giovedì 26 novembre 2009

La discesa di Toni / l'Unità


Un amore intenso ma breve. Potrebbe essere archiviata così l’avventura di Luca Toni al Bayern Monaco, con Van Gaal a fare la parte del terzo incomodo.
Sarà per le magre che l’italiano ha messo in fila dall’inizio della stagione, sarà per la crisi di risultati della squadra bavarese, sarà per il vulnus tattico dell’olandese, fatto sta che tra i due è rottura. Una rottura annunciata da Toni su Rai Tre, «Tutte le cose hanno un limite, gli ho detto quello che pensavo e il nostro rapporto è quasi finito», e ufficializzata poi da Van Gaal sulla Bild.
Il tutto condito con uno spruzzo di veleno: Toni si prepara in vista della sfida di Champions e l’allenatore dichiara, invece, che si è “chiamato” fuori dalla rosa perché infortunato. Una caduta di stile che fa pari con la multa comminata per mancanza di disciplina all’ex giocatore della Fiorentina, per essere andato via subito dopo la sostituzione nel secondo tempo del match con lo Schalke04.
Una situazione che stride con il Toni raccontato e incensato fino a poco tempo fa, vincitore di Bundesliga, Coppa di Germania, Coppa di Lega tedesca e della classifica marcatori con 24 reti.
Difficile pensare che sia lo stesso giocatore al quale era stata dedicata una canzone, diventata molto popolare. Il campione del mondo che proprio in Germania aveva alzato la coppa sotto il cielo di Berlino. L’idolo delle donne teutoniche e dei tifosi del Bayern.
Una cosa è certa, la stella di Toni in Baviera è in fase calante, passando dai 24 gol della prima stagione ai 14 della seconda, per finire allo zero attuale. In tutto l’attaccante ha messo insieme 4 presenze in campionato, una con una rete in Coppa di Germania e altrettanto in Champions League. Ha giocato anche due partite con la squadra riserve senza segnare, insomma performance lontane da quelle che lo portarono a vincere la Scarpa d’Oro nel 2006.
«Mi piacerebbe tornare in Italia e giocarmi le mie chance per il Mondiale», ha detto ai microfoni della televisione italiana, facendo arrabbiare Van Gaal e il Bayern Monaco. Un’idea suggestiva, visto che si è parlato anche di un clamoroso ritorno alla Fiorentina, impossibile se guardato dal punto di vista di Gilardino che ama giocare da punta centrale, possibilmente solo, plausibile se legato al caso Mutu.
Anche il Napoli, alle prese con un Quagliarella decisamente sottotono, e la Roma, da sempre alla ricerca di un attaccante italiano di peso, sembrerebbero interessate, ma l’affare è più complicato del previsto.
Se il Bayern Monaco dovesse esonerare Van Gaal in tempi brevi Toni resterà, cercando di capire quanto spazio gli potrà garantire il nuovo allenatore. Se Van Gaal rimane Toni a gennaio sarà sul mercato.
Secondo tuttomercatoweb.com c’era un contratto pronto col Valencia sul quale mancava solo la firma del giocatore, ma i suoi tentennamenti hanno spinto il club spagnolo a chiedere Dominguez al Rubin Kazan. Senza dimenticare il peso dei 6 milioni di euro annui che l’italiano percepisce attualmente.
Più suggestiva l’ipotesi Roma, il cui interessamento è stato confermato dal manager del centravanti Josè Alberti a romagiallorossa.com, interessamento e non trattativa che, eventualmente, procederebbe sull’offerta di un triennale per 2,5 milioni a stagione. Difficile pensare, però, che i tedeschi possano accontentarsi di soli 5 milioni di euro per cederlo a titolo definitivo.
Con Totti formerebbe una coppia mundial decisa a convincere Lippi per la missione sudafricana e capace, almeno nelle intenzioni, di risollevare la Roma di Ranieri, chiamata a un riscatto e possibilmente a uno strappo in avanti nella seconda parte della stagione, per rientrare in zona Champions.
Non discutiamo l’ipotesi Roma ma, con tutto il rispetto dovuto ai protagonisti, l’idea di un attacco azzurro formato da due giocatori che insieme fanno 65 anni non ci entusiasma. Meglio l’esonero di Van Gaal.

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