lunedì 23 novembre 2009

La Lega Atlantica / Avvenire


Una lega del Nord Atlantico. È questa l’ultima idea sul tavolo del calcio europeo che ha ormai nella Champions League la sua manifestazione di punta, sia come spettacolo che come risultato economico.
A proporla è stato Michael van Praag, presidente della Federazione olandese di calcio e comprenderebbe club belgi, portoghesi, olandesi, scandinavi più Celtic e Rangers di Glasgow.
Le due squadre scozzesi da anni pensano a lasciare la Scottish Premier League, per vari motivi: campionato poco competitivo e quindi poco appetibile anche sotto l’aspetto dei diritti televisivi, di conseguenza scarsa concorrenza europea dei due club che si dividono la partecipazione alla ricca Champions. In verità lo sbocco naturale per entrambi sarebbe la Premier League, anche se vista la forza delle avversarie non garantirebbe un accesso sicuro all’Europa che conta, ma basterebbero i diritti televisivi sul campionato per risollevarne le sorti economiche.
«L’Uefa, attualmente, è conservatrice e piena di paure – ha dichiarato van Praag – Io ne faccio parte, ma credo sia venuto il momento di creare una nuova lobby per aprire nuove frontiere e nuove possibilità».
L’invito più diretto è stato rivolto proprio a Celtic e Rangers, che porterebbero con sé tanta storia, blasone e pubblico, con due stadi meravigliosi. Ma, come nell’Old Firm, la reazione è stata opposta.
Peter Lawwell, dei biancoverdi cattolici, ha definito l’idea un “Frankenstein” calcistico, mentre il suo dirimpettaio protestante, Martin Bain, ha accolto con grandi elogi l’outing di van Praag: «È venuto il momento di un cambiamento nel calcio europeo e ci sono tanti club che la pensano come noi», aggiungendo: «La stessa Uefa sa benissimo che dovrà fare qualcosa per aiutare la crescita dei movimenti più piccoli, per proteggere la natura competitiva della Champions».
Platini, che vuole un calcio più democratico, ha fatto chiudere il G-14, ma ha dovuto fare importanti concessioni ai club politicamente più importanti e la crisi economica sta facendo il resto.

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