31 in Castiglia, 19 in Catalogna. Alle spalle Atletico Madrid con 9, Athletic Bilbao con 8, Valencia 6, Real Sociedad 2, Deportivo, Siviglia e Betis 1 a testa. Sempre loro hanno partecipato a tutti i campionati senza mai retrocedere, record che dividono con i baschi di Bilbao.&lt;br /&gt;D’altra parte, se i giocatori più forti e più appetiti sul mercato hanno preso la strada che portava in Spagna, chi a Madrid (Kakà, Cristiano Ronaldo, Benzema, Xabi Alonso, Arbeloa), chi a Barcellona (Henrique, Maxwell, Ibrahimovic), un motivo ci sarà, anzi forse più di uno. Innanzi tutto, la voglia di vestire la maglia di squadre che hanno fatto e fanno la storia del calcio, in seconda battuta, il desiderio di giocare e vivere in un Paese appassionato ma capace anche di stare alla giusta distanza dai propri beniamini. Il futebol è vissuto con tolleranza, eleganza, allegria e il massimo della contestazione è la cosiddetta panolada, i fazzoletti bianchi che garriscono al vento.&lt;br /&gt;Senza dimenticare che in Spagna, per i primi sei anni di residenza, molto più tempo di quanto una stella possa durare in un grande club ai massimi livelli, è applicata un’imposta sul reddito annuo del 24%. In soldoni, se un giocatore guadagna 2 milioni di euro netti l’anno, a una squadra italiana costerà 3,97 milioni, a una spagnola 2,68. Una sperequazione che ha messo il paese iberico all’indice quale paradiso fiscale per sportivi professionisti, scatenando due anni fa un’interrogazione alla Commissione europea da parte di alcuni deputati italiani, anche se la normativa Ue lascia una certa autonomia ai 27 Paesi membri in materia fiscale. Forse non è un elemento di scelta fondamentale ma di certo non guasta.&lt;br /&gt;Questo non significa che il calcio spagnolo non sia indebitato e non abbia i suoi bei problemi, ma c’è una stampa sportiva locale che asseconda un’immagine internazionale di grande prestigio e appeal, sottacendo spesso le magagne, che poi esplodono all’improvviso. Un esempio? L’Operacion Puerto e il tristemente famoso dottor Fuentes, un’inchiesta che, chissà perché, ancora sta alla lontana da calcio e tennis. Si sussurra che le pressioni governative siano notevoli.&lt;br /&gt;Già, perché la politica è parte integrante del movimento spagnolo, non tanto destra contro sinistra, quanto una regione contro l’altra armata. La Spagna, infatti, nonostante sia campione d’Europa in carica e una delle favorite per i prossimi Mondiali, vanta un sistema di rappresentative regionali unico al mondo, quella Catalana, Valenciana, Galiziana, Andalusa, Murciana e ovviamente dei Paesi Baschi e dell’Aragona, senza dimenticare Gibilterra, con tanto di federazioni non affiliate alla Fifa. Nell’hockey su pista esiste la Nazionale catalana e molti si aggrappano a questo precedente che crea non pochi grattacapi allo sport spagnolo. Potere e politica, come quando Franco, tifoso madridista, faceva spiare i giocatori del Barça o come quando il Real Madrid e il Barcellona si permettevano di tesserare i calciatori che fuggivano dalla Cortina di ferro, squalificati dalle federazioni internazionali.&lt;br /&gt;Una cosa, però, è certa quando il 29 novembre al Camp Nou, Barcellona e Real Madrid scenderanno in campo tutto il mondo si fermerà e le stelle, questa volta, non staranno a guardare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-896478127441288703?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.lfp.es/Default.aspx?tabid=65&amp;IDLanz=2' title='Parte la Liga / il Riformista'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/896478127441288703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=896478127441288703&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/896478127441288703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/896478127441288703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/08/parte-la-liga-il-riformista.html' title='Parte la Liga / il Riformista'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-3876537612325327664</id><published>2009-08-26T10:48:00.003+02:00</published><updated>2009-08-26T10:54:27.293+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio internazionale'/><title type='text'>God save the Spurs / il Riformista</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.autotrader.co.uk/EDITORIAL/editorial_images/non_imported/jermaine_defoe.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 200px;" src="http://www.autotrader.co.uk/EDITORIAL/editorial_images/non_imported/jermaine_defoe.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Audere est facere o se preferite To dare is to do, “Osare è fare” recita il motto del Tottenham Hotspur, il cui stemma brilla alto sopra il cielo di Londra: tre vittorie nelle prime 3 giornate di campionato, la prima contro il Liverpool, l’ultima contro il West Ham United. Una cosa che nel quartiere di Haringey non accadeva da decenni. Nessuno sa ancora se durerà, se Harry Redknapp, zio di Lampard, riuscirà a riportare gli Spurs ai fasti di quando vinceva in Inghilterra e in Europa, anche se l’ultimo campionato che fa bella mostra di sé nella bacheca dei trofei risale al ’61. Di certo, però, quel primo posto a pari merito col Chelsea di Ancelotti fa rumore per tanti motivi diversi, non foss’altro perché l’Arsenal, acerrimo rivale dal 1919, è sotto.&lt;br /&gt;White Hart Lane, lo stadio dei biancoblu, è immerso nel quartiere ebraico di Londra, ciò non significa che i tifosi siano in maggioranza ebrei. Ma la storia, i dirigenti, l’elemento geografico e la percezione degli avversari hanno creato un’immagine e una prossimità al mondo ebraico che nessuno si è mai sentito in dovere di sbiadire né tanto meno smantellare. L’attuale presidente del Tottenham è ebreo e nemmeno nei suoi incubi peggiori ha mai pensato di cambiare rotta.&lt;br /&gt;Daniel Levy, inglese dell’Essex, classe ’62, ha quattro figli e una laurea in economia presa a Cambridge. Manager cresciuto nell’ENIC International Ltd, società specializzata nell’intrattenimento, media e sport, siede sullo scranno più alto dei Lilywhites dal febbraio del 2001. L’ENIC possiede e ha posseduto, oltre ad azioni del Tottenham, anche quelle dell’AEK Atene, Basilea, Slavia Praga, Vicenza e Glasgow Rangers. Società oggi nelle mani di Joe Lewis, settantenne londinese che vive a Lyford Cay, Bahamas, un miliardario che dall’attività di catering della famiglia ha saputo ampliare in maniera esponenziale la sua ricchezza e a diversificare le sue attività.&lt;br /&gt;La presidenza Levy non è stata fino ad oggi ricca di soddisfazioni per gli Spurs, anzi. A parte la Coppa di Lega conquistata nel 2008 contro il Chelsea, con Juande Ramos in panchina il resto è buio pesto. Un buio che solo con l’arrivo di Redknapp (costato un conguaglio di 5 milioni di sterline) sta lasciando spazio a nuovi e insperati sprazzi di luce; da bambino era tifoso dell’Arsenal e ha allenato il West Ham United, ma in questi giorni nessuno lo ricorda più.&lt;br /&gt;Proprietari inglesi, società immersa nella cultura e nell’immaginario ebraico, tecnico inglese, di Londra per giunta, Jermain Colin Defoe, la stella, è la nuova rivelazione della Nazionale di Capello. Ogni tifoso attaccato alla tradizione che negli ultimi anni ha dovuto chinare il capo davanti agli squadroni con proprietari, allenatori, e campioni stranieri non poteva desiderare vendetta migliore.&lt;br /&gt;Così come inglesi sono Huddlestone, Lennon, O’Hara, King e Crouch, senza dimenticare Jenas, Woodgate, Rose, Dawson, Naughton e Bentley. Ma parlare di autarchia sarebbe antistorico per una squadra che non teme le contaminazioni, tanto che lo zoccolo duro dei tifosi si fa chiamare Yid Army, proprio per rispondere alle offese razziste di cui il Tottenham è stato a volte bersaglio. Non bisogna, infatti, dimenticare che tra i pilastri della squadra ci sono i croati Corluka e Modric, il russo Pavlyuchenko, il camerunese Assou-Ekotto, il brasiliano Gomes, l’italiano Cudicini e tanti altri. Il capitano è l’irlandese Robbie Keane.&lt;br /&gt;Un vento nuovo soffia sul calcio inglese? Lo scopriremo già sabato contro il Birmingham, ma soprattutto il 12 e il 19 settembre contro Manchester United e Chelsea, e sarà allora che il yido Defoe dovrà ricambiare l’affetto dimostratogli dai tifosi, perché qui, nel Nord di Londra, si ama e non c’è perdono per i traditori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-3876537612325327664?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.tottenhamhotspur.com/' title='God save the Spurs / il Riformista'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/3876537612325327664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=3876537612325327664&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/3876537612325327664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/3876537612325327664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/08/god-save-spurs-il-riformista.html' title='God save the Spurs / il Riformista'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-5561184065276356404</id><published>2009-08-25T10:47:00.004+02:00</published><updated>2009-08-25T10:51:34.696+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vari'/><title type='text'>Fanini all'attacco / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.messin.it/wp-content/uploads/nuovo/200px-ivano_fanini.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 241px;" src="http://www.messin.it/wp-content/uploads/nuovo/200px-ivano_fanini.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dai Mondiali di atletica di Berlino a quelli di ciclismo di Mendrisio la lotta al doping non si ferma e in prima fila c’è sempre Ivano Fanini che non si lascia sfuggire l’occasione: «La Fidal ha selezionato atleti che non hanno avuto niente a che fare col doping. Siamo tornati senza medaglie ma puliti e a testa alta». Così il patron di Amore &amp; Vita chiede al presidente Fci Di Rocco di fare lo stesso per l’appuntamento iridato che, come sempre, vedrà l’Italia in prima fila. E se Di Rocco non ne avesse il coraggio domanderà a Petrucci d’intervenire. L’inchiesta padovana della Guardia di Finanza, condotta dal pm Benedetto Roberti, che per adesso ha coinvolto trenta persone, tra cui 10 ciclisti e 5 medici dimostra, infatti, che non si deve mai abbassare la guardia. Inchiesta che ha visto protagonista anche il campione del mondo in carica Alessandro Ballan come persona informata sui fatti, che ha dichiarato di aver rifiutato il Cera: «Tuttavia – tuona Fanini – allo stesso tempo ha affermato di conoscere e frequentare l’ex dilettante oggi cicloamatore Bonin, già indagato per vendita di Cera. Anche il campione italiano, Filippo Pozzato, come pure Tosatto, ha ammesso di conoscere e addirittura di allenarsi con questo personaggio e allora cosa ci vogliono far credere? Che si sono rivolti a questo modesto cicloamatore solo per fare insieme qualche sgambata?».&lt;br /&gt;Ivano Fanini ha dedicato al ciclismo la sua vita, ama questo sport e vuole bene ai corridori che considera come tanti figli e per questo non si da per vinto nella battaglia contro il doping che non è solo una battaglia della legalità contro l’illegalità, ma anche uno scontro tra chi preferisce tutelare la salute degli atleti e chi invece venderebbe l’anima al diavolo per il risultato.&lt;br /&gt;«Sarà un caso – afferma l’imprenditore toscano –, ma da quando hanno scoperto il Cera i ciclisti veneti non hanno più centrato risultati di rilievo». E conclude: «Adesso è il momento di cambiare strada e dare un segnale nuovo. Non importa vincere per forza, l’importante è essere puliti, anche se non dovessimo essere protagonisti della corsa».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-5561184065276356404?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.unita.it/' title='Fanini all&apos;attacco / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/5561184065276356404/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=5561184065276356404&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/5561184065276356404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/5561184065276356404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/08/fanini-allattacco-lunita.html' title='Fanini all&apos;attacco / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-4400832846553220084</id><published>2009-08-24T09:04:00.002+02:00</published><updated>2009-08-24T09:09:07.345+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vari'/><title type='text'>Scusa se mi sono dopato / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://blogosfere.it/images/doping33333.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 405px; height: 252px;" src="http://blogosfere.it/images/doping33333.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Mi scusi signor giudice ma ho mangiato troppo cinghiale. Anzi no mi sono fatto uno shampoo, sa com’è con questi capelli!”.&lt;br /&gt;Se c’è una cosa veramente divertente in Italia del dietro le quinte il mondo dello sport non sono certo le polemiche tra Lippi e Mourinho né tanto meno le barzellette di Totti, restano più esilaranti le facce dei compagni di Nazionale che non riescono a guardarlo senza ridere, bensì le scuse dei vari atleti e atlete implicati in processi per doping.&lt;br /&gt;A rivelarlo con scansonata serenità e un pizzico di etica indignazione è il professor Dario D’Ottavio, già responsabile del Servizio di Chimica Analitica e Controllo della Qualità presso l’Azienda Ospedaliera S. Camillo-Forlanini di Roma, oggi coordinatore del CNC (Consiglio Nazionale dei Chimici) per la lotta al doping, membro della prima Commissione antidoping del ministero della Sanità quando con la legge 376/2000 il doping divenne reato penale, nonché consulente di varie procure: «Sempre dalla parte dell’accusa – specifica D’Ottavio – perché credo che stare con un piede in due staffe sia inopportuno, anche se ci sono alcuni colleghi molto bravi che riescono in entrambe le cose. L’unico atleta che ho aiutato a difendere è stato lo schermitore Baldini, poiché ero convinto della sua innocenza».&lt;br /&gt;Dal processo Conconi a Ferrara alla morte di un culturista a Modena, dal blitz al Giro d’Italia del 2001, con la procura di Firenze, al caso Couto, per poi andare a Perugia tra l’affaire Nakata-Pagotto e quello Gheddafy, un ciclista positivo al testosterone a Viterbo, il Giro d’Italia donne a Potenza, l’antitrainer a Vicenza e l’ozonoterapia a Padova.&lt;br /&gt;«Ogni sostanza ha la sua scusa – sottolinea il prof. D’Ottavio –. Il nandrolone, ad esempio, si cerca di coprire con l’utilizzo di determinati shampoo piuttosto che con l’aver mangiato carne di maiale castrato o cinghiale. Mi dica lei se un atleta può magiare 24 ore prima di una partita quasi mezzo chilo di frattaglie tra testicolo, rene e fegato, parti generalmente poco apprezzate e poi che dieta mai sarebbe?!».&lt;br /&gt;Se non fossero cose veramente accadute ci verrebbe da ridere, ma lo sghignazzo è dietro l’angolo quando si parla di donne positive al testosterone: «In questo caso si va dal rapporto orale col fidanzato a dichiarare di aver mangiato il pezzo di carne dove è stata fatta la puntura di anabolizzanti. Negli Usa per i bovini è consentito, ma dopo un mese non vi è più traccia e poi bisognerebbe aver mangiato l’intero animale, è mai possibile?».&lt;br /&gt;C’è anche chi ha dichiarato di aver avuto un rapporto sessuale con un atleta dopato, quasi più credibile un rapporto carnale col povero maialino castrato: «Va bene il rapporto sessuale – dice ridendo D’Ottavio – ma deve essere stato di un’intensità spaventosa, la cara ragazza ha avuto forse la fortuna d’incontrare un supermaschio?».&lt;br /&gt;Ma non finisce qui perché c’è il ciclista positivo alle gonadotropine che si è scusato affermando di aver avuto un rapporto sessuale, aridajè, con la moglie incinta che così le ha trasmesse al marito. Per non parlare del morso della medusa, un nuotatore ha detto, infatti, che la puntura dell’animale avrebbe trasformato l’eritropoietina naturalmente presente nell’organismo in eritropoietina di sintesi: «Se tali tesi fossero supportate anche da personaggi di scienza – sottolinea il biochimico clinico – ci sarebbe veramente di che preoccuparsi. Come quando è stato dichiarato che un ciclista aveva la pipì come un bambino, affermazione, per me, scientificamente non corretta, ci credo che poi è stato assolto. Io ho fatto qualche milione di analisi di urine in questi anni e non ho mai detto o scritto una cosa del genere. Secondo me sono dichiarazioni gratuite che tolgono credibilità alla lotta al doping».&lt;br /&gt;Ci sarebbe da sbellicarsi dalle risa se questi atleti non rischiassero la propria salute: «Io – ribadisce D’Ottavio – mi batto per un’atleta sano, sono stato il primo a parlare di passaporto biologico e me ne infischio dei passi indietro della Wada, ogni Paese ha il diritto di tutelare i propri cittadini come meglio crede».&lt;br /&gt;Insomma cari atleti fate l’amore e non fate la guerra prima delle gare, sventolatelo pure ai quattro venti, ma non ci prendete per il culo, hai visto mai che è dopato pure quello.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5350619862947045402-4400832846553220084?l=fangoenuvole.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.sportpro.it/' title='Scusa se mi sono dopato / l&apos;Unità'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/feeds/4400832846553220084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5350619862947045402&amp;postID=4400832846553220084&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4400832846553220084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5350619862947045402/posts/default/4400832846553220084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fangoenuvole.blogspot.com/2009/08/scusa-se-mi-sono-dopato-lunita.html' title='Scusa se mi sono dopato / l&apos;Unità'/><author><name>Francesco Caremani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10171461462361114208</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://farm4.static.flickr.com/3257/2434718333_929cbedf4e.jpg?v=0'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5350619862947045402.post-1982711218661402353</id><published>2009-08-21T14:57:00.003+02:00</published><updated>2009-08-21T15:10:33.040+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='interviste'/><title type='text'>Pietro Mennea / l'Unità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.itineraweb.com/foto/baroniecontadini/menneapodio.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 163px; height: 250px;" src="http://www.itineraweb.com/foto/baroniecontadini/menneapodio.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Pietro Mennea è l’ultima grande icona dell’atletica leggera italiana che in questi giorni sta perdendo pezzi sulle strade di Berlino. Un disastro annunciato che ha radici profonde. Un giudizio severo e una rabbia costruttivi quelli di Mennea, che non ha perso, però, la speranza di progettare un nuovo modo italiano di fare sport.&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Il 2009 sarà ricordato come l’anno zero dell’atletica italiana? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Già ai Mondiali di Helsinki abbiamo vinto solo un bronzo. Il sistema sportivo italiano è obsoleto. In Italia si fatica a portare un giovane a praticare qualsiasi disciplina, la scuola da questo punto di vista non funziona e nessuno va a cercare il talento».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Un problema di uomini, di strutture, di istituzioni o tutti questi insieme? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Tutto insieme. In Europa si salvano solamente l’Inghilterra, in vista dei giochi olimpici del 2012, e la Germania che ha recuperato una quarantina di scuole d’élite sul sistema dell’ex Ddr, con la speranza che il doping resti fuori della porta».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Perché l’atletica italiana non è più riuscita a produrre nuovi Mennea e nuove Simeoni? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Sono trent’anni che l’Italia non porta un velocista in finale, d’altra parte io faccio altro. Se me lo permettessero creerei una scuola di velocità, dalle categorie giovanili agli Juniores, con istruttori sparsi sul territorio nazionale a reclutare i ragazzi, il tutto ben mixato col sistema scolastico».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Dove sarebbe oggi l’atletica leggera senza i corpi militari? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Il 75% delle medaglie vinte a Pechino appartiene ai gruppi sportivi militari, un sistema assimilabile a quelli dei Paesi dell’Est Europa. Un apparato che, dai 470 milioni di euro circa di fabbisogno annuo del Coni al 5 per mille da poco istituito, il contribuente finanzia direttamente o indirettamente».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Il record di 19”72 nei 200 m ha resistito dal ’79 al ’96, a cosa deve la sua longevità? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Anni di lavoro, impegno, sacrificio e dedizione. Per fare quel record mi sono allenato 11 anni, 350 giorni l’anno, per 5-6 ore il giorno».&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Cosa c’era dietro quell’accelerazione vincente nella curva che portava sul r
